Radiogiornale 126       

                                                       12 Febbraio 2005

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Questo è il tuo sito web  http://www.radiogiornale.org

VIENI A VISITARLO

E’ GRADITO UN TUO PARERE!

 

Dato il crescente successo della nostra iniziativa del Radiogiornale, in occasione del nuovo anno, con un ulteriore impegno, abbiamo realizzato anche un importante sito al servizio dei Radioamatori italiani, dove è possibile prelevare le copie arretrate, a partire dalla prima fino all’ultima uscita e dove tutti coloro che preferiscono evitare l’ arrivo via e-mail, o che hanno il problema della casella troppo piena, possono leggere e prelevare liberamente e senza spese il Radiogiornale. Inoltre occuperai la linea telefonica per un minor tempo rispetto alla ricezione di E-mail, in quanto le copie prelevabili dal sito sono compattate con lo Zip.

 

PER QUALSIASI COMMENTO, O SUGGERIMENTO,  PER ARTICOLI DA INSERIRE, O PER RICHIEDERE L’INVIO DEL RADIOGIORNALE,

E-MAIL A RADIOGIORNALE@FASTWEBNET.IT

 

 

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Sommario:

  1 - agli iscritti non far sapere…;

  2 - Luigi Belvederi I4AWX invita Alessio Ortona I4BYH ad un importante dibattito TV;

  3 - Dicono di noi; 

  4 - Tutto è relativo;

  5 - “Le antenne” due galassie gemelle;

  6 - Calamite orbitanti;

  7 - La radio clandestina nei campi di sterminio;

  8 - La radio a lametta;

  9 - Montichiari: DX & Contest Corner 2005 – QRP & Sota;

10 - I circuiti integrati;

11 - TV digitale terrestre: tutti i segreti;

12 - Una meteora per antenna;

13 - 3° Meeting ATV;

14 - Marlon Brando attore e Radioamatore KE6PZH;

15 - L’anarchia dei ponti e il ruolo delle associazioni;

16 - I grandi dell’elettricità;

17 - Il RADAR;

18 - Castello in Puglia offresi;

19 - Bluetooth nuova frontiera per i telefonini;

20 - L’ARI di Udine cambia indirizzo WEB;

21 - Mercatino radioamatoriale;

22 - Informazioni.

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 1-

agli iscritti non far sapere…

 

La velina del “Fatti di cui si parla 26”, riportata sotto, che un uccellino spione mi ha fatto trovare sul davanzale, merita senza meno un commento...

 

Un proverbio vecchio, ma sempre attuale, recita: “Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere”. Ed è quelle che viene alla mente leggendo “Fatti di cui si parla 26”

In effettii, a fronte di un fatto oggettivamente di estrema gravità, quale la dimissione di mezzo Consiglio, comunicate nei numeri 124 e 125 del Radiogiornale, il Presidente Ortona scrive un messaggio – editoriale, inviato urgentemente alle sezioni ("Fatti di cui si parla 26") ove non spende una sola parola sul futuro dell'ARI, in crisi alla vigilia delle elezioni, o per rassicurare i radioamatori giustamente preoccupati di quanto sta accadendo (e magari del bilancio di vent' anni di sua presidenza, comprese le “bacchettate ufficiali” ricevute dal Ministro delle Comunicazioni On. Gasparri per le azzardate e offensive affermazioni fatte dal Presidente dell’ARI!!!). L'unica cosa che Ortona dice in due pagine, è che si lamenta per la velocità con cui l'informazione è stata diffusa attraverso il "mezzo telematico". Ma lui stesso, quando scrive le sue paginette -che nonostante tutto l’impegno di MQP potranno vedere la luce solo su Radio Rivista di marzo- ne anticipa subito il testo a tutte le Sezioni italiane per il "mezzo telematico"! Allora, la velocità dell'informazione, il "mezzo telematico" tanto criticato, serve o non serve? Quello che si evince dall’editoriale è che al Presidente, dei gravi problemi esistenti non gliene importa molto, quello che gli interessa è che le notizie negative che lo riguardano girino a dorso di mulo ed arrivino al "mondo esterno" il più tardi possibile. Le altre notizie invece possono girare -e lui stesso le fa girare- per il "mezzo telematico" ! Ma entrando nel merito al “Fatti di cui si parla 26”: prima Ortona sostiene che sono state scritte delle “inesattezze” dal solito giornalino (Radiogiornale) a proposito del fatto che il CDN è ormai esautorato, ma alla fine della sua lunga dissertazione si accorge finalmente che anche con la quarta dimissione, quella di IV3FSG, effettivamente il CDN non ha più nessuna validità giuridica e conclude però che occorre che i soci attendano le votazioni, nel frattempo lui, anche se esautorato, continua a stare a Via Scarlatti!

L’estensore dei “fatti di cui si parla 26” dimostra poi di “soffrire” molto il fatto che gli iscritti sappiano quello che succede nel CDN e se la prende col “solito giornalino informatico” e con qualche consigliere che fa la spia. Insomma della Costituzione italiana e del fatto che la libera informazione è un diritto di tutti, Ortona non pare avere conoscenza, ma  vorrebbe che nessuno sapesse mai nulla e se mai venisse a conoscenza solo di quello che fa comodo a lui.

