Radiogiornale 121    

                                                                  8 Dicembre 2004

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Auguri sinceri di Buon Natale e Buon Anno di pace e serenità a Voi e alle Vostre famiglie. Ma questi tradizionali momenti di gioia e letizia sono offuscati in questi tempi, da tutto ciò che di brutto avviene attorno a noi e che registra una  paurosa “escalation”.

Le guerre del XX° secolo hanno ucciso 62 milioni di civili e 43 milioni di soldati. Solo nei "pacifici" anni Novanta, quelli seguiti al crollo dell'Unione Sovietica, i conflitti principali combattuti nel mondo e il terrorismo hanno causato la morte di quasi sei milioni di persone, (con molte donne e bambini), tanti quante le vittime dell'olocausto. Nonostante l'inimmaginabile orrore per questa ecatombe e l'impegno di Stati e organizzazioni internazionali per la difesa della pace, le guerre continuano e con esse il terrorismo, le atrocità e la vendita di armi micidiali, tra le quali anche le mine giocattolo per mutilare i bambini!.

Dinanzi al male, che in varie forme si manifesta nel mondo, l’uomo, afflitto e sconcertato, si domanda impotente: "Perché?".

In questi giorni di gioia e di opulenza non possiamo fare a meno di pensare alla Pace, nella solidarietà fra ricchi e poveri nel mondo, con un uso non egoistico, ma solidale, dei propri beni per garantire al mondo un futuro di pace. Solo nella giustizia e nello sviluppo solidale si può garantire al mondo un futuro di pace senza egoismi.

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Sommario:

  1 - Il grandioso spettacolo dell’Aurora Boreale;

  2 - Propagazione: la ionosfera e la radio;

  3 - Il magnetismo terrestre;

  4 - La potenza delle parole;

  5 - Lettera all’estensore;

  6 - Il CW si fa perché ci piace non perché ci viene imposto;

  7 - Anche alla Svizzera l’allargamento dei 40 metri;

  8 - Le antenne dei telefonini disturbano il radioamatore?;

  9 - Listini prezzi: quando la storia diventa attualità;

10 - Listini prezzi disponibili ed aggiornati:

11 - Gruppi d’acquisto: la Hardsoft raccoglie la sfida;

12 - IOTA Contest 2004;

13 - Elenco sub toni regionali;

14 - Strange Radio Event: per copia conforme;

15 - Radioascolto via Internet;

16 - Nuova Mailing – list del CISAR Taranto;

17 - I grandi dell’elettricità;

18 - Il padre del computer;

19 - UMTS più ombre che luci;

20 - Silent key;

21 - Mercatino radioamatoriale;

22 - Informazioni.

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 1-

 

IL GRANDIOSO SPETTACOLO DELL’AURORA BOREALE

                                      

  

                        Un'Aurora boreale illumina il cielo notturno nell’Ontario USA

 

La spiegazione scientifica: tutta colpa del vento solare

 

La Terra è circondata da un'atmosfera gassosa, via via sempre più rarefatta, formata da un miscuglio di gas (azoto, ossigeno, anidride carbonica, gas rari ecc.) che si mantiene omogeneo fino a circa 80-100 Km dal suolo.

Ma già a partire da circa 50-70 Km l'atmosfera è caratterizzata dalla presenza di un grandissimo numero di particelle dotate di cariche elettriche (ioni) prodotte dalle radiazioni X ed ultraviolette del Sole e dai raggi cosmici. Inizia qui la "ionosfera", grazie alla quale sono possibili le trasmissioni radio perché riflette le radio-onde emesse dalla superficie terrestre e ne consente la propagazione anche a grande distanza.

 La ionosfera non ha un confine ben definito, tant'è che si considera "sfumare" gradualmente nello spazio, fino a confondersi con le particelle del "vento solare".

Tale vento, che viene misurato da satelliti specializzati americani proprio come un vento terrestre, in Km al secondo, è un flusso di particelle cariche elettricamente, emesse dal Sole nello spazio.

Oltre la ionosfera nello spazio si estende la magnetosfera, che costituisce una sorta di "barriera" che il vento solare investe in pieno e distende in una lungo coda cilindrica, proprio come fa con la coda delle comete. Questo vento di particelle trasporta anche una parte del campo magnetico solare, creando così un campo interplanetario circa 10.000 volte più debole di quello generato dalla terra.

Quando le direzioni del campo magnetico terrestre e di quello interplanetario sono favorevoli, le loro linee di forza si uniscono.

Le particelle solari che penetrano nella magnetosfera attraverso le zone polari migrano progressivamente verso lo strato neutro all'interno della magnetosfera producento delle potenti correnti elettriche.

                                         

All'improvviso si genera una vera "tempesta" magnetica. Le linee del campo magnetico respingono queste particelle cariche elettricamente e al tempo stesso iniettano altre particelle verso le regioni polari della terra.

Se tali particella, in base al loro angolo di "attacco", riescono a penetrare verso gli strati più bassi dell'atmosfera, intorno ai 100 Km di altezza, si scontrano con le particelle ionizzate della ionosfera e in questa "collisione" atomi e molecole emettono luminescenze e colori caratteristici che vanno dal rosso sangue el verde al bianco al blu.

 

Le Aurore polari generalmente sono visibili a latitudini elevate, nelle zone circumpolari ma, in presenza di forte attività solare la quantità di particelle che raggiunge la magnetosfera terrestre è tale che occasionalmente la "tempesta magnetica" può raggiungere anche le medie latitudini, come nel nostro caso.

 

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 2-

 

 La ionosfera e la radio

 

L'atmosfera è bombardata da radiazioni ultraviolette di diverse frequenze che vi penetrano più o meno profondamente. Di conseguenza, la struttura della ionosfera è stratificata e si possono distinguere diversi strati ad altezze diverse.

Le onde elettromagnetiche ultraviolette a frequenze più basse hanno il minore potere penetrante, e quindi producono gli strati ionizzati più distanti dal suolo (circa 300 Km); mentre le radiazioni ultraviolette a frequenze più alte penetrano più in profondità e

producono strati ionizzati a quote inferiori (attorno agli 80 Km).

La densità degli ioni presenti varia a seconda dell'altezza dal suolo.

Onde radio a frequenza diversa vengono riflesse da strati a densità diversa.

Per questo, per comunicazioni fra luoghi molto distanti fra loro, è necessario che le onde vengano riflesse dagli strati più alti della ionosfera (i cosiddetti strati F1 e F2, situati attorno ai 300 Km di altezza).

Le onde corte che soddisfano a questo requisito, e che vengono quindi impiegate per le trasmissioni internazionali, sono quelle con lunghezze d'onda tra i 10 e gli 60 m circa, cioè frequenze comprese approssimativamente tra i 5 e i 30 MHz.

L'angolo di elevazione del sole è un fattore importante che determina la densità degli strati ionizzati. Come conseguenza, l'altezza e lo spessore degli strati ionizzati varia da luogo a luogo e a seconda dell'ora del giorno e delle stagioni dell'anno.

La variazione diurna di questi strati è la più vistosa: quando il sole è più alto sull'orizzonte gli strati ionizzati raggiungono la massima densità e il massimo effetto sulle onde radio. Col calare della sera la densità diminuisce e continua a diminuire durante la notte, raggiungendo il minimo appena prima del sorgere del sole.

Vale la pena di ricordare, infine, il ciclo delle macchie solari di durata undecennale:durante i massimi dei cicli, che possono durare parecchi giorni o mesi a seconda della persistenza delle macchie solari, viene prodotto un ulteriore strato ionizzato di tipo E.

Ricordiamo inoltre che le telecomunicazioni possono venire disturbate durante cosiddette tempeste magnetiche solari Strati D, E, F

Strato D: è lo strato più basso della ionosfera, situato ad un'altitudine attorno ai 70 Km.

