Radiogiornale 136
7 giugno 2005
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Sommario:
1 - Riportiamo la radio in A.R.I.;
2 - Richiesta urgentemente l’Assemblea dai CDN;
3 - Istruzioni per l’uso del potere;
4 - Riflessioni;
5 - Desaparecidos;
6 - Grande successo del XLVII Simposium di Modena;
7 - Ham Radio: ci sarà anche un angolo di italianità;
8 - 2° Meeting DX del Ponente ligure;
9 - 18 settembre: si celebra la giornata del Protettore dei Radioamatori;
10 - Mostra scambio a Forlì;
11 - Expo Elettronica a Rimini;
12 - Anche gli inglesi, dopo gli italiani, cambiano la licenza di radioamatore;
13 - I grandi dell’elettricità;
14 - Le onde e la loro propagazione;
15 - ONECARE proteggerà i PC Windows;
16 - Guida italiana all’ascolto del DRM;
17 - Antiche tradizioni;
18 - Ponti;
19 - Radioamatori in montagna;
20 . Visita al Museo Geofisico di Rocca di Papa RM;
21 - Eventi e mostre;
22 - Mercatino radioamatoriale;
23 – Informazioni.
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1-
RIPORTIAMO LA RADIO IN ARI
Di Luigi Belvederi, i4AWX
E così finalmente lo sappiamo: la nave non solo è senza governo (Radio Rivista, Editoriale di Ortona, maggio 2005) ma le luci che ne segnalavano la deriva si sono spente, ed essa purtroppo giace incagliata ed immobile in balia degli eventi.
Quasi DIECI MILA iscritti all’ARI –rappresentati dai Presidenti Regionali che hanno esercitato, per la prima volta nella nostra storia associativa in modo concordato e congiunto i loro poteri d’urgenza - hanno richiesto l’immediata convocazione di una Assemblea Generale per “valutare e assumere le determinazioni più opportune per la salvaguardia dell’Associazione e dei diritti dei Soci”, prospettando come unica possibile alternativa il ricorso al Prefetto di Milano per l’adozione dei provvedimenti di competenza sul futuro dell’Associazione.
Il Presidente Ortona ha risposto pubblicamente, dichiarando l’impossibilità della prima soluzione, ed opponendo il suo “rifiuto categorico” alla seconda.
A questo punto, come si diceva all’inizio, la grande nave dell’ARI giace immobile e a luci spente: noi spettatori, attoniti, ci interroghiamo se questo sia il preludio di una fine ingloriosa o se, passata la notte più lunga e tenebrosa della nostra storia, il cammino possa ancora riprendere.
Nel momento più tormentato e difficile della nostra vita associativa, io voglio allora rivolgere un appello accorato: non esiste notte, per quanto buia, che non lasci presagire l’alba del mattino.
Dobbiamo crederci: i radioamatori italiani ce la faranno, l’ARI rinascerà, ed il futuro, che è ormai prossimo, sarà senz’altro migliore.
Me lo dice l’orgoglio del nostro passato e l’entusiasmo della nostra passione.
Me lo dicono migliaia di radioamatori che con generosità credono profondamente che noi tutti ce la faremo.
Solo chi è stato troppo tempo impegnato in sterili polemiche al vertice non ha colto le potenzialità, la voglia di fare e l’entusiasmo che esiste alla base dei radioamatori italiani.
Come le polemiche generano polemiche, così l’entusiasmo, la positività e la voglia di fare innescano analoghi circoli virtuosi e non aspettano altro che la minima occasione propizia per rivelarsi.
Cogliamo tutti allora l’occasione del voto, che è ormai alle porte, per esprimere in modo ragionato e consapevole la scelta per il nostro futuro, scegliamo in modo ponderato i nostri candidati, impariamo a conoscerli, avviciniamoli, discutiamo con loro dei programmi e delle cose da fare, e anche se abbiamo scelto di essere semplici elettori, daremo così il nostro contributo di idee e di partecipazione.