Fa poi un’analogia tra le notizie di quello che succede nel CDN e i “beccamorti”, non accorgendosi a questo punto di essere incorso in un grave infortunio giornalistico, perché se esistono i cronisti, che fanno il “beccamorto”, vuol dire che c’è bisogno di loro, perché esiste la materia prima per il loro triste lavoro e poiché il discorso riguarda lui e i pochi superstiti del CDN che gli sono rimasti “fedeli”, se ne deduce che loro sono la materia prima per il lavoro dei “reporter beccamorto”, sono ormai insomma dei dirigenti che in quanto tali sono dei defunti, non certamente in modo fisico (anzi auguriamo loro lunga vita) ma in senso politico associativo!

L’ultima perla da sottolineare è il pudore di Ortona sui motivi della raffica di dimissioni. Lui non ne parla e dice: “se vogliono lo diranno i dimissionari” e il verbale da loro scritto. Insomma ancora una volta gli iscritti non devono sapere…. Sempre con molta circospezione, per la prima volta il proclama “fatti di cui si parla 26” non è stato reso pubblico nel sito dell’ARI, ma inviato alle sezioni e uscirà si spera a marzo su RR. Rimane poi il legittimo dubbio che se il Radiogiornale non avesse informato i radioamatori italiani dei gravi fatti avvenuti nel CDN, il “fatti di cui si parla26” non avrebbe mai visto la luce e l’informazione sarebbe avvenuta con tre mesi di ritardo su RR.

 

Ed ecco il “Fatti di cui si parla 26” che sarà pubblicato a Marzo 2005 da Radiorivista

 

FATTI DI CUI SI PARLA 26

 

   L'ultima riunione del Consiglio Direttivo prima che il 2004 volgesse al termine, era stata programmata nella settimana intercorrente tra Natale e Capodanno, in quanto, nonostante fossimo nel pieno delle festività, vi era urgenza di discutere taluni argomenti ed assumere le necessarie decisioni.

   Però, a causa di motivi di salute di scrive queste note, si è reso necessario differire la riunione ed è stato possibile indirla solamente mercoledì 19 gennaio.

   Iniziati i lavori, dopo l'escussione del primo punto all'Ordine del giorno relativo ad informazioni del Presidente, ha assunto la parola il Segretario Generale, Ruggero Manenti, IS0 RUH, il quale ha dato alcune notizie relative al suo impegno di Segretario e quindi ha comunicato ai presenti le proprie dimissioni con effetto immediato.

   Vorrei qui illustrare le motivazioni di tale decisione, ma nel timore di non essere in grado di riferire esattamente il pensiero di Manenti, preferisco che sia la lettura del verbale redatto dallo stesso dimissionario, e quindi che siano le sue esatte parole a dare quella corretta informazione che i Soci sono sicuramente desiderosi di conoscere. 

   Subito dopo, senza però senza dare una precisa spiegazione della sua decisione, ma affermando solamente di condividere il pensiero di Manenti, anche il Consigliere Sanna rassegnava le proprie dimissioni, ma mentre Manenti si era subito allontanato dalla riunione, Sanna si dichiarava disponibile a rimanere fino all'ora di pranzo, al fine di consentire l'escussione dei punti più importanti all'ordine del giorno, in quanto con la sua assenza sarebbe venuto meno il numero legale, stante l'assenza del Vicepresidente Marino.

   Vi era, tra le altre cose, anche da decidere in merito alla partecipazione alla manifestazione di Pompei e l'intendimento di Sanna sarebbe stato quello di parteciparvi a pieno titolo, per cui, accantonata momentaneamente l'idea delle dimissioni, egli si dichiarava eventualmente anche disponibile a differirle a dopo la manifestazione, proposta che non veniva accolta. I fatti accadevano intorno alle ore 11,30/12 del 19 gennaio, e la riunione poteva così proseguire ed i punti salienti venivano portati a termine con una certa rapidità per consentire al Consigliere Sanna il rientro in ora ragionevole.

   Come è ben noto, le notizie di quel che accade durante le riunioni del Direttivo hanno sempre avuto una velocità di propagazione incredibile, se poi sono tali da suscitare stupore e creare commenti spiacevoli o peggio ancora, si prestano a mettere in cattiva luce qualche Consigliere, giungono sempre più rapidamente, sia a quei soggetti che vivono ai margini dell'Associazione e che sono animati da morbosa curiosità, e non hanno altro di cui occuparsi, sia a quelli che si dedicano alla divulgazione di notizie per via informatica.

   E' evidente che a fornire le necessarie informazioni, non essendovi alle riunioni consiliari presenze esterne, è sempre un Consigliere compiacente e loquace, per altro facilmente identificabile.

   Se poi l'informazione è anche spiacevole, come in questa occasione, aumenta il piacere di chi riesce per primo a renderla nota e la velocità di diffusione si sviluppa in forma quadratica.

   Ciò è confermato dal fatto che la notizia di quanto accaduto alle ore 12 del 19 gennaio, veniva inoltrata in rete, già nella stessa nottata, anche se in maniera distorta e con conclusioni sbagliate, non si sa bene se a causa della fretta del reporter o della fantasia del cronista.

   Si potrebbe dire che un fatto del genere abbia una certa analogia con quanto accade allorquando in una famiglia viene a mancare un congiunto, ed a poche ore di distanza dal triste evento, mentre sono ancora pochi a conoscere la ferale notizia, chi esercita quella triste professione che il volgo definisce "beccamorto", si trova sul posto giusto ed al momento giusto, viso di circostanza, vestito di scuro, per offrire con professionalità sicuramente esemplare i propri servigi.

