Radiogiornale 129   

                                                                                                      16 marzo 2005  

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Buona Pasqua

PACE IN TERRA AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’

 

 

 

Sommario:

  1 – Nuove dimissioni dal CDN dell’ARI;

  2 – Una scusa non richiesta è un’accusa manifesta;

  3 – Inventato il numeratore di siti comandato a distanza; 

  4 – Perché non mi sono candidato;

  5 – Una buona occasione perduta;

  6 – Giro del mondo in solitario di IZ4FTA;

  7 – Traversata atlantica in solitario di IS0EZZ;

  8 – Via le antenne dai trulli!;

  9 – L’antenato del telefonino è ciociaro;

10 – I ponti nel cassetto;

11 – Antenna EH “sciatta”;

12 – Riattivato R6 di Stigliano;

13 – Il Mercatino di Marzaglia;

14 – Link interregionale del CISAR di Taranto;

15 – I grandi dell’elettricità;

16 – L’effetto Doppler;

17 – Expo Elettronica Erba (Como);

18 – Meucci Day;

19 – Le regole dell’Internet;

20 – Mercatino radioamatoriale;

21 – Informazioni.

 

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 1-

Nuove dimissioni dal CDN ARI

 

Apprendiamo all’ultimo momento che, in giorni diversi, nuove  dimissioni sono state date dai superstiti membri del CDN dell’ARI  in lista per le prossime elezioni. Si tratta di Pietro Marino IT9ZGY e di Gianfranco Sabbadini I2SG. A questo punto i superstiti del CDN che non si sono dimessi sono Mario Alberti I1ANP, Mario Ambrosi I2MQP e Alessio Ortona I1BYH. Ricordiamo che già, con la precedente raffica di dimissioni, il CDN era concretamente esautorato, ora le cose sono precipitate e l’unico organismo ancora legittimamente valido è il Collegio dei Sindaci che potrà traghettare l’ARI fino alle votazioni.

Quello che appare “interessante” è che i dimissionari, che ora evidentemente prendono le distanze dal CDN, rimangono comunque candidati alle elezioni, come se con le dimissioni dell’ultimo momento, volessero cancellare ogni coinvolgimento nella gestione della Associazione e presentarsi come rinnovatori, come viene espresso nel sito web “La nuova ARI”!!!

La crisi dell’ARI viene da lontano ed ebbe origine dalla vicenda dell’esautoramento della Consigliera Simoncini rea di aver scoperto che per anni Radiorivista era uscita senza avere un Direttore responsabile. Pesarono sulla situazione generale anche le offese di Ortona al Ministro delle Comunicazioni e le polemiche con lo stesso per la nomina operata dal Ministro Gasparri di Luca Ferrara IK0YYY in una importante Commissione. Le polemiche col CISAR contribuirono ad una situazione generale di pesantezza. VI furono poi le dimissioni di Ortona, subito ritirate, ma il malessere presente nell’Associazione era avvertibile da tutti e si è concluso nel peggiore dei modi con l’auto-allontanamento volontario e generale dei dirigenti alla vigilia delle elezioni, lasciando l’ARI senza timone in un momento particolarmente delicato.

Siamo certi che superato questo periodo di travaglio, gli iscritti all’ARI sapranno darsi con le elezioni un nuovo CDN stabile e autorevole e che stringeranno le file per arrivare ad un rilancio concreto della Associazione, recuperando tante preziose forze allontanate per vari motivi, riportando a unità i Radioamatori italiani.

 

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 2-

Una scusa non richiesta

 è un’accusa manifesta

Dicevano gli antichi romani:

“excusatio non petita

accusatio manifesta”

SE NESSUNO L’HA MAI CHIESTO

PERCHE’ I2MQP SI SENTE OBBLIGATO A SCUSARSI

CIRCA IL PAGAMENTO DEL SITO “LA VERAARI” ?

 

Perché sbracciarsi tanto sul pagamento del sito “La vera ARI”, quando nessuno ne aveva parlato, perché tutta questa reticenza, questo cambiare le carte in tavola, dire mezza verità, che poi equivale a dire mezza bugia, sulla proprietà dello stesso sito, dato che le cose sono fin troppo chiare, (documenti alla mano), sul repentino cambiamento di contratto, non sarebbe stato più serio fare ammenda e dire di essersi sbagliati e di aver commesso, quanto meno una leggerezza colposa?

Non lo si è voluto fare per non dover riconoscere che loro, dopo tanti anni di gestione, sono convinti che l’Associazione che dirigono è una loro proprietà personale e possono fare pertanto tutto quello che vogliono, godendo anche, sempre nella loro convinzione,  di una sorta si impunità storica. Tutto ciò nasce anche dalla loro certezza che al popolo dei soci possono raccontare tutte le favole che vogliono, tanto sarebbero creduti come sempre!

Ci si sono affollate alla mente tutte queste cose leggendo le ultime novità sul sito "La vera ARI".

Si scrive infatti:   

 

  “Tra le varie accuse e calunnie che mi vengono giornalmente lanciate dal portavoce di una lista di candidati alle elezioni al CD ARI c’è stata anche quella che avrei aperto questo sito facendolo pagare all’ARI.

  A dimostrazione della falsità di quanto denunciato vi presento copia della fattura che il provider del sito ha emesso a mio nome. Più chiaro di così che si tratta solamente di accuse in perfetta mala fede e tese solamente ad infangare la reputazione di chi è loro contrario, non si potrebbe”.

 

E viene aggiunta la fattura di un certo Provider che dovrebbe dimostrare che il sito “La vera ARI” è stato pagato da I2MQP Mario Ambrosi e non dall’ARI.

