Radiogiornale 130   

                                                                                                        2 aprile 2005  

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 FERMIAMO LA STRAGE!

 

Caro lettore,

Hope è solo una dei 300.000 cuccioli di foca che, come ogni anno in Canada, saranno uccisi in questo modo. Cuccioli arpionati davanti alle mamme, che spesso muoiono per la disperazione e nel tentativo di salvare i loro piccoli.

Contro la trasformazione delle coste canadesi in un immenso mattatoio a cielo aperto, anche tu puoi fermare il massacro entrando nel sito: http://hope.lav.it e cliccando sul cerchio ”YOU CAN STOP IT” se sei d’accordo, Invierai subito e in automatico una lettera di protesta all’ambasciata canadese.

Ma puoi fare di più: Spedisci questa e-mail a tutti quelli che conosci. Fallo oggi stesso.

Per salvare hope c’è bisogno dell’aiuto di tutti!

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Sommario:

  1 - A.R.I. : vivace polemica Marino – Ortona, revocata l’Assemblea nazionale;

  2 - Lista I4AWX: ”I cardini del nostro programma”;

  3 - Incontri con i candidati della Lista I4AWX;

  4 - Quasi pronto il Decreto CW stop;

  5 - La prima radio libera;

  6 - III° Meeting 50MHz e convegno V/U/SHF;

  7 - Qrp & Sota news;

  8 - XLVII° Simposium VHF – UHF – SHF e tecniche digitali;

  9 - Radioascolto;

10 - Radio d’epoca: XIII° Borsa scambio;

11 - Calendario EXPO Elettronica;

12 - Mostre & Eventi;

13 - I grandi dell’elettricità;

14 - Propagazione ionosferica;

15 - Ricerca ponti e frequenze VHF in Namibia;

16 - I Ponti del Piemonte;

17 - APRES: cosa succede nel Lazio?;

18 - Sito per WINPACK - UIVIEW - AGWPE- GENERAL - LINKs – LOGBOOK;

19 - Appuntamento mensile in CW;

20 - Mercatino radioamatoriale;

21 – Informazioni.

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 1-

A.R.I. ultim’ora

 

 

Alle elezioni c’è ora un candidato di meno!

Vivace polemica

tra Pietro Marino IT9ZGY e Alessio Ortona I2BYH

REVOCATA L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELL’A.R.I.!

dalla lista elettorale e del SITO A.R.I. sparisce IT9ZGY

 lettera del dimissionario alle Sezioni e ai CR

 Intanto spunta una terza lista di “rinnovatori” !

 

 

Come già preannunciato dal  Radiogiornale, l’Assemblea Straordinaria dell’A.R.I. è stata revocata con un telegramma dell’ex Presidente Ortona il quale, va notato, essendo ormai decaduto il CDN per le numerose dimissioni, non avrebbe potuto prendere tale decisione. La revoca dell’Assemblea Generale è stata un’occasione perduta per discutere con la base la grave situazione di crisi dell’A.R.I.!!! Ma c’é di più l’Assemblea revocata da Ortona doveva approvare il Bilancio Preventivo 2005, non essendosi proceduto all’approvazione, allo stato l’A.R.I. non sarebbe in grado di affrontare nessuna spesa, compresa quella dei francobolli per la corrispondenza!

 

Ed ecco il testo del telegramma:

 

LA PREVISTA ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEL 8 - 9 APRILE 2005 VIENE

REVOCATA STOP

SEGUIRA’ LETTERA ESPLICATIVA  STOP

A.R.I. IL PRESIDENTE ALESSIO ORTONA

 

 Intanto  una serie di vivaci accuse, anche giuridiche,  contro Alessio Ortona sono state diffuse da Pietro Marino con due lettere al Consiglio Direttivo ARI e al Presidente del Collegio dei Sindaci ARI. Ortona viene indicato da Marino come il maggior responsabile della attuale situazione di crisi della Associazione e di una serie di episodi che vengono denunciati, compresi quelli relativi ad assunzioni di personale.

A queste accuse di Pietro Marino, risponde Alessio Ortona con una lunga lettera puntigliosa inviata agli stessi destinatari, nella quale le affermazioni di Marino vengono definite fantasiose e lo stesso Marino viene tacciato di avere poca memoria.

Ovviamente in una disputa come questa, che non fa certo gli interessi dell’A.R.I. ciascuno giudica, agisce, e forse sbaglia, secondo la sua intelligenza, convinzione, cultura, gusto e sensibilità. Nessuno dei due contendenti  ammetterà mai che l’altro ha ragione. A nessuno dei due viene in mente di riconoscere che la crisi dell’Associazione non è un fatto recente e che quindi le responsabilità della gestione è collegiale di anni e anni, che ha condotto alla situazione attuale!

