Radiogiornale 135   

                                                                                                       20 maggio 2005  

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Sommario:

  1 - Sindaci, fate gli scongiuri!;

  2 - La crisi dell’ARI e la conferenza IARU;

  3 - I CR chiedono l’immediata convocazione dell’Assemblea Generale;

  4 -Tra presidente e Vice Presidente la parola agli avvocati; 

  5 - Diritto di replica;

  6 - La ricerca della responsabilità, ma degli altri!;

  7 - La scheda non è arrivata, ma tanto non sarebbe servita a niente;

  8 - Schema di Decreto Legge sulle antenne televisive centralizzate;

  9 - Un consiglio prima di iniziare un QSO;

10 - COTA: Radiocronaca di II3CC;

11 - Stiamo facendo un grave errore;

12 - ARI AMALFI: Diploma delle Antiche Repubbliche Marinare;

13 - D-Star direttamente dagli USA;

14 - 3° Diploma “Addotta un bambino”;

15 - I padri dell’elettricità;

16 - Ricerca della longitudine;

17 - Novità HAM: Internet come supporto del Servizio QSL; 

18 - ARI Sala Consilina: 1° Convegno HF – DX – SWL e sessione d’esame per licenza USA;

19 - Malta è più vicina;

20 - Censimento Radio nelle Scuole;

21 - Mercatino radioamatoriale;

22 - Informazioni.

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 1-

SINDACI FATE GLI SCONGIURI

 

 “Non c’è due senza tre”

si dice in giro

SPERIAMO DI NO!

 

Sulle Newsletter della Sezione ARI di Milano, IK2SAI Marcello Blum Tibor, così risponde al comunicato dei Sindaci circa i gravi errori sulle schede di votazione, che hanno provocato l’annullamento delle elezioni. C’è da sperare che l’ultima considerazione di IK2SAI sul pericolo proverbiale del “non c’è due senza tre” non si verifichi, altrimenti i Sindaci questa volta anziché addossare le responsabilità alla povera tipografia, direbbero sicuramente che è colpa di IK2SAI che ha portato loro iella, (HI), ma mai riconoscerebbero di non aver controllato le schede prima di firmare la bozza della tipografia col fatidico “visto si stampi.

 

Scrive IK2SAI:

 

Per carità…errare è umano…

Incorrere in errori simili nell’organizzazione di due referendum di seguito, pur umano, lascia veramente perplessi.

Da Associato sono rimasto veramente stupito non tanto dell’errore in sé…quanto del fatto che, una volta stampate le schede, sembra che a nessuno, di chi aveva la responsabilità di organizzare la manifestazione elettorale, sia venuto in mente di buttare un occhio su quanto preparato prima di spedire le buste.

Ancor maggiore stupore deriva considerando il momento critico che stiamo vivendo in ARI e dalla risonanza che ogni più piccolo errore o mancanza assume presso chi non aspetta altro che queste cose.

Affidarsi al semplice invio di files per posta elettronica senza un controllo personale, finale, definitivo e preventivo, per la seconda volta, da Associato mi fa sentire per lo meno poco considerato.

Ora l’attesa sale perché c’è un proverbio che dice…non c’è due senza tre…

 

Senza alcuna polemica: bastano i fatti. 73 e buoni dx de IK2SAI, Tibor

 

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 2-

 

Da: i4AWX [i4awx@email.it]

 

----- Original Message -----

From: i4AWX

To: Alessio Ortona ; Alessio Ortona

Sent: Sunday, May 15, 2005 10:59 AM

Subject: IARU/ lettera aperta

 

Lettera aperta di I4AWX

La crisi dell’A.R.I.

e la Conferenza IARU

 

Preg.mo Sig.

Alessio Ortona, i1BYH

Presidente Associazione Radioamatori Italiani

Via Scarlatti 31

20100 MILANO

 

e, p.c.

ai Radioamatori ed agli organi di informazione radiantistica italiani

 

Caro Alessio,

 

Oggetto:  Conferenza Generale della 1a Regione IARU, 11 - 15 settembre 2005.

 

Dopo l'utilizzo, anche da parte Tua, del sistema telematico, sono certo che non me ne vorrai se scelgo anch'io questo mezzo, rapido ed incisivo, per raggiungerTi.

 

Anche perchè il tempo è poco: come sappiamo, dall'11 al 15 settembre 2005 si svolgerà a Davos, in Svizzera, la Conferenza Generale della 1a Regione IARU.

 

Per Tua amara constatazione e definizione (Editoriale su Radio Rivista, maggio 2005), la nostra Associazione è una "nave senza governo": se ancora ne occorresse una prova, basti pensare che in assenza di riunioni del C.D.N., da febbraio del 2005 in poi non sono più state esaminate richieste di aspiranti Soci (Artt 8 e 9 dello Statuto) - e nemmeno lo saranno almeno per altri cinque mesi, così stando le cose.

 

In tale situazione, di completo stallo, abbiamo le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo che si chiuderanno con lo spoglio delle schede previsto per il 20 settembre: solo una settimana prima, come dicevo, si svolgerà invece in Svizzera la Conferenza della IARU.

 

Allora mi chiedo e Ti chiedo: in questa situazione, con una Associazione che non è nemmeno più in grado di vagliare per quasi un anno le richieste dei nuovi soci, con quale autorità e soprattutto con quali indirizzi programmatici sarà l'Italia rappresentata a Davos ?