La percentuale di ionizzazione è la più bassa nella ionosfera. Lo strato D non riflette, ma attenua fortemente le onde radio di frequenza media (MF o MW), cioè sotto i 3 MHz. Dopo il tramonto e durante la notte questo strato scompare praticamente del tutto.2. Strato E (non in figura): è situato ad un'altezza media di 110 Km ed è anche detto strato di Kennelly-Heaviside (dai nomi del matematico inglese Oliver Heaviside e dell'ingegnere statunitense Arthur Kennelly che contemporaneamente nel 1902 predissero l'esistenza di uno strato riflettente, la ionosfera, che avrebbe permesso la riflessione delle onde radio, permettendo così le trasmissioni radio anche fra punti della Terra non a contatto diretto).

Dopo il tramonto questo strato si attenua e per mezzanotte praticamente scompare.

Questo strato riflette le onde corte fino a circa 20 MHz, che quindi possono essere usate per trasmissioni radio su distanze fino a circa 2500 Km.

3. Strato F. Di giorno si possono distinguere due strati: F1, situato a circa 200 Km, e F2, situato a circa 350-400 Km di quota.

Di notte i due strati si combinano in un unico strato situato a circa 300 Km di altezza.

Questo rimane l'unico strato ionizzato ed è quello che permette le trasmissioni notturne a lunga distanza in onde corte.

Origine dei simboli D, E, F

L'origine della nomenclatura degli strati D, E ed F è piuttosto originale.

Pare che l'inglese Edward V. Appleton, uno dei pionieri dello studio della ionosfera, usasse il simbolo E per descrivere il campo elettrico dell'onda riflessa dal primo strato della ionosfera.

In seguito, Appleton scoprì l'esistenza di un secondo strato, localizzato ad un'altitudine superiore al primo e usò il simbolo F in questo caso.

Quando si accorse dell'esistenza di un altro strato, questa volta ad un'altitudine inferiore al primo, usò per quest'ultimo il simbolo D.

I simboli poi sono rimasti ad identificare gli strati; lo strato F è stato ulteriormente suddiviso in due sottostrati, F1 e F2, e la loro definizione si è evoluta in modo da inglobare quello che è lo stato attuale di comprensione delle proprietà fisiche e chimiche della ionosfera.

 

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3-

Il Magnetismo terrestre

      L'uso della bussola era noto sin dall'antichità, tra gli Arabi e i  Persiani, ma chi per primo considerò la Terra paragonabile ad un vero e  proprio magnete fu l'inglese Sir. William Gilbert nel 1600. La configurazione del campo magnetico terrestre (c.m.t.) nella sua esatta  forma si deve a K.F. Gauss (1832) che tracciò le linee di forza del campo.

      Si riconobbe quindi che il 99% del campo magnetico è dovuto a cause interne alla Terra; secondo alcuni autori il c.m.t. sarebbe  rappresentabile da un dipolo centrale e da otto dipoli radiali collocati a 4800 Km di profondità. Se la terra venisse considerata come un semplice  dipolo, l'andamento delle linee di forza indicano il cammino che farebbe,verso il polo N, un piccolo magnete libero di muoversi nello spazio; un  ago magnetico si disporrebbe parallelo alle linee di forza in quel punto,       quindi sarà verticale ai Poli e orizzontale all'Equatore magnetico.

      Attualmente l'andamento del c.m.t. ci è noto da una infinità di  misurazioni fatte a terra, da aerei e da satelliti e si è visto che i Poli  magnetici non coincidono con quelli geografici ma formano un angolo, tra  gli assi di rotazione e quello magnetico (questo asse geomagnetico risulta  considerando il c.m.t. dipolare) di 11°30'.

      Il c.m.t. è soggetto a variazioni che possono essere: di breve periodo, secolari, di lunghissimo periodo. Le variazioni di breve periodo possono  avvenire in poche ore o in anni, e sono collegate alle interazioni tra il  campo magnetico interno alla terra e degli strati fortemente conduttivi  nell'atmosfera. Possiamo suddividere queste variazioni in :regolari e  irregolari.

      Tra le prime vi sono quelle giornaliere, determinate dalle azioni "mareali" del Sole e della Luna sulla ionosfera terrestre (strato ionizzato presente nell'atmosfera tra i 50- 60 Km e 400 Km di altitudine),  quella mensile (ogni 27 giorni circa) che è messa in relazione con  particolari campi magnetici del Sole. In figura sopra il campo magnetico  creato da un dipolo, accanto il campo magnetico quadripolare in un corpo  di forma sferica.

      Tra quelle irregolari vi sono quelle che prendono il nome di tempeste magnetiche che sono collegate ad attività solari particolarmente intense dette "brillamenti solari": l'arrivo di plasma solare ad elevata velocità esercita grosse influenze sulla ionosfera provocando disturbi alle  radiocomunicazioni, che infatti usano la ionosfera per rimbalzare e tornare verso terra. Le particelle emesse dal Sole sono principalmente  protoni ed elettroni e il c.m.t. impedisce a queste particelle di colpire       direttamente la superficie della Terra che rimane protetta in una cavità  detta magnetosfera. La magnetosfera ha una struttura interna molto  complessa e in essa furono scoperte nel 1958 le "fasce di Van Allen". Nello schema accanto è rappresentata la magnetosfera creata dal campo  geomagnetico.

 

        

 

CAMPO MAGNETICO TERRESTRE

Il magnetismo è una delle forze fondamentali della natura. Le forze magnetiche sono prodotte dal moto di particelle cariche come gli elettroni. La più familiare evidenza del magnetismo è la forza attrattiva o repulsiva che si osserva tra due calamite.

L’intera Terra si comporta come un enorme magnete. Già molto tempo prima che si conoscesse il significato dell’espressione " campo magnetico ", l’esistenza di un campo magnetico terrestre veniva sfruttata attraverso la bussola nella quale un ago magnetico sospeso e libero di ruotare punta approssimativamente verso Nord. La forza che agisce sull’ago costringendolo ad assumere tale posizione è legata a un campo magnetico.

Il campo magnetico è una grandezza vettoriale che, in ogni punto, è definita dall’intensità, dalla direzione e dal verso. Si definisce linea di forza del campo una curva tale che la sua tangente, in ogni punto, dà la direzione del campo nel punto considerato.

Misure dell’intensità del campo magnetico terrestre vengono eseguite con strumenti chiamati magnetometri, che determinano l’intensità totale del campo e le intensità nelle direzioni orizzontale e verticale. L’intensità del campo magnetico della Terra varia in differenti luoghi della superficie.Il campo magnetico terrestre influenza lo spazio interplanetario intorno alla Terra, in quanto è in grado di deviare e di intrappolare particelle cariche di provenienza solare o cosmica, proteggendo da queste le zone equatoriali terrestri. La sua azione si estende ad una distanza dalla Terra pari a 10-13 volte il raggio terrestre.

Inversione dei poli magnetici

A intervalli di tempo non regolari e per motivi ancora poco chiari, il polo nord magnetico si scambia con il polo sud. Non si conoscono con precisione nemmeno le possibili conseguenze dell’inversione dei poli perché l’ultima volta si è verificata 780 mila anni fa. È certo comunque che, nella storia della Terra, si alternano periodi di polarità normale e inversa detti epoche magnetiche. La polarità e l’orientamento del campo magnetico del passato restano registrati nelle rocce. In particolare, la lava contiene minerali magnetici (ossido di ferro) le cui particelle, durante il raffreddamento, si orientano seguendo il magnetismo terrestre; il magnetismo così acquistato rimane poi impresso nella roccia che si forma in seguito al raffreddamento della lava. Perciò, esaminando il magnetismo degli strati di lava che si sono depositati e raffreddati in epoche diverse, è possibile ricostruire l’andamento nel tempo del campo magnetico terrestre.