Nelle lunghe lettere, nessuno che dica cosa fare e come fare per uscire dalla crisi, che sembra essere un problema secondario, come se i gravi fatti intervenuti negli ultimi tempi, con le dimissioni di quasi tutto il CDN, fossero cosa di secondaria importanza. Data l’estrema lunghezza delle lettere, rinunciando a uno “scoop”, per ragioni di spazio e di opportunità, abbiamo preferito non pubblicarle, per non accendere ulteriormente il fuoco della polemica, che finisce per colpire ulteriormente l’ A.R.I. e quindi i Radioamatori italiani! Pubblichiamo invece la lettera che Pietro Marino ha inviato ai Comitati Regionali e alle Sezioni perché serve a far luce sull’intricata questione.

 

Intanto dal sito “La vera ari”, su richiesta dell’interessato é stato tolto Pietro Marino IT9ZGY che faceva parte della lista che veniva presentata, dapprima in modo ufficiale come A.R.I. e successivamente, (dopo varie proteste) in modo “ufficioso” invitando i soci a votarla. Pietro Marino ha chiesto anche ai Sindaci di essere depennato dalla lista generale dei candidati. Insomma Marino dopo le dimissioni dal CDN si è ora dimesso anche da candidato! Con la sparizione di Pietro Marino la lista proposta, sul sito “la vera ari” che originariamente era di 7 candidati, si è ora ridotta a 6 candidati.

 Quello che appare a dir poco “curioso” è che i dimissionari dell’ultimo momento, dopo lunghi anni di gestione comune dell’A.R.I. con Ortona e Ambrosi, all’improvviso, alla vigilia delle elezioni, prendono le distanze da loro e  a differenza di Marino che se ne va, rimangono comunque candidati alle elezioni, pare addirittura con una cordata autonoma di tre e stando alle numerose lettere inviate ai Radioamatori, lo fanno come se con le dimissioni dell’ultimo momento, volessero cancellare ogni coinvolgimento nella gestione trascorsa dell’ A.R.I. e quindi presentarsi all’elettorato in veste di “rinnovatori” senza alcuna responsabilità con il passato. C’è chi pensa che potrebbe trattarsi di una manovra elettoralistica per riprendere la maggioranza, (col tre più due), riapacificandosi dopo le elezioni con Ortona e Ambrosi! Da tutte queste manovre e dall’interesse dimostrato per entrare nel CDN si possono fare tante considerazioni, la più benevola delle quali è quella dell’attaccamento ultra ventennale di alcuni alla carica, “sacrificandosi” ulteriormente per altri tre anni nella gestione dell’Associazione!

E si parla di rinnovamento!!!

 

Ma Pietro Marino ha scritto anche una lettera ai Comitati Regionali e alle sezioni, oltre alle due inviate al CDN, che il solito uccellino spione ci ha fatto trovare sul davanzale della finestra, insieme al carteggio riportato in coda e che pubblichiamo perché serve a far luce sull’intricata vicenda.

 

PIETRO MARINO

IT9 ZGY

Viale Principe Umberto 10 - 90149 Palermo

 

 

Comitati Regionali dell'ARI

Sezioni ARI

a ½ E-mail

 

 

e p.c.:

Alessio Ortona - Racc. A.R.

Mario Ambrosi - Racc. A.R.

Collegio Sindacale - Racc. A.R. e a¼ E-mail-Fax

 

 

 

OGGETTO:       Risposta al Presidente Alessio Ortona

 

Palermo 26 marzo 2005

 

Egregi Colleghi, conoscete già i motivi delle mie dimissioni, ma ritengo necessario chiarirvi alcuni miei punti che sono stati snaturati dal

Presidente Ortona in una sua lettera che ha inviato dappertutto.

Non mi sono affatto meravigliato della maniera con cui egli ha esposto l'accorata difesa del suo operato, poiché èabbastanza nota la sua bravura nell'arrampicarsi sugli specchi e nel volersi mostrare sempre come una povera vittima ed addossare ad altri i suoi errori.

'Tatti di cui si P&l&' è un lampante esempio di questa sua abilità.

Vi siete mai chiesti il perché, in questo triennio che sta per teruliflare, ben sei Consiglieri ed un Sindaco hauno rassegnato le proprie dimissioni, sia pure per motivazioni diverse?

In tutta la storia della nostra Associazione forse questo è il primo caso, ma dubito che Ortona ammetterà che questa sua ultima presidenza è stata, a dir poco, disasùosa.

Mi auguro che i Comitati Regionali, le Sezioni ed i Soci aprano gli occhi, e sappiano valutare la vera realtà dei fatti. Con la mia lettera datata 10 marzo, inviata al Consiglio Direttivo ed al Presidente del Collegio Sindacale, ho esternato, sia pure con malcelata rabbia, le mie preoccupazioni sull'operato del Presidente Crtona, che a mio avviso aveva agito in maniera a dir poco supefficiale.

Ortona, dopo aver ricevuto le mie dimissioni, avrebbe dovuto in primis fare il mea culpa e cercare poi di convincermi di aver operato in buona fede e propormi, nell'interesse esclusivo dei Soci, di risolvere le problematiche che si erano venute a creare unitamente agli colleghi, e tentare altresì di farmi recedere dalle mie dimissioni. Il Presidente non lo ha fatto: evidentemente, non aveva alcuna argomentazione persuasiva da propormi e convinto che la migliore difesa èl'attacco, ha cercato di mescolare le carte in tavola ed ha provato, con una sua lettera, a scaricare le sue responsabilità anche sui Consiglieri rimasti. Per la cronaca, il Consiglio è in atto composto soltanto da quattro membri compreso il rappresentante del Ministero che solo un paio di volte, in tempi remoti, ha partecipato alle riunioni consiliari dell'ARi. In pratica, sono rimasti solo in TRE!!