 

E con quale entusiasmo potrà la persona designata rappresentare l'Italia, e soprattutto parlare a nome dell'Italia, quando soltanto una settimana dopo verrà insediato un nuovo Consiglio e, come si usa dire, "ribaltati gli equilibri", ammesso che ve ne siano ancora da ribaltare ?

 

Allora Alessio, Ti scrivo questa mia per pregarTi di mettere in disparte ogni polemica per il bene del radiantismo italiano.

 

Hai declinato -quando Te lo chiesi- l'invito a parlare al più vasto pubblico televisivo dei grandi temi del radiantismo italiano, ma non puoi farlo ora, quando l'Italia (come auspicato da molti Paesi dell'Adriatico) viene chiamata a ricoprire un ruolo propulsivo di nuove iniziative nell'ambito di un consesso internazionale.

 

Convoca adesso, subito, una riunione, crea un piccolo "comitato ad hoc",  estendendo l'invito a tutte le persone che hanno voglia di darsi da fare e che pensano di poter dare un contributo, per definire e discutere  quella che sarà la posizione dell'Italia a Davos in settembre.

 

Non relegare l'Italia, e la nostra amatissima Associazione, ad un ruolo di ancella ed umile spettatrice difronte alle decisioni internazionali altrui: sarebbe la peggior conclusione di un mandato presidenziale ventennale, ed ancora non voglio crederci.

 

73,

 

Luigi Belvederi i4AWX

 

 

 

N.D.R.   Visto che ci siamo, bisogna anche sapere che dal 23 al 27 Maggio a Vilnius (Lituania) c'e' un'altra riunione importante per le frequenze e, come è successo dal 24 al 28 Gennaio ad Utrech (Paesi Bassi), anche lì l'ARI ci sarà o no ??

 

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3-

I COMITATI REGIONALI CHIEDONO

L’IMMEDIATA CONVOCAZIONE

DELL’ASSEMBLEA GENERALE ARI

 

Il documento che segue, su richiesta conforme di Francesco Melloni,IZ4CZJ, che farà da capo-fila, è stato inviato a tutti i CR italiani, al CDN, ai Sindaci e a numerose Sezioni ARI........in pratica a tutti!

Per avere la maggioranza richiesta, il documento è stato quindi concordato con i CR del Piemonte, Val d'Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli, Toscana, Campania, Sicilia, Sardegna, Calabria e Marche e avrà il supporto del CR Emilia Romagna.

 

 Caro Francesco,

 Faccio seguito alla pregressa corrispondenza e con la presente Ti  confermo che il CR Emilia Romagna -in questo in sintonia, ritengo, con  la maggior parte dei CR italiani- è d'accordo che qualora la Assemblea  Generale, già regolarmente indetta, non venga riconvocata dal CDN in  tempi brevissimi, occorrerà provvedere ad una sua immediata  riconvocazione su richiesta dei CR  a norma dello Statuto.

 La situazione di stallo (pensiamo solo alla mancata approvazione dei  bilanci) ci espone infatti a gravissime conseguenze che dobbiamo  assolutamente evitare per il bene della nostra Associazione. Pertanto,  qualora, come ritengo, il CR Lombardia si faccia portatore di una  auspicata e tempestiva iniziativa tesa al fine di cui sopra, esso avrà   l'appoggio del CR che presiedo. Resto a Tua disposizione e porgo  cordiali saluti.

 

                                                                        Luigi Belvederi, i4AWX

 

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4-

A.R.I.

tra Presidente e Vice Presidente

la parola agli avvocati

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PIETRO MARINO – IT9ZGY

Viale Principe Umberto 10  90149 Palermo  Tel. 091-6842118

 

 

Al Presidente ARI Alessio Ortona

e p.c.: Collegio Sindacale

Comitati Regionali

a ½ Emalì

 

Palermo 2 Maggio 2005

 

OGGETTO:       Articolo 2385 C.C.

 

Egregio Presidente, dopo che il legale del Consiglio Direttivo, Avv. Alfonso Mazzucca, aveva condiviso quanto da me espresso nella mia lettera del 21 marzo scorso e tu ti eri convinto a convocare il Consiglio Direttivo, il giorno 30 aprile ho ricevuto un telegramma così concepito: Convocazione Consiglio Direttivo 7 maggio annullata causa rifiuto anticipazione da parte di un Consigliere. Stop Segue lettera Stop firmato Segreteria Generale. Nello stesso giorno il Consigliere Mario Alberti, per via telefonica, mi confermò di avere eccepito, su consiglio del suo avvocato, la proponibilità dell’art. 2325 per la nostra Associazione poiché i Soci sono soltanto obbligati all'osservanza dello Statuto al quale si devono scrupolosamente attenere.

Per questo motivo, il nostro collega non riteneva opportuno partecipare alla riunione consiliare convocata per il prossimo 7 maggio alla quale, comunque, non sarebbe potuto intervenire per impegni precedentemente assunti ed a te esternati. Questa sua ultima intenzione mi era stata comunicata dallo stesso Alberti qualche giorno prima, dopo aver io acquistato i biglietti di aereo ahirnè non rimborsabili. Mi permetto aggiungere che sarebbe stato logico che le considerazioni e le motivazioni legali a firma dell'avvocato di Alberti, per la preclusione dell'art. c.c., di cui in oggetto, ti fossero state fornite per dar modo al legale del Consiglio Direttivo di studiarle ed eventualmente condividerle o controbatterle.