Poli magnetici e poli geografici

I poli magnetici della Terra non coincidono con i poli geografici. Il polo nord magnetico è attualmente localizzato al largo della costa occidentale dell’isola di Bathurst, nei territori canadesi del Nordovest, circa 1.290 km a nord-ovest della baia di Hudson. Il polo sud magnetico è attualmente situato al margine del continente antartico nella Terra di Adélie.Si chiama declinazione l’angolo che l’ago della bussola, posta in un punto qualsiasi della superficie terrestre forma con la direzione del polo nord geografico. La declinazione magnetica varia nel tempo e da un luogo all’altro. Individuato con la bussola il nord magnetico, per risalire al nord geografico bisogna correggere la lettura con la declinazione aggiornata del luogo.

Oltre ai grandiosi fenomeni di inversione, il polo nord magnetico compie altr movimenti: si sposta continuamente intorno al polo nord geografico e, inoltre, oscilla di decine di chilometri al giorno per via delle interazioni con lo strato ionizzato dell’atmosfera.

Le fasce di Van Allen e la magnetosfera

Analizzando i dati forniti nel 1958 dai satelliti americani Explorer I ed Explorer II, lo scienziato americano Van Allen ipotizzò l’esistenza intorno alla Terra di particelle dotate di alta energia; i limiti delle zone entro le quali dovevano trovarsi queste particelle, erano determinate dal campo magnetico terrestre.

Successive ricerche hanno confermato l’esistenza di queste zone, chiamate "fasce di Van Allen", nelle quali rimangono intrappolati elettroni e protoni facenti parte del vento solare. Le particelle del vento solare colpirebbero la Terra se il campo magnetico terrestre non facesse da scudo. Viene chiamata "magnetosfera" la regione nella quale si sente l’azione del campo magnetico terrestre deformato per effetto dell’interazione col vento solare.

Origine del campo magnetico terrestre

Una prima ipotesi sull’origine del campo magnetico terrestre fu formulata nel 1200 da Pietro Peregrino di Maricourt, il quale, per spiegare l’orientamento verso nord di un ago magnetico, immaginò che al polo vi fossero grandi giacimenti di magnetite. Quattro secoli dopo, William Gilbert sostenne che l’intero pianeta fosse un magnete. Più tardi si comprese che questa affermazione era impossibile in quanto la temperatura all’interno del pianeta non consente a nessuna sostanza di mantenersi magnetizzata.

Quando nell’800, si scoprì che un campo magnetico può essere prodotto da una corrente elettrica, si ipotizzò che il magnetismo terrestre fosse dovuto a correnti generate nello stesso strato di ferro fuso che avvolge il nucleo solido del pianeta. L’ipotesi fu ripresa e perfezionata nel 1950 da Edward Bullard. Oggi si ritiene che l’interno della Terra si comporti come una enorme dinamo che trasforma l’energia meccanica del fluido in movimento in energia magnetica.

 

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LA POTENZA DELLE PAROLE

Franz Falanga I3FFE

 

Molti sottovalutano o ignorano la formidabile potenza che hanno in sè le parole. Molti credono che le parole siano interscambiabili fra loro e sono assolutamente convinti che quando parlano o scrivono siano compresi da tutti. Non è assolutamente vero. Questa diffusa opinione porta spesso ad incomprensioni, che, diventando sempre più complesse, per effetto domino possono addirittura portare a guerre fra popoli, fra nazioni, fra gruppi di persone.

Mi sono ricordato in questi giorni di un fatto sintomatico accaduto negli anni trenta quaranta in Italia. E’ un episodio realmente accaduto e voglio raccontarvelo.

Nel periodo immediatamente precedente l’entrata in guerra dell’Italia, sto qui parlando della seconda guerra mondiale, come molti di voi sapranno, ci fu la grande opera del risanamento delle Paludi pontine. Arrivò sul luogo molta mano d’opera da tutta l’Italia. Fra questi c’erano degli operai della provincia di Treviso che si spostarono armi e bagagli in quella regione con moglie e figli, attratti da un lavoro lungo e sicuro. Si trasferirono quindi, trovarono casa ed iniziarono a lavorare. Il marito andava in cantiere e la moglie accudiva i figli piccoli, la casa e faceva da mangiare. Una vita normale, laboriosa e senza grandi guizzi.

Cambiamo ora argomento e parliamo di un usanza tipicamente meridionale che al nord, almeno qui nella provincia di Treviso non esiste. Nelle regioni del sud, quando si va in salumeria per acquistare sale, caffè,  prosciutto, formaggio ed altri generi alimentari, quando si vuole acquistare del salame si chiede “Salame piccante”  se si vuole piccante e “salame dolce” se non si vuole quello piccante. Tutto qui. Non è legge ma una consuetudine abbastanza diffusa. Nel nord invece, ricordarsi che sto parlando degli anni trenta quaranta, l’espressione “salame dolce” generalmente non esiste, nel senso che il salame o è piccante o è salame. Basta lì.

Le considerazioni potrete trarle voi da soli. Il fatto, meritava di essere raccontato. Come al solito è sempre un problema di comunicazione. In questi ultimi tempi stiamo assistendo a diversi equivoci, sia internazionali che di dimensioni minori, fino ad arrivare a fatti di casa nostra. Noi che viviamo immersi nella “comunicazione” anche per il fatto di essere radioamatori, dovremmo essere molto più sensibili alle parole e ai loro effettivi significati. L’argomento è di grande fascinazione e si potrebbe scrivere moltissimo al riguardo. Stando molto attenti però a non suscitare vespai. Il primo passo dovrebbe esere quello dell’autoanalisi e dell’autocoscienza di quello che si dice e di quello che si scrive, sempre tenendo presente il fatto che ognuno di noi è perfettibile, non “nasce imparato”, e che può migliorarsi. Più che potersi migliorare forse forse, a pensarci bene, il cercare di migliorare se stessi dovrebbe essere obbligatorio. Anche perché a me pare una esigenza naturale, che più naturale non si può. Vi ringrazio per la cortesia che mi avete fatto leggendomi. Per intanto, mi resta il piacere di augurare a tutti i lettori un ottimo Natale e un’ottima salute. A questo augurio aggiungo il mio solito vecchio e consueto augurio, che il vino sia sempre della migliore qualità!!!

Non centra nulla con quello che ho scritto fin’ora, ma mi è venuta in mente all’ultimo minuto una splendida affermazione che fece un filosofo. Disse che il mondo (se si salverà) sarà salvato dalla bellezza. Aveva perfettamente ragione secondo me, e il bello è che non ci sono alternative ad un’affermazione del genere.   

E torniamo adesso alle paludi pontine. Una balla mattina di novembre già abbastanza fredda, una bella e giovane sposa, come al solito andò a far la spesa ed entrò in salumeria per comprare del salame. Il salumiere, giovane, aitante e cortese, chiese alla giovane sposa se il salame lo voleva dolce o piccante. La signora si mostrò imbarazzata, comprò rapidamente quello che doveva e se ne tornò tutta indispettita a casa sua. La sera raccontò al marito che il salumiere era stato, come dire, un po’ volgare con lei. Che significa salame dolce? Si allude? Si scherza pesantemente? Si fanno delle avance? Il marito il giorno dopo andò come una furia dal negoziante. Come è facile pensare ci vollero diversi giorni per calmarli tutti e due e per spiegare loro l’equivoco. Stava nascendo una guerra per un aggettivo., usato da alcuni e non usato da altri.

 

                                                                                                            Franz Falanga I3FFE

 

 N.D.R. Se in Packet fossero state tenute presenti queste considerazioni ci sarebbero state meno liti e meno polemiche e il sistema delle trasmissioni digitali non si sarebbe ridotto ai livelli di sopravvivenza attuali, dove per veder scorrere messaggi, alcuni sysop sono costretti ad “importare dall’estero” migliaia di bollettini nelle lingue più disparate e quindi leggibili da pochi italiani che quelle lingue conoscono, mentre i messaggi “nostrani” si sono ridotti ormai a poche unità, tutto questo grazie alle polemiche, alle liti, alla stupidità, alla prepotenza e all’arroganza di alcuni, bel risultato dopo aver speso tanti soldi!