   Infatti, anche in questo caso, a circa dieci/dodici ore di distanza dal fatto, la notizia delle dimissioni veniva divulgata sotto forma di articolo di apertura dal solito giornaletto informatico, ovviamente in maniera distorta, come spesso accade a chi scrive notizie raccolte da chiacchieroni di bassa lega, e con la conclusione che il Consiglio Direttivo, per effetto delle citate dimissioni, risulterebbe essere "invalidato".

   Si tratterebbe in altre parole, secondo il cronista, di una sorta di funerale associativo, e l'articolo dovrebbe apparire come un necrologio in piena regola, ma così non è, essendo la conclusione completamente sbagliata in quanto in conseguenza delle citate dimissioni, secondo quanto previsto dallo Statuto, occorre provvedere nel termine massimo di 4 mesi, alla cooptazione, ovvero alla sostituzione dei dimissionari con altri due scelti tra i non eletti.

   L'equivoco che si debba ricorrere ad elezioni parziali, scaturisce dal fatto che agli inizi del presente mandato, si era già dimesso Daniele Taliani, ed era stato sostituito da Manenti, all'uopo cooptato.

   Con le dimissioni di Sanna, sarebbero effettivamente tre i Consiglieri che si sono dimessi durante questo mandato, ma Manenti era un Consigliere cooptato, e secondo quanto stabilisce l'art. 20.2 del regolamento attuativo, è possibile sostituirlo procedendo con una nuova cooptazione, per cui è come se nel corso del medesimo mandato i Consiglieri venuti a mancare fossero solamente due e comunque questa situazione non priva il Consiglio Direttivo della propria validità.

   

   Questo editoriale, è stato redatto esattamente il 21 gennaio, ossia due giorni dopo la riunione di Consiglio, e purtroppo potrà vedere la luce solamente sul Radio Rivista di Marzo, essendo il numero di febbraio già a mani della tipografia..

  

   Il testo sarebbe praticamente concluso, ma l'improvviso giungere di altre dimissioni, per altro sollecitate da tempo e mai ottenute, mi costringe a riprendere la penna per dare questa ulteriore nuova notizia, che sarà sicuramente motivo di accresciuti commenti in rete, magari con una edizione straordinaria del giornaletto.

   Proprio nel pomeriggio del 21 gennaio, sono giunte via fax anche le dimissioni di Elvira Simoncini, IV3 FSG, per cui questa volta i dimissionari sono divenuti effettivamente tre e per la loro sostituzione non si può più fare ricorso all'istituto della cooptazione.

   Infatti, a norma di Statuto, sarebbe necessario indire al più presto nuove elezioni per la sostituzione dei tre Consiglieri venuti a mancare, i quali, una volta eletti, dovrebbero restare in carica fino al termine del mandato di questo Consiglio.

   Ma la scadenza del mandato dell'attuale Consiglio è ormai prossima, la consultazione elettorale per il rinnovo è già stata programmata e le scadenze delle operazioni di voto sono ormai note, per cui sarebbe impossibile procedere a delle elezioni parziali quando si sta già procedendo alla elezione di tutto il Direttivo

   Infatti in questo momento la macchina elettorale è già in movimento ed il Collegio dei Sindaci ha pubblicato le modalità elettorali e la presentazione delle candidature sta per concludersi, per cui occorre solamente attendere che la consultazione abbia il suo naturale svolgimento secondo il programma già stabilito e che di fatto è già operativo.

 

                                                         Alessio Ortona, I1BYH

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 2-

Sui grandi temi del radiantismo italiano e sul futuro dell’ARI

Luigi Belvederi I4AWX

invita Alessio Ortona I1BYH

a un importante dibattito televisivo

 

 

LUIGI BELVEDERI i4AWX

VIA PORTA D’AMORE 16

44100 FERRARA

 

Preg.mo Sig.

Rag. Alessio Ortona, i1BYH

Piazza Rossetti Raffaele 3/c

16129 GENOVA

 

 

 

e, p.c.

 

Al Direttore Responsabile di

RADIORIVISTA - ARI

Via Scarlatti 31

20124 MILANO

 

 

 

Al Direttore Responsabile di

RADIOKIT Elettronica

Edizioni C&C

Via del Naviglio 37/2

48018 Faenza    RA

 

 

Al Direttore Responsabile de

IL RADIOGIORNALE

Viale Leonardo da Vinci 114

00145 ROMA

 

                                                               Ferrara, 04/02/2005

 

Oggetto: INVITO

 

 

Caro Alessio,

 

Nel prossimo mese di Maggio, nell’occasione delle elezioni sociali dell’ARI, ci presenteremo al consenso dei radioamatori italiani.

 

Io, possibilmente, per un primo mandato, e Tu, possibilmente, per un undicesimo o dodicesimo mandato.

 

Al fine di consentire ai radioamatori di esprimere in modo consapevole il proprio voto, Ti invito ad un incontro-dibattito televisivo sui grandi temi del radiantismo italiano e sul futuro della nostra Associazione.

 

L’emittente televisiva satellitare SAT 8 (visibile su SKY al canale 859) si è resa disponibile ad ospitare un nostro incontro-dibattito, moderato da un giornalista professionista, ove entrambi avremo la possibilità di illustrare i nostri programmi e di parlare del radiantismo in Italia e del suo significato, sia nella valenza attuale che futura.

