Radiogiornale 124    

                                                       22 Gennaio 2005

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Questo è il tuo sito web  

http://www.radiogiornale.org

VIENI A VISITARLO

E' GRADITO UN TUO PARERE!

 

Dato il crescente successo della nostra iniziativa del Radiogiornale, in occasione del nuovo anno, con un ulteriore impegno, abbiamo realizzato anche un importante sito al servizio dei Radioamatori italiani, dove è possibile prelevare le copie arretrate, a partire dalla prima fino all' ultima uscita e dove tutti coloro che preferiscono evitare l'arrivo via e-mail, o che hanno il problema della casella troppo piena, possono leggere e prelevare liberamente e senza spese il Radiogiornale. Inoltre occuperai la linea telefonica per un minor tempo rispetto alla ricezione di E-mail, in quanto le copie prelevabili dal sito sono compattate con lo Zip.

 

PER QUALSIASI COMMENTO, O SUGGERIMENTO,  PER ARTICOLI DA INSERIRE, O PER RICHIEDERE L'INVIO DEL RADIOGIORNALE,

E-MAIL A RADIOGIORNALE@FASTWEBNET.IT

 

 

 

 

ULTIM'ORA

Si dimettono il Segretario Generale e un Consigliere

IN CRISI IL CDN DELL'ARI

 

Apprendiamo all’ultimo momento che il CDN dell’ARI è entrato in crisi perché si sono dimessi, nella riunione del 19 gennaio, il Segretario Generale Ruggero Manenti IS0RUH e Nicola Sanna I0SNY, Responsabile Protezione Civile ARI-RE e ARI Club.

All’ordine del giorno, tra gli altri argomenti che hanno provocato le dimissioni, anche l’espulsione di Elvira Simoncini IV3FSG, attualmente sospesa per le note vicende relative alla direzione di Radiorivista, che, secondo le accuse della stessa Simoncini, usciva nei fatti senza avere un Direttore Responsabile. Questa deliberazione non è stata presa per cui sulle ragioni della Simoncini si attende nei prossimi giorni il pronunciamento dell’ Ordine dei Giornalisti.

A questo punto, poiché l’articolo 27 dello Statuto prevede un massimo di due cooptazioni, essendo stato superato questo numero il CDN dovrà gestire le imminenti votazioni, invalidato perché ridotto a soli cinque componenti su otto.

E’ prevedibile a questo punto che le elezioni siano gestite da un comitato straordinario di garanti, nominato dall’Assemblea!

Sommario:

  1 - Abolizione del CW dagli esami, diciamocela tutta!;

  2 - Importante incontro di I4AWX Luigi Belvederi col Ministro delle Comunicazioni Gasparri;

  3 - I Maremoti (tsunami) possibili anche in Italia;

   4 - ARI Fidenza: 3 Meeting " Contest delle Province italiane 50MHz ";

  5 - ARI Magenta: III Meeting ATV; 

  6 - Omissioni & spedizioni DX;

  7 - Bigamia associativa e espulsioni!;

  8 - ARI Terni II Diploma San Valentino;

  9 - Radioascolto;

10 - Radioavventura: 2004 anno di grande crescita; 

11 - L' intelligenza artificiale;

12 - Commemorato il marconista del Titanic;

13 - Il peggior virus della storia;

14 - Marzaglia;

15 - Mercatino radioamatoriale;

16 - Informazioni. 

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 1-

ABOLIZIONE DEL CW DAGLI ESAMI E RAPPORTI COL MINISTERO

diciamocela tutta!

Nel numero 1/2005 Radiorivista pubblica:

Lettera ai Comitati Regionali ed alle Sezioni

GIUNGONO da parte di Soci e non soci numerose richieste di informazioni, specialmente per via E-mali,

in merito a due argomenti di attualità. Molti chiedono chiarimenti per sapere se e quando avverrà l'eliminazione della prova di esame di telegrafia e quando coloro che sono già in possesso di Autorizzazione Generale di classe B, potranno accedere alle bande HE

Altri, non potendo ottenere intormazioni in merito dagli organi periferici del Ministero, vorrebbero avere notizia di come poter ottenere l'attestato di Autorizzazione Generale formato tessera con fotografia e plastificato. presentato in primavera nel corso di una conterenza Stampa dallo stesso Ministro delle Comunicazioni, Onorevole Gasparri.