Purtroppo, questo intoppo rallenta ancora di più l'iter amministrativo della nostra Associazione che sembra una piccola nave in balia della tempesta.

A mio modestissimo parere, l'affermazione dell'Avv. del nostro collega, che le norme del Codice Civile che si riferiscono alle Società di capitale non possono essere assolutamente applicate alle Associazioni non legalmente riconosciute poiché hanno un proprio Statuto da rispettare, mi pare un pochino azzardata poiché mi ricordo che, in tempi non recenti, mi rivolsi al comune amico Avv. Raimondo Lignola, che gode della mia stima, al quale chiesi cortesemente il suo parere sull'applicabilità o meno alla nostra Associazione di alcune norme del c.c.

Il 30 ottobre 2003 con Email a me indirizzata, l'Avv. Lignola mi spiegò:

 

.... Omissis   "posso precisare che le norme che regolano le associazioni riconosciute e le società sono applicabili analogicamente alle associazioni non riconosciute solo in mancanza di una diversa volontà degli associati".  L'avvocato Lignola altresì aggiunse (e sono d'accordo con lui" : . ... Omissis     "Questo mio contributo non si fonda su scienza esatta come ben sai, per cui occorre considerare tutti i limiti".

 

Facendo tesoro del suo parere ho cercato tra le norme statutarie la diversa volontà degli associati sull'applicabilità o meno dell'art.2385 del c.c che non ho affatto riscontrato.

La proponibilità e la conseguente esecuzione dell'art. sopra citato, è l'unico modo per evitare lo stato di stallo in cui al momento attuale si dibatte la nostra Associazione per cui sono fermamente convinto che debba necessariamente essere da noi adottata.

Cordiali 73, Pietro Marino - IT9ZGY - Consigliere e Vice Presidente dimissionario dell'ARI

 

  

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 5-

DIRITTO DI REPLICA!

Marino risponde a Ortona

e a Radiorivista

Ediradio risponde a Marino

Battibecco tra i2MQP e iT9ZGY

Ambrosi censura un lettore

 

REPLICA ALL’EDITORIALE DI ALESSIO ORTONA PUBBLICATO SU R.R. 5/2005

Il Presidente Ortona ha avuto fretta a scrivere l’editoriale apparso sul numero 5 Radio Rivista, senza la dovuta autorizzazione del Consiglio Direttivo, e tutta l’impalcatura che egli ha costruito minuziosamente per dimostrare di avere io causato l’ingovernabilità del Consiglio Direttivo Nazionale è franata miseramente, come dimostrerò in appresso. Il Presidente nel ritenere che con le mie dimissioni il Consiglio Direttivo fosse decaduto ha sbagliato di grosso, poiché esso era invece legalmente composto da 5 Consiglieri. Egli non aveva considerato che il rappresentante del Ministero Dott.ssa Tondi, è a tutti gli effetti Consigliere dell’ARI e con ciò ha dato la lampante dimostrazione di non conoscere le nostre norme statutarie, inconcepibile per chi, come lui, ha alle spalle non solo una interminabile esperienza consiliare come Consigliere, Vice Presidente e Presidente dell’ARI, ma ha anche fatto parte del Collegio Sindacale sia come componente, sia come Presidente dello stesso Collegio. Semmai, le successive dimissioni dell’altro Consigliere avrebbero potuto determinare la situazione di stallo in cui si era venuto a trovare il C.D., ma non è neanche vero poiché il Consiglio Direttivo era rimasto in carica come confermato da alcuni legali radioamatori tra cui lo stesso avvocato del Consiglio. Le motivazioni delle mie dimissioni sono molteplici e sono state rassegnate per scindere le mie responsabilità da quelle del Presidente, ma ne cito solo un paio. 1) Il Presidente ha la responsabilità personale di aver firmato un contratto senza averlo sottoposto e discusso in Consiglio che gli avrebbe dovuto dare l’approvazione.

C’era qualcosa da nascondere a qualche Consigliere che non doveva conoscere le clausole contrattuali?

Mi auguro che il Presidente sappia fornire adeguati chiarimenti poiché, in caso contrario, se ne dovrebbe assumere personalmente carico. 2) Ha celato al Consiglio la sua intenzione di stipulare motu proprio un nuovo contratto a progetto che ha sottoposto al Consiglio su insistenza di Ambrosi (come risulta da una documentazione dal Presidente inviata il 6 marzo scorso via Email ai Consiglieri e da me successivamente portata a conoscenza di tutti i Comitati Regionali). Il contratto, poi, si è rivelato improponibile per la nostra Associazione, come hanno constatato i Comitati Regionali. La bozza del contratto è stata stilata su carta intestata dell’ARI, appositamente creata, nella quale viene omesso ”Eretta in Ente Morale il 10/1/50 (DPR N. 368)”, forse per giustificare la dicitura a piè della penultima pagina del contratto in cui appare A.R.I. s.r.l. , accanto alla quale il Presidente avrebbe dovuto apporre la sua firma. SIC! Ci sarebbero tante altre cose da far conoscere ai Soci ma non voglio abusare dello spazio che il Direttore di Radio Rivista mi concede. Desidero soltanto evidenziare che da allora il Presidente ha