In questo momento veugo anche a sapere che si sta preparando un editoriale su RR di Maggio, indubbiamente non benevolo nei miei confronti. E' chiaro che questa strategia è mirata non solo a screditarmi di fronte a tutti i Soci, ma altresì a pregiudicare una mia possibile elezione in seno al prossimo Consiglio Direttivo. Inoltre, di questo editoriale, che se ne sta facendo una diffusione capilìare,anche telematica, usando il database degli indrrizzi delle Sezioni a disposizione della nostra Associazione.

Il Collegio Sindacale, si rende conto che l'editoriale del Presidente potrebbe essere considerato una turbativa delle elezioni e quindi ha l'obbligo d'intervenire per impedime la pubblicazione?

Potrebbe essere considerato lecito informare Comitati Regionali e Sezioni ma coinvolgere tutto il corpo elettorale senza che mi sia data la possibilità di replica sullo stesso numero di Radio Rivista, è inammissibile. Dopo la proclamazione degli eletti, valuterò coscientemente se dovrò procedere nelle sedi che riterrà più opportune.

Ciò detto, chiarisco meglio i concetti espressi nella mia lettera dl dimissioni del 10 mano scorso, travisati da

Ortona:

i - Ho solo dichiarato che il primo contratto non è stato sottoposto a tutto il Consiglio nella sua interezza, almeno quando io ero presente. Ho altresì esplicitato che i Consiglieri (non il sottoscritto) ma quelli che probabilmente ne erano venuti a conoscenza successivamente, potrebbero aver accettato "ob torto collo" il fatto compiuto. Per inciso, informare il Consiglio a posteriori o non informarlo affatto degli atti da lui compiuti, è 'una peculiarità insita nel DNA del Presidente.

2 - Se il problema era quello di trattenere la Signora Silvana dopo il suo pensionamento, perché non portare il problema in Assemblea Generale o Straordinaria? Tutti conoscono il valore e l'indispensabilità della Signora Lasagna e, senz'altro, i Comitati Regionali avrebbero potuto dare i loro suggerimenti ed indicare al Consiglio la via migliore da segnire.

3 - Contratto o non contratto, la Signora Lasagna doveva essere comunque pagata; io ho solo contestato la maniera con cui è stata gestita questa operazione nel più assoluto riserbo e senza che il Consiglio conoscesse le clausole contrattuali. Probabilmente non si voleva fare conoscere ad alcuni Consiglieri l'ammontare della cifra da corrispondere, durata del contratto etc. etc. Se Ortona lo avesse portato in Consiglio, (ma forse c'erano un paio di Consiglieri scomodi per lui), senz'altro avrei messo in evidenza che 18 mesi per istruire una nuova impiegata sarebbero stati eccessivi.

Ciò vi può essere confermato anche dall'altro Vice Presidente dimissionario

4 - Ortona, per confondere le idee dei Soci e dei Comitati Regionali, allega copie di Verbali di seduta, che non sono stati mai da me messi in discussione.

Nella mia lettera del 10 marzo, io non ho affatto contestato l'assunzione delle due nuove impiegate poiché il Consiglio ne era a conoscenza (compreso me) e ne aveva fatta regolare delibera. Io ho soltanto contestato la mancata istrazione delle stesse che è costato ai SOCI un bel po' di quanfini, senza utilità alcuna per l'Associazione. Lo stesso Ortona, ha dichiarato in una sua lettera, la incapacità sua e di chi se ne era assunto l'incarico, di imporre alla Signora Lasagna l'addestramento che doveva essere fatto alla sua sostituta).

Se l'intenzione di Ortona era quello di trattenere la Signora Lasagna per altri 18 mesi, perché allora ha proposto al Consiglio l'assunzione anticipata di chi eventualmente l'avrebbe dovuto sostituire?

5 - Nella sua replica ORTONA afferma " .. omissis ... alla luce di come si sono svolti i fatti, è falsa (SJC!) l'affermazione che il presidente intendeva firmare un contratto di 18 mesi , mentre di vero vi è solamente che tale periodo era stato indicato sulla bozza del consulente, che è stata sottoposta ai Consiglieri proprio per chiedere loro il preventivo parere nella sua interezza, compresa la durata ... omissis...

Ortona e bravissimo ad esporre i fatti nel solo suo esclusivo interesse, ma sfortinatamente per lui, questa sua affermazione non corrisponde a verità poiché il nuovo contratto di ben 18 mesi (tra l'altro, contrario alle nostre norme statutarie) che lui intendeva firmare all'insaputa degli altri Consiglieri, era stato sottoposto in un primo momento soltanto a Mario Ambrosi, il quale, troppo furbo per prendersi tale responsabilità, gli suggeri di consultare gli altri:

"tanto siamo pochi."