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 Da  Daniele - IV3TDM

 

LETTERA ALL'ESTENSORE

 

Proprio così, mi rivolgo all'Estensore, cioè a colui che ha scritto il testo "Fatti di cui si parla N° 25" (vedasi R. R. 7/8 2004 pagg. 17/18"). Visto che egli mi ha appellato con "moderatore, oratore, presidente, organizzatore" come se io non avessi un nome (e questo fa parte del suo modo di essere Radioamatore, dare del lei ed usare quel distacco indisponente e quel senso di superiorità che già in alcune occasioni è risultato essere offensivo per qualcuno), mi limiterò appunto a chiamarlo Estensore.

 

Quindi, caro Estensore, eccomi qui per riprendere alcune tue affermazioni (chiamiamole così) che necessitano di essere ridimensionate o smentite, e dare nel contempo alcune informazioni che i Radioamatori hanno il diritto di conoscere.

Ti verrà spontaneo pensare che sono molto in ritardo nel farlo, ed è vero, ma proprio non potevo lasciarti piena libertà e leggerezza nel dire tutto ciò che ti pare, come ti pare e senza che vi fosse almeno una controparte.

Il motivo del ritardo risiede appunto nel fatto che dopo il convegno Diamo Voce alle Sezioni, io non ho più ricevuto Radio Rivista (Maggio, Giugno e Luglio/Agosto). Soltanto a fine Settembre mi sono stati spediti i due numeri mancanti (e nel mentre mi è stato recapitato anche il 7/8), dopo averli richiesti fin da Giugno alla Segreteria.

Beninteso che non sto dicendo sia stato fatto di proposito, ed anzi sono certo trattarsi di un caso che, anche se in oltre trent'anni di appartenenza all'A.R.I. non era mai accaduto, devo ammettere che c'è sempre una prima volta.

Ribadisco quindi che anche se strano, si tratti di un puro e semplice caso, il quale comunque mi ha portato a conoscenza dei fatti con notevole ritardo. Poi, ulteriore ritardo, è stata l'indecisione se valeva o meno la pena di stare a perdere tempo nel rispondere ai tuoi tentati voli pindarici.

 

Che tu mi creda o no, caro Estensore, sappi che su queste vicende ci sono stato male, così come ci sto male ancora adesso, ma non posso permetterti di parlare a ruota libera cercando di fuorviare tutti coloro che per i più svariati motivi continuano a leggerti.

 

Quindi, oggi mi sono deciso e, pur sapendo con certezza di annoiare una buona parte di O.M., stanchi di queste polemiche fatte solo di parole e che non portano nulla alla buona causa, vedrò di chiarire tutti quei concetti che tu, caro Estensore, hai tentato di stravolgere.

 

Allora, quando con la tua dialettica e con l'arguzia di cui sei dotato, parli del positivo bilancio dell'A.R.I. e tenti di mettere in ridicolo la mia (e non solo mia) affermazione di una gestione fallimentare dell'A.R.I., dicendo che il risultato conseguito sia la migliore risposta, ti voglio precisare (ma questo tu, Ragioniere, lo dovresti sapere), che per gestione fallimentare, non si intende semplicemente il risultato che può emergere dalla lettura dei numeri scritti su uno sterile bilancio, ma bensì la gestione dell'Azienda nel suo complesso, a cominciare dalla soddisfazione delle risorse umane, dai risultati di immagine e di presenza sul mercato, dalla fetta di consensi della clientela e dai ritorni che tutto questo porta. Bene, io tutto questo non lo vedo e se tu puoi dimostrarmi il contrario ne sarò felice. Se qualche ritorno positivo in termini di nuovi Associati e/o di immagine e presenza nel territorio c'è stato, questo non è certamente merito tuo o del C.D.N. ma solo ed unicamente delle Sezioni che per fortuna, nonostante tutto, continuano a credere nell'Associazione e continuano con il loro impegno, fatto di sacrifici, di rinunce e di tanta insoddisfazione. Ecco caro Estensore, perché ribadisco che si tratta di una gestione fallimentare, e per favore, non fingere di non capire, offenderesti solo te stesso.

 

Un inciso va comunque fatto anche riguardo alla gestione economica, alla quale tu hai voluto riferirti con malcelato vanto di buona gestione. Sai, quando in un'Azienda un dirigente che ha l'incarico di tale gestione, afferma come previsione di chiudere in rosso, poi invece, guarda caso, a sorpresa chiude in attivo, e non di poco, beh, in quell'Azienda di solito questo dirigente viene trasferito "ad incarichi superiori", giusto per toglierselo di torno. Quindi questo risultato di per se apprezzabile nella pratica, non ha alcun motivo di essere un vanto ma semmai l'ammissione di una incapacità gestionale, affidata più alla fortuna che altro. Pensaci, rifletti e risponditi, ma senza prenderti in giro.

 

Altro punto davvero patetico, è quello in cui cerchi in modo stentato di far diventare una parte di Radioamatori "i cattivi", "quelli che non contano". Io credo che tu oltre ad offendere me, con questa frase abbia offeso anche te stesso, assumendo che i Radioamatori che ti leggono non abbiano la capacità di discernere il vero significato della mia frase. Sei ben conscio che molti dei voti che ti vengono, come ho già avuto modo di dire, sono solo segni sulla carta, sono una conseguenza di una scelta inerziale e non la vera espressione di una scelta ragionata. Dico che nei sei ben conscio perché tu stesso me lo hai fatto capire in più occasioni, quando in preparazione della scorsa campagna elettorale, mi hai detto di non preoccuparmi perché i voti sarebbero comunque arrivati in quanto basta "farsi vedere" ed i Soci ti danno il voto. Quindi, il mio suddividere in due grandi gruppi i Radioamatori, non vuole distinguere i buoni dai cattivi, ma solo rafforzare un tuo pensiero, ed anche qui debbo pregarti di non fingere di non capire, offenderesti ancora di più non soltanto me e te, ma anche tutti coloro che ti leggono.

 

Giusto per precisare quale sia il mio pensiero, invidio coloro che se ne stanno a casa a leggere R.R., a chiamare CQ DX oppure a "saldare" qualche strano marchingegno, rimanendo fuori da tutte le beghe e senza darsi alcun pensiero se la loro Associazione funziona o meno. Basta che arrivino R.R. e le QSL, tutto il resto viene dopo. Beati loro. Anch'io fino a che non ho cominciato ad interessarmi della vita associativa non vedevo e non sapevo nulla, ma poi........ Inoltre, ricordati che la tua ironica frase "i cospiratori di Pordenone sono gli unici che contano, mentre gli altri.....", fa capire esattamente in quale considerazione tieni i tuoi Associati. Io credo che quella che tu chiami cospirazione, sia semplicemente l'espressione di una insoddisfazione che viene da lontano e che non ha mai avuto in passato l'opportunità di esprimersi. Credo anche che tu, caro Estensore, dalla tua posizione dovresti analizzare meglio il significato di queste lamentele e se è vero che pretendi, come dici, di gestire l'Associazione "con la diligenza del buon Padre di famiglia", allora fai un serio esame di coscienza perché un buon padre di famiglia ascolta anche il più piccolo dei suoi figlioletti, senza svicolare e/o prenderlo in giro, facendo di tutto per accontentarlo, nel limite del possibile certo, ma fa di tutto per riuscire. Tu invece, altro che ultimo dei figlioletti, tu tenti di spacciare per cospiratori più di cinquanta Presidenti e/o rappresentanti di altrettante Sezioni, i quali sì non avranno la totalità dei consensi dei loro Soci, ma certo ne hanno la maggioranza, e che in ogni caso, anche se fossero solo una piccola minoranza, avrebbero comunque il diritto di essere ascoltati e di ottenere delle risposte serie, concrete, precise ed in tempi brevi. Pensaci, io ci ho pensato e credo che tu sia molto fuori dal giusto tracciato.