Certo, rimarrà la tristezza di aver perso tanto e tanto tempo: occasioni ed anni preziosi sprecati in un groviglio di polemiche inutili e molto spesso incomprensibili.
Ma adesso guardiamo avanti.
Soprattutto stiamo uniti attorno all’ARI: la nostra Associazione ha adesso veramente bisogno di noi, mai come in questo momento.
Solo stando uniti in uno sforzo comune e profondamente consapevole riusciremo a “RIPORTARE LA RADIO IN ARI”, ed a voltare la pagina dei troppi errori e dei troppi guasti di una dirigenza che -dopo vent’anni di piccolo cabotaggio- non ha saputo far altro che incagliarsi in un mare di polemiche.
Luigi Belvederi, i4AWX
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2-
A.R.I.
Richiesta urgentemente
L’ASSEMBLEA NAZIONALE
dai Comitati Regionali
Una qualificata maggioranza di Presidenti dei Comitati Regionali A.R.I. ha presentato ufficialmente in Via Scarlatti il presente documento:
· «L’ipotesi di Bilancio preventivo, redatta a cura della Segreteria Generale,viene predisposta entro il 31 dicembre dell’anno precedente, sulla scorta di una prima proiezione di chiusura del bilancio e sulle indicazioni del Consiglio Direttivo. Il bilancio preventivo sarà pubblicato dopo l’approvazione dell’Assemblea» (Art .26.1 - Regolamento di attuazione).
· «Entro il 28 febbraio, di norma, la Segreteria Generale deve sottoporre per l’approvazione da parte del Consiglio Direttivo il bilancio consuntivo dell’anno precedente, nonché l’eventuale modifica dell’ipotesi del bilancio preventivo, sulla scorta dei dati certi di chiusura del consuntivo stesso.» (Art 26.2 - Regolamento di attuazione).
· «La prima convocazione dell’Assemblea Generale sarà fissata per una data compresa tra il 40.mo ed il 60.mo giorno dall’approvazione delle ipotesi di bilancio da parte del Consiglio Direttivo.» (Art 26.3 - Regolamento di attuazione).
· «L’Assemblea Generale Ordinaria è convocata una volta all’anno per una data che normalmente non sarà posteriore al 30 aprile.» (Art 19 Statuto)
COMPETENZE REFERENDUM
· «Le votazioni per referendum sono indette o dal Consiglio Direttivo o su voto dell’Assemblea Generale, nel quale ultimo caso il Consiglio dovrà indire il referendum entro trenta giorni dal voto assembleare. All’uopo il Consiglio trasmette a tutti i Soci aventi il godimento di tutti i diritti sociali apposita scheda sotto il controllo del Collegio dei Sindaci.» (Art 34 Statuto)
· «Ai Sindaci spetta il controllo generale sull’amministrazione dell’Ente e sulle votazioni a referendum; in particolare essi controllano l’organizzazione dei referendum e lo scrutinio dei voti.» (Art 29 Statuto)
· «A maggior garanzia della votazione per referendum, i Sindaci hanno la più ampia facoltà nello stabilire le modalità dl compilazione della scheda, del relativo invio ai Soci e dello scrutinio dei voti. I Sindaci, in queste operazioni di sorveglianza e di scrutinio, possono farsi assistere da uno o più Soci; in ogni caso deve essere consentito a qualsiasi Socio, che si presenti spontaneamente, di presenziare alle operazioni di scrutinio.» (Art 37 Statuto)
· «L’Assemblea Generale Straordinaria è convocata tutte le volte che il Consiglio Direttivo od i Sindaci lo ritengano opportuno, oppure quando ne sia stata fatta motivata richiesta da tante Delegazioni Regionali che rappresentino almeno un terzo dei Soci effettivi o direttamente da un decimo dei Soci effettivi stessi, in regola con il pagamento delle quote.» (Art 20 Statuto)
CONSIDERATO
· Che l’ultima Assemblea Generale risale a circa un anno fa (12 giugno 2004).