Alfine di chiarire la situazione, comunichiamo quanto segue, pregando di dare la maggior diffusione possibile in ambito associativo. Da oltre un anno avevamo reso noto ai Soci che la WARC 2003, nel recepire la richiesta presentata dalla l.A.R.U. per l'eliminazione dell'obbligo della prova pratica, tra le materie di esame, aveva lasciato alle singole Amministrazioni la facoltà di decidere, nell'ambito dei rispettivi Stati di appartenenza, se abolire o mantenere per i radioamatori l'obbligo della conoscenza della telegrafia.

Quasi tutte le Amministrazioni europee hanno prontamente adeguato le proprie normative, eliminando la telegrafia dalle prove di esame, mentre il nostro Ministero delle Comunicazioni si è dichiarato anch'esso disponibile in tal senso, senza tuttavia dimostrare la medesima solerzia di molte altre Amministrazioni. E' pur vero che l'eliminazione dell'obbligo della telegrafia tra le prove di esame comporta necessariamente l'emanazione di un apposito provvedimento legislativo, ma altrove il problema è stato prontamente risolto mentre in Italia il testo risulta ancora in fase di preparazione, nonostante le assicurazioni di rapida soluzione.

Non è da escludere che il ritardo sia anche dovuto all'interessamento di altre Associazioni particolarmente impegnate nel settore delle V-UHF, che potrebbero aver agito nel tentativo di rallentare le procedure nel timore di perdere consensi in termine numerico di soci, come conseguenza dell'apertura a tutti delle bande HF

Preso comunque atto del ritardo, abbiamo sollecitato il Ministero in torma scritta, e da informazioni assunte riteniamo che il decreto possa vedere la luce agli inizi del 2005.

Quindi, è bene ripetere che con l'introduzione delle nuove disposizioni. avremo I eliminazione della prova pratica. ossia I esame di CW. e conseguentemente l'unificazione delle patenti e la disponibilità per tutti di tutte le trequenze radinamatoriali.

Per quanto concerne i nominativi 1W attualmente assegnati. ci è stato assicurato che gli stessi resteranno ai rispettiv. titolari, ma coloro che volessero sostituirlo con uno della serie ordinaria, avranno la facoltà di tarlo. presentando apposita richiesta.

Questo si renderà sicuramente necessario là dove i nominativi 1W non consentono l' identiticazione della zona di appartenenza. come nel caso della Sicilia e della Sardegna. dove i nominativi rilasciati sono 1W9 e 1W0. al pari di quelli della Calabria e del Lazio.

Analogamente nella zona 13, 1N3. 1V3. gli attuali titolari di patente speciale hanno il nominativo 1W3, per cui è impossibile identificare se la Regione di appartenenza è il Veneto. lì Friuli. oppure I Alto Adige.

Stesso caso accade in Valle d'Aosta dove i possessori di patente ordinaria hanno Il nominativo lxi. mentre ai titolari di patente speciale il nominativo assegnato risulta IW1. al pari del Piemonte e della Liguria.

lì Ministero non ha dimostrato particolare sensibilità a questi problemi in quanto non è tacile comprendere. per chi non esercita l'attività. quale interesse ha chi effettua dei collegamenti, nel poter identificare correttamente la Regione di appartenenza del corrispondente. soprattutto poi nel caso della Sicilia e della Sardegna che agli effetti radioamatoriali sono considerate Countrv.