Ciò risulta da una corrispondenza personale tra Ambrosi ed Ortona che spontaneamente hanno inviato ai Consiglieri. Sono sicuro che anche l'altro Vice Presidente, pure lui dimissionario, non avrebbe alcuna difficoltà, anche questa volta, a confermare ciò.

Ebbene, io chiedo formalmente ad Ortona ed Ambrosi di autorizzarmi di portare a conoscenza dei Comitati Regionali e delle Sezioni tutta la documentazione in mio possesso da loro inviatami, così si potrà constatare la veridicità dei fatti realmente avvenuti.

Comunque, se questo consenso non dovesse pervenire entro breve tempo, unicamente nell'interesse della mia reputazione ed onorabilità (poiché il Presidente ha asserito che la mia affermazione è falsa), sarò costretto ad agire come meglio riterrò ed a portare a conoscenza di tutti quanto in mio possesso.

Egregi colleghi, come ben sapete, mi sono sempre esposto personalmente nel difendere Ortona ed Ambrosi dagli attacchi che a loro sono pervenuti a torto o ragione da ogni parte. E' stato fatto da parte mia, non solo per amicizia, ma per tutelare di fronte a terzi l'immagine della nostra Associazione e dimostrare che il Consiglio Direttivo, almeno nella quasi totalità, era coeso.

La vera vittima di questa vicenda, condotta maldestramente dal Presidente Ortona, è purtroppo la Signora Silvana Lasagna alla quale sono fraternamente affezionato e della quale ho potuto apprezzare la competenza, la capacità lavorativa e l'abnegazione che ha sempre dimostrato nei riguardi dell'Associazione sin dal primo giorno della sua assunzione in ARI, e per questo motivo ne sono profondamente dispiaciuto ed amareggiato.

Però, credetemi, ho cercato di fare gli interessi dei Soci, e se questo mio comportamento è stato giudicato da Ortona IRRESPONSABILE, gli rispondo allora che sono orgoglioso di esserlo stato.

Con questa mia lettera, doverosa per il rispetto che ho per voi tutti, non intendo più replicare ad alcuno e dichiaro chiusa, almeno per quanto mi riguarda, questa spiacevole vicenda.

Colgo l'occasione per augurare a tutti voi una serena e felice Pasqua. Cordiali 73.

 

                                                                                                                          Pietro Marino

 

Baruffe!

 

----- Original Message -----

From: "IT9ZGY - Pietro Marino"

Subject: Fwd: RE: RICHIESTA OPINIONI

 

 

 

Egregi colleghi,

scusate se vi importuno ancora una volta e spero che non lo debba fare più Sono stanco di questo batti e ribatti e sono venuto nella determinazione che:CHI SI VUOL PRENDERE L'ARI ... SI ACCOMODI PURE .... . Personalmente mi sentirei a disagio sedere in Consiglio con certi colleghi .... Su autorizzazione di Gianfranco Sabbadini (ex Presidente e dimissionario in seno al Consiglio) vi allego una lettera che inviò al Presidente Ortona dopo aver pure lui ricevuto tutta la documentazione. Cordiali 73, Piero Marino ____________________________________________________________________________

 

 

X-Symantec-ProtezioneTimeout: 0

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X-Sender: i2sg@

From: "Gianfranco Sabbadini" <i2sg@

To: it9zgy@

Bcc:

Subject: RE: RICHIESTA OPINIONI

Date: Wed, 30 Mar 2005 00:52:52 +0200

X-OriginalArrivalTime: 29 Mar 2005 22:53:19.0990 (UTC)

FILETIME=[1A4B6960:01C534B2]

 

 

 

IT9ZGY - Pietro Marino ;it9zgy@

Gianfranco Sabbadini;i2sg@hotmail.com

Subject: RE: RICHIESTA OPINIONI

Sun, 27 Mar 2005 09:38:38 +0100

 

Caro Gianfranco, ti chiedo l'autorizzazione di rendere nota ai Comitati Regionali la tua risposta ad Ortona. Dalla replica che il Presidente ha fatto alle mie dimissioni, ho avuto l'impressione che egli voglia scaricare le sue colpe sul passato Consiglio..

Come puoi notare nelle brevi note (di cui sotto) che accompagna la documentazione, Ortona dice : "Come ricorderete, in seno di Consiglio abbiamo già affrontato il discorso relativo al rapporto con la Sgnora Silvana Lasagna ... "

Questa affermazione non è esatta poichè si discusso marginalmente SOLTANTO del mancato addestramento delle nuove assunte e non del rapporto relativo alla Signora Silvana.  Hai visto come vuole coinvolgere il Consiglio su cose che noi non abbiamo mai discusse?

Ciò  soltanto nel nostro esclusivo interesse.

Resto in tale attesa e ti porgo i miei più cordiali 73.

Piero Marino - IT9ZGY

 

  Caro Piero ,

se intendi divulgare il carteggio trasmesso da Ortona non ho alcuna obiezione che tu accluda la mia nota di risposta . Probabilmente lo fara' anche Ortona. Di seguito ti riporto ancora la mia nota corretta negli errori di battitura. Cordiali saluti .