commesso una serie di errori che gli sono stati contestati anche da parte di Presidenti di Comitato Regionale. Ha revocato illegittimamente l’Assemblea Straordinaria dei Comitati Regionali con il pretesto che il Verbale del C.D. non era stato approvato. Il Presidente sapeva perfettamente che la delibera era stata approvata immediatamente eseguibile, come è stato sempre fatto per tutte le altre decisioni analoghe del passato. Ai colleghi chiarisco che la data dell’Assemblea era stata scelta tenendo conto dei giorni che sarebbero trascorsi dal giorno della riunione del C.D. I termini partono sempre dall’esecutività del provvedimento deliberativo. Inoltre, il Consiglio aveva approvato la bozza del Bilancio preventivo, in caso contrario, a che titolo sarebbero state inviate a suo tempo ai Comitati Regionali le convocazioni e gli allegati con le decisioni assunte dal Consiglio? Erano da considerarsi prive di contenuto statutario o iniziativa personale del Vice Segretario? Il conforto che il Presidente dice di aver ricevuto dal Collegio Sindacale è illusorio poiché il loro parere era viziato dal fatto che nella sua richiesta si era limitato ad attestare che il Verbale non era stato approvato, omettendo di dichiarare che la delibera era esecutiva, come da me sopra dimostrato. Intanto la nostra Associazione mi sembra una nave che fa acqua da tutte le parti ed il nocchiero che la dovrebbe portare in porto dà l’impressione di non essere all’altezza di questo compito. Ben sei Consiglieri ed un Sindaco hanno rassegnato le proprie dimissioni nell’ultimo triennio, sia pure con motivazioni diverse. Da un anno non abbiamo Assemblea, il Bilancio consuntivo 2004 non è stato approvato, il Bilancio preventivo 2005 non è stato approvato, da febbraio il Consiglio Direttivo non si riunisce, non abbiamo un Segretario Generale, e adesso i Soci ….. stanno perdendo il diritto di votare per gli errori del Collegio Sindacale, non certo per mia colpa ma per l’insofferenza dimostrata dal Presidente ad accogliere i giusti suggerimenti.

Che ognuno si prenda le proprie responsabilità e che Dio salvi la nostra Associazione dal baratro in cui sta precipitando. Pietro Marino – IT9ZGY – Consigliere e Vice Presidente dimissionario dell’ARI.

 

Egregi colleghi,

molti di voi, se non quasi la totalità, hanno ricevuto Radio Rivista numero 5 ed avranno sicuramente letto l'editoriale di Ortona che, senza alcuna autorizzazione consiliare, ha preteso di fare pubblicare.

Purtroppo, al momento attuale, io non ho alcun mezzo per potere replicare adeguatamente e difendere la mia dignità di uomo e di radioamatore se non quello della posta telematica. Se sarò costretto, mi rivolgerò presso le sedi che riterrò più opportune.

Desidero puntualizzare ancora una volta che non sono stato ad iniziare questa biasimevole "querelle" ma è scaturita dallo stesso Presidente Ortona che ha creduto opportuno  farvi conoscere la mia lettera di dimissioni indirizzata ESCLUSIVAMENTE al Consiglio Direttivo ed al Presidente del Collegio Sindacale, aggiungedo altresì i suoi salaci commenti e le sue opinabili argomentazioni.

Con le mie dimissioni desideravo scindere le mie responsabilità da quelle di Ortona ma egli ha preferito di crearne volutamente un caso.Sono profondamente esterrefatto per la maniera con cui viene usata Radio Rivista e mi auguro che in un prossimo futuro non debbano succedere gli abusi che purtroppo in questo triennio sono stati commessi. Con la speranza di non ritornare più sull'argomento se non forzatamente obbligato, porgo i miei cordiali 73.

 

Pietro Marino IT9ZGY - Consigliere e Vice Presidente dimissionario dell'ARI

 

 

E SIAMO ALLE RACCOMANDATE

 

P I E T R O M A R I N O

Viale Principe Umberto 10 90149 Palermo

RACCOMANDATA A.R.

Al Direttore di Radio Rivista

Pietro Mario Ambrosi

c/o EDIRADIO

Via Domenico Scarlatti 31

20124 – M I L A N O MI

_____________________________

e p.c. Presidente ARI Alessio Ortona

Presidente Ediradio Mario Alberti

Comitati Regionali

a ½ Emal

Palermo 13 maggio 2005

 

Egregio Sig. Direttore Responsabile,

con riferimento all’Editoriale pubblicato su Radio Rivista nr. 5/2005 a firma di Alessio Ortona, con cui mi si taccia di irresponsabilità per aver causato l’ingovernabilità del Consiglio Direttivo Nazionale a causa delle mie dimissioni, poiché mi sono stati attribuiti comportamenti lesivi della mia dignità e contrari a verità, chiedo ai sensi dell’art. 8 della legge 47/48 la pubblicazione della seguente rettifica nei termini di legge, con avvertimento che in difetto mi tutelerò nelle forme previste dagli artt. 8 e 21 di detta normativa. In particolare l’art. 8 cita … omissis … “ la pubblicazione deve farsi entro tre giorni per i quotidiani e nel numero successivo per gli altri periodici, nella medesima, pagina o rubrica del periodo e con i medesimi caratteri dello scritto che l’ha determinata. La rettifica non può sorpassare la lunghezza dell’articolo o del passo a cui si riferisce … Omissis …

Pertanto, nel volere cortesemente provvedere alla pubblicazione della mia replica allegata, che invierò altresì via Email alla Redazione di Radio Rivista in formato .PDF, porgo i miei saluti.