 

Nessuno ha mai detto però che l’ARI ha pagato il sito, o ha accusato I2MQP per questo, ma semplicemente che l’indirizzo e i numeri del telefono, nei dettagli del dominio risultavano essere quelli dell’ARI. Infatti in discussione non c’è mai stato il problema su chi avesse pagato il sito in questione, ma se fosse lecito e legittimo, o quanto meno rispettoso verso tutti i 28 candidati alle elezioni per il CDN nazionale dell’ARI, che la stessa ARI, che aveva indetto le elezioni, aprisse un sito come EDIRADIO per invitare a votare solo 7 candidati, non inserendo invece tutti e 28, dato che il sito era dell’Associazione!

Insomma sarebbe come se il Governo italiano indicesse le elezioni politiche invitando però, come governo, (e non come partiti) a votare solo una parte dei candidati, quelli ritenuti evidentemente più allineati.

In un caso del genere il Presidente della Repubblica annullerebbe le elezioni perché organizzate fuori dalle garanzie costituzionali.

E veniamo al fatto: Mario Ambrosi I2MQP arrampicandosi sugli specchi, con la sua “accorata” dichiarazione ha detto solo una mezza verità, cioè solo la seconda parte della poco edificante storia, dimostrando con la sua bella fattura alla mano, solo di aver intestato a lui personalmente il contratto numero due del sito, ma guarda un po’ si è “dimenticato” però di dire la prima parte della verità e cioè che il sito “La vera ARI” era stato dapprima acquistato dall’Ediradio, come è noto società editoriale dell’ARI che stampa Radiorivista e lo si evince dall’indirizzo e dal numero telefonico dell’ARI in Via Scarlatti, 31 a Milano, inserite sul contratto e a causa delle proteste di molti per una cosa così indecente, si era proceduto a cambiare contratto, facendolo diventare, non più un sito dell’ARI, ma  un sito personale di Mario Ambrosi I2MQP e facendo quindi sparire il primo. Insomma il gioco delle tre carte, il “taroccamento” più evidente, per cercare di sorprendere la buona fede del prossimo!

Qui sotto riportiamo i due contratti, il primo e il secondo del sito “La vera Ari” in modo che sia chiaro di come stiano effettivamente  le cose e vogliamo concludere dicendo che i radioamatori italiani non sono come quel tale italo-americano, che in un vecchio film di Totò, aveva comprato niente meno che la Fontana di Trevi! Insomma non hanno la sveglia al collo!

 

    Primo contratto il sito la Vera Ari risulta avere come indirizzo e telefono quello dell’ARI a Milano in Via Scarlatti creato il 2/2/05

Dettagli dominio

 


domain: laveraari.it
x400-domain: c=it; admd=0; prmd=laveraari;
org: Pietro Mario Ambrosi
admin-c: PMA63-ITNIC
tech-c: TH74-ITNIC
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source: IT-NIC

role: Teligo Hostmaster
address: Via Caldera 21
address: I-20153 Milano
phone: +39 02 8027701
fax-no: +39 02 802770402
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trouble: Send a message to hostmaster@teligo.it
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person: Pietro Mario Ambrosi
address: Via Scarlatti, 31
(!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
address: I-20124 Milano MI
phone: +39 02 6692192
(!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
fax-no: +39 02 66714809 (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
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source: IT-NIC

 

   Secondo contratto, che subentra al primo, dove l’indirizzo non è più quello dell’ARI ma DIVENTA quello di Mario Ambrosi in Via delle Querce, 41 a Rodano Millepini MI, creato il 24/2/05 BEN 22 GIORNI DOPO IL PRIMO !

Dettagli dominio

 


domain: laveraari.it
x400-domain: c=it; admd=0; prmd=laveraari;
org: Pietro Mario Ambrosi
admin-c: PMA63-ITNIC
tech-c: TH74-ITNIC
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mnt-by: MICROTECH-MNT
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role: Teligo Hostmaster
address: Via Caldera 21
!!!!!!!!!!!!!!!
address: I-20153 Milano !!!!!!!!!!!!!!!
phone: +39 02 8027701  !!!!!!!!!!!!!!!
fax-no: +39 02 802770402  !!!!!!!!!!!!!
e-mail: hostmaster@teligo.it
trouble: Send a message to hostmaster@teligo.it
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admin-c: CDB1-ITNIC
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tech-c: CDB1-ITNIC
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source: IT-NIC

person: Pietro Mario Ambrosi
  !!!!!!!!!!!!!
address: Via Delle Querce, 41 !!!!!!!!!!!!
address: I-20090 Rodano Millepini, MI !!!!!!!!!
phone: +39 02 95321201
nic-hdl: PMA63-ITNIC
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source: IT-NIC

  

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 3-

Sito “La nuova ari”e le migliaia di visitatori!

INVENTATO IL NUMERATORE

COMANDATO A DISTANZA…

Chiunque può incrementare a dismisura il numeratore

 

Un numeratore serio di un qualunque sito dovrebbe servire a far conoscere agli utenti quale sia il numero di visitatori e da qui dimostrare anche l’indice di gradimento del sito stesso. Sarebbe così se il numeratore non fosse “taroccato” e non desse i numeri al lotto!

E parlando di numeratori seri e meno seri, vi è quello del sito “la vera Ari”, che merita di essere segnalato perché ha una particolarità: quella di essere comandabile a distanza!!!

Ci siamo accorti che durante la notte, dopo le 23, il numeratore si  incrementata a botte di oltre 1.000 visite. La cosa ci é sembrata curiosa. Oltre 1000 look-up in una notte ci sembravano troppi in quanto denunciavano che solo di notte la gente trovava il tempo, o il coraggio per andare sul sito, oppure che i radioamatori italiani soffrono d’insonnia

Ma la cosa non è così, abbiamo infatti scoperto che l’aggiornamento delle pagine da parte dei responsabili comporta un incremento del numeratore, ma quello che è risultato più interessante nelle nostre ricerche è stato il fatto che se uno entra nel sito “la vera ARI” e preme il tasto F5 sul proprio computer, MIRACOLO, il numeratore si incrementa automaticamente.