 

La tanto condannata "rete" considerata una nostra spietata concorrente, presenta anche molti aspetti positivi, come ad esempio la facilità di contatti e di far circolare lettere e scritti vari. Infatti, a comprova di quanto sopra affermato, ho avuto la soddisfazione di ricevere via Internet appunto, numerosissimi messaggi di solidarietà (oltre un centinaio) e di complimenti per la linea intrapresa. Messaggi che in parte si limitavano a formulare auguri, ma altri che andavano ben oltre, indicando svariate "soluzioni" ipotetiche. Al di la dei contenuti, la sorpresa è che la maggior parte di essi proveniva da Radioamatori che non conosco e che non so proprio chi siano. Quindi non si tratta di coloro che hanno partecipato ai quattro convegni di Pordenone, ma di Radioamatori che spontaneamente si sono sentiti d'accordo con il malcontento esternato.

 

Leggendo ancora, con riferimento al 4° convegno Diamo Voce alle Sezioni trovo scritto che il C.D.N. "non ha volutamente presenziato a questa manifestazione per decisione unanime ecc......". Trovo offensiva per la tua dignità questa tua frase, non fosse altro per la mancanza di coraggio nel dirmi apertamente che non volevi si facesse il Convegno perché ti dava fastidio. Avrei anche potuto essere d'accordo con te. Ma non cercare di sconvolgere ancora una volta la realtà dei fatti, ed ammetti finalmente che hai cercato di menare il can per l'aia fino agli ultimi giorni, così da impedirmi di far pubblicare, forse anche con la complicità del direttore di R.R., la locandina pubblicitaria (nel tentativo di mandare a vuoto il convegno e con la stessa strategia usata per il Simposio di Modena), quando a Pescara (non dire di no perché ho anche i testimoni) eravamo rimasti d'accordo che mi avreste (tu ed il citato direttore) fatto conoscere gli argomenti od i temi da mettere all'ordine del giorno, in modo da evitare il ripetersi di fatti spiacevoli accaduti l'anno precedente. Altro che "momento di lucida riflessione", fammi ridere.

 

Metti poi in evidenza una mia affermazione, nella quale dico di lavorare a beneficio dei presenti, offrendo loro una campagna elettorale alla quale io non sono interessato (e ti confermo che non lo sono, anche se in molti mi vorrebbero ed io stesso vorrei esserci, ma i fattacci accadutimi e che tu ben conosci, purtroppo non me lo consentono). Sappi allora che questo mio impegno, ha permesso il costituirsi di un gruppo molto ben assortito, composto da Radioamatori animati dalla voglia di "gestire" l'Associazione e metterla veramente al servizio dei Radioamatori. Una gestione adatta ai tempi moderni e non sottomessa ad una mentalità dei tempi andati, tanto andati da non rendersi nemmeno conto di quanto sia anacronistica. Un gruppo che ha già tracciato tutte le linee base dei programmi futuri, che ha analizzato quali siano le vere esigenze del Radioamatore d'oggi e quali siano gli strumenti ed i metodi adatti a conseguire quei traguardi naturali da tutti desiderati.
Un'Associazione che funziona e che risponde alle esigenze dei Radioamatori, un'Associazione che stimola e che sostiene le iniziative, senza le continue discriminanti assolutamente personali e fuori anche dal comune buon senso. Non so come andrà a finire con le prossime elezioni, certo non sarà facile ottenere i consensi tali da permettere a questo gruppo di entrare a far parte del futuro C.D.N., ma io mi auguro che i Radioamatori tutti, si proprio tutti, quelli che "contano" e quelli che "non contano", sapranno fare le loro valutazioni in assoluta serenità e daranno credito alla nuova "voglia di fare" anziché alla ormai comprovata "voglia di non fare". Dal canto mio, stai sicuro che sentendomi molto responsabile di quello che sto cercando di fare, continuerò a "guardare" e sarò sempre pronto ad intervenire, anche duramente, se i fatti non seguiranno la strada delle promesse e degli impegni presi, su questo puoi contarci.

 

Sai caro Estensore, quando parli del "giocattolo" mi viene in mente una tua frase detta in ambito dell'unica riunione del C.D.N. alla quale ho partecipato: "No, non mi ricandiderò alle prossime elezioni, perché prima che si accorgano gli altri che mi sto rin......., è meglio che mi faccia in parte" . Sono parole tue, non mie. Onestamente, io avrei voluto che così accadesse, perché sarei stato davvero felice di poter serbare un ricordo positivo di te, pieno di cose buone e di fatti apprezzabili, così come ho pubblicamente asserito in ambito del terzo convegno Diamo Voce alle Sezioni. Credo invece di dovermi ravvedere per quella frase con la quale esternavo stima e fiducia, ripensando ad un'altra tua frase detta qui a Pordenone, con la quale affermi che "solo per fargli vedere che posso prendere i voti sufficienti ad essere rieletto, quasi quasi mi ricandido". Insomma, non mi pare proprio che questa sia una grossa motivazione per continuare a candidarsi, vedi un poco tu...........

 

Veniamo adesso al passo in cui ti ritieni ben "informato" e che riguarda il Presidente della CISAR, e che come al solito, nel tuo impeccabile stile, eviti di chiamare per nome. Cosa devo dirti ? Quando ho saputo che a Luca non sarebbe dispiaciuto presenziare (come uditore, questo sia molto chiaro), ho semplicemente risposto che mi avrebbe fatto piacere e proprio non vedo dove sia il lato scandaloso della cosa. Gli ho anche detto che se fosse stato presente, gli avrei dato il saluto di benvenuto ufficiale, così come poi ho fatto. Mamma mia, che scandalo...... Vedi caro Estensore, se tu hai problemi con Luca Ferrara, sono problemi tuoi personali ed io non sono obbligato ad avere gli stessi problemi, così come tu non puoi obbligare chicchessia a pensarla come te. Luca a me personalmente non ha fatto alcunché per meritare di evitarlo e disprezzarlo e non mi risulta nemmeno che sia lebbroso. A meno che tu non pretenda che tutti i tuoi "sudditi" abbiano solo e soltanto il tuo pensiero. Io, da persona educata quale ogni tanto (ma non sempre), riesco ad essere, ho ritenuto che non vi fosse alcuna controindicazione alla di lui presenza in sala, anche perché comunque vi poteva essere qualsiasi altro appartenente alla CISAR, libero anche di registrare (come forse qualcuno non della CISAR ha fatto, vero ???), e poi riportare tutto a Luca per informarlo in modo completo. Quindi........... Le azioni che egli può aver intrapreso e che possono anche essere contro gli interessi dell'A.R.I., io non mi sento assolutamente di condannarle, semmai mi limito a non approvarle. Ma soprattutto mi sentirei in dovere di attivarmi e fare di tutto perché queste azioni non si rendessero necessarie, oppure contrastarle in modo tale da vanificarle. Scusami sai, ma se in azienda io dovessi condannare tutti i miei concorrenti starei fresco. Cosa dovrei fare, cause su cause perché la concorrenza attua ogni strategia per vendere ai miei clienti, abbassando i prezzi oppure raccontando che il loro prodotto è meglio del mio? Caro il mio Estensore, forse devi guardarti attorno perché questa è la realtà, brutta se vuoi, anche disonesta e fatta di squali ed avvoltoi, ma resta pur sempre questa e per contrastarla, non si può condannare, ma bisogna agire e convincere i Clienti che il nostro prodotto è migliore, e che il nostro servizio è migliore, e che noi siamo migliori. Se poi Luca dovesse farmi delle proposte, quali che siano, spetta a me valutare se mi convengono o meno. Da maggiorenne e vaccinato devo essere in grado di valutarne la convenienza e decidere di conseguenza, magari rilanciando con una controproposta, oppure dicendogli chiaramente quale sia il mio pensiero. Lui bene ha agito ogni volta che ha cercato di trarre vantaggio per la propria Associazione. Vorrei proprio vedere che si desse da fare per portare vantaggio all'A.R.I. Diciamo che se vi fossero i presupposti, sarebbe opportuno evitare conflitti che portino a danneggiare entrambi. Quindi, fatti un altro esamino di coscienza e cerca di individuare quali e quanti sono i punti in cui sei stato carente nel trattare questo argomento sempre così scottante, ed invece di continuare a definire Luca Ferrara "quel signore", il Radiogiornale "quel giornaletto" e gli appartenenti alla CISAR "soci di quell'Associazione", scendi dal piedistallo sul quale sei utopisticamente convinto di stare e comincia davvero a cercare il dialogo. Comincia a proporre ai tuoi Clienti dei prodotti e dei servizi migliori e vedrai che i risultati ci saranno, eccome ci saranno.