Omissis…

Alessìo Ortona Il BYH

Un doveroso commento

 

L’ARI, prendendosela nuovamente col Ministero, (in passato era avvenuto di peggio!) non esclude poi che la responsabilità del ritardo nell’attuazione del Decreto Legge che sancisca l’abolizione del CW dagli esami per il conseguimento della patente di Radioamatore, sia di altra Associazione, (leggi CISAR). Non vogliamo entrare nel merito di queste accuse e inutili polemiche, perché, alla luce dei fatti di cui parleremo più avanti, ci appaiono effimere e molto poco sostenibili. Gli interessati se vogliono risponderanno, ma vogliamo riprendere invece i ragionamenti di molte E-mail che ci giungono, dove si afferma, a chiari termini, che attraverso i corsi di CW si fanno gli iscritti e questa sarebbe la ragione della molta timidezza, dimostrata finora, nell’approcciare il problema. Ricordiamo in proposito che l’associazione dei radioamatori inglese ha rivendicato che le patenti vengano rilasciate dalla associazione dopo un corso di 7 giorni fatto nelle sezioni, (sic), ovviamente per garantirsi nuove iscrizioni. Vi è anche da tenere presente la preoccupazione degli utilizzatori delle HF per un prevedibile afflusso “incontrollato” di migliaia di nuovi OM con scarsa preparazione (tutta da dimostrare) nelle bande decametriche

Dobbiamo rilevare che tutte le nostre Associazioni non sono state troppo attive per far varare il Decreto e per contrattarne i contenuti col Ministero, non sappiamo se per calcoli, o interessi di bottega, o per non inimicarsi nessuno, rileviamo comunque con soddisfazione che oggi, oltre al Radiogiornale, anche l’ARI comincia a muoversi sia pure senza proposte precise. Non crediamo infine che la questione dei nominativi sia di impedimento alla riforma, ormai decisa da tutti e in tutte le sedi, Probabilmente in discussione dovrebbero esserci le cose che sappiamo si discutono agli alti livelli del Ministero delle Comunicazioni e cioè le modalità della riforma in termini temporali e se totale o meno, la possibile sostituzione del CW con altra materia, o il mantenimento dello stesso CW come materia solo orale e non più scritta e il possibile esame fatto con i QUIZ. Il Ministero si era impegnato a varare il Decreto fin da Settembre 2004 in modo che entrasse in vigore e gennaio di quest’ anno, ma nulla è avvenuto e pare che sulla questione in giro ci siano poche idee, ma confuse.

Invece delle accuse agli altri, sarebbe stato più serio dare una mano al Ministero nelle decisioni per la stesura del Decreto, entrare nel merito della riforma con proposte precise e cercare l’accordo col CISAR per condurre una azione comune dato che la riforma della telegrafia non riguarda solo gli iscritti di qualche associazione, ma tutti i radioamatori italiani Insomma oltra alle accuse, i lettori vorrebbero sapere quale riforma dovrebbe essere attuata!

Ma ancora una volta nei momenti importanti non è dato di sapere quali siano le proposte e se queste ci siano. Insomma un silenzio assordante lasciando la patata bollente nelle mani del Ministero per riservarsi poi, a riforma fatta, la possibilità di criticare gli altri. Un bel sistema, non c’è che dire!

La propensione a marciare divisi, senza proposte comuni, in modo di scaricare sul Ministero le possibili proteste, viene dimostrata anche dallo strano balletto della revisione del Piano delle Frequenze, dove ogni associazione propone una sua visione delle cose, spesso in contrasto con quelle dell’altra, ovviamente anche qui, in questo modo deciderà il Ministero! Ma, tornando al CW, mentre l’ARI si limita a una sua protesta generica senza far conoscere le sue richieste, il CISAR fin dal febbraio 2004 ha presentato al Ministero una sua bozza sugli esami che si discosta molto però dalle scelte operate a livello europeo, mantenendo concretamente le due patenti A e B. Per dimostrare che la riforma degli esami con il superamento del CW è “molto sofferta” in Italia da parte delle associazioni, a differenza degli altri paesi europei, nella proposta del CISAR, come già detto, si mantiene la differenziazione tra Patente A e Patente B. Pubblichiamo comunque la proposta del CISAR inoltrata al Ministero, dove gli IW vengono nuovamente considerati nei fatti una categoria di serie B, rilevando che comunque almeno si è prodotto uno sforzo per far conoscere la propria posizione sulla materia. Ovviamente non essendoci una univoca posizione da parte delle associazioni, il Ministero delle Comunicazioni ha le mani libere per decidere quello che vuole!