 

Con la categorica ed assoluta esclusione di qualsiasi riferimento a polemiche associative interne o personali (che ovviamente non interessano gli ascoltatori), la trasmissione sarà condotta ed incentrata sul significato del radiantismo in Italia, su come i radioamatori si rapportano con la società e le comunità in cui vivono e operano, sulla missione istituzionale del nostro Ente Morale, e sui programmi futuri della nostra Associazione.

 

Siccome SAT 8 è vista non solo in tutta Italia ma anche in tutta Europa, a parte l’evidente beneficio per i radioamatori italiani che dovranno esprimersi col voto, è del tutto evidente che si tratta di una eccezionale occasione per far conoscere ad una platea vastissima il significato, i valori, la funzione e gli scopi del radiantismo, che sono quelli che ci devono unire specialmente in questo momento di difficoltà associativa.

 

Sono pertanto sicuro che raccoglierai il mio invito, e mi contatterai al più presto per definire, di concerto con i responsabili dell’emittente, la data della diretta televisiva.

 

 

Cordiali saluti.

 

 

Luigi Belvederi i4AWX

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3-

Dicono di noi

Editoriale del Direttore della rivista Elettronica Flash

I radioamatori italiani in favore delle popolazioni colpite dallo tsunami

 

Lettore carissimo,

       per la prima volta mi rivolgo a Te dopo il nuovo incarico che mi è stato affidato a guida della nostra Rivista ed avrei voluto che questa fosse l'occasione per parlare delle novità editoriali in cantiere e delle prospettive future che ci riguardano. Purtroppo, l'immane tragedia che il 26 dicembre scorso ha colpito i Paesi del sud est asiatico ha sconvolto anche le priorità ed ha mobilitato tutti ed in particolare noi italiani, nella gara di solidarietà verso quelle popolazioni così duramente colpite, aderendo alla raccolta di fondi e generi di prima necesshà per i soccorsi immediati e gli interventi d'emergenza.

       Ci è sembrato, tuttavia, importante che i radioamatori - che si sono sempre distinti nella gara di solidarietà in occasione di calamità nazionali, pronti ad accorrere nei momenti d'emergenza in soccorso di chi aveva bisogno urgente d'aiuto, così come nel più organico impegno nella Protezione Civile -dessero un segno particolare di sensibilità di gruppo raccogliendo tra i propri associati offerte in danaro da mettere a disposizione delle Organizzazioni più attive e impegnate nell'opera di soccorso.

       Purtroppo, all'arrivo dello tsunami, la Rivista di Gennaio era già in distribuzione e quindi solo ora possiamo lanciare il nostro appello da queste pagine; ma, considerando che dopo i primi aiuti d'emergenza vi saranno notevoli necessità per ricostruire e soprattutto rendere di nuovo vivibile per i superstiti,

l'ambiente di questi tragici sconvolgimenti, pensiamo che la nostra iniziativa non sarà tardiva e soprattutto, ne siamo certi, non cadrà nel vuoto. Siamo del parere che non sia tanto importante l'entàà d'ogni singola offerta, che dipende ovviamente dalle possibilità e sensibilàà di ciascuno, quanto l'adesione completa di tuffi i radioamatori al nostro appello; come dire: non è tanto la potenza che ci interessa, quanto la frequenza.

>>>  Il nostro intendimento è quello di operare, a fianco del Radiogiornale in rete di Paolo Mattioli e delle riviste del settore che intendono collaborare, per raccogliere le vostre offerte sia in redazione sia, soprattutto, in occasione delle varie Fiere-Mercato dell'elettronica: a ciascuno verrà rilasciata regolare ricevuta e inseriremo poi, per ovvi motivi di trasparenza, l'elenco dei partecipanti a questa gara di solidarietà sul nostro sito in Internet, iùdicando il nominativo dell'offerente (se consenziente) con l'importo versato. Riteniamo che questa iniziativa possa protrarsi fino alla fine del mese di Febbraio.

       In chiusura, tornando ai nostri problemi quotidiani, vorrei annunciarti che dal prossimo mese di marzo riprenderà "No Problem", molto seguito dai lettori ed una nuova rubrica che vorrà essere un punto di collegamento diretto tra la redazione ed il Lettore.

 

A presto,

 

                                                                                    Giorgio Terenzi gterenzi@allengoodman. It

 

E.F.      febbraio 2005 

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 4-

 

TUTTO E’ RELATIVO

I paradossi spazio-temporali dei due gemelli che invecchiano in modo diverso e la Teoria della Relatività di Einstein, di cui si festeggia quest'ànno ii centenario

 

 

Einstein (1879-1955), fisico tedesco, sviluppò, nei primi anni del XX secolo, la teoria della relatività speciale e, successivamente, la teoria della relatività generale..

La teoria della relatività fa la sua comparsa nel mondo nel 1905, anno in cui Albert Einstein (1879-1955) che all’epoca era un oscuro impiegato dell’ufficio brevetti di Berna

Albert e che nel tempo libero si dedicava allo studio della fisica, pubblica su Annalen der Physik un lavoro intitolato "Sull’elettrodinamica dei corpi in movimento" che darà il via ad una delle due rivoluzioni del mondo della fisica di questo secolo. Assieme alla meccanica quantistica, la teoria della relatività smentirà clamorosamente grossi scienziati che ritenevano in quegli anni che la fisica ormai avesse scoperto tutto salvo misurare in modo più preciso  qualche costante.