 

Mi dispiace rubare ancora spazio a chi mi ospita, ma leggendo tra i vari documenti in mio possesso, mi viene spontaneo riprendere una tua frase tratta da un messaggio inviatomi via E_mail in data 3 Novembre 2002, in cui dici: "La tua investitura è durata dieci giorni ed al primo sintomo di malessere hai gettato la spugna e non ti biasimo perché capisco che hai preferito fermarti ai primi danni. Io, dopo tanti anni ho fatto il callo e non me ne accorgo più. Devi sapere che le discussioni con Am...... avvengono regolarmente, tanto che ho la collezione delle sue lettere di protesta e di dimissioni, lettere che mi scrive regolarmente ed altrettanto regolarmente si rimangia." Te lo ricordi questo messaggio ? Se vuoi te lo mando in copia.

 

Sai, non mi pare proprio di ravvisare quell'ottima gestione che si vuole far credere esista. Io ritengo che al continuo ripetersi di eventi del genere si debba prendere delle decisioni che siano risolutive. Il Direttore di R.R. sarà anche "capriccioso", ma se i capricci continuano per troppo tempo e sono ingiustificati, forse sarebbe opportuno sculacciarlo un pochino, non credi ? D'altronde posso anche rendermi conto come non sia facile farlo, perché evidentemente ha argomenti sufficienti per convincere che sia giusto, oppure per permettersi di fare comunque così.

 

Poi, ritornando sul tema della "diligenza del buon Padre di famiglia", mi viene ancora spontaneo pensare che tu, perfettamente edotto dei fatti avendo in mano una mia lettera nella quale ti spiego ciò che mi ha portato a dare le dimissioni irrevocabili, tu dicevo, ti sia limitato parlare di "inopinate dimissioni" senza prendere provvedimento alcuno e limitandoti a manifestare dispiacimento per l'accaduto, quando poi nella tua lettera allegata al messaggio E_mail di cui sopra affermi che "....cosa che ho poi valutato in maniera diversa nei giorni successivi quando a poco a poco sono venute fuori le mezze verità sul contenuto del dialogo e ho capito cosa poteva essere successo in quanto, non avendo Ma...... una memoria di ferro, come è prescritto per ogni bugiardo che si rispetti, dalle diverse versioni ho avuto modo di estrapolare l'accaduto.".
Mi rincresce molto dovermi rifare a certe lettere e non voglio accennare ad altri scritti, non è mia consuetudine rivangare il passato, ma solo pensare al futuro come ognuno avrebbe il dovere di fare. Il passato dovrebbe servire solo ed unicamente come bagaglio di esperienza, per evitare il ripetersi degli errori. Però, visto che sono uno che impara in fretta e che su R.R. al Direttore fa piacere pubblicare pubblicate solo certe frasi  e certi messaggi evidenziando quello che più fa comodo per dirottare a proprio vantaggio l'opinione pubblica (vedi R.R. N° 9/2004 Pag. 19), mi sono visto costretto ad adottare gli stessi metodi. Anche tu caro Direttore, pensa un poco se io avessi tempo da perdere e cominciassi a rispolverare i molti scritti in mio possesso, come mi sarebbe facile dimostrare che sei molto facile a fare promesse, ma quanto a mantenerle poi............ quindi, invece di scrivermi letterine dove metti in evidenza in rosso "le promesse le mantengo "IO", cerca di mantenerle davvero senza dirlo, il che sarebbe anche meglio.

 

Sono dispiaciuto, ma per niente affatto pentito delle mie dimissioni, perché ribadisco ancora una volta, semmai fosse necessario, che sarebbe stato impossibile lavorare ed ottenere risultati positivi, in quanto il problema vero è che oltre a non avere un programma (questa è un'affermazione tua Estensore), non esiste un Consiglio Direttivo, ma soltanto delle persone che tendono ad andare ognuno per la propria strada, ed ognuno convinto di essere sull'unica strada percorribile, ed i fatti che in questo frattempo sono accaduti lo dimostrano inequivocabilmente.


Un accenno al caso Simoncini. Personalmente non posso essere d'accordo sul metodo di denunciare (sempre che denuncia vi sia stata). Lo ritengo deprecabile ed Elvira conosce benissimo quale sia il mio pensiero. Ma dal non essere d'accordo al condannare, corre una bella differenza in quanto è d'obbligo fare le valutazioni del perché sia scattata questa "denuncia". Sono assolutamente convinto che Elvira abbia più e più volte tentato di far recepire il proprio pensiero e le proprie posizioni, ma altrettante volte essa abbia trovato un muro, non solo di rifiuto ma anche di scherno. Ora, pur potendo comprendere che Elvira abbia in qualche modo potuto "rompere" (scusami Simonetta, ma tu sai bene come sono abituato a dire le cose), sono altrettanto assolutamente convinto che ad un certo punto non ne potesse proprio più e che l'esasperazione abbia quindi giocato un ruolo fondamentale, e l'abbia portata ad agire in un certo modo, con le conseguenze ben note. Ecco perché, pur non approvando in linea di principio il metodo, non mi sento di muoverle alcuna condanna, ed a capire perfettamente come sia potuto accadere.

 

Con ciò, caro Estensore, ritengo terminato questo mio intervento.

 

Sono certo che scriverai tanto in proposito. Sei e siete, tanto bravi a scrivere e raccontare le cose come più vi comoda (come ad esempio il modificare il verbale che io avevo scritto e che conservo ancora gelosamente, adattato nella parte che più faceva comodo), ed hai tanto tempo a disposizione, beato te. Sappi però che da parte mia non avrai repliche e nemmeno scriverò altro al riguardo. Non accetterò alcuna provocazione e nemmeno ti risponderò, perché il mio tempo preferisco dedicarlo a cose maggiormente costruttive, come ho fatto tante volte in passato, anziché stare a perderlo con chi non vuole o finge di non capire. Mi dedicherò a promuovere per quanto potrò, la lista che si è formata, cercando di informare i Radioamatori "tutti" nel miglior modo possibile, scevro da ogni discriminazione ed immune da ogni convenienza di parte, poi, se questa operazione avrà il successo che mi auguro e che merita di avere, mi ritirerò in buon ordine a curare il mio lavoro ed a fare il Radioamatore.

 

Ricevi il mio saluto più cordiale, non da moderatore, oratore, presidente o organizzatore, ma solo da Radioamatore, uno che con i Radioamatori, in ogni occasione usa sempre e soltanto il  pronome di seconda persona singolare, cioè il "TU" caro Alessio.


IV3TDM - Daniele

 

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 Da Oscar Portoghese  i7ohp

 

Il CW lo si fa perché ci piace

non perché ci viene imposto

 

Scrivere qualcosa del CW quando tutti, o quasi tutti, hanno desiderato che la prova pratica fosse abolita agli esami per l'ottenimento della patente di radioamatore, è un po' difficile. Comunque, io sono favorevole a questa decisione perchè la radiotelegrafia se la si fa è perchè piace e non perchè deve essere imposta quale prova d'esame. Poi a 25 caratteri al minuto è assurdo tenere in vita questa prova pratica.

Da qualche anno il CW non è più impiegato nelle comunicazioni militari, marittime e commerciali. Ma questa condizione, non ha nulla a che fare con il nostro hobby, praticato da ex professionisti e non, con grande passione senza che questa stessa pratica sia stata mai incentivata (moralmente) da Associazioni (!!!!), tranne l'INORC di cui faccio parte.