 

 

Alberti I1ANP risponde a Marino IT9ZGY

 

 

Mio malgrado mi trovo tirato in ballo.

Vengo tacciato di aver seguito alcuni suggerimenti di altri nelle mie ultime decisioni, purtroppo sto vivendo una situazione che mai piu' mi sarei aspettato di vivere nella mia esistenza di radioamatore, ho dovuto consultare ripetutamente il mio legale di fiducia per districarmi.  Il Consiglio Direttivo è decaduto dopo le dimissioni di Pietro Marino, poi subito dopo si e' dimesso I2SG Sabbadini, ora il Consiglio non esiste piu', la pratica delle elezioni e' gia' partita, si tratta solo di condurre l'ARI e per mia parte Ediradio alla scadenza del mandato e subito dopo dare le dimissioni e consegnare al prossimo Consiglio Direttivo il lavoro svolto, posso anticipare che Ediradio ha chiuso il 2004 all'attivo.

Rispondo a cio' che viene scritto da Pietro Marino (nel suo messaggio : Diritto di replica, terza pagina trentesima riga, a Voi tutti inviato) lo ritengo quasi offensivo nei miei riguardi, sembra che io non possa ragionare con la mia testa, ma debba vivere le decisioni che altri prenderebbero per me (  io non sono mai stato candidato della lista Laveraari, proposta da I2MQP e I1BYH), riguardo i suggerimenti, li ho avuti si, ma dal mio legale come sopra scritto, confortato anche dal parere di un Consigliere del CSM. Lo statuto non permette una riunione di Consiglio Direttivo senza un minimo di 5 componenti, gia'  l'aver ricevuto una convocazione

dove sarebbero stati presenti i tre consiglieri rimasti piu' i due ultimi dimissionari leggendo lo statuto non ha senso, oltretutto con un ordine del giorno pieno di argomenti su cui si sarebbe dovuto deliberare, questo con un Consiglio che non esiste!

I fatti successi: appena ricevuta la convocazione via fax ( senza essere stato consultato precedentemente), ho ritenuto avvisare subito che purtroppo per la data di sabato 7 maggio, avevo impegni precedentemente assunti ( che ho poi espletato regolarmente),nel frattempo hoconsultato il mio legale, il giorno successivo via telefono venivo avvisato da I1BYH che la data, stante la mia indisponibilita' per il 7 era stata spostata al 9 maggio, ho informato I1BYH che non ero piu' disponibile per la riunione dietro parere del mio legale che durante il consulto ha detto le sue testuali parole  : - il solo fatto che lei vada a quella riunione e si sieda a quel tavolo e' gia' censurabile.  Ho poi inviato la mia indisponibilita' a mezzo fax all'ARI.

Tutti i vari accostamenti fatti al Codice Civile ed all'analogia, a cui ho gia' risposto con lettera raccomandata, non hanno per me valore, non partecipero' a riunioni di Consiglio Direttivo dove non siano presenti almeno 5 consiglieri effettivi non dimissionari. Per me lo statuto, che ha forza di legge, contempla il caso, come sopra spiegato, si tratta solo di aspettare l'esito elettorale .

Se poi ci si vuole riunire in maniera informale, sono disponibile, al bar, in una panchina, a casa di qualcuno, ecc. .

Non sono io che ho provocato quel che e' successo, mi ci sono trovato dentro e cerco di comportarmi meglio che posso, le cose vanno discusse e risolte se e' possibile quando si e' in Consiglio, se non ci vanno bene ci si oppone, l'unica soluzione che vedo possibile e' che vengano ritirate le dimissioni, almeno temporaneamente, si faccia questa benedetta riunione nella legalita' per ottemperare quello che era rimasto in sospeso nell'ultima riunione, dopo ognuno fara' cio' che riterra' piu' opportuno. Come sopra ribadisco, per il rispetto che nutro per coloro che mi hanno dato la loro delega, mi sembrerebbe offensivo nei loro riguardi andarmene, mi hanno incaricato di rappresentarli ed e' mio preciso dovere tentare di farlo sempre, che poi ci riesca o meno e' un altro discorso, questo e' il mio punto di vista.

Mario Alberti I1ANP.

 

BATTIBECCO TRA I2MQP E IT9ZGY 

 

E' Arrivata ieri, 17 maggio,  la raccomandata oggetto del messaggio che avete ricevuto.

Non sono in grado di  fare quello che mi è stato chiesto.

La legge sulla stampa parla del primo numero successivo, ma il primo numero successivo, quello di giugno, di RadioRivista è già chiuso e dato al tipografo.

Il primo numero raggiungibile è quello di luglio.

Pazienza, vuol dire che andrò di nuovo di fronte al Giudice perchè mi  sono trovato di fronte a

 

SIMONCINI 2, LA VENDETTA.

 

da parte di chi ha sempre sostenuto che bisognava risolvere i problemi dell'ARI internamente all'ARI stessa e che non era coerente rivolgersi alla magistratura o fare denuncie, come riportato regolarmente con le sue dichiarazioni nei verbali del C.D.

 

Mario, I2MQP

 

 

> Egregi colleghi,

> vi allego quanto da me inviato al Direttore di Radio Rivista con

> Raccomandata A.R. Cordiali 73, Pietro Marino - IT9ZGY Consigliere e

> Vice Presidente dimissionario dell'ARI

 

 

Egregi colleghi,

non desidero fare alcun commento alla lettera astiosa che mi ha inviato il Direttore di Radio Rivista. Nella mia missiva, in cui lo pregavo di volere provvedere alla pubblicazione della mia replica all'editoriale del Presidente Ortona, ho soltanto citato l'art. 8 della legge sulla stampa, senza proferire alcuna minaccia.