Un gemello rimane sulla Terra mentre l'altro parte con un astronave e dopo un tempo X ritorna a casa. Il gemello astronauta, al suo ritorno, è più giovane di quello rimasto sul-la Terra. Strano? Ma vero. Si tratta di uno dei tanti paradossi derivati della Teoria della ReLatività Ristretta di Albert Einstein di cui ricorre quest'anno il centenario. Non una bizzarria, ma l'effetto reale e misurabile della teoria che ha rivoluzionato il nostro modo di vedere l'Universo, a patto che il nostro immaginario gemello viaggiasse a velocità prossi­me a quelle della luce (quasi 300.000 Km al secondo). Si potrebbe anche pensare che si tratta di fenomeni per nulla o poco rilevanti per il nostro mondo. E invece gli effetti della relatività non sono sempre trascurabili: gli orologi a bordo di aerei e satelliti, ad esempio, restano indietro, seppur di pochi microsecondi al giorno. Ma gli petti più spettacolari si vedono nelle profondità del cosmo. Il campo gravitazionale di una galassia può deviare la luce e deformare l'immagine di corpo celeste lontano galassie ai confini dell'universo osservabile, a miliardi di anni luce da noi!): questo effetto, noto come "lente gravitazionale ,crea immagini sdoppiate, o perfino moltiplicate per quattro o trasformate in forme curvilinee! Si generano così i cosiddetti "archi, croci e cerchi", naturalmente "di Einsteìn".

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5-

“Le antenne”

due galassie gemelle    

                                                                                                                                                                       

                                                                                                                                                                 

                                                      

 

                                Le Galassie Gemelle "Le Antenne" (NGC4038/4039)

 

Le "antenne", sono due galassie interagenti che mostrano vistosi filamenti di materia che si trovano nella costellazione del Corvo, a circa 63 milioni di anni luce di distanza. Nella ripresa del telescopio spaziale Hubble, le due bolle arancioni attraversate da filamenti di polvere oscura sono i rispettivi nuclei delle galassie gemelle. Una larga striscia di polvere, chiamata regione di sovrapposizione, si estende tra i nuclei. L'immagine, a colori naturali, è la composizione di quattro immagini filtrate separatamente acquisite con la WFPC2. La risoluzione è di 15 anni luce per pixel

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 6-

Calamite orbitanti

L'enigma delle magnetar

 La definizione di magnetar dice che si tratta di una stella di neutroni caratterizzata da un intensissimo campo magnetico. Semplice. Proprio come devono essere le definizioni. Ma quando si approfondisce il significato c'è da restare a bocca aperta.

Già immaginarsi una stella di neutroni è piuttosto complicato. Un corpo celeste di massa paragonabile a quella del nostro Sole contenuto in una sfera di una decina di chilometri non fa parte dei pensieri quotidiani, ma ci possiamo comunque arrivare. Ora proviamo a pensare che questo oggetto possieda un campo magnetico la cui intensità è un milione di miliardi di volte quello terrestre. Ed ecco una magnetar.

E' pur vero che di oggetti strani è pieno l'universo e dunque uno in più o uno in meno non crea problema, ma per gli astrofisici l'esistenza delle magnetar è sempre stata un enigma. Se ne conoscono una decina e, come le più "normali" pulsar, sono state individuate in regioni galattiche nelle quali si sono verificate esplosioni di supernova. Visto che le origini potrebbero essere molto simili, dunque, che cosa rende le magnetar così differenti? Da qualche tempo c'era il sospetto che la massa della stella progenitrice potesse avere un ruolo chiave. L'idea era che le magnetar potessero essere generate alla morte di una stella di grande massa, ma qualcosa non quadrava. Secondo i modelli teorici, infatti, le stelle di grande massa alla loro morte lasciavano un buco nero. Recentemente, però, si è cominciato a vederci un po' più chiaro.

Studiando una magnetar distante 9000 anni luce nella costellazione della Carina, un team di astronomi coordinati da Bryan Gaensler (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics) ha trovato una possibile spiegazione e i risultati ufficiali stanno per essere pubblicati su The Astrophysical Journal Letters. I ricercatori hanno osservato che la magnetar è circondata da un enorme inviluppo di idrogeno e ritengono che si tratti di materiale espulso dalla stella grazie a un intenso vento stellare. Prima dell'esplosione di supernova, insomma, la stella avrebbe fatto una energica cura dimagrante e questo spiegherebbe la formazione della stella di neutroni al posto del buco nero. "Un meccanismo davvero raro - spiega Gaensler - che rende le magnetar vere e proprie tigri bianche".

Per spiegare la presenza degli intensi campi magnetici, poi, bisogna ricorrere ad un modello che prevede una rotazione mille volte più rapida della norma. Se, infatti, un astro lascia alla sua morte una stella di neutroni in rapidissima rotazione (500-1000 volte al secondo) si innesca un meccanismo a dinamo in grado di generare campi magnetici tremendamente intensi.

Nello zoo dell'universo, dunque, anche le tigri bianche hanno una spiegazione.

 

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 7- 

La radio clandestina

nei campi di concentramento

 

 

Pochi giorni fa nel mondo si è celebrata “la giornata della memoria” in ricordo di milioni di esseri umani trucidati nei campi di sterminio nazisti, in questa occasione noi radioamatori dobbiamo ricordare la storia di "Caterina",  una radio costruita da un pugno di  coraggiosi italiani, internati nel campo di concentramento nazista di Sandbostel nel 1944.