Gianfranco\I2SG

 

                          Milano - 5 Marzo 2005

 

Caro Alessio ,

 

ho letto con attenzione la documenazione che mi hai inviato ed in sintesi penso che la sottoscrizione del contratto , cosi' come

formulato,  non ci porti a risolvere l'obiettivo chiave di effettiva istruzione della persona assunta per l'attivita' di Segreteria. I 18

mesi trascorsi senza che questo obiettivo primario  sia stato nemmeno avviato , con i costi aggiuntivi sostenuti ed il tempo perso , a mio avviso costituiscono una pregiudiziale piu' che valida per cambiare egistro.

Per quel poco che ho avuto al possibilita' di vedere mi sembra che si stia percorrendo la stessa vicissitudine precedente : se la persona assunta e' valida non mi meraviglierei se tra non molto rassegnasse le dimissioni , e se cio' non accade - ad esempio per stato di necessita'

- avremo comunque una persona demotivata non in grado di svolgere l'incarico per cui e' stata assunta. Per quale motivo con il nuovo contratto la situazione dovrebbe cambiare ? Se nemmeno Mario Ambrosi - con la sua presenza regolare  in Sede -  e' riuscito a scalfire la situazione, perche' questa dovrebbe cambiare?  Credo che , con la consulenza del dott. Brigante , o altra persona qualificata  , dovremmo trovare una formulzione contrattuale che ci consenta di uscire da questa situazione che non ho difficolta' a definire di "ricatto" .

La durata del contratto , non costituisce un problema  se e' prevista una tempistica di regolare verifica degli obiettivi di formazione, gia' a partire dal breve termine , e/o compensi vincolati al raggiungimento di questi.  Luglio prossimo, p.v., mi sembra gia' data lontana considerando il tempo perso.

 

Cordiali saluti

Gianfranco / I2SG

 

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 2-

Da: Daniele IV3TDM [iv3tdm@radioconsulting.it]

 

LISTA

I cardini del nostro programma

 

 Durante le riunioni sempre più frequenti della “squadra”, oltre a discutere delle numerose problematiche che quasi quotidianamente colpiscono l’Associazione, ed a studiare strategie utili a far conoscere la lista I4AWX, (sito WWW.LISTAI4AWX.ORG) con i relativi programmi, si tende a privilegiare le discussioni mirate alla definizione di precisi percorsi, i quali devono portare a risultati concreti e sicuri.

 

Questo impone che prima di esporsi nel dichiarare pubblicamente gli obiettivi fissati, sia necessario analizzare sotto ogni aspetto le varie azioni utili a conseguire tali risultati, e soprattutto, a poterli poi realizzare.

 

Cerco di spiegarmi con un esempio: se dichiarassi che durante la mia gestione riconoscerò a tutte le Sezioni organizzatrici di qualsiasi manifestazione il totale rimborso delle spese sostenute, oppure ancora, dicessi che elargirò sovvenzioni a tutti i Radioamatori che attiveranno isole, laghi, cime, castelli o qualsiasi altra attività radio, sono certo che otterrei consensi incondizionati.

 

Viene spontaneo dire “impossibile”, ed io ribadisco invece “possibilissimo” ed anche molto facile. Rimane però da vedere per quanto tempo questo sia possibile, perché è chiaro che una simile gestione porterebbe al fallimento. Quindi si tratta di un’azione possibile, ma non sostenibile.

 

Ecco spiegato perché ho voluto evidenziare il “poterli poi mantenere”.

 

Chiarito questo elementare concetto (che forse, a conti fatti non è proprio così elementare per tutti….), emerge chiaro perché durante le nostre riunioni vengano privilegiati lo studio dei percorsi e non la semplice identificazione dei traguardi.

 

Detto questo, si possono esporre senza timore gli obiettivi già esaurientemente studiati e che sono punti fermi ed un preciso impegno verso i Soci, ma per ora, permettetemi di presentare solo quelli che saranno immediatamente applicabili, mentre per i successivi farà seguito un apposito comunicato stampa.

 

Ecco dunque i primi cinque:

 

  1)   Congelamento della quota associativa per l’intero triennio;

  2)   Eliminazione della quota servizio QSL per i nominativi di Sezione;

  3)   Revisione del servizio QSL con sensibile contenimento dei costi;

  4)   Razionalizzazione dei costi di stampa di Radio Rivista;

  5)   Riqualificazione dei contenuti di Radio Rivista;

Sono dichiarazioni forti e ne siamo ben consci, ma solo potendo conseguire degli obiettivi altrettanto forti si può avere la sicurezza di un reale cambiamento.

 

Non è stata cosa semplice individuare strategie sicure senza l’accesso ai documenti dell’attuale gestione, ma basandoci sui “numeri” a nostra conoscenza, cioè quelli dichiarati nei bilanci e nella varie relazioni, e grazie alla nostra esperienza, applicando tecniche di contabilità industriale e di gestione aziendale, abbiamo la sicurezza di poter promettere risultati, con la certezza di poterli anche mantenere.