Egli avrebbe potuto informarmi che per motivi tecnici la pubblicazione sarebbe avvenuta nel succesivo numero 7 ma ha volutamente  cercato di innescare una nuova polemica nella quale io non casco.

A voi, invece, il dovuto giudizio !

Cordiali 73, Pietro Marino - Consigliere e Vice Presidente dimissionario

dell'ARI

 

 

ECCO COME VIENE INTESA

La libertà di espressione

 

Questa la risposta del Direttore della RR a un SOCIO.

 

 Re: "Le solite Bugie" Inviato: 12/05/2005 13:33  

 

La chiusura per la stampa della rivista il 23 del mese non è una cosa reale ma solo una tua convinzione, pertanto ti confermo che la tua smentita non sarà pubblicata come richiesto.

 

Mario, I2MQP

 

 

Al Direttore di R.R. e

 

Vice Segretario Generale Mario Ambrosi

                                                                  e p.c. : Collegio Sindacale

Via Scarlati, 31

M I L A N O

 

Caro Mario,

scrivo in relazione all'articolo "Le solite Bugie" a tua firma pubblicato a pagina 18 di Radio Rivista Numero 05/2005, in quanto appartenente al Comitato Promotore NUOVA_ARI,

 

Ultimamente sto leggendo sull'Organo Ufficiale della NOSTRA ASSOCIAZIONE

 

svariati tuoi commenti che suonano come "PROPAGANDA ELETTORALE" e l'azione mi sembra alquanto scorretta nei confronti di tutti i soci, in particolar modo di coloro che sono CANDITATI. Ti invito a NON proseguire su questa strada come del resto è stato richiesto, in occasione dell'Assemblea Generale del 06.07.2002, dai Delegati Regionali Melloni e Barbera nella quale veniva espressamente raccomandato di astenersi dal pubblicare sull'Organo Ufficiale dell'Associazione articoli e/o editoriali che in qualche maniera potessero avvantaggiare o danneggiare chiunque dei CANDITATI presenti nelle liste, in rispetto di quei valori morali che dovrebbero contraddistinguere la classe dirigente di un'Associazione e riportato anche nel verbale dell'Assemblea pubblicato su RR del 11/2002. Inoltre ritengo giusto e legittimo puntualizzare alcune tue errate affermazioni. Nonostante l'innumerevoli articoli apparsi nei vari forum e sulle riviste telematiche oggi commetti l'errore, non si comprende se volutamente o inconsapevolmente, di confondere la denominazione della "Lista I4AWX Luigi Belevederi" con il Comitato Promotore "Nuova_ARI". La "Nuova_ARI" sebbene è allineata e sostiene, completamente la Lista I4AWX di Luigi Belvederi, ma non ha alcun "PORTABORSE ELETTORALE" come da te citato goffamente nell'articolo. Chiedo pertanto, come appartenente al Comitato Promotore Nuova_ARI nonché come socio ARI, una tua rettifica come previsto dalla Legge 47/49 sull'Editoria , e che la presente venga pubblicata integralmente nello spazio QSO di Radio Rivista con la stessa grafica nella rivista di LUGLIO 2005, a titolo di replica e smentita per il Tuo articolo. Qualora detta lettera non venisse pubblicata nei termini indicati, visto la chiusura per la stampa della RR entro 23 c.m., mi ritengo libero alla sua divulgazione tramite altre riviste del settore sia cartaceo che telematico. Quartu Sant'Elena lì 12/05/2005 73 de Siro Ginotti IW0URG

 

 

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 6-

Pappardelle illuminanti

 

PING – PONG, inviato a tutti, tra due candidati alle elezioni ARI, che già prima di essere eletti  “discutono animatamente” di  libertà di espressione dei soci, di ghigliottine a Via Scarlatti, chiodi a tre punte e comitati di salute pubblica

La ricerca delle responsabilità

 MA DEGLI ALTRI !

 

Antonio Candia I7OZV

da Monopoli 3 maggio 2005

 

Non è trascorso molto tempo dall’ultima assemblea del C.R.P., la prossima si terrà verso la metà di giugno.

Premetto, dunque, che quanto andrò a scrivere è frutto di valutazioni e considerazioni del tutto personali.

Mi riferisco alle proposte di Francesco Melloni, non estemporanee ma certamente discusse, analizzate ed approvate dal Comitato Regionale Lombardia.

1 - Si chiede che il Presidente riconvochi l’Assemblea generale con il medesimo ordine del giorno;

2 - si propone un autoconvocazione dei Comitati regionali che, riunitisi in Assemblea Generale, mandino a casa gli attuali Amministratori e costituiscano un “Comitato di salute pubblica”.

3- Altri, invece, dal pensiero profondo, da sponde diverse, angosciati per le sorti dell’Associazione, naturalmente disinterressati ancorché NON soci A.R.I., con un qualche credito presso taluni di noi, e con la connivenza strisciante di quest’ultimi, propongono il Commissariamento dell’Associazione.

Sarebbe troppo facile liquidare il tutto scrivendo che le proposizioni di cui sopra sono il frutto ed il naturale corollario di una “campagna elettorale” che si è scelto di avvelenare. Farò, invece, delle osservazioni.