 

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PROPOSTA CISAR

Esame per il conseguimento della patente per stazione di Radioamatore

 

L'esame è unico, per le due classi di Autorizzazione Generale, è si svolge in due prove1 una teorica ed una pratica:

1) Prova teorica a quiz

10 Quiz a risposta multipla, con unica risposta valida: elementi di radiotecnica ed elettrotecnica, conoscenza dei regolamenti nazionali ed internazionali delle radiocomunicazioni (Codice Q) e principi basilari delle tecniche operative.

2 Quiz su riconoscimento della telegrafia (10 caratteri del Codice Morse).

Durata del test: 10 minuti

Ogni risposta valida: i punto

Ogni segno telegrafico: i punto

Massimo punteggio: 20 punti

I quiz vengono di volta in volta scelti da un testo generale di 1000 quiz (4 Elettronicagadiotecnica - 2 Modalità operative - 2 Normativa nazionale - 2 Codice Q - 10 caratteri telegrafici).

2) Prova pratica

In presenza di uno o due Radioamatori (e sempre di un funzionario dell’Amministrazione postale), il candidato deve dimostrare di saper adoperare una stazione radio, dando dimostrazione di conoscere i principi basilari di una comunicazione radio, le frequenze in uso assegnate al servizio, i modi di emissione; conoscenza delle elementari norme sulla sicurezza degli impianti elettrici; espressioni fondamentali condotta e modalità operative di una stazione di radioamatore. Due o tre domande.

Durata della prova 10 minuti:

Voto della prova: sa 1 a 10 punti

Votazione finale:

Con il punteggio minimo di 20 punti, si ottiene l'autorizzazione di classe B Con il punteggio minimo di 25 punti, si ottiene l'autorizzazione di classe A. Coloro The ottengono l’autorizzazione di classe B, trascorso un periodo di cinque anni, ottengono automaticamente il passaggio alla classe A.

I titolari di autorizzazione di classe B, nel momento in cui entra in vigore il nuovo ordinamento, con anzianità inferiore ai cinque anni, possono sin da subito trasmettere nelle bande 160, 80 e 40 metri (1,8 - 3,5 e 7 Mhz), a titolo di apprendimento delle tecniche operative. Trascorsi cinque anru, possono trasmettere in tutte le bande (classe A>.

I titolari di autorizzazione di classe B, nel momento in cui entra in vigore il nuovo ordinamento, con anzianità superiore ai cinque anni, sono automaticamente abilitati alla classe A.

Il rilascio dei nominativi avviene con la medesima procedura fino ad oggi effettuata, e i nominativi di classe B, nel momento in cui ottengono il dfritto a trasmettere in tutte le bande, rimangono invariati.

I candidati che, per la propria preparazione e titoli di studio, sono esonerati attualmente dall'esame di teoria, devono comunque superare la seconda prova (esame pratico), per ottenere l'autorizzazione di classe B. Ottengono Vautorizzazione di classe A, senza alcun esame, solo le persone che dimostrano di essere stati operatori militari di stazioni radio (Marconisti - tecnici delle comunicazioni ed impianti radio militari).

L'autorizzazione di classe B, permette l'uso delle frequenze: 160-80-40 metri e dai 2metri in su.

L'autorizzazione di classe A, permette ruso su tutte le bande.

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2-

 

Invece delle sterili polemiche c'è chi lavora per ricostruire un rapporto di collaborazione

Importante incontro di I4AWX

col Ministro delle Comunicazioni Gasparri

 

 

Luigi Belvederi, i4AWX, si èincontrato con il Ministro delle Comunicazioni Gasparri per illustrare i programmi e gli obiettivi della propria lista che si presenta per il rinnovo del Consiglio Direttivo ARI alle prossime elezioni di Maggio 2005  (WWW.LISTAI4AWX.ORG).

