Radiogiornale 131
12 aprile 2005
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Da Alberto Devitofrancesco IK0ZCW
Ricordiamo Giovanni Paolo II
con i Radioamatori
in occasione del Giubileo
del Volontariato della Protezione Civile
Nelle foto il momento indimenticabile della consegna dell'omaggio a Sua Santita' Papa Giovanni Paolo II da parte di I0YCB Bruno Ceccarelli e Signora, del modello di un’antenna ricetrasmittente a telaio, nel corso del giorno del Giubileo del volontariato della Protezione Civile e dei Radioamatori, in Vaticano P.zza S.Pietro 30 Dicembre 2000
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Sommario:
1 - Il Radiogiornale intervista senza rete I4AWX Luigi Belvederi;
2 - A.R.I. fiumi d’inchiostro: Continua la telenovela;
3 - Come non si diventa Radioamatore;
4 - Radiogiornale: il Re Sole ci ha declassati!;
5 - I0SNY Nicola Sanna DX PEDITION in Mongolia JT;
6 - Radio Rai;
7 - Ieri, oggi, domani dell’elettronica a Forlì;
8 - Elettronica EXPO Day a Trento;
9 - I grandi dell’elettricità;
10 - Propagazione troposferica;
11 - Ponti per tutti i gusti;
12 - Silent key I2BBH;
13 - Mercatino radioamatoriale;
14 - Informazioni.
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ESCLUSIVA
Il Radiogiornale
INTERVISTA
SENZA RETE
I4AWX, LUIGI BELVEDERI
In Maggio, come ormai tutti sanno, si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo Nazionale dell'ARI che guiderà l’Associazione per il prossimo triennio.
Ogni volta, da sempre, questo appuntamento coincide con grandi aspettative di rinnovamento: tanto più ora, nell'attuale momento di cambiamento e di gravissima difficoltà che l’ARI sta vivendo.
Sono lontani gli anni 70 nei quali l'elenco degli aspiranti soci occupavano pagine dell’ Organo Ufficiale, Radio Rivista, e si pensava al radiantismo come fenomeno di massa in continua espansione: complici forse le nuove tecnologie, facilmente disponibili a tutti, ed il generale mutare dei tempi, il vento è cambiato.
Il numero degli iscritti si è assottigliato e l'ARI si è mostrata del tutto impreparata non solo a perseguire nuove strategie per fronteggiare le difficoltà, ma la Presidenza Ortona -che quest'anno compie il ventunesimo anno di governo ininterrrotto- si è rivelata del tutto incapace a comprendere quanto stava accadendo, e ad elaborare una visione realistica su cui modellare il futuro dell'Associazione.
Ventuno anni di Presidenza ininterrotta con il potere decisionale dell'Associazione più o meno nelle mani sempre delle stesse persone sono una evidente anomalia -una anomalia che si commenta da sola- che negli ultimi anni ha provocato un crescendo assordante di polemiche e di richieste di cambiamento.
Purtroppo i tentativi di rinnovamento, portati avanti nelle passate tornate elettorali da singoli soci che si sono candidati al Consiglio Direttivo non hanno prodotto i risultati sperati, ed anzi a seguito di multiple dimissioni, il Consiglio Direttivo dell'ARI (composto sempre dalle stesse persone, che ora per giunta si candidano ancora per l’ennesima volta) si è ora azzerato, restando quindi in condizione di totale paralisi operativa.
In questa situazione di estrema difficoltà, mai verificatasi prima d’ora, in molti guardano al movimento che si è creato intorno a i4AWX, Luigi Belvederi, come l’unica possibilità di rinascita sociale.
In effetti, quello che ora pare essere la differenza -rispetto ai passati tentativi di rinnovamento- è che la attuale squadra dei candidati che fa capo alla lista i4AWX non rappresenta, come sempre in passato, soltanto sé stessa, ma rappresenta l'immagine speculare di un backstage organizzato di persone (iscritti all’ARI) che, non desiderando il ruolo "politico", hanno scelto quello operativo, e cioè il ruolo del "fare concretamente" per realizzare gli obiettivi di cambiamento del programma.
Persone quindi che, nel concreto, ci promettono quel cambiamento che tutti i radioamatori italiani vogliono da tempo: dalle cose più ovvie (una migliore Radio Rivista, un servizio QSL migliore e meno costoso) a quelle tanto sognate da sembrare irraggiungibili, ma che invece potrebbero essere più vicine di quanto non sembri: nuove bande di frequenza, esami per la licenza affidati all'ARI e non più al Ministero (come avviene nel resto del mondo), una migliore e diversa considerazione per la nostra attività da parte delle comunità e delle Pubbliche Amministrazioni con le quali dobbiamo convivere e confrontarci.
Per tutto questo, è sembrato opportuno al RADIOGIORNALE –che da sempre cerca di essere una voce indipendente nel panorama radiantistico italiano- intervistare chi, in prima persona, si è presentato come artefice di questo cambiamento, e cioè Luigi Belvederi, i4AWX.
Luigi, pur svolgendo nella vita la professione dell’avvocato, è un appassionatissimo radioamatore da oltre 40 anni e, raggiunto telefonicamente, ha risposto volentieri alle nostre domande, anche quelle più “spinose”.
DOMANDA: Sei iscritto all’ARI da oltre 40 anni, ma soltanto negli ultimi anni ti sei occupato di politica associativa, perché?
Risposta:
Essere radioamatore vuol dire fare il radioamatore.
E fare il radioamatore, come sempre ho detto, non è semplicemente un hobby, ma un modo di essere, di vivere e di pensare.