In passato, per apprendere il CW bastava avere un amico "istruttore" ed un ricevitore con BFO e il problema era in parte risolto.

Inoltre sulle varie frequenze era possibile ascoltare moltissime emittenti in CW, per cui

con pazienza, volontà e passione, pian piano si raggiungeva un risultato tale da permettere l'inizio della pratica radiotelegrafica.

E' chiaro che per  il novizio degli anni lontani era più semplice e facile. Oggi, in radio, si ascoltano solo radioamatori (per fortuna...), per cui bisogna ascoltare solo questi quanto più possibile, ma con un pò di fatica in quanto i collegamenti, molto spesso, sono svolti a velocità proibitive per un novizio.

Molti OM telagrafisti che hanno constatato i cambiamenti delle radiocomunicazioni  dagli anni '90, hanno dedotto che chi desidera intraprendere l'attività radiotelegrafica, crede di trovare ostacolo invalicabili. Anche i BIG delle TLC, nessuna Associazione esclusa, hanno decretato che la radiotelegrafia è OBSOLETA, il perchè non mi torna facile comprenderlo. Certo, non si possono disconoscere le prestazioni di altri sistemi di comunicazione, ma in queste manca il fattore UOMO. Pare che apprendere la radiotelegrafia sia cosa inutile, come acquistare delle azioni senza rendimento....

Certamente, sedersi al computer e girare il mondo, è molto più semplice, in quanto non ci vuole nè arte nè parte. Intanto le compagnie telefoniche si riempiono le tasche a discapito dell'UOMO che, invece di dedicare anima e corpo al PC, una parte del tempo potrebbe trascorrerla in altri modi, purchè più remunerativi o appaganti spiritualmente....

Molti OM con esperienza decennale (più decenni...) cercano di tenere vivo l'interesse della radiotelegrafia istituendo vari Club in Italia tra i quali spicca per numero di soci, l'INORC, che raggruppa radiotelegrafisti della Marina  Militare e Mercatile. In questo Club possono essere iscritti tutti coloro che pur non essendo ex RT, siano in condizioni di ricevere e tramettere con provata capacità.

In Italia, per fortuna, ci sono radioamatori che dedicano il loro tempo libero(....) all'insegnamento del CW presso le Sezioni, altri che hanno davo vita a Corsi su carta, cassette, PC e CD.

Uno di questi sono io, Oscar Portoghese, Marconista dell'Aeronatica Militare dal 1953 e radioamatore dal 1974) che ho realizzato un corso su CD, la cui durata è di 17 ore e 30 circa. Nel   corso c'è tutto e di tutto, cioè quanto serve per lanciarsi sulle frequenze usate per la radiotelegrafia.....

Siccome io voglio propangandare il CW e non il mio corso (per il quale consiglio gli appassionati e curiosi del CW a visitare il sito www.qsl.net/i7ohp), mi auguro che quanto ho qui scritto, venga letto con interesse, cosa che a me farebbe immensamente piacere.

 

Oscar Portoghese  i7ohp

Via G. MARCONI 27 70010 Adelfia 

e-mail elbugg@aliceposta.it

 

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 7-

Messaggio da: hb9oae

 

I nostri diritti

SIAMO sempre più tra gli ULTIMI!

 

40 m. fino a 7200 in Svizzera dal 2005

 

 

Notizie dell'UFCOM

 

Grazie agli sforzi dell'USKA ed alla collaborazione dell'UFCOM verso il mondo radiantistico, a partire dal 1 gennaio 2005 si potrà utilizzare in Svizzera il segmento tra 7100 e 7200 Khz.

 

La potenza dovrà essere limitata a 100Watt ERP.

 

Questa assegnazione non è ancora ad uso esclusivo per i radioamatori ma - seguendo la situazione internazionale - solamente sulla base secondaria fino all'anno 2009.

 

A partire dal 2009 l'allargamento della banda dei 40m dovrebbe essere a disposizione dei radioamatori in modo esclusivo su tutto il segmento 7000-7200 .

 

 

A l'occasion du HamFest et Surplus Party 2004,

l'Ofcom a offert un joli cadeau aux radioamateurs HB9! 

L'ouverture de la bande des 40 mètres, de 7.100 Mhz à 7.200 Mhz,

au statut de secondaire,

avec maxi 100 Watts ERP et ceci dès le 1er janvier 2005!!!

 

ciao de maico HB9OAE

 

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 8-

LE ANTENNE DEI TELEFONINI

DISTURBANO IL RADIOAMATORE?

                                                                                     

                                                        

 

Da: Massimo Piedimonte IK8YSV [maxpiedimonte@inwind.it]

 

Approfitto del Radiogiornale per fare una richiesta di informazione alla quale non riesco a trovare una risposta certa.

Ho saputo che nel mio palazzo, un condomino che lavora alla TIM, ha intenzione di far piazzare sul tetto del nostro palazzo le antenne per la telefonia mobile, che apporterebbero un beneficio di tipo economico visto che il condominio riceverebbe circa 18.000 Euro l'anno.

Non mi preoccupa lo spazio, il mio tetto è abbastanza grande.

Quello che mi preoccupa, è la possibilità che le loro emissioni azzerino la mia ricezione e, viceversa, se le emissioni delle mie radio (max 100W su tutte le frequenze fino ai 73cm.) possano interferire con le loro...

Ho saputo che un amico ha inserito questa domanda in rete packet, ma l'unico con una esperienza simile ha le antenne più vicine ad una cinquantina di metri dalle sue.

La mia preoccupazione, invece, è sapere se esiste una situazione di convivenza sullo stesso terrazzo e quindi con antenne che "quasi" si toccano.

Spero che in tutta Italia ci sia qualcun'altro che abbia la mia stessa situazione e che abbia voglia di togliermi questo dubbio che mi assilla o, almeno qualche informazione di tipo legale nel malaugurato caso che i miei dubbi diventassero realtà.

 

Grazie a tutti dell'attenzione.

 

73 de Max IK8YSV

mail to: maxik8ysv@libero.it

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 9- 

A proposito dei listini del materiale radioelettrico 

Quando la storia diventa attualità

ANNO 301

EDITTO DEI PREZZI DI DIOCLEZIANO

NASCE IL CALMIERE DEI PREZZI

SERVI SI NASCE - CONSOLATEVI!

 

 

                    

 

 A Roma oltre che ricoprire entrambi la carica di Imperatori, DIOCLEZIANO e MASSIMIANO sono registrati pure come consoli anche se d'ora in avanti quest'ultima carica perde di importanza, come del resto tutte le altre cariche di origine repubblicana. Non vengono del tutto abrogate, ma appaiono sempre in modo saltuario nei documenti e  nella redazione della stessa cronologia romana come si era sempre fatto da secoli, sempre più spesso sono omesse.

 

EDITTO DEI PREZZI DI DIOCLEZIANO - Per quelle ragioni che abbiamo già conosciuto e visto negli scorsi anni, Diocleziano promulga questo singolare intervento alla fine di calmierare i prezzi in seguito alla svalutazione e alla sostituzione della moneta con un'altra di nuova concezione; sostituzione che allarmò i possessori che le avevano tesaurizzate e provocò un disastro maggiore di quello che si voleva riparare.