L'attuale Presidente del CR Emilia-Romagna ed il Ministro hanno concordato di rivedersi tra breve a Roma per un "tavolo tecnico" per risolvere alcune problematiche attuali di interesse regionale dell'Emilia-Romagna ed iniziare ad approfondire, in prospettiva, alcuni dei grandi temi brevemente illustrati nell'incontro circa l'immediato futuro del radiantismo in Italia (assegnazione di nuove frequenze, esami per la licenza di OM delegati all'ARI, proselitismo nelle scuole).

La foto ritrae Luigi Belvederi, i4AWX, ed il Ministro Gasparri nello scambio di saluti al termine dell'incontro.

Al centro della fotografia, il Senatore Balboni, amico di vecchia data di AWX, che ha fatto gli onori di casa.

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3-

I maremoti (tsunami)

possibili anche in Italia

 

Sono di casa solo nel Pacifico, o i maremoti possono avvenire anche da noi? Purtroppo essendo l’Italia una zona sismica con molti vulcani questi eventi, anche se non drammatici come quello recente del Sud Est asiatico, sono avvenuti spesso anche da noi. Dalla tabella riportata sotto sono elencati i maggiori maremoti che hanno colpito il nostro Paese, di cui ricordiamo MessinaI nel 1908 e Stromboli nel 2002. Ma cosa sono e come si generano i maremoti? I