Difficilmente negli ultimi 40 anni è passata una giornata (penso ai giorni più difficili e lunghi, come tutti spesso abbiamo, per problemi lavorativi o personali) che io non abbia trovato almeno un istante per pensare alla radio: se non potevo far altro, almeno ho trovato un istante per sfogliare una rivista prima di dormire, o per pensare a quel circuito che da anni giaceva nel cassetto e che non ho mai ancora avuto la possibilità di terminare…..
Dopo 40 anni passati tra l’odore della pasta salda e le emozioni del DX mi sono accorto tuttavia che questo mondo -che ho sempre tanto amato, e che per me è sempre stato, e continua ad essere, una seconda, grande famiglia- rischiava di scomparire, a causa di persone che, diversamente da me, ne avevano fatto, a livello associativo, una sorta di secondo lavoro o di professione, più o meno ben remunerata.
Come tutti, ho sempre diffidato dei “politici di carriera” e così mi sono detto che, almeno nella nostra Associazione, questo non doveva accadere.
Mi sono confrontato con gli amici più cari e mi sono detto che era ora di agire, e se necessario anche di giocarsi la faccia in prima persona, altrimenti “qualcosa” –quel “qualcosa” che per noi ha sempre voluto dire passione, emozione e sentimento, in una parola “ham spirit”- sarebbe presto finito, insieme al tracollo finale della nostra Associazione, cosa cui purtroppo stiamo assistendo in questi giorni con le dimissioni di tutti i consiglieri.
Oltretutto, disponendo di maggiori possibilità di poter far qualcosa, per la professione ed il lavoro che svolgo, e dei contatti che per questo motivo ho coltivato nell’ambito della società e delle istituzioni, ho ritenuto fosse mio dovere darmi da fare e mettermi in gioco prima degli altri.
Così è iniziata l’avventura, percorrendo in fretta i gradini dell’Associazione nella quale sono stato iscritto da oltre 40 anni: prima Presidente di Sezione, attualmente del Comitato Regionale Emilia Romagna, un domani, forse, se i radioamatori italiani lo vorranno, Presidente Nazionale.
Il tutto però in un’ottica molto semplice, chiara e con una forte promessa di fondo: rendere un servizio e tornare, il più presto possibile, a fare il radioamatore.
DOMANDA: Così hai deciso di formare una lista elettorale.
Chi sono i componenti delle tua lista? Sono tuoi amici? Come li hai trovati?
Risposta:
A differenza di quello che è sempre accaduto (e sta ancora purtroppo accadendo), per cui le “cordate” vengono costruite attorno a gruppi di amicizia o di potere personale, io ho pensato di comportarmi in modo del tutto diverso e di seguire la strada maestra: creare un programma per un’ARI veramente nuova e cercare -su questo programma- consensi ed adesioni lungo il cammino.
Come prima cosa, ho scritto a tutti, in tutt’Italia, appellandomi alle persone sincere ed in buona fede, esponendo quali fossero le mie idee, e chiedendo contributi per migliorarle.
Poi, su queste idee, ho chiesto a tutti –senza preconcetti di “amicizie” o altro- chi fosse disponibile ad unirsi a me per “giocarsi la faccia” e portare avanti le cose nelle quali credevamo.
Così si è formata la squadra: dalla condivisione delle stesse idee ed obiettivi ci siamo uniti ed abbiamo formato un gruppo; da questo gruppo è anche nata una solida amicizia personale tra di noi, e questo, lasciatemelo dire, sarà per sempre un obiettivo raggiunto, a dispetto di tutte le vicende elettorali che ci stanno aspettando.
Noi infatti abbiamo un ideale che ci unisce, e che è quello di far rinascere l’ARI per il beneficio di tutti i radioamatori italiani, e poi, come ho già detto, tornare subito a fare i radioamatori.
Per il resto, come tutti possono leggere sul nostro sito WWW.LISTAi4AWX.ORG, i componenti della lista sono tutte persone di alto profilo ed esperienza professionale le quali potranno in concreto perseguire gli obiettivi che ci siamo prefissi.
Purtroppo -per chi la pensa diversamente- per condurre una Associazione serve questo e non una bella collezione di diplomi o QSL nel cassetto (che pure molti di noi pure hanno).
DOMANDA. Veniamo allora ai tuoi programmi. Quali sono i tuoi programmi
Risposta:
I programmi dettagliati possono essere consultati sul nostro sito WWW.LISTAi4AWX.ORG
In sintesi, comunque, si tratta di una rivoluzione copernicana che parte dall’osservazione che in 60 anni di ARI non c’è mai stato un flusso di informazioni dalla periferia al centro né tanto meno dal centro alla periferia: le Sezioni hanno sempre vissuto di iniziative e di luce propria, e l “ARI di Milano” è sempre stata vista come quella che “succhiava” le quote sociale dando poco o nulla in cambio, nonché la grande e cronica assente in qualsiasi attività propositiva o di raccordo tra le sezioni territoriali.
Il nostro programma prevede da un lato pochi e semplici obiettivi sicuramente ottenibili (stabilizzazione delle quote, gestione amministrativa trasparente, miglioramento di Radio Rivista e del servizio QSL) e dall’altro obiettivi che appunto corrispondono ad un vero e proprio rovesciamento della piramide: non più un Consiglio Direttivo che si azzuffa, succhia quote e non sa cosa fare, ma una trasformazione verso un esempio di democrazia diretta con tutti i radioamatori italiani che partecipano (attraverso il meccanismo delle Consensus Conference) alla formazione ed identificazione degli obiettivi che poi verranno portati avanti –di anno in anno- dal Consiglio.