Cosa deve essere successo durante le notti che registrano tutte queste visite, semplicemente ci deve essere  qualcuno, affetto da tremore alle mani, (Parkinson?) che spinge inavvertitamente il tasto F5 e a causa della malattia, incrementa il numeratore di moltissimi scatti…

 

Diceva Benigli: “non ci resta che piangere!”

 

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Perché non mi sono candidato

 

Franz Falanga I3FFE IQRP#4

 

Un mio caro amico radioamatore mi ha scritto un messaggio nel quale, tra l’altro, mi diceva “…pensavo di votarti, ma visto che ti sei defilato…”.

Altri amici mi hanno scritto più o meno le stesse cose ed allora ho deciso di chiedere la consueta cortesissima ospitalità al Radio Giornale del caro Paolo Mattioli.

Leggo su RR che sono candidati 28 radioamatori. Come tutti ormai sanno, grosso modo  le liste in lizza sono due, una che fa capo a Milano, ai candidati uscenti, un altro che fa capo alla zona 4, per quello che ho potuto capire. 

Come ho sempre detto non sono mai stato né sono legato ad alcuna cordata. Come qualcuno ricorderà alla ultime votazioni ebbi un buon numero di voti, intorno ai milletrecento che mi permisero di essere annoverato fra i primi dei non eletti. Negli ultimi mesi ho avuto segnali di stima da parte di molte Sezioni che mi dicevano che avrebbero votato per me. Facendomi un po’ di conti, forse era il caso di ripresentarmi, forse questa volta ce l’avrei fatta. Ciò nondimeno non mi presento alle elezioni. I miei eventuali elettori si chiederanno il perché di questa mia decisione, mi scuso per l’immodestia, ed io ho pensato di rendere pubblico il perché di questo mio apparentemente aristocratico rifiuto. A questo punto non mi resta che chiarire le mie ragioni ringraziando quelli che mi avrebbero votato, quelli che non mi avrebbero votato e, soprattutto augurando a chi sarà eletto, chiunque esso sia, di fare un buon lavoro.

Quando la mia Sezione ARI, quella di Montebelluna mi ha chiesto se mi candidavo o no, mi ha contemporaneamente chiesto quale delle due liste, quelle che ormai si fronteggiano, io avrei appoggiato, o, meglio ancora, in quel delle due io mi riconoscevo.

La mia risposta fu rapida ed immediata: io non mi riconoscevo in nessuna delle due liste, sia pure formate da persone di ottime qualità radioamatoriali ed oltre. Correvo da isolato.

Fui guardato con un misto di tenerezza e di incomprensione ed io dovetti aggiungere che per questo semplicissimo motivo NON mi candidavo. NON mi candidavo anche perché, come si dice, largo ai giovani, basta con le persone anziane che hanno in sé molte caratteristiche che non appartengono né al presente né al futuro. A iniziare da me. Tutto qui. La stessa risposta la esterno anche a tutti quelli che mi avevano votato.

Però, in fondo in fondo, la mia riposta negativa andrebbe argomentata meglio ed è quanto tenterò di fare nelle prossime righe.

La devo necessariamente prendere un po’ da lontano, e di questo me ne scuso. Devo prima di tutto fare un preambolo generale che ritengo assolutamente necessario.

Preambolo.

E’ da molti anni, da troppi anni, che in Italia circola la mentalità secondo la quale la “politica” è una brutta cosa, una cosa che devono fare i politici, che gli altri devono pensare soltanto alla vita quotidiana, a lavorare, a comportarsi bene, che la politica è roba per pochi eletti, che loro sì la possono fare, che ci pensano loro, che il resto, e cioè il novantotto per cento degli italiani deve solo pensare a lavorare, perché a dirigere la baracca ci devono esser i politici; quelli sì (i politici) sono abilitati, gli altri facciano in bravi bambini e si comportino da bravi figli di famiglia. La parola “partecipazione” è stata cancellata dal vocabolario degli italiani, specialmente da quello dei giovani. Ricordate questa parola “giovani”, ci ritorneremo più avanti.

Personalmente penso che una mentalità del genere sia sbagliata, nel senso che, conoscendo la storia, i momenti più alti di qualunque civiltà sono stati sempre quelli nei quali “tutti” partecipavano “in prima persona e secondo le loro capacità” alla gestione della vita pubblica. La non partecipazione dei cittadini ha sempre portato a risultati assolutamente negativi.

Una simile dichiarazione di intenti, di principio, fatta ai giorni nostri, viene considerata una considerazione, nel migliore dei casi sbagliata, nel peggiore dei casi chi la pensa in questi termini è tacciato di sovversivismo, di disfattismo.

Oltre queste considerazioni iniziali, chi scrive è superconvinto che la forma migliore per gestire qualsiasi organizzazione, dalla più grande alla più piccola, sia necessario il parlare, il confronto, la fiducia assoluta nella discussione, oltre, naturalmente al più profondo rispetto per le idee degli altri.

E qui mi fermo.

Considerazioni mie personali e spiegazioni del mio atteggiamento.

Alla luce di quanto sopra esposto, avrete immaginato che per me è impossibile esercitare la mia vita senza la presenza della politica nella vita (mia) medesima. Non sto qui parlando della politica da bassa macelleria, dei politicanti, delle camarille politiche, tutta roba che non mi interessa, ma mi sto riferendo ai valori alti della politica che, a mio e non solo mio avviso, devono permeare la nostra società. Qualunque atto noi si faccia, anche l’accendersi una sigaretta, ha connotazioni politiche, nel senso che la mia azione interagisce con altre persone. Il fatto che io mi allontani per fumarmi una sigaretta, o che me ne freghi se ci sono altre persone, o che cerchi di smettere di fumare, o che provi a rinviare la fumatina, o che mi incazzi per non poter fumare lì in quel preciso momento sono fatti assolutamente contigui alla visone politica della vita. Se un solo essere umano, vivesse da solo in un deserto sconfinato, allora potrebbe fare a meno della visione politica della sua vita. E non ne sono nemmeno sicuro.