Ora che troviamo nell epoca dell’elettronica dove nella quale la tecnica ha raggiunto livelli fino a poco tempo fa quasi impensabili, la vicenda di Radio Caterina (così era chiamata dai prigionieri la radio clandestina autocostruita) ci riporta al passato piu' semplice e, piu' primitiva, ma sicuramente affascinante. Il nome stesso che fu dato a questa radio, Caterina appunto, ha il sapore dell'estrema semplicita' dell'invenzione.

Ed e' proprio da cose comuni che e' nato questo marchingegno. La radio in questione e' un apparecchio ricevente ad una valvola del tipo "a super reazione", in onde medie, e fu ideata, costruita e usata nel campo di Sandbostel, nella Germania nord-occidentale, da alcuni ufficiali italiani.

 

                                                    

  

                                                     Questa la foto di Caterina

 

"Caterina" allevio' l'angoscia della prigionia di migliaia di uomini, grazie alle notizie ricevute da Radio Londra, Berlino, Parigi, Busto Arsizio, e Bari che annunciavano l'approssimarsi della liberazione.

La radio nacque quasi dal nulla. Il primo elemento fu una valvola, un pentodo 1Q5, reperita nei rifiuti tedesci e fatto entrare furtivamente nella baracca Da questo semplice ma essenziale elemento prese vita "Caterina". Attorno alla valvola, con infinita pazienza e dopo mesi di esperimenti, fu costruita, sempre utilizzando materiale di scarto dei tedeschi rubato dai rifiuti del campo,  quella che puo' essere definita la "Radio della Speranza".

Resistenze, pile e condensatori furono ricavati da barattoli, stoffa e cartine di sigarette.

Puo' sembrare impossibile che un ricevitore cosi' precario, con un auricolare di latta e alimentato da pile evanescenti, riuscisse a captare segnali deboli e lontani, nel marasma dei disturbi potenti e vicini irradiati dai nazisti per impedire l'ascolto della radio straniere. Il segreto stava nell'elevatissima sensibilita' del circuito, sempre tenuto in condizioni prossime all'innesco regolando pazientemente e con precisione la reazione.

L'ascolto avveniva tra le 21 e le 23, quando il lager era senza luce;. Le notizie captate venivano fatte girare al mattino col passa

Parola Le bobine di sintonia e di reazione erano state realizzate avvolgendo un filo di rame smaltato tolto dalla dinamo di una bicicletta di un militare tedesco. Il condensatore variabile, invece, era stato costruito con lamiere di barattoli e, per isolante, con della celluloide.

Con stagnola e cartine di sigarette era stato costruito il condensatore fisso.

La resistenza aveva preso vita partendo dalla graffite per matite, mentre la batteria di accensione era stata costruita con il carbone e la polvere recuperati da una pila esaurita tedesca, con la lamiera di zinco ritagliata da lavatoio mentre, per l'elettrolito dal liquido dei sottaceti trovati nei pacchi viveri dei prigionieri francesi che, a differenza di quelli italiani, erano assistiti dalla Croce Rossa Internazionale.

La batteria anodica, infine, era stata fatta con monete di rame da dieci centesimi, alternate a dischi di zinco e di stoffa, imbevuti negli elettroliti (liquidi vari come l'aceto oppure nell'ammoniaca (ricavata dai pozzi neri) od anche acidi presi dall'infermeria).

Nacque cosi' la Radio Caterina: con semplicita' ed ingegno. Un esempio per gli odierni amatori di radio, preda del consumismo.

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 8-

 

La radio a lametta 

 

 

                                                       Schema della radio a lametta

 

Nell’epoca dei rasoi elettrici, parlare di lamette può sembrare un ritorno al passato, ma le lamette non servono solo a farsi la barba, o a tagliare i peli superflui dalle gambe delle signore. Qualcuno (di età maggiore ai 40 anni) si ricorderà sicuramente le radio a galena fatte da piccolo..la galena era un piccolo cristallo che fungeva da diodo ed in effetti per costruire una piccola radio non era necessario possedere altro se non un bel po' di filo da elettricisti e tanta fantasia. :)

Questa radio a lametta sfrutta pressappoco lo stesso principio basandosi sulla constatazione del fatto che una lametta da barba offre una superficie anodizzata con un buon potere separatore delle cariche.. paragonabile anche questa ad un diodo quindi….

Materiale occorrente:

1. diversi metri di filo di rame smaltato: diametro almeno 2mm (quello interno ai cavi coassiali per le antenne va benissimo.. anzi..ci vorrebbe proprio quello.)

2. un rotolo di carta scottex.. non serve proprio tutto il rotolo ma solo il sostegno interno.. quel rotolo di cartone cioè di circa 5cm diametro che regge i fogli esterni e permette l'inserimento dei rotoli da cucina nei vari dispensatori.

3. una lametta da barba.. vanno bene le lamette più economiche. Se non trovate una lametta doppia è sufficiente levare la metà di una lametta utile dall'interno di un lamarasoio bic o equivalente.

4. una cuffia o un auricolare di quelli comunissimi con una resistenza interna di circa 2000 ohm.

5. un lapis da rompere o in alternativa una mina da 0.5mm (solo la punta di grafite)

Questo lo schema:

Le spire del rocchetto sono fatte con lo stesso filo di rame smaltato per antenna e per la messa a terra.