DOMANDA: Adesso una domanda “cattiva” : parlami dell’ARI e del CISAR
Risposta:
Io credo nel primato della ragione, del confronto pacato, della discussione, e quindi nella vittoria delle idee migliori.
Io credo nell’umiltà delle proprie ragioni, che possono essere sottolineate anche con forza, ma mai imposte e sicuramente mai urlate.
Per questo non credo negli steccati e nemmeno nelle proibizioni.
La vera vittoria sta nel convincimento, ed il convincimento non può che nascere dalla dimostrazione dell’essere migliori e dell’essere capaci di guardare più lontano.
Il CISAR è nato dal malessere dell’ARI, e sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono: si tratta, anche qui, di lavorare su cose ed obiettivi comuni e (siccome fortunatamente non parliamo di ideologie) arrivare –come insegnavano gli antichi filosofi- alla sintesi, che è quanto si ottiene partendo dalla tesi e dall’antitesi dell’una e dell’altra parte.
Saranno poi i radioamatori a decretare il successo dell’una o dell’altra associazione, e per quanto mi riguarda, non ho il minino dubbio che la nuova ARI, come io la vedo ormai a portata di mano, sarà il punto di riferimento sicuro di tutti i radioamatori italiani.
DOMANDA: Ancora una domanda “difficile”: dimmi cosa ne pensi di Radio Rivista e del Radiogiornale
Risposta.
Radio Rivista, specialmente se paragonata ad altri organi ufficiali di altre associazioni, non è male: seppur con rovinosi inciampi ha saputo mantenere negli anni un livello tutto sommato abbastanza accettabile.
Essa purtroppo ha invece sofferto –in modo assai visibile- dell’impostazione monocorde –direi quasi caratteriale- dell’unica persona che la scrive e la conduce, e cioè Mario, i2MQP, persona di indubbia valenza la quale però deve capire che una Associazione non è una “one man band” ma il compendio ed il confronto di persone e idee diverse.
La nuova Radio Rivista sarà sicuramente migliore nel senso che verranno ampliati i contenuti tecnici, sia per i novizi, che per i tecnici più evoluti, e per questo ci siamo già assicurati collaboratori di primissimo piano, persone entusiaste, brillanti ed altamente preparate, che non vedono “l’ora di partire” con i nuovi numeri.
Saranno iniziate nuove rubriche, ad esempio per quanto riguarda i satelliti e le nuove tecnologie, con “mini corsi” che consentiranno a tutti, partendo da zero, di avvicinarsi allo stato dell’arte.
Saranno viceversa abolite le noiose tiritere dei vari Don DX e dei vari microfoni di legno, insieme a tutte le polemiche, spesso offensive e di carattere personale.
Il Radiogiornale, da parte sua, è sempre stata l’unica voce libera nel mondo del radiantismo italiano, e tale dovrà rimanere anche in futuro: bene ha fatto il Radiogiornale a dar voce, in tutti questi anni, all’anima critica dei radiantismo italiano, dicendo all’attuale dirigenza quel che si meritava.
Così dovrà far anche in futuro, quando il Consiglio sarà cambiato.
Aspetto quindi con piacere le Vostre critiche costruttive per quello che farò e per quello che sarà l’ARI un domani, quando mi auguro, sarà il mio gruppo a dirigerla.
Guai se la mia Presidenza, un domani, non dovesse avere un’opposizione ed un’anima critica: sono sicuro che il Radiogiornale continuerà ad essere tutto questo anche nei miei confronti.
DOMANDA: Per finire, la domanda di prammatica: pensi di vincere?
Risposta:
Sono assolutamente certo che vinceremo.
Quello che temo sono soltanto l’indifferenza ed il voto non trasparente, cosa che, più di ogni altra, mi preoccupa fortemente.
A vincere non saremo noi, ma tutti i radioamatori italiani, che da troppo tempo si meritano il cambiamento che richiedono.
A vincere saranno anche coloro che mi hanno sempre sinora strenuamente contestato, non volendo credere alla mia buona fede ed al mio sforzo disinteressato: ben presto invece si accorgeranno che la vittoria sarà unicamente quella del radiantismo vero, dell’ottimismo per il futuro, della trasparenza e della buona amministrazione.
Soprattutto a loro mi rivolgo, in questo momento di incertezza e di crisi di tutti i riferimenti: li attendo a braccia aperte, appena avremo vinto, per costruire insieme una nuova ARI attorno agli ideali dell’ ham spirit nei quali tutti ci riconosciamo.
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L’ucellino del mio davanzale ha chiesto lo straordinario in bricioline dato l’enorme lavoro che ha nel portarmi di continuo nuovi documenti “illuminanti”!
A.R.I. fiumi d’inchiostro
Continua la telenovela
IV3TDM risponde a I2MQP
“Ma quale linciaggio morale ???”
Qualche giorno addietro, ho fatto una visita al siterello gestito da I2MQP < www.laveraari.it > ed ho così avuto modo di leggere un suo pezzo con il quale tenta disperatamente di produrre giustificazioni al proprio operato, limitandosi a toccare però solo in un paio di cosette delle tante che gli ho ricordato, perché evidentemente per le altre non ci sono scusanti.
Sono di conseguenza costretto a ritornare sull’argomento per dimostrare, se ancora fosse necessario, quali metodi egli tenti di attuare per avere sempre e comunque ragione, ed al proposito mi viene spontanea una domanda: è mai successo che I2MQP e perché no anche I1BYH, almeno per una volta nella loro vita avessero torto ??? A mia memoria no !!!
Ma veniamo a Mario Ambrosi.
Inizio dal titolo dato al tuo infelice scritto “Tentativi di linciaggio morale”.