 

Questi sono solo una parte dei tanti motivi che giustificano l’approvazione della lista I4AWX, ed è perciò naturale il mio personale invito a votare la lista compatta.

 

Un sentito ringraziamento ed i saluti più cordiali.

 

Comitato promotore LISTA I4AWX

 

IV3TDM Daniele

 

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3-

Incontri con i candidati

della LISTA I4AWX

 

Per venire incontro alle richieste  di tutti coloro che sono desiderosi di incontrare i componenti della Lista I4AWX (vedi il sito WWW.LISTAI4AWX.ORG )  per scambiare quattro chiacchiere, chiedere informazioni, dare suggerimenti e consigli, oppure criticarne il programma, si rende noto il calendario delle partecipazioni di alcuni dei candidati alle varie manifestazioni.

 

Nola (NA) Convention MDXC

8/9/10 Aprile - IK7JWX - Alfredo

10 Aprile - I8IEM - Alfredo

9/10 Aprile - I4AWX - Luigi

 

Pescara Fiera del Radioamatore

16/17 Aprile - I8IEM - Alfredo

 

Modena XLVII Symposium VHF/UHF/SHF

17 Aprile - I4AWX - Luigi

!7 Aprile - I5PVA - Paolo

 

Pordenone 40° Fiera Nazionale del Radioamatore

23/24/25 Aprile - I8IEM - Alfredo - con stand C.R.C.

23/24/25 Aprile - I0HJN - Gaetano - con stand Sezione di Genzano

22/23/24/25 Aprile - IK1YLO - Alberto - con stand Sezione di Ivrea

23/24/25 Aprile - I4AWX - Luigi - con stand Lista I4AWX e Sezione di Ferrara

 

Salvo imprevisti e con le sempre possibili variazioni, questi sono gli appuntamenti ai quali avremo il piacere di incontrarvi.

 

Comitato promotore Lista I4AWX

Daniele - IV3TDM 

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 4-

Da: i4awx [i4awx@email.it]

 

QUASI PRONTO IL DECRETO CW, MA…

La notizia che Guy ci da è importantissima.

Luigi Belvederi i4awx

 

Cari amici

finalmente sono riuscito a parlare col Dott. Cascio del  Ministero il quale mi ha confermato che:

 1) Il Decreto è praticamente pronto

 2) Ci sarà una sola classe di Autorizzazione uguale per tutti. Niente noviziato.

 3) L'esame sarà quello attualmente previsto dal DL 259/03 eccetto il  CW che viene abolito

 4) I nuovi nominativi continueranno con l'attuale serie IZ

 5) I vecchi nominativi rimarranno invariati

 6) Se un IW volesse cambiare nominativo può richiederlo

 7) La sua stima è che il Decreto potrebbe uscire nel giro di un mesetto (i miei dubbi sull'attendibilità dei tempi li ho già espressi)

 Questo è il punto della situazione CW verificata alla fonte.

 

 73 de

 Gaetano (Guy) Caprara - IØHJN

 E-Mail: i0hjn@pcg.it

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 L I S T A   I 4 A W X

 Per un'ARI al Servizio dei Soci

 http://www.listai4awx.org/

 

N.D.R.

La notizia in questione è attualmente solo un proponimento delle buone intenzioni del Ministero, o poco più. Infatti si tratta per ora di una elaborazione che deve essere ancora completata e che ci auguriamo venga discussa con le associazioni, unitamente al problema della disordinata proliferazione dei ponti e della necessità di un coordinamento degli stessi, nell’ambito del rinnovo del Decreto sui Radioamatori per configurarlo alle normative IARU. Una Una volta definita e approvata, la proposta di Decreto deve andare al Consiglio di Stato per le competenze di verifica, non ultime quelle finanziarie. Solo una volta che il Consiglio di Stato abbia approvato il Decreto, questo potrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale- Viceversa se il Consiglio di Stato apporta delle modifiche il Decreto deve essere rielaborato. Intanto apprendiamo che una riunione che doveva discutere con le Associazioni la cosa è stata rinviata a data da destinarsi.

Pubblichiamo qui sotto le dichiarazioni del Ministro delle Comunicazioni Onorevole Maurizio Gasparri sul CW che si discostano dalle notizie comunicate dal dott. Cascio, per il programma di esami, nei quali, secondo quanto dichiara il Ministro, sarà previsto un minimo di conoscenza della telegrafia, Cosa questa già pubblicata dal Radiogiornale,

 

 

Il futuro del cw e la Conversione delle licenze

INCONTRO A BIELLA

COL MINISTRO GASPARRI

 

In armonia con la linea adottata dalla < WWW.LISTAI4AWX.ORG >, di farsi promotrice di tutte quelle iniziative che possono portare concreti vantaggi ai Radioamatori, ed anche per rispondere alle numerosissime richieste di chiarimenti pervenuteci nel corso degli ultimi due mesi, il nostro Alberto -IK1YLO- ha incontrato a Biella l'Onorevole Maurizio Gasparri e ne ha immediatamente approfittato per riprendere un dialogo già iniziato qualche giorno prima in occasione di una intervista televisiva avvenuta sul canale SAT 8.