Ciò detto, per quanto mi riguarda, avendo notato nella maggioranza dei mei interlocutori vicini e lontani un leggero dissenso su questa mia maniera di concepire la vita, ho pensato che mi sarei difficilmente interfacciato con altre persone, in un futuro prossimo venturo, per l’eventuale conduzione dell’ARI. Ho pensato che mi sarei ritrovato solo, ho pensato che gli altri mi avrebbero pensato/descritto  come un mangiatore di bambini, ho pensato che mi avrebbero guardato come una mosca bianca, una strana mosca bianca (magari rossa, valà) ed ho pensato quindi di evitare tutto ciò non presentandomi alle elezioni per il prossimo CDN dell’ARI.

Va da sé che quasi certamente le mie sono illazioni, che magari forse avrei avuto degli ottimi rapporti con i nuovi eletti o con gli eventualmente rieletti, ma non volendo correre rischi di incomprensione e non volendo farlo correre ai futuri reggitori, e soprattutto non volendo restare solo come un don Chisciotte, ho pensato che andava bene così e che non era il caso di ripresentarmi. Anche se sotto sotto mi dispiace moltissimo.

Resta il fatto che ogni volta che vedrò qualche iniziativa o qualche presa di posizione del futuro CDN  che dovessi ritenere meritevole di essere modificata o rigettata, io mi permetterò di far presente il mio punto di vista, visto che, e di questo sono molto ma molto convinto, la vera democrazia sta nel partecipare.

Spero però che i giovani specialmente smettano di stare alla finestra e partecipino alla vita associativa.

Se l’ARI è così impelagata in diatribe varie e in vari meccanismi di rigetto, condivisibili o meno, è proprio perché la maggioranza silenziosa è stata sempre troppo silenziosa, lasciando così molto spazio a tutti quelli che dicevano, dicono e diranno, noi partecipiamo, voi fidatevi di noi e pensate a fare solo i radioamatori.

Certamente sbaglierò, e se sbaglio vorrete perdonarmi.

So che molti OM, specialmente candidati,  tireranno un sospiro di sollievo quando leggeranno ufficialmente il mio rifiuto a candidarmi, ma dico altrettanto serenamente che sarà un sospiro inutile, visto che, comunque, sarò molto attento alle cose dalla nostra associazione. Non dimentichi nessuno che sono socio ARI da oltre cinquant’anni, che le persone passano ma che l’ARI rimane. Voglio far notare che, per quello che ho letto, tranne uno, tutti i candidati siano al disopra dei cinquant’anni. La mia considerazione finale va ai giovani, ai trentenni: ma dove eravate, dove siete, perché non vi siete candidati? Mi complimento con i giovani soci ARI che in questo caso hanno brillato e brillano per la loro colpevolissima, ripeto colpevolissima, assenza. Non lamentatevi poi se le cose avranno in seguito un leggero profumino tendente all’anziano. Ve lo sta dicendo uno che di anziani se ne intende e come! Sono nato nel 1933.

Beh! buona fortuna e buona salute e buon lavoro a tutti! Resta la mia malinconia per l’assenza dei giovani. Che non solo qui nell’ARI sono assenti, ma sono anche assenti, insisto sul colpevolmente, nella politica nelle Università, nelle istituzioni. Miei cari giovani amici se siete assenti i casi sono due, o non vi interessa la vostra vita o siete talmente impegnati nel nulla da non riuscire a vedere che pessimi risultati stiano ormai dando le persone con i capelli bianchi, alle quali io ahimè io non mi onoro di appartenere (almeno per una buona maggioranza).  Ma tant’è. Ancora complimenti vivissimi.

   

Franz Falanga I3FFE IQRP#4

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5-

Da: Daniele IV3TDM

 

 

UNA BUONA OCCASIONE PERDUTA

 

Mi riferisco al mal riuscito tentativo di rispondermi attuato dal Presidente Ortona su R.R. di Febbraio a pag. 19.

 

Sai caro Alessio, mi ero ripromesso di non tornare più sull’argomento e lo avevo anche scritto, ma visto che sei stato tanto bravo ed hai perso una così buona occasione, una buona occasione per stare zitto, devo quanto meno puntualizzare un paio di cosette.

 

Anzitutto, trovo molto comodo rispondere in soliloquio facendo in modo che il lettore non possa leggere quanto da me scritto grazie al rifiuto di pubblicazione su R.R., ma credo in ogni caso che il lettore abbia avuto sufficienti elementi per trarre le proprie conclusioni, nonostante tu abbia giocato così scorrettamente, perché ormai la tua credibilità è scesa ad un livello tale che nessuno più ti tiene in considerazione.

 

Altro piccolo inciso riguarda l’appellativo di “galoppino elettorale” che mi hai affibbiato. Io non mi identifico affatto in tale veste, primo perché sono stato proprio io a propormi e senza velleità alcuna di “poltrone” e secondo, perché sia molto chiaro che tutto quello che viene fatto in ambito della “LISTA I4AWX” viene fatto di comune accordo e con il consenso di tutti i candidati, non come avviene in ambito A.R.I. dove tutti si fa, tu compreso, ciò che il grande capo dice, perché in caso contrario "lui si dimette".

 

Ed a proposito di “galoppini” ti invito a fare un esame approfondito intorno a te, perché se guardi bene, sono certo ne troverai alcuni.

 

Da ultimo, mi riferisco alla tua frase finale dove dici che se mi ero proposto di creare turbativa e fratture, ho fallito ed ho perso il mio tempo.