Ma scusa Mario, di quale linciaggio morale parli ??? Mi è difficile accettarlo perché di morale proprio non ne vedo ed inoltre, mi sono semplicemente limitato a portare a conoscenza di tutti dei fatti ben precisi.
Copertina di Radio Rivista. Verissimo che la copertina che ti è stata inviata, ed alla quale ti riferisci, non era adatta alla stampa perché presentava una riga di piegatura, ed in questo mi sono trovato perfettamente con te d’accordo.
Ma è però altrettanto vero che in seguito ci sono state tre nuove proposte con relativo invio di materiale, sia da parte nostra (Sezione), che direttamente da parte dell’Ente Fiera, tutte puntualmente andate a vuoto, adducendo i motivi più svariati, tra cui quello della scarsa risoluzione delle fotografie, cosa assolutamente non vera in quanto noi (tramite Piero, IV3EHH) le abbiamo fatte verificare ad uno stampatore locale ottenendo come risposta che non esiste problema e che potevano essere stampate con ottimo risultato.
Perciò, ammetti finalmente che non ti andava di stampare quella copertina, chissà per quale motivo, forse perché avevi fatto promesse ad altri ai quali tenevi di più.
Ora veniamo alle bugie che riguardano l’HST e la IARU.
Vedi caro Mario, sono costretto ancora una volta a dare ragione ad Ortona il quale così ha scritto : “…non avendo Mario una memoria di ferro, come è prescritto per ogni bugiardo che si rispetti,…”.
Stavolta però, la poca memoria ti ha giocato un brutto scherzetto, in quanto:
1) Il contributo che l’A.R.I. ci ha riconosciuto con il bonifico che tu hai pubblicato come documento “mezzo vero” era quello pattuito per le spese relative alle medaglie ed ai vari premi da noi acquistati. Questo contributo, va ben precisato, avevamo stabilito insieme doveva essere erogato dall’A.R.I. (leggi bene A.R.I. e non IARU) a titolo di parziale sostegno alle spese relative alle medaglie ed ai vari premi e di cui ti accenno nella mia lettera da te pubblicata. Ti basta o vuoi la testimonianza di mezza Sezione visto che sei sempre e soltanto tu l’unico ad avere ragione e l’unico a ricordare le cose giuste ???
2) Hai ammesso che la IARU ha erogato il contributo addirittura nel maggio del 1999, cioè poco dopo la fine dell’HST, cosa che avevi sempre taciuto in precedenza lasciandoci credere che fossero loro i colpevoli di non mantenere le promesse e per questo hai anche apostrofato la Rossella Spadini in modo poco edificante. A conferma di questo, e visto che sei bravo a cercare i vecchi documenti per salvaguardarti da tamponamenti…., vai a cercare le mie lettere con le quali ti prego di interessarti presso la IARU per il famoso contributo. Mario, una è datata 25 Agosto 2000 via posta ordinaria, un’altra è datata 13 Ottobre 2000 via Email alla quale mi hai risposto confermando di non aver mai ricevuto alcun contributo dalla IARU, e l’ultima, con allegato anche il messaggio di HA3NU, è datata 24 Ottobre 2000. Ora spiegami come sia possibile questa corrispondenza in data 2000, se la IARU aveva già pagato nel 1999. Non lo sai ??? Allora te lo spiego io.
3) Tu hai voluto fare una furbata, lasciandoci credere che il contributo bonificatoci fosse stato erogato dall’A.R.I., mentre invece si trattava del contributo della IARU. Hai così fatto bella figura con i soldi degli altri e nel contempo hai messo in cattiva luce la IARU, ma soprattutto la Rossella Spadini che di certo non ti era simpatica visto l’appellativo affibiatole.
Conclusione: oggi l’A.R.I. deve alla Sezione di Pordenone l’intera somma che ha ricevuto dalla IARU, con tanto di interessi, sempre che questi soldi ci siano ancora.
Vedi come le bugie hanno le gambe corte, magari qualche anno, ma poi………….
Ed ora tocchiamo l’argomento che tanto hai voluto enfatizzare, il tempo trascorso e la stima, la fiducia che ti avevo esternato, pubblicando giustamente la mia lettera.
Forse non sai caro Mario, che la stima e la fiducia, sono una conquista quotidiana non un oggetto che si compra al supermercato e che una volta pagato se ne diviene proprietari per tutta la vita.
Lo confermo, tu hai avuto tutta la mia stima e la mia fiducia, ed in più occasioni l’ho detto e ribadito, anche pubblicamente. Più volte ti ho ringraziato dell’aiuto ricevuto. Tu hai certamente dei meriti, ed anche questi più volte credo di averteli riconosciuti. E’ un dolore per me constatare che hai fatto tanto per perdere stima e fiducia e per cominciare a meritarti disprezzo per le bugie e le cattiverie che sempre più metti in atto, nonostante tu ti renda benissimo conto, intelligente come sei, del male che stai facendo all’Associazione ed ai Radioamatori tutti.
Non credere che per qualche “strange messaggio” di solidarietà che ricevi da parte di qualche “strange personaggio” tu possa riconquistare la stima e la fiducia delle persone, ci vuole altro, anche se la porta per questo rimane sempre aperta.
A proposito di bugie, mi risulta che sei stato invitato a partecipare alla Fiera di Pordenone con il desk DXCC, ma hai detto di non poter essere presente perché impegnato in un convegno IARU da qualche parte nella ex Yugoslavia. Non mi pare che il meeting dello Strange Radio eccc. sia in ex Yugoslavia. Ma forse hai solo dovuto cambiare programma perché in ambito IARU non ti cercano, visto come sono andate le votazioni a San Marino.