 

Questa in linea di massima la sintesi di quanto avvenuto:

 

Alberto illustra dapprima al Ministro la situazione generale della nostra Associazione, ed auspica che in un prossimo futuro, cambiando i vertici dell'A.R.I. si possa anche da noi, come già avviene in molti altri Paesi, avere un rapporto proficuo e continuativo tra l'Associazione ed il Ministero.

 

L'Onorevole Gasparri, ritenendo opportuno un dialogo diretto tra le parti, ha immediatamente chiamato al telefono un proprio collaboratore, il Dott. Bruno dello stesso Ministero, permettendo così ad Alberto di porre precise domande ed avere in tal modo le idee più chiare  in merito ai prossimi sviluppi legislativi previsti per la nostra categoria.

 

Il Dott. Bruno, gentilissimo e collaborativo, si è anche immediatamente qualificato come Radioamatore egli stesso ed ha spiegato ad Alberto, che proprio lui è l'estensore del nuovo D.L. che ci riguarda e che entro un paio di settimane al massimo verrà emanato.

 

In pratica, ha confermato che esisterà una sola classe di licenza e che è stata recepita la direttiva europea relativa all'abolizione del CW.

Gli esami avverranno perciò sulla base di test psico/attitudinali e sulla dimostrazione pratica di operatività da parte dei candidati, da effettuarsi su apparecchiature radio.

Lo stesso Dott. Bruno, ha precisato che sarà in ogni caso richiesta una minima conoscenza del CW, come ad esempio il saper riconoscere l'indicativo delle stazioni.

 

Per quanto attiene la collaborazione con l'A.R.I., ha dichiarato esserci la massima disponibilità da parte loro, rinviando al dopo elezioni ogni contatto, in quanto è naturale e corretto che come Ministero non possano intervenire nelle nostre problematiche interne.

 

Non appena si renderà necessario (subito dopo le elezioni. N.d.r.), potremo riprendere i contatti con lui tramite il Dott. Grillo, Segretario particolare del Ministro.

 

Un sentito ringraziamento al Ministro, On. Maurizio Gasparri per la già più volte dimostrata sensibilità nei nostri confronti e, l'augurio di poter avere presto un fitto scambio di interazioni.

 

Questi sono fatti, e questi sono solo una piccola parte dei tanti impegni che i Candidati della Lista si sono imposti di portare avanti.

 

Un altro valido motivo che giustifica tutti i Radioamatori iscritti all'A.R.I. a votare la LISTA I4AWX per il reale rinnovamento dell'Associazione.

 

                                                                                Comitato promotore Lista I4AWX

                                                                                Daniele - IV3TDM

 

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5- 

I pionieri di Bologna

La prima Radio Libera

IL 23 NOVEMBRE 1974 LA PRIMA TRASMISSIONE "PRIVATA" DAI COLLI FELSINEI

 

 Evidentemente l’Emilia ha qualche legame particolare con la radio che forse le viene da Marconi.

Ricordiamoci la prima radio Libera in Onde medie attivata a Ferrara ad opera di I4FP Franco Moretti  nel lontano 1946 per trasmettere un processo a un ex gerarca (Radiogiornale 80) e le prime trasmissioni in FM del 1974, per concludere che la libertà di comunicare il proprio pensiero, come previsto dalla Costituzione, ha visto l’Emilia all’avanguardia di queste importanti iniziative.

Oggi se si accende una radio in FM si possono ascoltare tantissime stazioni di tutti i tipi, ma fino al 1973 non era così, la liberalizzazione della frequenza da 78 a 108 MHz, che in origine era pertinenza esclusiva della RAI, la si deve ad un gruppo di coraggiosi a Bologna, seguiti da altri ardimentosi in varie parti d’Italia e fu così possibile ottrmrtr una così importante conquista di democrazia che servì ad aprire la strada anche alla televisione libera.