maremoti sono onde lunghe, con periodi compresi tra 5 e 60 minuti (mediamente 15-20 min), generate impulsivamente per lo spostamento della massa d'acqua e che, avvicinandosi alla costa, possono raggiungere altezze molto elevate. La comunita`scientifica internazionale ha unanimemente adottato il termine tsunami, dal giapponese "tsu"=porto e "nami"=onda (onde di porto), per indicare il fenomeno dei maremoti. Gli tsunami sono causati, nella maggior parte dei casi, da terremoti sottomarini o in prossimita` della costa e, meno frequentemente, da frane sottomarine o aeree, da eruzioni vulcaniche e, raramente, dall'impatto di meteoriti nell'acqua. Non tutti i terremoti sottomarini sono in grado di generare maremoti. Perche`questo si verifichi occorre che il terremoto abbia una profondita` focale non troppo elevata, una magnitudo rilevante e, soprattutto, abbia un meccanismo focale che provochi uno spostamento verticale del fondo marino in grado di mettere in moto la massa d'acqua sovrastante. Anche le frane sottomarine, con scivolamento di sedimenti (spesso attivato da terremoti), possono modificare l'equilibrio della massa d'acqua e produrre uno tsunami, cosi` come la caduta in acqua di grossi blocchi rocciosi o di sedimenti in caso di frane aeree. Talvolta violente eruzioni vulcaniche sottomarine possono creare una forza impulsiva che sposta la colonna d'acqua e genera il maremoto. Inoltre tsunami di origine vulcanica possono essere dovuti allo scivolamento in mare di masse di materiale lavico incandescente lungo i fianchi ripidi del vulcano. Da un punto di vista fisico le onde di maremoto sono caratterizzate da lunghezze d'onda (distanza tra due creste) molto elevate, dell'ordine delle decine o centinaia di chilometri, quindi molto grande rispetto alla profondita` dell'acqua in cui viaggiano, anche in aperto oceano. Questa caratteristica fa si che le onde di maremoto si comportino come "onde in acque basse" (shallow water waves). Queste onde viaggiano ad elevata velocita` in mare aperto, raggiungendo anche i 700-800 km/ora, e sono in grado di propagarsi per migliaia di chilometri conservando pressoche` inalterata la loro energia ed essendo quindi in grado di abbattersi con eccezionale violenza anche su coste molto lontane dal punto di origine. Le onde di tsunami, che in mare aperto passano spesso inosservate per la loro scarsa altezza, quando si avvicinano alla costa subiscono una trasformazione: la loro velocita`si riduce (essendo direttamente proporzionale alla profondita' dell'acqua) e di conseguenza l'altezza dell'onda aumenta, fino ad arrivare a raggiungere anche alcune decine di metri quando si abbatte sulla costa. L'altezza e l'impatto delle onde sulla costa e` funzione di molti parametri. Infatti, oltre alla profondita` dell'acqua anche la topografia del fondale marino e le caratteristiche della costa, come la presenza di insenature, golfi, stretti, o foci di fiumi che possono produrre effetti di amplificazione, giocano un ruolo determinante. Talvolta il maremoto si manifesta con un fenomeno di iniziale ritiro delle acque (regressione) che lascia in secco i porti e le navi per breve tempo. In realta` questo rappresenta l'arrivo del cavo dell'onda ed e', pertanto, un fattore determinante che preannuncia l' arrivo del la successiva cresta e la conseguente inondazione (ingressione). Lo tsunami che raggiunge la costa puo` apparire simile ad una marea che cresce e decresce rapidamente, sollevando il livello generale dell'acqua anche di molti metri; o si puo` presentare come un treno di onde, delle quali la prima non necessariamente e` la maggiore; oppure si presenta come un vero e proprio muro d'acqua e, in questi casi, l'impatto delle onde di tsunami sulla costa e` molto spesso devastante. Dopo l'inondazione, quando un'onda di tsunami si ritira (draw down) tende a trascinare con se tutto quello che ha incontrato nel suo percorso sulla spiaggia e a lasciare sul terreno acqua e detriti che formano depositi che sono importanti per ricostruire l'ingressione la massima quota raggiunta dall'onda (runup). I maremoti sono un fenomeno molto importante e spesso sottovalutato, in grado di produrre danni ingenti e perdita di molte vite umane. Fortunatamente i maremoti catastrofici sono eventi rari, tuttavia tsunami rilevanti e di entita` minore colpiscono spesso nel mondo. In particolare l'area del Pacifico e`quella nella quale questi fenomeni sono piu`frequenti e disastrosi, con onde in grado di attraversare l'intero Oceano Pacifico in meno di 24 ore. La regione del Giappone-Taiwan rappresenta l'area piu`attiva, dove si genera circa il 30% del totale degli tsunami del Pacifico, anche se non tutti sono distruttivi. Nel 1896 un forte maremoto in Giappone ha provocato 27.000 morti ma il piu` forte e` quello seguito al terremoto del Cile del maggio 1960, che ha causato oltre 1000 vittime nelle coste cilene. Lo tsunami ha poi raggiunto le coste delle isole Hawaii con ingenti danni e vittime e si e` propagato fino in Giappone attraversando il Pacifico in 22 ore e provocando oltre 150 vittime. Nel marzo del 1964 un altro violento tsunami fu prodotto in Alaska, con poche vittime ma con onde che si propagarono sino alle coste della California. Anche il Mediterraneo e` stato interessato nei secoli da eventi di tsunami, sia distruttivi che di minore entita`, principalmente lungo le coste della Grecia e dell'Italia. Il maremoto in assoluto piu` devastante e` stato quello prodotto dal collasso della caldera del vulcano Santorini, circa nel 1400 a.C. dove l'esplosione ha prodotto il collasso della caldera con onde stimate tra 50-90 m. di altezza. Il maremoto si propago` con una velocita` di oltre 300 km orari e in pochi minuti raggiunse le coste della Turchia meridionale. Meno di tre ore dopo la Siria, l'Egitto e la Palestina furono devastati dalle onde. Questo evento e`ritenuto essere la possibile causa della scomparsa della civilta` minoica. Per quanto riguarda le coste italiane, il maremoto piu` disastroso e` quello seguito al terremoto di Messina del dicembre 1908. Il terremoto distrusse totalmente le citta` di Messina e Reggio Calabria ed un violento tsunami segui` la scossa principale, causando ingenti danni e centinaia di vittime, con onde che raggiunsero i 13 m di altezza sulle coste calabre, a Pellaro e 11,70 m a S.Alessio, sulle coste della Sicilia. L'ultimo maremoto italiano e`quello avvenuto a Stromboli (Isole Eolie) il 30 Dicembre 2002, causato dallo scivolamento (prevalentemente sottomarino) di un enorme massa di materiale vulcanico alla Sciara del Fuoco. Le onde, che hanno raggiunto 11 metri di altezza a Stromboli, hanno prodotto danni ingenti e si sono propagate fino a Ustica, Sicilia settentrionale e coste campane. Informazioni piu`dettagliate su http://www.ingv.it/emergeo/STROMBOLI/relazione.html