Il tempo trascorso dici, durante il quale nulla ho mai detto….., ma veramente io moltissime volte ho avanzato richieste di vario genere, come risposta però, ho sempre avuto solo mezze risposte se non addirittura il silenzio ed allora, per non rompere troppo le scatole, il più delle volte ho lasciato perdere e mi sono arrangiato, ma quando poi tu hai cominciato a pretendere di prevaricarmi bellamente, allora ho detto basta e se ben ti ricordi, durante una delle tue ultime telefonate nella quale si parlava del “boicottaggio” al Diamo Voce alle Sezioni, ti ho anche detto “Mario, stai attento perché se mi cerchi, mi trovi!!!”.
Te lo ricordi questo ? Eccomi qui, mi hai trovato !
Concludo prendendo atto della tua frase finale nella quale parli di tradimento e metti sull’avviso i “miei nuovi amici”.
Bene, se questo è tradimento, se riferire delle malefatte, delle prepotenze, dei giochi di potere, dei ricatti, delle offese, delle incapacità, dei soprusi, della maleducazione, allora è certo che io tradirò ancora.
Ma se invece questi motivi non ci saranno, se vedrò l’onestà e l’impegno di voler fare cose giuste, se vedrò trasparenza nell’operato di chi si prenderà l’onere della conduzione dell’Associazione, anche se non tutto andrà proprio per il verso giusto, allora sarò semplicemente un alleato che darà tutto quello che gli sarà possibile per la causa di noi Radioamatori, come sempre ho fatto nel passato.
Tu invece, fai un’analisi di quante migliaia di Radioamatori hai tradito, in un modo o nell’altro nel corso di tutti questi anni ed anche di quanti hai tradito nello stesso ambito del C.D.N. (un nome a caso, Federico La Pesa).
Concludo caro Mario, dicendoti semplicemente che per te ormai è finita, sei fuori e me ne dispiace molto perché avrei voluto andasse in modo diverso, ma ognuno raccoglie ciò che semina.
Una sola raccomandazione: per favore cerca di fare pochi danni in questi ultimi mesi che ti rimangono. Fai almeno in modo che chi ti succederà possa trovare una situazione che permetta di lavorare fin da subito.
Aiuteresti finalmente i Radioamatori ad avere la loro Associazione.
Siccome ritengo queste diatribe poco interessanti per i lettori, non intendo più occupare pagine a tale scopo e nemmeno perdere tempo a rispondere a te che non hai orecchi per intendere e che hai comunque sempre ragione e sei sempre l’unico che dice il vero, quindi fai come vuoi.
Se mi rispondi troverai solo il silenzio, un silenzio però che parla da solo.
Un saluto da IV3TDM - Daniele
e Pietro Marino scrive a Ortona, Ambrosi,
al Presidente del Collegio Sindacale
e ai Comitati regionali.
P I E T R O M A R I N O
Viale Principe Umberto 10 90149 Palermo Tel. 091-6842118
Sig. Alessio Ortona – Sig. Mario Ambrosi
Raccomandata A.R. e a ½ E-mail
e p.c. Presidente del Collegio Sindacale A.R.I.
Comitati Regionali
a ½ E-mail
Oggetto: Editoriale
Palermo 30 marzo 2005
Presidente,
durante il periodo in cui ho fatto parte del Consiglio Direttivo non mai lasciato trapelare alcunché, al di fuori del Consiglio stesso. Tu, al contrario, hai reso pubbliche le mie dimissioni indirizzate esclusivamente al Consiglio Direttivo ed al Collegio Sindacale e le hai gestite in maniera differente rispetto alle altre di ben sei Consiglieri, poiché le hai abbinate con una lettera abbastanza polemica e irriguardosa nei miei confronti. Io non avevo alcun motivo di divulgare a chicchessia le ragioni di queste dimissioni che sarebbero rimaste agli atti, come del resto quelle degli altri colleghi. Tu, al contrario, determinato a screditarmi ti permetti perfino di farlo con un editoriale.
Ti avevo preannunciato precedentemente che, per difendere la mia onorabilità, sarei stato costretto a rendere palese ai Comitati Regionali la documentazione che tu hai inviata ai Consiglieri per richiederne un parere. Infatti, il linciaggio morale a cui sono stato sottoposto con l’Editoriale che tu hai deciso di pubblicare sul nostro Organo Ufficiale, e le telefonate non proprio amichevoli ricevute da un paio di colleghi, evidentemente fuorviati dal testo che è stato divulgato a macchia d’olio tra i radioamatori italiani, mi costringono mio malgrado “PER PROTEGGERE IL MIO BUON NOME”, ad inviare ai Comitati Regionali la documentazione, di cui al primo capoverso, tale e quale come l’ho ricevuta, in maniera tale che essi e non solo te, possano giudicare serenamente il mio operato.
Nel caso in cui si voglia persistere alla pubblicazione su RR l’editoriale di cui in oggetto, ti comunico che sarò altresì costretto a farne invio telematico anche alle Sezioni ARI italiane.
Tanto per tua opportuna conoscenza.
Pietro Marino
Ecco quanto inviato da MARINO a TUTTE le Sezioni italiane.....
Riporto solo le seguenti parole tratte pari-pari dalla "Risposta di Ambrosi":
"Interpella gli altri tre, siamo pochi oramai, e se saranno d’accordo con te, pur esprimendo la mia perplessità a continuare nella stessa rovinosa maniera in cui la faccenda è stata portata avanti fino ad ora, mi adeguerò."