Anche se non sempre in sintonia con lui, ho per Francesco Melloni una buona considerazione per la sua intelligenza, il suo acume, la sua esperienza associativa e di amministratore, la sua intransigente fedeltà all’Associazione che non può essere messa in discussione e che, invece, è “chiacchierata” per, altri soci.

Mi meraviglia e non poco e non da oggi, quindi, che Francesco, con un pizzico di ingenuità, raccolga i chiodi a tre punte “distrattamente” lasciati cadere per terra da altri.

Relativamente alla prima proposizione, osservo che il Presidente ha assunto una decisione (annullare

l’Assemblea) certamente non facile, sicuramente impopolare, con la certezza che sarebbe stata suscettibile di critiche, ma, per quanto mi è dato sapere, confortata dall’indicazione del Collegio dei Sindaci.

Io, ancora oggi, non ho la minima perplessità, sulla onestà intellettuale, sulla integrità, sulla professionalità del Collegio dei Sindaci, nel suo insieme. Io non dimentico che in questa delicatissima fase le “chiavi di casa” c’è l’ha il Collegio Sindacale.

Dunque, si vorrebbe una convocazione dell’Assemblea generale, con lo stesso ordine del giorno.

Analisi, discussione, votazione del bilancio consuntivo 2004 e del preventivo 2005. Intenzione manifestata per le vie telefoniche: “li bocciamo. Ma come se il consuntivo 2004 non l’abbiamo ancora ricevuto? E se fosse in attivo? Lo bocciamo lo stesso. Perché? Per dare una lezione “politica” agli amministratori”. Agli amministratori o al Corpo sociale? Bilancio preventivo. Ormai da qualche mese e, per i noti avvenimenti, gli attuali amministratori rimarranno in carica più o meno fino a settembre.

Possono condurre solo l’ordinaria amministrazione. In soldoni, pagare i canoni di locazione, le bollette, gli stipendi agli impiegati ecc.Vogliamo darglielo lo strumento necessario per operare. Cioé l’approviamo il preventivo? Ma manco per sogno! Perché? Per dare una lezione “politica. Questa logica io non la capisco, qualcuno, per favore, me la vuole spiegare?

Relativamente alla seconda proposizione, osservo che, se attuata, per intanto si manderebbe a farsi benedire, non so con quali competenze ed attribuzioni, statuto, regolamento e codice civile..

Poi considero che si vorrebbero mandare a casa, facendo spendere al corpo sociale un bel po’ di soldini, gli attuali amministratori, la cui permanenza e le relative funzioni sono disciplianate dal C.C. per sostituirli con altri, ai quali, necessariamente, verrebbero attribuite le stesse funzioni e limiti.

E i tempi?

Il “Comitato di salute pubblica”, considerati i tempi regolamentari di convocazione dei CC.RR., e dell’assemblea autoconvocata ( a proposito, chi è che dovrebbe coordinare?) entrerebbe in attività, nella migliore delle ipotesi a fine luglio o a metà agosto con gli impiegati in ferie, non sapendo da che parte incominciare e che, allorché iniziasse a capirci qualcosa, dovrebbe ripassare la mano al nuovo Consiglio Direttivo.

COMITATO DI SALUTE PUBBLICA

Ne vogliamo parlare?

Intanto la dizione. Suona bene. Fa felice un sacco di gente. Specie gli “amici” disinteressati e preoccupati delle sorti dell’A.R.I. Quelli di cui scrivevo prima. Che, a dire il vero, non sono un sacco di gente, sono un sacchetto.

COMITATO DI SALUTE PUBBLICA

Sa di presa della Bastiglia (vedi via Scarlatti) di fuga di Versailles, di berretti frigi, di Danton, di Murat, di Robespierre e di ghigliottina.

Già la ghigliottina. A proposito, dove si pensa di sistemarla. Nell’androne di via Scarlatti o a Piazzale Loreto?

Mi viene da ridere se penso che Danton, Murat e Robespierre hanno fatto una brutta fine.

COMITATO DI SALUTE PUBBLICA

Da chi dovrebbe essere composto?

Impensabile che sia formato con persone che si sono candidate.

Non dico che non farebbe comodo.Non scrivo che qualcuno, di quelli che “distrattamente” fanno cadere i chiodi a trepunte, non ci abbia pensato. Sai che pubblicità.

No, ci vogliono persone imparziali, che non abbiano interessi, che abbiano come primo dei loro scopi il bene dell’A.R.I. e che non sbavino livore.

Io ho un’idea e la butto lì.

Prendiamo un presidente di una associazione, non necessariamente estera, che però sia“amica”. Ci aggiungiamo un direttore di un giornale informatico, non necessariamente straniero, purché sia il giornale più letto al mondo.

Per il terzo io penserei ad un “promotore” di quelli capaci, però, di fare il lavoro sporco, di quelli che sanno esporsi, di quelli che consentono ai mandanti di rimanere nell’ombra o, se si preferisce, di scagliare il sasso e nascondere la mano e, se chiamati in causa, potrebbero dire: “voscienza, io non c’ero e se c’ero, stavo dormendo”.

Attenzione. Ci potrebbe essere qualcuno che crede di riconoscersi in queste righe.Ne avrebbe ben donde. Può accadere, persino, che si arrabbi e diventi ancor più livoroso.

Solo che io me ne frego.

Relativamente alla terza proposizione, mi pongo degli interrogativi.