Qui sono riportate alcune immagini degli effetti piu` significativi prodotti da forti maremoti, sia nel Mediterraneo che nel Pacifico.

 

Danneggiamenti prodotti dal maremoto del 1908 nel porto di Messina. (Foto tratte da Platania Giovanni - Il maremoto dello Stretto di Messina del 28 Dicembre 1908- Boll.Soc.Sism.Ital., 1909). 

 Tipico danneggiamento prodotto nelle abitazioni di Punta Lena (Stromboli) dal maremoto del 30 Dicembre 2002. La violenza dell'acqua ha trasportato ed ammassato mobili e suppellettili fuori dalle case. (Foto scattata durante la campagna di misure a Stromboli e Isole Eolie nel Gennaio 2003 da ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia- Roma)

Il Catalogo dei maremoti italiani

La disponibilità di un catalogo dei maremoti completo ed affidabile e' uno strumento essenziale sia per calcolare il potenziale tsunamigenico di una regione (ossia la capacita` di una data regione di produrre maremoti) che per determinare il grado di hazard, cioe' la probabilita` che in una data area possa generarsi uno tsunami entro un dato intervallo di tempo. I cataloghi rappresentano, inoltre, una inestimabile base di partenza per definire le aree sorgenti di maremoti, per la comprensione dei meccanismi di generazione e di propagazione dei maremoti stessi e, soprattutto, per la comprensione degli effetti prodotti dal maremoto sulle coste, incluse inondazioni, danni, trasporto di detriti, erosione, depositi, etc. Nell'ultimo secolo la ricerca sui maremoti ha alternato periodi di grande interesse al fenomeno ad altri di attenzione moderata o addirittura nulla. E' interessante sottolineare che durante ogni fase di maggiore interesse nei confronti dell'argomento, solitamente a seguito del verificarsi di un maremoto rilevante, si è quasi sempre avuta la compilazione di un nuovo catalogo di tsunami con lo scopo di aggiornare, migliorare e correggere i cataloghi già esistenti e di fornire una base più solida ai ricercatori interessati agli studi sui maremoti. Il primo catalogo dei maremoti dell’area italiana fu pubblicato da Caputo e Faita (1984), proprio durante una delle fasi mondiali di massimo interesse al fenomeno. Questo catalogo, pur con tutte le limitazioni, ha avuto il merito di mettere in luce che i maremoti costituiscono una minaccia reale anche per le coste della nostra penisola. Sulla base del suddetto catalogo Tinti e Maramai nel 1996 hanno pubblicato un nuovo catalogo dei maremoti italiani, comprendente anche gli eventi della Costa Azzurra, da considerarsi come il contributo italiano ad un più generale catalogo delle coste europee, redatto nell'ambito del progetto U.E. GITEC-TWO (Genesis and Impact of Tsunamis on the European Coasts - Tsunami Warning and Observations). Il catalogo Tinti e Maramai, a differenza di quello Caputo-Faita che e`una raccolta di dati grezzi senza interpretazione che lascia al lettore il compito di valutare l'attendibilita` degli eventi, si basa sul concetto che uno dei compiti principali del compilatore e` proprio quello di "filtrare" i dati di base attraverso una primo attento scrutinio delle fonti bibliografiche, sulla base di criteri oggettivi. Questo ha fatto si che nel catalogo Tinti-Maramai (1996) ci sia stata una drastica riduzione del numero di eventi dovuta a una serie di motivi quali eventi falsi, duplicati, meteorologici, etc. Il lavoro di ricerca e scrutinio delle fonti e` continuato anche negli ultimi anni e recentemente un nuovo catalogo aggiornato e` stato pubblicato (Tinti et al., 2004). Il nuovo catalogo degli tsunami italiani (ITC), con 67 eventi a partire dalla eruzione Pliniana del Vesuvio (79 d.C.) fino all'evento di Stromboli del 2002, e` stato, per la prima volta, prodotto sotto forma di data base digitale di facile consultazione. . Per ciascun evento vengono riportate informazioni generali sulla causa generante e di dettaglio sugli effetti del maremoto, con citazioni delle fonti originali. Il data base contiene inoltre una galleria di immagini relative ai maremoti piu` significativi, nonche` una sezione di statistica con la distribuzione spazio-temporale degli eventi, tabelle e istogrammi. L'utente puo` facilmente fare estrazioni dei dati ed anche accedere ad un database associato contenente l'elenco completo dei riferimenti bibliografici.