E queste sono le persone che si candidano ancora ?
intanto…
Pietro Marino scrive a Alessio Ortona
DOCUMENTAZIONE
Cari Colleghi, desidero farvi conoscere il testo di una E-mail che ho inviato precedentemente ad Ortona ed Ambrosi prima d'inoltrarvi la presente documentazione
Alessio,
ho
saputo che con il "placet" del Direttore del nostro Organo Ufficiale, uscirà un
editoriale con il quale nel distortecere volutamente il mio pensiero, espresso
nelle mie missive, si danneggia altresì la mia reputazione di Socio, di ex
Consigliere e Vice Presidente della nostra Associazione, alla quale ho dedicato
quasi 55 anni della mia vita, con spirito di sacrificio. Purtroppo vi
comportate, come del resto avete sempre fatto, come gli unici padroni dell'ARI.
Proprio per suffragare la tua tesi, ti sei però dimenticato di allegare al
tuo editoriale la documentazione che, liberamente e senza alcun divieto di
divulgazione, hai inviato a Sabbadini, Alberti ed a me. Onde ovviare a
questa tua dimenticanza, ritengo che tu ed Amrosi (che mi legge in copia) non
abbiate alcuna difficoltà acciocché rimedi io stesso provvedendo personalmente
all'inoltro ai Comitati Regionali ed alle Sezioni. Gli incartamenti riguardano
problemi associativi che tu ed Ambrosi desideravate che si risolvessero al più
presto e non vedo il perchè le Sezioni ed in particolare i Comitati Regionali (
e perchè no, anche i Sindaci) non ne devono essere informati e dare anche loro
il proprio illuminato parere."
Pietro Marino
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e
ancora Pietro Marino
scrive
al CDN
Cari colleghi, vi allego documentazione che Ortona ha inviato ai tre Consiglieri rimasti dopo che Ambrosi non si è voluto prendere la responsabilità di decidere con il Presidente.
Sotto, potrete notare che Ortona inizia ..... "Cari colleghi, come ricorderete, in Sede di Consiglio abbiamo affrontato il discorso relativo al rapporto con la Signora Silvana Lasagna"
In verità ciò che dice Ortona è ambiguo
poichè ciò che si è affrontato in Consiglio non è stato il rapporto contrattuale
con la Signora Lasagna, bensì il
mancato rapporto o addestramento della stessa con la nuova assunta.
Desidero che vi soffermiate altresì ai compiti attribuiti nel contratto alla
Signora Silvana Lasagna, compiti ed attribuzioni che statutariamente vengono
sottratti al Consiglio Direttivo ed ai Comitati Regionali.
Cordiali 73, Pietro Marino - IT9ZGY
ma
intanto Alessio Ortona
scrive ad alcuni membri del CDN
X-Symantec-ProtezioneTimeout: 0
From: "Alessio
Ortona" <aleorton@tin.it>
To:
<it9zgy@ari.it>,
Subject:
RICHIESTA OPINIONI
Date: Sun, 6 Mar 2005 11:21:01 +0100
X-Mailer:
Microsoft Outlook Express 5.50.4133.2400
Carissimi
Colleghi,
come ricorderete, in sede di Consiglio abbiamo già
affrontato il discorso relativo al rapporto con la Signora Silavana
Lasagna.
La questione non è ancora stata risolta e vi è stato tra me e Mario
uno scambio di telefonate e di messaggi relativi all'argomento, ma non siamo
ancora pervenuti ad una soluzione.
Desidero pertanto informarvi, inviandovi
copia dei messaggi, per chiedere il vostro illuminato parere.
Grazie per
l'attenzione.
Alessio I1 BYH
allegati : 1 Messaggio mio per
Ambrosi
2 Bozza di contratto a
progetto
3 Risposta di
Ambrosi
4 Messaggio mio di spiegazione e commenti
Ortona scrive ad Ambrosi
Messaggio per Ambrosi
Ho parlato telefonicamente con il dott. Brigante al quale ho prospettato la nostra esigenza di inserire nel contratto a progetto l'impegno all'istruzione della persona che dovrà sostituire Silvana.
Comunque sono riuscito a convincerlo ad inserire qualcosa in tal senso e Brigante, come potrai rilevare, ha fatto una succinta aggiunta alla fine del punto 1.
Invio nuovamente in allegato il nuovo testo.
Comunque se vuoi sentirlo anche tu puoi chiamarlo telefonicamente.
Per quanto concerne il messaggio che mi hai inviato con le tue osservazioni, eccoti il mio pensiero:
1) Posso convenire con te che la durata indicata in 18 mesi può essere eccessiva, ma 6 mesi è scarsa, mentre 12 mesi potrebbe essere più adeguata e non mi pare che sia il caso di preoccuparsi così decidendo andremmo a sottoscrivere un impegno oltre il nostro mandato, scrupolo che non è sorto quando abbiamo assunto il magazziniere o quando abbiamo stipulato il contratto annuale con la tipografia.
Allora con questo criterio abbiamo sbagliato quando abbiamo sottoscritto il contratto di locazione che andrà a scadere allorquando sicuramente noi non potremo più esserci.
Vi è poi da dire che, stabilendo la durata del contratto in sei mesi e ponendo le condizioni di cui al punto 2, credo che l'interessata ci direbbe buongiorno e arrivederci.
2) questo argomento lo abbiamo già discusso telefonicamente ed io non lo condivido.
Tuttavia non sono assolutista e posso anche essere in errore, ma io non mi sento di fare una proposta di tal genere, ma chiaramente non mi oppongo se tu ritieni di poterla fare.
Alessio I1 BYH
Ha sollevato obiezioni in quanto la natura del contratto prevede una attività progettuale autonoma e, nel caso che si inserisca chiaramente una funzione didattica, qualsiasi funzionario dell'Ispettorato del Lavoro contesterebbe rilevando che il rapporto soggetto-azienda non può intendersi di tipo contrattuale, ma subordinato, instaurato allo scopo di evadere contributi.