Si faranno 150 spire di filo di rame e il cavo di terra si attaccherà circa a metà con un morsetto a coccodrillo sbucciando leggermente la copertura smaltata. [lo stesso morsetto lo si potra' attaccare una, due, tre, N spire dopo per variare grossolanamente la frequenza di ricezione della radio]

La punta di grafite della mina o del lapis si attaccherà ad una molla fatta con 4/5 spire di filo smaltato (il diametro della molla non è importante).. la punta dovrà fare ben contatto con la lametta e muovendola su quest'ultima si avrà la sintona fine per la ricerca delle stazioni. [ci vuole un po' di allenamento :) ]

Le uniche note dolenti sono la messa a terra e l'antenna.

La messa a terra si farà collegando il filo ad una presa di terra se presente oppure legando l'estremità del cavo senza smalto ad un rubinetto o ad un termosifone. All'aperto si dovrà piantare in terra un paletto di metallo o del filo di ferro robusto per circa un metro (meglio due) e quindi legare il filo di terra sulla sommità di questo.

L'antenna è il punto critico del progetto.. la lunghezza del filo esprimerà anche il quantitativo di elettroni captati e quindi la potenza, in termini di -possibilità- di ascolto, di una stazione emittente.

Fatto questo la nostra radio è finita e non ci resterà che passare all'ascolto.

Partendo da questi semplici concetti costruttivi prestare attenzione all’altezza del filo di antenna: un albero, lil soffitto della casa, vanno bene, comunque più è alta e meglio é.

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Da Romeo Gargioni - ik2ead

 

 

Brescia Contest Group e Centro Fiera Del Garda

DX & Contest Corner 2005

Montichiari, sabato 12 Marzo 2005

 

 

Moderatore: Giorgio Beretta i2vxj

 

Ore 09:50         Presentazione della manifestazione e del "DX & Contest Corner" 2005

A cura di Romeo ik2ead, Giorgio i2vxj e Luca ik2gsn

 

Ore 10:00         Bande basse dalle isole nel CQWW

       Relatori: Roberto i2wij, Luigi ik8hcg e Salvatore ik8und

 

Ore 10:45         Programmazione di un contest: analisi prima e dopo la gara

       Relatore: Giovanni i2ift

 

Ore 11:30         6O0CW: Una spedizione italiana in Somalia

       Relatore: Silvano i2ysb e Andrea ik1pmr

 

Ore 12:15         Il Centro Fiera Del Garda sponsorizza il Contest WAEDC

       Relatori: Romeo ik2ead e Bernhard dl6rai

 

Ore 12:30         Contest Snack offerto da Acom  Rf Amplifiers e Brescia Contest Group

 

Ore 14:00         Tecniche Avanzate di automazione della stazione SO2R (Singolo Operatore 2Radio)

       Relatore: Fabio i4ufh

 

Ore 14:45         9N7BCC, 9N7CQ: Ham radio “from the top of the world”

                        Relatori: Roberto iv3iyh e Bernhard dl6rai

 

Ore 15:30         Realizzazione di una stazione remota HF/VHF  utilizzando la tecnologia Wi-Fi

       Relatore: Stefano ik2hkt

 

Ore 16:15         A.Volta RTTY Int. Contest: come si organizza un contest e come si controllano i log

       Relatori: Francesco i2dmi e Roberto ik2lol

 

Ore 17:00         Chiusura del "DX & Contest Corner" a cura di Giorgio i2vxj e Romeo ik2ead

 

Ore 19:15         Sala "Adelino Rossi": S.Messa celebrata da Don Giulio Fusi IK2GFK, in ricordo dei Radioamatori e dei nostri cari che ci hanno lasciato; con la partecipazione della Corale Paolo VI di Concesio diretta dal maestro di cappella Francesco Trivella

 

Ore 20:30         Cena dei partecipanti, presso il ristorante " Faro", previa prenotazione presso lo stand del "Brescia Contest Group"

 

Segreteria DX & Contest Corner: Mariateresa in3tch e Maura iw9bo

 

Partecipano alla manifestazione: BCC Bavarian Contest Club, CRK Czech Radio Club, IOTA Islands On The Air, MCC Marconi Contest Club, RRDXA Rhein Ruhr DX Association, Tikirriki Contest Club

 

Sarà presente il QSL check point IOTA, a cura di i1jqj

 

Durante la manifestazione fieristica, sarà attiva la stazione radio della sezione ARI di Brescia, IQ2CF

 

ANTEPRIMA MONDIALE: Presentazione dell’amplificatore lineare portatile per spedizioni ACOM 1010

 

Sezione ARI di Brescia e Centro Fiera Del Garda

 

QRP & SOTA Corner 2005

Montichiari, domenica 13 Marzo 2005

 

 

Ore 09:50         Presentazione della manifestazione e del "QRP &  SOTA Corner"2005

A cura di Armando i2jim, Arnaldo ik2nbu e Romeo ik2ead

 

Ore 10:00         Convegno Nazionale SOTA 2005

 

Ore 10:30         Proiezione video delle attivazioni

       Relatore: Arnaldo ik2nbu

 

Ore11:00          Statistiche Web ed attività QRP di RadioAvventura

       Relatore: Arnaldo ik2nbu

 

Ore 11:30         Premiazioni Diploma Watt x Miglio e SOTA 2004

 

Ore 12:00         Premiazioni del “4° Leonessa International QRP Contest”, sponsorizzato dalla Sezione ARI di Brescia e dal Centro Fiera Del Garda

            Premieranno: Antonio i2qil e Armando i2jim

 

Ore 12:30         QRP Snack offerto dalla Sezione ARI di Brescia e dal Centro Fiera Del Garda

 