· Che durante l’ultima riunione di C.D.N., risalente a ben 3 mesi fa (21 febbraio), il Consiglio deliberò di convocare un Assemblea Generale Straordinaria da tenersi in data 9 aprile a Varese, così come da regolare convocazione inviata a tutti i Comitati Regionali dal f.f. Segretario Generale Ambrosi.
· Che il Presidente Ortona, con telegramma in data 19 marzo, comunicò che aveva assunto la decisione di revocare tale assemblea.
· Che in occasione dell’Assemblea Generale Straordinaria del 6 marzo 2004 (vedi RadioRivista 7-8/04 - pag. 110) fu rivolto un accorato appello al Presidente Ortona, ma che sfortunatamente, alla luce dei recenti gravi eventi, la rassicurante risposta a suo tempo ricevuta (e favorevolmente recepita dagli stessi CC.RR.) sembrerebbe essere stata più un’espressione di pie aspettative, che un reale quadro dello stato di salute del C.D.N.
· Che la vita dell’attuale C.D.N. ha avuto il poco piacevole primato di avere ben 6 Consiglieri, fra i quali due Vice Presidenti e due Segretari Generali, che hanno ritenuto di dover presentare le proprie dimissioni per disaccordo con la conduzione associativa, fatto mai capitato prima nella storia dell’Associazione.
· Che da mesi l’Associazione è priva tanto del Segretario Generale, quanto del Segretario Amministrativo.
· Che alla luce dell’Art 2385 C.C. non sembrerebbero esistere elementi ostativi per riunire il C.D.N. e per convocare l’Assemblea Generale, così come confermato dalla giurisprudenza di merito e dal parere “pro veritate” del legale incaricato dal Presidente: «ove la materia non sia disciplinata dall’atto costitutivo o dallo Statuto, trovano applicazione le disposizioni in tema di società per azioni, la cui portata ha carattere generale».
· Che alla data odierna non solo non risultano approvati né il Bilancio consuntivo 2004, né l’ipotesi di Bilancio 2005, ma nemmeno risultano avviate le procedure per indire l’Assemblea Ordinaria (o Straordinaria), così come dall’Art 19 dello Statuto.
· Che a norma di Codice Civile in tale situazione è possibile effettuare solamente spese che rientrano dell’ordinaria amministrazione (spese per stipendi, acqua, gas, luce, telefono e fitto) e pertanto non è possibile provvedere neanche alla gestione corrente.
· Che in assenza di riunioni del C.D.N., da febbraio non sono più state esaminate le richieste degli aspiranti Soci (Artt. 8 e 9 dello Statuto).
· Che l’Art 2392 del CC stabilisce non solo che «gli amministratori devono adempiere ai doveri ad essi imposti dalla legge e dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze», ma che gli stessi «sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza di tali doveri».
· Che a seguito della superficialità con cui sono state gestite dal Collegio Sindacale le operazioni di controllo e vigilanza sul Referendum, dovranno essere ora fissati nuovi termini per l’invio da parte del C.D.N. ai Soci delle nuove schede, sotto il controllo del Collegio dei Sindaci (Art 34 dello Statuto), con la speranza che questa volta il controllo ci sia veramente.
· Che qualora il neo C.D.N. dovesse insediarsi in ottobre – a causa dei problemi di cui sopra e quindi per ragioni che esulerebbero dalle volontà e responsabilità dei neoeletti – lo stesso si troverebbe, subito dopo aver espletato le operazioni di rito, a dover immediatamente provvedere a tutte quelle pratiche a cui l’attuale C.D.N. non ha voluto, o non ha saputo, dare una risposta. Particolare rilevanza avrà la predisposizione e l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2004 e del Preventivo 2005 (che, in quel momento, andrebbe quasi a coincidere con il Consuntivo) relativi a situazioni gestite in “toto” dall’attuale C.D.N.