Ambrosi scrive ad Ortona
Caro Alessio
Faccio seguito a quanto mi hai mandato a proposito del contratto di Silvana.
5 mar. 05
Il discorso con la Silvana è viziato dal periodo di 18 mesi trascorsi durante i quali quello che doveva essere fatto non è stato fatto. Se non ci fosse questa pregiudiziale, non sarebbe un problema grosso andare avanti nel modo che tu proponi. E sono convinto che tutti sarebbero d’accordo.
Essendoci questa pregiudiziale sono contrario ad una soluzione di questo tipo, ma lo statuto prevede che queste decisioni non siano prese dal Presidente o dal Segretario, che poi dovrebbe essere la persona che si occupa della Segreteria, ma in pratica da noi da tempo non lo è più, o da chi fa le loro veci, ma sia una decisione del Consiglio Direttivo.
Interpella gli altri tre, siamo pochi oramai, e se saranno d’accordo con te, pur esprimendo la mia perplessità a continuare nella stessa rovinosa maniera in cui la faccenda è stata portata avanti fino ad ora, mi adeguerò.
Se poi il lavoro di istruzione alla Nicoletta, dovesse cominciare solo da luglio e non prima, io ne sarei felice, per i motivi che puoi bene capire.
Per quanto riguarda chi deve fare queste proposte, non mi sembra appropriato che, quando le proposte sono belle, tutti siano disposti a farle, quando sono problematiche, vengano passate a me.
Penso che la proposta, di un tipo o dell’altro che sia, debba essere fatta dalla stessa funzione che la ha fatta in precedenza.
Mario, I2MQP
Non mi sembra appropriato parlare del contratto di assunzione del magazziniere o del contratto di affitto o quello con la tipografia. Ogni contratto ha delle sue peculiarità e regole, che non è nostra facoltà modificare. E noi dobbiamo fare quello che riteniamo essere la cosa più conveniente per l’Associazione. In ogni caso il contratto di locazione è stato approvato dal C.D., e stesso discorso vale per il contratto con la tipografia. Per quello del magazziniere, essendo dell’Ediradio, ne abbiamo parlato in C.D, e data una approvazione generica, come facciamo sempre quando si tratta di Ediradio.
Nicola Sanna scrive al CDN
Il Segretario Generale è stato incaricato dal Consiglio Direttivo Nazionale di “ricercare” una persona idonea (Vedi delibera), con determinate caratteristiche culturali e di esperienza, affinchè potesse sostituire l’attuale impiegata Sig.Silvana Lasagna che fra qualche tempo sarebbe, forse, andata in pensione.
La persona che doveva essere ricercata doveva possibilmente essere un uomo poiché dava più continuita e doveva affiancare l’attuale impiegata svolgendo nel contempo tutti i servizi al fine di avere una conoscenza totale dell’attività che si svolgono in ufficio per una sostituzione totale a breve termine.
I fatti, invece, si sono svolti in maniera completamente diversa. L’impiegata è stata già assunta, senza nessuna delibera di CDN e già presta servizio; nel contempo la Sig. Lasagna è andata in pensione ma le è stato fatto rapidamente un nuovo contratto biennale rinnovabile con lo stesso importo dello stipendio che percepiva compresa la tredicesima.
Il Consiglio Direttivo non è stato meso a conoscenza di come si è svolta la selezione per l’assunzione della nuova impiegata, di quante persone si sono presentate, del perché è stata scelta, quale è il livello culturale, le esperienze maturate, in quale livello è stata inquadrata e che tipo di contratto è stato fatto con la stessa. In particolare non si conosce quale è lo stipendio attribuito sia alla nuova impiegata sia il compenso del nuovo contratto e quanto questi verranno ad incidere sul bilancio consuntivo e di previsione.
A questo punto, oltre ancora una volta contestare l’operato del Segretario Generale, mi rivolgo al Collegio dei Sindaci al quale viene consegnato questo mio intervento per le determinazioni e gli eventuali provvedimenti che vorranno eventualmente prendere, riascoltare insieme le cassette registrate di quanto veramente deliberato nella riunione dove si dava solo l’incarico di ricecare una persona per una eventuale assunzione, e se è il caso di rivolgermi alle Autorità competenti al fine di salvaguardare l’ARI e di non avere sempre e comunque una egemonia incontrollata ( il Collegio dei Sindaci dovrebbe vigilare ed intervenire quando ci sono delle spese straordinarie) e una gestione unilaterale dell’amministrazione della nostra Associazione.
Questo è un modo scorretto e personale di gestire la nostra amministrazione senza mettere al corrente il CDN il quale deve prendere delle delibere motivate su spese di così rilevante entità.
Il Segretario non è stato incaricato alla assunzione che doveva far parte di una ben determinata e motivata delibera e tanto meno è stato deliberato di riassumere una persona andata in pensione, senza nemmeno consultare e mettere al corrente il Consiglio Direttivo.
Ora, i Soci, le Sezioni, i Comitati Regionali che leggono questo mio intervento poiché verrà inserito nell’attuale verbale ma anche pubblicato in tutti i siti possibili al fine di una rapida e capillare conoscenza degli avvenimenti, sono pregati di intervenire in merito e che finalmente si possano prendere delle posizioni ferme e decise sull’operato di strapotere, arroganza, presunzione e del mal governo della nostra Associazione.
I0SNY – Nicola SANNA
Consigliere Nazionale A.R.I.
Da inserire intergralmente nel verbale di riunione di CDN.