Ore 14:00         I Radioamatori di Brescia nel Rally Europeo 1000 Miglia

       Relatori: Pasquale i2irh e Fabrizio ik2uiq

 

Ore 14:45         Collegamenti Tropo Scatter in microonde

       Relatore: Pasquale i2irh

 

Ore 15:30         Chiusura della manifestazione a cura di Armando i2jim e Romeo ik2ead

 

Sarà presente il QSL check point IOTA, a cura di i1jqj

Durante la manifestazione fieristica, sarà attiva la stazione radio della sezione ARI di Brescia, IQ2CF

 

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 10-

I circuiti integrati

che hanno miniaturizzato l’elettronica

 

Nel 1958, l'ingegnere americano J.C. Kilby aprì l'era della miniaturizzazione dei circuiti elettronici riuscendo a combinare diversi componenti elettronici (transistor, diodi, resistenze, ecc.) su una piastrina di silicio di dimensioni più piccole di un francobollo. La produzione industriale dei circuiti integrati a partire dal 1961 costituisce la chiave di volta che porterà alla realizzazione di calcolatori poco ingombranti, sempre più potenti e al tempo stesso sempre più economici. I primi circuiti integrati comprendevano i componenti (transistor e altri elementi di supporto) sufficienti per realizzare solo alcune porte logiche, ma via via che il procedimento di integrazione si perfezionò, si ottennero circuiti integrati sempre più ricchi di componenti e dalle funzioni sempre più complesse, grazie ad una miniaturizzazione sempre più spinta. Il calcolatore IBM 360 e il PDP-11 della Digital Equipment Corporation furono i primi elaboratori ad adottare i circuiti integrati.

Nel 1971, tre ingegneri della Intel, Federico Faggin, Ted Hoff e S. Mazer, realizzarono un ulteriore passo in avanti in fatto di miniaturizzazione: progettarono e costruirono il primo microprocessore, cioè un’intera unità di calcolo (la CPU) in un singolo circuito integrato. Questo microprocessore fu denominato Intel 4004 e ad esso sono seguiti numerosi altri modelli, sempre più sofisticati e potenti che, grazie al loro basso costo, hanno determinato l'attuale enorme diffusione dei calcolatori.

                                                           

 

 Alcuni circuiti integrati. Nel 1958, l'ingegnere americano J.C. Kilby della Texas Instruments aprì l'era della miniaturizzazione dei circuiti elettronici con l'invenzione del circuito integrato. Kilby riuscì a combinare diversi componenti elettronici (transistor, diodi, resistenze, ecc.) su una piastrina di silicio di dimensioni più piccole di un francobollo.

 

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Tv digitale terrestre: tutti i segreti svelati

Il digitale terrestre trasformerà il nostro modo di guardare la Tv. Quello che c'è da sapere e i nuovi servizi, compreso l'atteso calcio pay-per-view

 

Il 3 gennaio 1954, quando iniziarono le trasmissioni televisive ufficiali della Rai, in Italia esistevano 15mila televisori. A cinquant'anni di distanza se ne contano 50 milioni. Cinquant'anni di Tv di "prima generazione", quella analogica, che oggi cede il passo alla "seconda generazione" televisiva, quella della Tv digitale terrestre.

A differenza della Tv satellitare e della Tv in fibra ottica, quella digitale avrà costi inferiori per gli utenti. Si dovranno comunque acquistare apparecchi tecnologici per ricevere i canali in qualità digitale, il decoder o set-top-box e, in futuro, un nuovo apparecchio televisivo, ma non si dovranno pagare i contenuti, se non quelli pay-per-view (come sta accadendo oggi per gli incontri di calcio trasmessi da Mediaset e La7). La qualità, invece, è sempre la stessa: ottima.

   La Tv digitale terrestre (DTT) è un'evoluzione tecnologica dell'attuale sistema televisivo. Le novità di questo tipo di trasmissione sono molte. Innanzitutto, è un sistema di trasmissione che non risente di interferenze né di riduzione del segnale o disturbi. Inoltre, consente di moltiplicare il numero di canali disponibili. Infine, permetterà ai canali Tv e alle trasmissioni televisive di inserire contenuti multimediali interattivi che consentono agli spettatori di intervenire in diretta durante i programmi. Il passaggio dalla Tv analogica alla Tv digitale coinvolgerà progressivamente gli oltre 50 milioni di apparecchi televisivi del nostro Paese, praticamente tutta la popolazione italiana.

   Normativa europea e adeguamento 'tutto italiano'

   Secondo una normativa europea (legge 66 del 2001), entro il 31 dicembre 2006 tutte le trasmissioni televisive dovranno essere in digitale. Il periodo di sperimentazione del digitale terrestre occuperà tutto il periodo fino allo spegnimento definitivo delle trasmissioni analogiche. Il ministero per l'Innovazione e le Tecnologie ha previsto, a partire dal 1° dicembre 2004 un contributo governativo pari a 70 euro per l'acquisto di un decoder interattivo per la Tv digitale terrestre.

   Il nuovo provvedimento prevede che il bonus sia erogato agli abbonati in regola col pagamento del canone Tv e nei limiti dello stanziamento previsto dalla legge Finanziaria. Il ministro Lucio Stanca ha anche costituito un gruppo di lavoro per accedere ai servizi online della Pubblica amministrazione, il cosiddetto e-Government. "Intendiamo utilizzare anche il televisore, ampiamente diffuso nelle famiglie, per consentire di accedere