 

TABELLA SINTETICA DEGLI TSUNAMI ITALIANI

 

Qui di seguito e' riportata una tabella sintetica contenente la lista degli eventi di maremoto italiani con informazioni generali, tratta da  Tinti S., Maramai A. and Graziani L. (2004). The New Catalogue of Italian Tsunamis. Natural Hazards, Vol.33, n.3, 437-463. Il

 

 

Legenda:

rel: attendibilita` del maremoto sulla base delle fonti bibliografiche. 0=very improbable   1=improbable   2=questionable tsunami  3=probable   4=definite 

cause: ER=submarine earthquake; EA=earthquake associated (terremoto a terra); EL=earthquake landslide; ES=earthquake marine slide; VO=submarine eruption; VA=volcano associated; VL=volcanic landslide; VS=volcanic marine slide; GL=gravitative landslide; GS=gravitative marine slide; UN= unknown.

macr. int: intensita`macrosismica del terremoto generante lo tsunami (secondo la scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS))

earth. mag.: magnitudo del terremoto generante lo tsunami.

VEI: Volcanic explosivity index (da Simkin)

runup: massimo runup osservato (in cm)

tsu int: intensita` del maremoto sulla base della scala Sieberg-Ambraseys

tsu mag: magnitudo del maremoto sulla base della formula di  Murty-Loomis

 

year

month

Day

Hour

Region

description

Rel

cause

Lat

Lon

Macr_int

earth_mag

VEI

runup

tsu_int

tsu_mag

79

8

24

-

Campania

Sea retreat in the Gulf of Naples

2

VA

40 49

14 26

-

-

5

-

2

-

1112

6

20

-

Campania

Sea withdrawal of about 200 steps

2

UN

-

-

-

-

-

-

2

-

1169

2

4

-

Eastern Sicily

Flood and destruction at Messina

4

EA

37 19

15 02

10.0

6.6

-

-

4

-

1329

6

28

-

Eastern Sicily

Boats carried to the sea

2

VA

37 44

15 00

-

-

1

-

3

-

1511

3

26

14.30

North Adriatic

Large sea level rise at Trieste

2

EA

46 12

13 26

9.0

6.5

-

 

2

-

1564

7

20

18.30

Liguria-C?d'Azur

Sea inundation in Antibes

4

EA

44 01

7 17

8.5

5.8

-

-

2

-

1613

8

25

04.30

Northern Sicily

Sea flooding at Naso

1

EA

38 07

14 47

8.0

5.6

-

-

2

-

1627

7

30

11.00

Gargano

Large sea withdrawal and flooding

4

EA

41 44

15 21

10.0

6.7

-

-

5

-1.4

1631

12

17

09.00

Campania

Sea withdrawal in Gulf of Naples

4

VA

40 49

14 26

-

-

4

-

2

-

1638

3

27

15.05

Tyrrhenian Calabria

Sea retreat at Pizzo Calabro

2

EA

39 02

16 17

11.0

7.0

-

-

2

-

1646

4

5

22.00

Tuscany

Sea rise in Livorno

4

ER