Una copia viene consegnata al Collegio dei Sindaci.
DA INSERIRE A VERBALE DEL 18 OTTOBRE 2003 DEL CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE
Chiedo formalmente al Consiglio Direttivo Nazionale di poter riascoltare la cassetta dove c’è registrata la discussione inerente la possibilità di assumere una nuova impiegata in quanto l’assunzione decisa dal Segretario Generale e dal Presidente secondo me non corrisponde alla verità.
La discussione si è svolta concludendo che si sarebbe ricercata la possibilità di trovare una persona idonea (possibilmente un uomo perché ci sarebbero stati meno problemi!) e si dava incarico al Segretario Generale di pubblicizzare la cosa al fine di fare una selezione delle persone che si sarebbero presentate.
Troviamo invece che la nuova impiegata è stata già assunta senza rispetto per il Consiglio Direttivo ed inoltre è stata assunta un’altra persona già impiegata dell’ARI (andata in pensione), con contratto stabilito sempre dal Segretario Generale.
Contesto questo modo di agire non rispettoso; il Consiglio non è al corrente di come viene retribuita questa nuova persona, a che livello è stata assunta, il periodo del contratto, la peculiarità del contratto, le esperienze lavorative e culturali della nuova assunta e perché questa rispetto agli altri.
Qui si agisce sempre nello stesso modo, si prendono decisioni che per la nostra Associazione potrebbero essere non compatibili, senza delibere, mentre il Collegio dei Sindaci resta a guardare e non interviene mai nel modo di gestire la nostra Associazione e non controlla neanche la contabilità perché, come detto in Assemblea Generale a Milano non è loro compito.
Mi domando di chi è il compito di controllo amministrativo dell’ARI se i Sindaci non intervengono e ai Consiglieri non viene data la possibilità di controllo, mentre la Segreteria fa quello che vuole.
Inoltre faccio presente al Collegio dei Sindaci che si è presa una delibera (E 1-03) senza che l’argomento fosse specificato all’Ordine del Giorno, ricordando che sulle comunicazioni del Presidente non si possono fare delle delibere. Questo vale anche per la delibera (E 2-03).
Per quanto sopra contesto le due assunzioni e mi rivolgo al Collegio dei Sindaci per la verifica di quanto da me asserito e per gli eventuali provvedimenti da adottare.
I0SNY – Nicola SANNA
Consigliere Nazionale A.R.I.
Pietro Marino scrive al Radiogiornale
“sono ancora candidato”
Gentilissimo Direttore,
le chiedo cortesemente di volere smentire la rinuncia della mia candidatura per il rinnovo del prossimo Consiglio Direttivo dell'ARI. Indubbiamente ci sarà stato un equivoco che desidero, col suo gentile intervento, rettificare.
Grato per la sua ospitalità, colgo l'occasione per inviarle i miei più cordiali saluti.
Pietro Marino - IT9ZGY
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Da: Daniele IV3TDM iv3tdm
Come non si diventa Radioamatore
Il Manuale degli Esami
Gia da un paio di mesi mi riproponevo di buttare giù due righe, che in pratica volevano essere il mio pensiero riguardo al libro "Il manuale degli esami", poi un giorno, venne a farmi visita un amico fraterno, IV3COU. Umberto è un Radioamatore di quelli con la "R" davvero maiuscola ma facente parte della grande schiera di coloro che non vivono l'Associazione nelle sue varie problematiche. Egli la vive leggendo Radio Rivista, sviluppando e realizzando progetti di ogni genere, ma soprattutto preparando e guidando tecnicamente, ma non soltanto, tanti e tanti ragazzi verso il loro futuro. E fu proprio parlando con Umberto, che scoprii di non essere il solo ad avere obiezioni forti, molto forti, sulla validità del libro in oggetto.
In fin dei conti però, io mi occupo espressamente di ponti radio privati e di radiocomunicazioni professionali sia in ambito civile che militare appena dal 1974........ e forse non ho ancora sufficiente preparazione per poter "capire" i contenuti del Manuale, quindi pregai Umberto di vergare il proprio pensiero, senza per questo influenzarlo minimamente con quello che era il mio pensiero.
Ecco allora che vi propongo quanto scritto da Umberto, senza modifica alcuna eccetto che per un paio di banali errori di battitura.
Non posso però esimermi da alcune considerazioni che mi vengono spontanee.
La prima: vista la presentazione fatta su R.R. da parte di Ortona che caldeggia il Manuale dicendo che è finalmente pronto ecc....., mi chiedo ? Caro Alessio, ma tu lo hai letto questo manuale ??? Si perché se lo hai letto, allora vuol proprio dire che questo nostro mondo non sai nemmeno dove comincia. Se invece non lo hai letto, come spero, allora sappi che hai perorato un bel buco nell'acqua.
La seconda: bene hai fatto caro Mario a precisare nella prefazione, che nel caso venissero riscontrati errori ne sarà gradita la segnalazione, e temo saranno proprio tante queste segnalazioni, o forse no..............., perché direttamente legate alla quantità venduta.
La terza: da qualche parte su R.R. ho letto che si è dovuto procedere ad una parziale ristampa a causa di errori. Poi, se non ricordo male, vi sono stati anche un poco di "capricci" da parte di I2SG, il quale lamentava di non essere stato incluso nell'elenco degli autori e, visto che ora il suo nome compare regolarmente, ne deduco che la ristampa sia servita anche ad accontentare il lamento di Gianfranco. Ma quanto sarà costato accontentarlo ???
La quarta: a proposito dei capricci di cui sopra, caro Gianfranco, credo che avresti davvero potuto evitare di farli questi capricci, perché