Chi è l’utile idiota di chi? Qui ci sono strumentalizzatori e strumentalizzati.

Ma i ruoli come sono ripartiti? O sono intercambiabili?

Termino con una considerazione sulla quale invito tutti a riflettere almeno per qualche istante.

E’ mai possibile che non si comprende che: quando si attaccano uomini che ricoprono ruoli istituzionali (e che sono in carica perché il corpo sociale li ha voluti) in maniera così personale, volgare, offensiva, a volte, anche della dignità; quando, in ogni momento e per qualunque motivo vengono sparse, irresponsabilmente, supposizioni, illazioni, veleni portando il tutto anche al di fuori dell’Associazione invece di perseguire una sana, costruttiva, necessaria dialettica da sviluppare, però, nei luoghi a ciò deputati, si finisce, inevitabilmente, per discreditare le stesse istituzioni.

E ciò per un motivo molto semplice. A torto o a ragione i soci, spesso, identificano gli uomini con le istituzioni che essi rappresentano.

Screditati gli uomini, screditate le istituzioni si crea un solco profondo fra buona parte del Corpo Sociale e le istituzioni in senso lato, con grave nocumento per l’Associazione e per gli stessi futuri dirigenti.

Viva l’A.R.I. Francesco, almeno in questo, sono d’accordo con te.

Cordiali saluti a tutti.

Nino I7OZV

 

 

Caro Nino,

non mi abbasso ad usare toni impersonali nei confronti di una persona di cui in altre occasioni ho apprezzato la saggezza.

Ora però si sorpassa ogni limite quando si cerca di mettere in bocca a me cose che non ho mai detto e scritti che non mi appartengono, al solo fine di giustificare in qualche modo di fronte ai lettori i piagnistei di un presidente che giorno dopo giorno dimostra di avere completamente perso la bussola e di non sapere cosa fare per ritrovare la rotta, se mai abbia voglia ed intenzione di ritrovarla, e se davvero il suo interesse per il bene dell'ARI sia quello che dice o se invece non stia svendendo l'Associazione agli avversari.

Per ordine: io ho formulato due proposte, una alternativa all'altra, senza farmi condizionare da chicchessia: la numero 3 è evidentemente farina del tuo sacco e non certo mia.

Nella proposta 1 ho ipotizzato la riconvocazione dell'Assemblea già validamente deliberata dal CD che non aveva all'ordine del giorno il bilancio Consuntivo 2004 - rileggiti la convocazione!!!

Quell'Assemblea è stata illegalmente annullata da Ortona il quale ha evitato di riferire al Collegio Sindacale che la delibera di convocazione era IMMEDIATAMENTE ESECUTIVA, tant'è che il Segretario ha inviato le lettere di convocazione. E peretanto HA MENTITO al Sindaco Faraone inducendolo in errore: e qui non credo che sia difendibile. Vedi quanto ha scritto il proposito Piero Marino che era presente alla riunione del CD.

Circa la mia ferrea fedeltà all'ARI pare che sia solo tu a metterle in discussione, e se lo fai per fini elettoralistici sai benissimo di essere in completa malafede.

Perchè la campagna elettorale, se guardi la cronologia degli scritti, è stata avvelenata dal primo giorno dal capofila di quella cosiddetta lista che ha avuto la malaugurata idea di denominarsi "vera ari", vera per chi? Per quelli come te che ci sono stati infilati obtorto collo e che non si sono resi ancora conto di essere usati per meri fini di potere e non altro? 

Io ho quanto meno la coerenza e la dirittura morale di non avere partecipato alla bagarre e di non avere contribuito all'avvelenamento. Le critiche alla presidenza le ho fatte TUTTE in privato, senza renderle note al pubblico, e le risposte che ne ho avuto da Ortona sono sullo stesso tono delle tue: affermazioni a vuoto su cose non dette e non scritte (probabilmente il rimpianto di non essermi schierato con lui).

Vedo peraltro che nella tua boccia di cristallo vedi già le posizioni che potrebbero assumere i Comitati Regionali in Assemblea: NO a questo, NO a quello, ecc. ecc.

E allora benissimo: l'Assemblea non s'ha da fare: Chi vota contro il Duce deve essere fucilato prima ancora del processo di Verona, altro che lasciarli parlare!!!

Ma almeno il diritto di voto ai Soci dell'ARI sei disposto a conservarlo? O via anche quello?

Ciao, rifletti. E se mi vuoi rispondere cita solo le cose che ho scritto. La fantasia è un'altra cosa e quasi mai corrisponde alla verità.

                                                        Francesco I2MUH

 

From: Nino

Subject: Art. 2385 C.C.

 

In relazione alle proposte avanzate da Francesco Melloni,

allego, in formato pdf, le mie considerazioni.

Cordiali 73

Nino Candia I7OZV

  

 

 Caro Francesco,

 in allegato, formato pdf, la mia risposta.

 73 Nino I7OZV

 

 

 Caro Francesco,

nella precedente, ho usato una forma impersonale solo perché le mie considerazioni erano dirette a tutti gli indirizzi

(circa un centinaio), te compreso, ai quali hai rivolto la tua lettera.

Alcuna intenzione offensiva da parte mia. Hai, però, voluto porre l'accento su quest’aspetto, ed io non ho nessuna

difficoltà a chiederti scusa.

Ora mettiti comodo, accendi il sigaro e ragioniamo.

Io ho articolato le mie considerazioni su tre punti.