 

A parte il fatto che non è necessario in quanto vi state già massacrando da soli con fratture insanabili, sappi in ogni caso che il mio scopo non era affatto quello, ma anzi avrei voluto che tu ed anche altri, aveste preso coscienza che non siete più in grado di governare, non ne avete le capacità e nemmeno i mezzi, ed è ora che prendiate atto che qualcun altro in grado di fare meglio di voi esiste.

 

Come avrei voluto che tu, l’uomo onesto che avevo visto in diverse occasioni, ti fossi messo a disposizione con la tua esperienza.

 

Come avrei voluto che tu avessi chiuso lasciando un ricordo positivo e che avessi messo “tutti” i Radioamatori nella condizione di dover dire “è stato un buon Presidente”, invece, hai fatto di tutto per impedire che ciò accadesse e diabolicamente, stai perseverando su questa strada.

 

Abbi il coraggio di ammettere che non sei più in grado di tenere le redini dell’Associazione ed abbi la modestia di chiedere aiuto, un aiuto che certo non ti verrebbe negato perché tutti sappiamo le condizioni in cui ti trovi a dover operare.

 

Abbi finalmente il coraggio delle tue decisioni, se ancora sei in grado di farlo e metti fine a quella situazione di dispotismo divenuta insostenibile e soprattutto, tanto dannosa per l’Associazione.

 

Tremo al pensiero di quello che si ritroveranno coloro che ti, anzi che vi succederanno.

 

E qui termino con te caro Alessio, nella speranza tu voglia prendere atto di quale sia il mio pensiero più intimo e che il desiderio unico che anima questo mio schieramento, sia solo ed unicamente un rinnovamento radicale dell’A.R.I., unico rimedio in grado di sanare la situazione ormai incancrenita venutasi a creare.

 

Ed ora, mi sia concesso dire due paroline a Mario Ambrosi -I2MQP- il quale non solo si è comportato da dittatore tentando di intimidirmi immediatamente dopo la mia nomina a Segretario generale, facendomi una telefonatina di una buona mezz’ora nella quale metteva bene in evidenza che siccome non lo avevo votato per la vice Presidenza, convinto che a seguito dell’invito a cena a casa propria la sera prima della riunione io potessi essere in vendita (sai Mario, forse anch’io ho un prezzo, ma per ora nessuno me lo ha proposto), non avrebbe mosso un dito per darmi una mano. Vero che ha anche aggiunto che non avrebbe mai fatto nulla che andasse contro l’interesse dell’Associazione, ma intanto la mezz’ora di “velate minacce” e di “piccoli avvertimenti” improntati solo ed unicamente sull’egoismo del voler essere a tutti i costi lui l’A.R.I. in ogni suo aspetto, è avvenuta e, se a seguito di questi fatti poi, Mario adesso pretende anche di prevaricarmi, allora mi arrabbio e rompo il voto del silenzio che avevo fatto per evitare turbative all’Associazione.

 

Ora molti lettori capiranno perché all’epoca mi sono dimesso.

 

Avrei potuto lavorare in un simile ambiente, con un Presidente che taceva e fingeva che nulla fosse accaduto, forse per mera paura ?

 

Pensate forse che avere un Gianfranco Sabbadini –I2SG- il quale dopo aver ottenuto la tanto agognata “poltrona” ha sempre fatto scena muta (e sta solo aspettando di raccogliere a proprio vantaggio i frutti della mala gestione, come se lui non fosse coinvolto e complice di tale mala gestione), pensate forse dicevo, che avere a fianco un Gianfranco Sabbadini mi avrebbe aiutato a compiere un lavoro utile ? Voglio qui ricordare che proprio I2SG, durante il proprio intervento ad una passata edizione del Symposium di Modena e pertanto un intervento pubblico, dichiarò che in ambito A.R.I. avvenivano furti, si disse proprio furti, riferendosi alla biblioteca dell’Associazione, poi in occasione di uno scambio di vedute avvenuto in ambito della Fiera di Pordenone, mi dichiarò di essere a conoscenza di cose e di possedere documenti tali che, quando li avesse tirati fuori sarebbe scoppiato un putiferio. Caro Gianfranco, te le ricordi queste cose, o devo tirare fuori la lettera che ti ho scritto ed alla quale non hai nemmeno avuto il coraggio di rispondere. Te le ricordi queste tue dichiarazioni oppure è necessario far intervenire come testimoni coloro che insieme a me hanno ascoltato, tanto per rinfrescarti la memoria ?

 

Tornando a me, ritenete che avrei potuto ottenere risultati positivi in un simile ambiente ?

 

E se avessi riferito subito su quanto accaduto, avrei contribuito a sanare l’A.R.I. oppure a distruggerla ?

 

Ecco perché ho preferito tacere, ma di fronte alle provocazioni, alla maleducazione ed alla prepotenza che Mario Ambrosi continua ad attuare, mi sono proprio stancato ed allora voglio completare il quadretto.

 

Sai Mario, la tua grande serietà e sincerità, io proprio non la vedo, ma non da ora, bensi da tanti anni, cioè da quando ho cominciato a conoscerti e ad avere occasioni di incontro di persona e non solo tramite gli ormai innumerevoli tuoi scritti e ti spiego il perchè.

 

Ti ricordi l’HST, il campionato del Mondo di Telegrafia ? A parte che l’A.R.I. ha fatto una figura davvero meschina agli occhi del mondo che ci guardava, rimane un fatto che ancor oggi non ha avuto spiegazioni. Mi riferisco a quei famosi cinque milioni di lire (5.000.000) che la IARU ha messo a disposizione dell’Associazione organizzatrice.

 

Avrebbero dovuto arrivare entro breve tempo dal termine del Campionato nella cassa della mia Sezione. Non vedendo nulla ti telefonai e tu mi dicesti di non saperne nulla.