 

L'allarmismo provocò un gravoso inconveniente economico; si era riversato sul mercato (per disfarsi dei soldi) una fortissima domanda e un' accaparramento di beni con la conseguenza della rarefazione degli stessi e quindi della ulteriore salita di prezzi in una spirale senza fine. Diocleziano che certamente non voleva questo, dovette allora ricorrere al "CALMIERE" dei prezzi obbligando i commercianti a vendere a un prezzo fisso le merci. Ma anche qui fallì, perchè in parallelo sorse un fiorente mercato nero e la scomparsa negli ammassi delle quantità necessarie che erano state assicurate in un primo momento dai censores ma che poi all'atto dei prelevamenti erano per tanti pretestuosi motivi inadeguati. Ma ne abbiamo abbondantemente parlato nel corso dell'anno 292 e 293

 

Nello stesso tempo invitò (poi obbligò) a chi si apprestava a chiudere alcune attività non più redditizie, a continuare quei lavori che avevano un carattere sociale e di utilità pubblica; ed anche questi a prezzi calmierati, naturalmente da fame, visto che ormai per procurarsi il necessario per vivere o qualsiasi altra cosa si doveva ricorrere all'esoso mercato nero;  i miseri introiti  non lo permettevano proprio. Due erano le strade: o lavorare in nero (spesso in natura) nelle prestazioni (e si innescava un circolo vizioso fra clienti e fornitori) o chiudere l'attività. Insomma tutti rubavano per andare a pari con quello che lo stato rubava a loro, mentre i meno scaltri erano costretti o preferivano cessare del tutto l'attività.

 

Quindi fallita anche questa iniziativa almeno come era negli intendimenti,  Diocleziano colpì con un provvedimento singolare e molto impopolare che purtroppo resisterà per secoli.

Obbligò i lavoratori a fare il loro mestiere, gradito o no, molto o poco redditizio.

 

Non solo, ma obbligò anche i figli a continuare  l'attività dei genitori in modo da non far mancare dopo la loro morte i lavoratori che erano necessari alla comunità. Purtroppo tale iniziativa creò un precedente che tergivisando completamente il pensiero politico di Diocleziano, permise di creare poi quelle attività nel Medioevo dove erano destinati tutti quei poveracci che nella concezione morale dei "signori" era frutto di una legge non più di Diocleziano, ma si disse di Dio; che fece così nascere quella categoria di popolazione detta "servi della gleba" in una forma plurisecolare.

 

Gente che nasceva già predestinata dall'obbligo di fare certi lavori per tutta la vita e che poi lasciava in eredità ai figli e ai figli dei figli le stesse incombenze che naturalmente venivano sempre meno remunerate, anzi era diventata la loro prestazione un obbligo, all'inizio poco compensato poi alla fine un obbligo dovuto se volevano sopravvivere. 

In sostanza  non c'era più bisogno di distribuire moneta a chi lavorava per produrre i beni o i servizi; si iniziò con il salario politico, poi a dare loro solo una mancia, e alla fine li si accontentò solo col il puro e semplice sostentamento, un piatto di minestra e basta. "Sei nato figlio di un servo, se Dio ha voluto così, non posso certo io cambiarti la sorte").

 

Tale concetto andò avanti, e diventò ancora più inumano quando venne il periodo feudale e poi quello coloniale. Lo schiavismo (nulla a che vedere con quello greco e romano) era già bello e confezionato.

 

Fino al 1900 (e resiste ancora in certi Paesi) questa concezione e queste imposizioni dilagarono, e i filosofi del tempo ci ricamarono sopra anche delle filosofie che conciliavano questo determinismo; non di meno i teologi che la giustificarono come una predestinazione in negativo, ma (dissero per consolare i poveri disgraziati) solo sulla Terra. La ricompensa avverra nei cieli.

 

Si scriveva ancora in pieno ottocento "la sopravvivenza è dei più capaci" che è di Spencer e non di DARWIN, e fin da principio fu riferita all'uomo e non agli animali inferiori: SPENCER teorizzava che i caratteri acquisiti dei servi o quelli (chiamati ora lavoratori) dediti alla produzione, fossero geneticamente trasmissibile come l'ereditarietà dei nobili, e che era inutile far intervenire lo Stato alla salvaguardia di certe loro assurde libertà, pensare alla salute di questi, fornire loro una inutile istruzione, tutto questo andava contro natura.

""E' solo questa ad assicurare i necessari ricambi. Se lo stato interviene con i suoi soldi a favore dei bisognosi e degli ignoranti con ospedali e scuole fa solo sopravvivere a danno dello Stato che li deve mantenere, i soggetti più vulnerabili della razza umana "" Sembra incredibile ma sono parole di Spencer nel suo "Social Statics" pagina 413.

 

Ma non basta,  proseguiva così: ""Si può essere piu' assurdi di quando si ha in mente di migliorare la vita sociale, violandone le leggi naturali fondamentali, di una legge divina? Se vogliamo attenuare la miseria finiremmo di arrestare il progresso ""Pag.260 di "Principles of Ethics" 1897 sempre di Spencer (!!!).

 

Quando Spencer arrivò nel 1882 negli Stati Uniti gli fu riservata un'accoglienza degna di un messia, e al ricevimento si offrirono agli ospiti sigarette che si accendevano con un legittimo senso di opulenza con i biglietti da cento dollari. Un suo ospite, il magnate Rockefeller pontifico':" E' Dio che mi ha dato la facoltà di essere io il padrone, e loro gli operai, e questi cosa vogliono anche una paga? Non è la mia una idea perversa, non è altro che la manifestazione di una legge naturale e di una legge divina" (Galbraith- La Civilta' Opulenta 1958 -Boringhieri 1972 pag. 87).

 

*** 

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Da: luca.i5ihe

 

LISTINI PREZZI DISPONIBILI ED AGGIORNATI...

 

Rispondo alla richiesta di Giuseppe Ottanello - IK0 OHP che cerca listini aggiornati e pubblicati. Visto la necessità di fare confronti Vi segnalo anche il listino OnLine di Wimo in Germania. Nel loro listino troverete facilmente sempre due prezzi per lo stesso prodotto di cui uno fra parentesi, che è sempre inferiore. Si tratta del prezzo riservato per pagamento anticipato all'ordine. Ho fatto dei confronti con altri prezzi che si trovano OnLina e mi sono sembrate quotazioni interessanti. Buona ricerca!

 

Saluti

Luca Corsini

I5IHE

(Mr.Dots)

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Da: Hardsoft Products [hsp@hsp.it]

 

GRUPPI D'ACQUISTO:

La Hardsoft Product raccoglie la sfida

 

Leggo sul RadioGiornale n. 120 del 20.11.2004 la proposta interessante

di IK0OHP circa la costituzione di un gruppo d'acquisto radioamatoriale. Un'ottima idea, in quanto il potere d'acquisto di un gruppo può consentire di spuntare quotazioni più basse, ma vi sono alcune cose importanti da considerare, ai fini di ottenere i migliori risultati dall'iniziativa:

- E' necessario che il gruppo pianifichi gli acquisti almeno su base mensile, e non estemporanea, per dare modo ai fornitori di negoziare i prezzi e garantire ai produttori la possibilità di poter contare su vendite certe a fronte di commesse pianificate, ovviamente in cambio di  costi più bassi della merce.

- E' necessario garantire un minimo di fatturato che giustifichi le riduzioni di prezzo ulteriori lavorando sulla quantità di merce ordinata

- E' necessario il più  possibile concentrare le spedizioni in unica soluzione verso un destinatario il più possibile unico, al fine di

risparmiare sui trasporti (ad esempio, un pacco celere ha lo stesso costo sia che pesi 500 grammi sia che pesi 30 kg!, lo stesso dicasi per le spese a mezzo corriere diretto)

 Sono condizioni di difficile realizzazione, vista l'estrema variabilità della popolazione radioamatoriale, ma poichè ci piacciono le sfide, siamo disposti ad appoggiare qualsiasi iniziativa di gruppi d'acquisto seriamente costituiti, per cercare di fornire merce ai prezzi più bassi possibile, magari anche con importazioni su commessa con minima percentuale di guadagno a fronte di quantitativi ordinati di ragionevole importanza e con ordinativi pianificati nel tempo.

Chiunque lo desideri -ma solo se seriamente interessato- può contattarci all'indirizzo in calce.

 

Cordiali saluti

Alessandro Novelli, I6NOA

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                IOTA-CONTEST 2004

 

IQ7QMJ/P multi-op. Isola grande P.C. LE-002  IOTA EU-091

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PUNTEGGIO  DEFINITIVO  : 1.412.250 - QSO  1.385

  

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