La prima radio libera, o pirata, nella storia italiana della comunicazione e dell'informazione - forse non sono in molti a saperlo o a ricordarlo - nacque a Bologna proprio trentuno anni fa. Era il 1974, e per l'etere ancora sgombro volavano soltanto i programmi della Rai. Ma la sera di sabato 23 novembre, cercando di sintonizzarsi sulle trasmissioni locali, qualche migliaio di bolognesi restò sbalordito: al posto della voce del solito speaker dei radiogiornale regionale, o di Orietta Berti che cantava Io, tu e le rose, stavano captando quella tonante di Marco Pannella, impegnato in una delle sue roventi invettive di allora sulla necessità di democratizzare l'informazione. Senza cambiare frequenza, ma restando lì intorno ai 100 megahertz, ascoltarono a bocca aperta un dibattito sul traffico cittadino dal quartiere San Ruffillo, e le lamentele in diretta di un tassista bolognese sulle corsie preferenziali intasate dagli abusivi (buone anche per oggi), un reportage sulle ripercussioni della congiuntura economica sulla vita delle famiglie e nelle fabbriche della città. Era la prima volta, dal 1923 o dalla nascita della radio in Italia, che dagli apparecchi uscivano voci e linguaggi alternativi a quelli dell'emittente di stato. "Radio Bologna per l'accesso al pubblico" trasmetteva da una roulotte parcheggiata sui colli bolognesi, irradiata su un raggio di 50 chilometri con un raggio d'ascolto di circa 700 mila abitanti. Non male per una radio pirata, che poi pirata non era affatto. Soddisfacente la ricezione, alto l'interesse e l'indice di gradimento: insomma un successo. Ma soprattutto un esperimento destinato a spalancare spazi e prospettive storiche, visto ciò che sarebbe accaduto poi. A chi si doveva l'idea? A un gruppetto di giovani operatori, per l'occasione costituiti nella Cooperativa Lavoratori Informazione, riuniti intorno a Roberto Faenza. Questi aveva già debuttato nella regia cinematografica con alcuni film corrosivi e graffianti, ma soprattutto era stato in America a studiare le nuove possibilità che offrivano il video-tape e la televisione via cavo (anche da noi appena sperimentata). Con lui c'era Rino Maenza, presidente della cooperativa allora ancora studente, e tra gli altri Mario Bortolini, Pier Giorgio Righi, Pier Luigi Franzoni, l'avvocato Giorgio Finzi ed Elda Ferri, funzionaria della Regione. di cui presidente di allora, Guido Fanti, era tra i più attivi nel promuovere un tema dominante per le prospettive dei nuovi organismi come l'apertura della Rai ad una più ampia partecipazione pubblica. La data della nascita di Radio Bologna non fu infatti casuale: di lì a pochi giorni, il 30 novembre, il governo Moro avrebbe dovuto pronunciarsi con un decreto sulla riforma dell'emittente di stato. Ecco all'allora l'idea di Faenza, Maenza e compagni: dimostrare che il decentramento dell'informazione, la possibilità per tutti di essere ammessi a parlare alla radio, è realizzabile e costa poco. Molto poco. E il materiale da mandare in onda si procurava così: studenti e impiegati giravano per i quartieri o nei luoghi di lavoro con il registratore in mano, raccogliendo le opinioni della gente su problemi d'interesse generale. Dunque erano i protagonisti delle situazioni e dei problemi, senza mediazioni o filtri, a poter parlare per la prima volta; e la formula aperta, la possibilità di fare informazione in prima persona, coinvolse gli ascoltatori che risposero con decine di telefonate alla radio. O meglio, al numero del contadino che abitava nel campo vicino alla roulotte. Con un manico di scopa come attacco dell'antenna e un trasmettitore militare da mezzo milione, vigilando per sette giorni fino a quel fatidico 30 novembre legislativo, Radio Bologna continuò le sue trasmissioni. Lavorando quasi in clandestinità, con pochi mezzi, una provocazione culturale e un pionieristico esempio di controinformazione che avrebbero aperto varchi immensi.

 

Nella roulotte, sui colli bolognesi, Roberto Faenza ai microfoni di Radio Bologna

 

Non era la voce del colonnello Stevens da Radio Londra. Molto meno oxfordiana, con ruvide "esse" bolognesi che sibilavano nel microfono, ma a suo modo e nel suo piccolo parlava anch'essa di libertà, «Qui Radio Bologna per un'informazione democratica»: ecco l'annuncio. Un palinsesto inventato lì per lì, ma deciso già in linea di massima prima di partire, con una declinazione tutta pubblica e d'interesse generale. «Avevamo paura che in vacanza della legge ci impedissero di andare avanti», ricorda il regista Roberto Faenza. «La scelta cadde sulla radio perché eravamo convinti che fosse il mezzo di comunicazione più potente, quello che raggiunge più persone e si ascolta in ogni momento, senza impegno». Ne è convinto anche Rino Maenza: «Per fare comunicazione e cultura la radio è il mezzo più versatile e incisivo, con un'elasticità che gli altri non hanno. E' quella che meglio ti consente di penetrare nella società. Risulta anche oggi, con l'audience in crescita costante. Bei tempi, allora. Bastava un'antennina, e con mezzo watt coprivo quasi tutta la provincia di Bologna», Così, da quella roulotte bianca nella vecchia fattoria sul colle dell'Osservanza, si andò in onda «senza chiedere il permesso» (era il titolo di un manuale di Faenza che in quel 1974 fece clamore). Un radioamatore di Treviso aveva messo a disposizione il trasmettitore militare che il tecnico mago Salerno taroccò ritoccando le frequenze. Non solo comizi e quartieri, ma anche buona musica, jazz raffinato e John Cage. Ospiti prestigiosi come Livio Zanetti, allora direttore dell'Espresso, che intervenivano; il sindaco Zangheri disponibile a mandare in onda i suoi interventi. Insomma, l'accoglienza fu buona e non solo a Bologna. Stipati in dieci nella roulotte, magari facendo confusione con i nastri e rovesciandosi addosso il caffè bollente durante la diretta. Mentre all'esterno, dentro una jeep anonima con un'antenna di cinque metri sul tetto, due sconosciuti registravano tutto. Il Grande Orecchio della Rai? Faenza spiega che le loro trasmissioni furono riversate sui canali di servizio dell'e