 

Mi attivai con Laszlo (HA3NU), all’epoca responsabile IARU per la nostra Regione, il quale in capo ad un paio di giorni mi inviò i riferimenti del nuovo Segretario generale IARU a cui rivolgermi per chiedere di bonificare i famosi 5 milioni, ottenendo però in risposta, giustamente, l’indicazione che doveva essere l’A.R.I. come Segreteria generale a farne richiesta e non la mia Sezione.

 

A questo punto passai a te il pallino e ti inviai tutta la documentazione.

 

Nei mesi e negli anni successivi ho poi sollecitato più volte lo sblocco di questo punto, senza mai ottenere risposta.

 

Ora mi chiedo, dove sono finiti questi 5 milioni visto che io non li ho mai ricevuti, la mia Sezione non li ha mai ricevuti e tu non mi hai mai dato alcuna spiegazione ? Fai attenzione, non sto dicendo che li abbia intascati tu, ci mancherebbe altro, sto però dicendo che tu non ti sei attivato in alcun modo per far si che quanto dovutoci, a parziale rimborso di tanti sacrifici e spese sostenuti nell’organizzare il campionato, ci venisse riconosciuto, pur sapendo che erano li a disposizione e bastava indicare un numero di conto corrente. Bella riuscita vero ???

 

Ma di mancate promesse non c’è solo questa. Ti ricordi la più volte promessa prima di copertina dedicata alla Fiera di Pordenone ? Guarda che io non sto dicendo che era giusto e che doveva essere fatta, ma sto dicendo che tu lo hai più volte promesso e mai lo hai fatto, è diverso.

 

Sai, se io mi sbilancio verso i Dirigenti delle Fiera promettendo loro la copertina a seguito di un tuo preciso impegno, poi  ci rimango male se questo non avviene.

 

Ancora, quando si promette per iscritto che non si addebiterà la pagina pubblicitaria alla Fiera di Pordenone, giusto come ringraziamento di quanto loro hanno fatto per l’Associazione, poi invece si finge di dimenticarsene o ci se ne dimentica davvero, ed anche a fronte di solleciti a promemoria, nulla cambia e l’addebito viene ugualmente fatto, beh, credo si tratti davvero di poca serietà anche commerciale.

 

Poi, sai Mario, quando si da assicurazione fino all’ultimo giorno di partecipare ad un convegno, un meeting, una Fiera o qualsiasi altro appuntamento nel quale gli organizzatori hanno effettuato per te la prenotazione della stanza, poi a tale appuntamento si viene meno adducendo quale ridicola scusa “ho ricevuto minacce di taglio gomme”, oppure “il taxi ha avuto un incidente e non ho potuto partire”, allora credo che non solo entri in gioco in modo puerile il venir meno alla promessa fatta, ma anche e più grave, la maleducazione di mancare di rispetto a coloro che organizzano e sopratutto a coloro che pagano, si perché la stanza abbiamo dovuto pagarla comunque.

 

E questo sarebbe fare il bene dell’Associazione ? Questo sarebbe dare una mano alle Sezioni ?

 

Pensaci e credo che non ne andrai fiero, io al tuo posto mi vergognerei.

 

Alle tue falsità, non poni mai limiti e nei giorni scorsi ho avuto modo di visitare il sito da te allestito ed ormai famoso per la scorrettezza di aver usufruito delle “risorse” dell’Associazione, nel quale sito dopo aver messo in bella mostra una fattura di pagamento del dominio rilasciata a nome tuo, piangi e ti lamenti dei continui attacchi perpetrati nei tuoi confronti (poverino, sempre maltrattato), lamentando che ti accuso di aver usato i soldi dell’Associazione. Guarda che io non ho mai detto questo, ci mancherebbe altro, ma ho detto e riaffermo, così come hanno confermato i Sindaci precisando che si è trattato di una probabile svista del provider, che sono state utilizzate le risorse dell’Associazione per scopi assolutamente personali, e qui mi cruccio per Antonino Di Camillo –I6DQD- essendo assolutamente certo che da persona leale ed onesta quale io lo conosco, fosse all’oscuro di tale fatto e che ne abbia soltanto subito le conseguenze. Sono anche convinto che se Antonino sapesse veramente con chi ha a che fare, non avrebbe dato la propria disponibilità a candidarsi con la lista così come sono convinto che se sapesse con esattezza in quale considerazione sia stato tenuto nelle precedenti elezioni, quando alla mia domanda “ma quali possibilità ha di entrare ?” mi è stato risposto “nessuna, ma ci fa comodo per portare via voti ad altri”, credo che il supportare la lista sarebbe stato messo in forte discussione.

 

Un inciso, dalla fattura di cui sopra leggo che il costo del dominio e di ben 180 Euro. Caruccio mi pare, visto che il sito < WWW.LISTAI4AWX.ORG > ne costa meno di trenta ed ha spazio illimitato, e mi viene perciò da pensare che anche in questo la gestione economica dell’Associazione abbia qualche pecca, non credi ?

 

Sono certo caro Mario, che dopo aver letto questo mio piccolo sfogo farai di tutto per rendermi la vita difficile, ma cosa mai potrai fare, forse non mandarmi più diplomi ? La cosa non mi tocca, tanto i diplomi già non me li mandi, così come stai facendo con il 5 BAND WAZ del quale prima mi hai perso le QSL inviate in diretta con tanto di busta preaffrancata per il ritorno, poi, di nuovo sottoposte per il check a Pordenone (eccetto quelle perse), ed ancora senza esito. In seguito mi hai poi chiesto di rimandarti i moduli relativi ed unire ai miei anche quelli di Sergio (IV3MUC) il quale a sua volta lo stava aspettando da molto tempo. Ad oggi, e la cosa ha avuto inizio oltre due anni orsono, io non ho avuto alcun riscontro e sto ancora aspettando il diploma, ma non solo, anche ai numerosi messaggi E_mail che ti ho inviato nel corso degli anni, non ho avuto risposta, ed anche questo è segno di scarsa educazione e/o di strafottenza, e forse non sarò nemmeno l'unico in questa situazione, vero ???

 

Chissà, forse una bella letterina con tutte le dovute spiegazioni e con allegata in copia la corrispondenza, oppure completata delle parecchie testimonianze sul modo di fare check delle QSL, nel senso che se uno ti è simpatico ti limiti ad accettare il form senza nemmeno guardarle, potrebbe avere qualche effetto presso gli organismi che ti hanno dato fiducia  come Award Manager italiano ?Stai tranquillo, è una cosa che non farò, almeno per ora, ma lo meriteresti.

 

Vorrei però che tu prendessi atto di quanto ti ho scritto, perché queste non sono fantasie caro Mario, sono fatti concreti e vorrei anche tu ti rendessi conto che la mia non è solo una condanna ai modi, ma soprattutto una constatazione di dimostrata incapacità a fare tutto ciò di cui vuoi farti carico. Credo sia un fatto naturale che ognuno di noi abbia dei limiti, importante è riconoscerli. Tu non li vuoi riconoscere e continui a fare errori su errori. Non riesci a fare tutto quello che dovresti e soprattutto, quello che fai non riesci a farlo bene ed è umano. Come vorrei che tu avessi posto un limite alla tua onniscienza e ti fossi messo a disposizione di un’A.R.I. nuova ed efficiente, in grado di rispondere davvero alle esigenze di tutti i Soci e non solo alle tue esigenze personali.

 

Le capacità le hai, è innegabile e credo di avertelo sempre riconosciuto, ma tu, superbo ed inappagato non hai mai voluto riconoscerti alcun limite ed il risultato unico è quello che oggi ti sei davvero bruciato su tutti i fronti.

 

Un accenno al meeting di Pompei non posso trascurarlo e mi riferisco a due piccoli particolari. Il primo: la tua maleducazione nel mancare di rispondere all’educato saluto che ti ho rivolto, provocando l’ironia dei presenti ed il secondo, quando dal palco delle personalità hai affermato che noi non siamo un “dopolavoro ferroviario” offendendo in tal modo gli appartenenti al GIRF e non soltanto, come se coloro che frequentano il summenzionato dopolavoro non fossero degni di alcuna considerazione.

 

Posso immaginare come possa essersi sentito in quel momento il caro Emilio Cirillo, Presidente della Sezione di Pompei il quale però, da vero Signore quale è, ha fatto finta di nulla.

 

Bella sortita davvero da parte del rappresentate ufficiale dell’A.R.I., complimenti.

 

Certo, voti ne prenderai in quanto hai un nutrito seguito di tutti coloro che mirano a QSL e DIPLOMI e che per quieto vivere preferiscono stare tranquilli sotto la tua ala protettrice ed ottenere così un trattamento di riguardo, ma credimi, come pensi di integrarti in un gruppo di lavoro nuovo come quello che avremo tra non molto ?

 

Ritieni di essere ben accetto dopo aver trattato a pesci in faccia tutti coloro che hanno tentato di mettersi tra te ed i tuoi modi di fare ?

 

Credi che l’aver portato tutti a dimettersi, parlo di Elvira Simoncini, di Nicola Sanna, di Ruggero Manenti ed ora di Pietro Marino, offendendolo duramente perché non condivideva il tuo punto di vista, sia un successo che ti garantirà il futuro. Io credo proprio di no e quindi caro Mario, prova a darti una bella regolata e scendi da quel piedistallo immaginario sul quale sei convinto di stare, metti i piedi per terra e chissà che tu non possa trovare una giusta collocazione in un’A.R.I. veramente al servizio dei Radioamatori.

 

Senza rancore.

 

Comitato promotore LISTA I4AWX

 

IV3TDM - Daniele

 

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 6-

Giro del mondo in solitaria di IZ4FTA

che non ha dimenticato però la radio

e anche le prossime elezioni dell’ARI

 

Rodolfo IZ4FTA- Socio della Sezione di Ferrara, sta facendo il giro del Mondo in solitaria e da buon Radioamatore, non si è dimenticato di un importante strumento di navigazione, la nostra amata RADIO, con la quale mantiene i collegamenti e con il satellitare e la web cam invia anche le foto digitali della sua impresa!

Affrontare una simile prova senza una seria dotazione di sicurezza, sarebbe un rischio da incoscienti e Rodolfo, che incosciente non è, oltre ad essere ben dotato di tutte le più moderne attrezzature, si preoccupa anche per il futuro della Radio nel nostro Paese, esibendo bene in evidenza sul boma della sua barca, il nome del sito della LISTA I4AWX, della quale è un convinto fautore ed è certo che con essa si potrà avere un futuro migliore per tutti i Radioamatori Italiani.

Ora si trova nelle acque dei Carabi e invia un caro 73 a tutti gli OM.

 

Buoni DX a tutti de Daniele - IV3TDM

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da IS0MYN - Sandro

 

Gian Biagio Mulas IS0EZZ ha portato a termine la

TRAVERSATA ATLANTICA IN SOLITARIO

 

 

 

 

L'avventura cominciata il 09 novembre del 2003 dal molo di SU SICCU a Cagliari in Sardegna, e ostacolata più volte da imprevisti di ogni genere, ha avuto il suo coronamento con la relizzazione della TRAVERSATA ATLANTICA, che Gian Biagio is0ezz ha portato a termine in solitario, partendo il 09 febbraio 2005 dal porto di Las Palmas de Gran Canaria e approdando trenta giorni dopo nel porto di Le Marin nell'isola caribica della Martinica; idealmente con Lui festeggiano il gruppo di radioamatori sardi che lo hanno collegato quotidianamente, registrando le coordinate da Lui trasmesse, fornendogli informazioni meteo e mantenendo il contatto tra lui i familiari e gli amici anche attraverso il sito:

 

www.cqis0.it/ars/vela

 

"Il 9 di febbraio ho lasciato l'ormeggio al Pantalan 11 che mi aveva ospitato per quattro mesi e ho guadagnato l'uscita del Porto de la Luz, in una giornata che da sola ispirava mestizia, cielo coperto, ogni tanto una leggera pioggerella, e l'Oceano là, appena fuori dalla diga foranea. Questo è un aspetto che si sente sulla pelle solo quando si è in un porto oceanico. Quando si esce da un nostro porto, molto spesso, e Cagliari ne è un buon esempio, fuori dal porto le acque sono ancora riparate in un golfo o una baia. Nei porti oceanici è differente, appena siete fuori dal porto siete già, per così dire, all'aperto, esposti immediatamente all'ambiente, quello che sia in quel momento, dell'oceano....."

 

Così cominciava il resoconto della prima parte della traversata, ora attendiamo dal "Comandante" (così chiamato affettuosamente dagli amici per il suo passato di Colonnello dell'areonautica militare e pilota di caccia) ulteriori racconti della sua avventura e, dopo un meritato riposo, altri viaggi e altre esperienze di grande interesse per i RADIOAMATORI che hanno avuto l'occasione di affinare le proprie capacità, migliorare le prestazioni delle proprie stazioni e antenne con l'obiettivo di effettuare il QSO con la stazione is0ezz/mm anche in condizioni estreme. 

 

Collegamento radio del 13/03/2005 21:00 UTC

Autore: IS0KNV IS0GYD IS0CLA IS0MYN IS0FRV IS0ADZ

 

Gian Biagio si gode la meritata vacanza ai Caraibi, sta già lavorando al resoconto della TRAVERSATA....

Frequenza: 14315 Mhz
Data: 13/03/2005 Ore: 21:00 UTC


Posizione: LE MARIN - MARTINICA

 

Alessandro Sarru IS0MYN

 

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 8-

Grazie al digitale terrestre 

Via le antenne dai trulli

 

 

Il digitale terrestre qualche "miracolo" comincia a  prometterlo: la nuova tecnologia di ricezione del segnale                   audiovideo consentirà di levare le vecchie antenne analogiche dai tetti conici delle costruzioni di pietra più famose della  Puglia.

Il comune di Alberobello ha preparato, per un anno e più, un progetto di tutela e di valoririzzazione del centro storico. Il progetto prevede l'eliminazione totale delle antenne e di vari cavi (luce, telefono), l'illuminazione artistica, la sostituzione dell'asfalto con le basole, il controllo delle  variazioni di destinazione d'uso dei trulli per bloccare le speculazioni commerciali, ed altro....

L'amministrazione provinciale di Bari ha dimostrato sensibilità al problema delle antenne mettendo a disposizione dei fondi: ha stanziato 150.000 euro. E' un segnale di grande attenzione verso un patrimonio artistico culturale che dal 1966 è Bene dell'Umanità visto che è stato iscritto nella lista del Patrimonio dell'Unesco.

Basteranno 300milioni di vecchie lire?

Quante antenne spariranno?

E soprattutto quanto ci vorrà?

L'amministrazione promette che entro fine marzo il sistema impianto unico per l'eliminazione delle antenne sarà pronto.

E' solo il primo stralcio di un sistema più complesso .....

Ricordiamo che la Valle d'Itria si estende su tre province: Bari (Alberobello), Taranto (Martina Franca), Brindisi (Cisternino).

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 9-

L’antenato del telefonino è ciociaro

Il primo Radiotelefono è nato a Patrica FR

 

Patrica in provincia di Frosinone

 

Patrica è uno dei tanti paesi della Ciociaria, dove la cultura e le antiche tradizioni, agricole, artigiane e culinarie di questa meravigliosa terra, sita tra Roma e Napoli, ancora riecheggiano tra i vicoletti che lo caratterizzano. Situato a pochi chilometri da Frosinone a ridosso delle montagne, questo paese arrampicato su un colle, offre splendidi paesaggi tra l'azzurro del cielo e il verde intenso dei boschi. Da qui è anche possibile raggiungere la vetta del monte Cacume, meta di molti appassionati delle escursioni nel cuore della natura e ottimo per gli esperimenti radio.

Però non tutti sanno che é di origine ciociara, proprio di Patrica, l'antenato del telefono cellulare. Il primo radiotelefono magnetico si deve infatti all'intuizione di Riccardo Moretti, medico per tradizione di famiglia e fisico per vocazione, nativo di Patrica in provinica di Frosinone

Fu molto attratto dagli studi di Marconi e l'invenzione del suo "telegrafo senza fili" del 1895 le cui trasmissioni consistevano nella irradiazione di impulsi, quelli del codice Morse. Questa invenzione tutta italiana gli destò molto interesse intravedendo il concreto futuro della radio, cioè la fonia.

Dopo intensi studi, Moretti, il 17 marzo del 1905, depositò il brevetto del "radiotelefono magnetico", che utilizzava da una parte l’invenzione della radio di Marconi e dall’altra quella del telefono di Meucci e quindi delle capsule magnetiche ed evidentemente delle prime valvole termoioniche che intanto erano state inventate. Solo che il telefono magnetico di Meucci funzionava via filo, mentre quello di Moretti permetteva la modulazione delle radio onde e quindi di comunicare la parola e la musica attraverso l’etere. Si trattava di un apparecchio che metteva in comunicazione due corrispondenti tra loro,senza fili. Oggi potremmo definirlo l'antenato del telefono cellulare o della ricetrasmittente. Con il "radiotelefono magnetico" fu trasmessa per la prima volta la parola tra Roma e Tripoli. Probabilmente i primi esperimenti della sua invenzione, Moretti li effettuo proprio dal Monte Cacume che sovrasta Patrica.

Mentre Moretti realizzò e brevettò la sua invenzione nel 1905, altri sperimentarono simili metodi di trasmissi