· Che non vogliamo neanche prendere in considerazione quanto i detrattori dell’A.R.I. ipotizzano, ovvero che la latitanza del C.D.N. possa essere finalizzata a “scaricare” sul neo C.D.N. le proprie responsabilità o, peggio, che stiamo assistendo a una manovra architettata ad arte per penalizzare il prossimo C.D.N. già al momento della sua investitura, ma certamente i tempi tecnici per la predisposizione, la discussione e l’approvazione in C.D.N. dei Bilanci, nonché le successive operazioni per la convocazione dell’Assemblea Generale (con le scadenze rigidamente imposte dallo Statuto), non sembrerebbero far pensare a un’A.G.N. nel corso del 2005.
· Che quanto delineato propone lo scenario che potrebbe presentarsi nella migliore delle ipotesi: infatti, qualora il Sindaco che ha avocato a sé – forte dell’esperienza maturata nelle precedenti votazioni – la gestione delle schede referendarie dovesse essere nuovamente colpito dalla “maledizione del tipografo”, potremmo rischiare di non avere più riunioni di Consiglio, Assemblee e Referendum: forse le casse dell’associazione ne guadagnerebbero, ma certamente tutti noi ci rimetteremmo in democrazia.
I sottoscritti Presidenti dei Comitati Regionali delle Regioni
All’attuale C.D.N., ovvero ad ogni singolo Consigliere, un caldo appello affinché gli stessi Consiglieri onorino il proprio mandato nel rispetto dei Regolamento e nel più alto interesse dell’A.R.I., ovvero dei Soci tutti, abbandonando ogni forma di polemica diretta o indiretta.
La convocazione URGENTE dell’Assemblea Generale Ordinaria o, in subordine, Straordinaria per analizzare, valutare e assumere le determinazioni più opportune per la salvaguardia dell’Associazione e dei diritti dei Soci.
Qualora il Presidente dovesse accertare l’impossibilità o l’incapacità del C.D.N. di espletare le funzioni istituzionali a cui è preposto, si chiede che lo stesso si attivi, con priorità assoluta, per rimuovere ogni situazione ostativa. Nel caso, che vogliamo sperare remoto, dovesse ugualmente perdurare tale situazione, si invita il Presidente a voler assumere con la massima urgenza possibile ogni azione atta ad assicurare all’Associazione la possibilità di continuare a svolgere le proprie attività in assoluta legalità, compreso, se lo riterrà indispensabile, il ricorso all’intervento del Prefetto di Milano, in forza dell’Art 47 dello Statuto.
LA RISPOSTA NEGATIVA DI ORTONA
Cari Colleghi,
Alla data odierna, venerdì 30 maggio 2005, sono pervenute per via telematica le richieste di convocazione di Assemblea Generale Ordinaria da parte dei Presidenti di Comitato Regionale Sigg. Luigi Belvederi, I4 AWX, Emilia Romagna, Santo Coppola, IT9 ICS, Sicilia, Francesco Melloni, I2 MUH, Lombardia, Giovanni Grassini, I8 KGZ, Campania, Mauro Pregliasco, I1 JQJ, Piemote V.A., Alfredo Migliaccio, I8 IEM, Calabria.
I contenuti delle citate richieste sono identici e quindi precedentemente concordati dai mittenti, per cui quanto segue deve intendersi come riposta indirizzata a tutti i richiedenti.
Le Premesse contenute nel messaggio riportano norme statutarie e regolamentari e pertanto quanto espresso non è discutibile.
Per quanto concerne invece i contenuti delle Considerazioni, devo necessariamente esprimere dissenso su talune affermazioni ed ipotesi, ma non ritengo sia il caso di iniziare qui una polemica che non potrebbe certamente giovare a risolvere la situazione.
Nella sostanza concordo pienamente con la necessità di convocare una Assemblea Generale in quanto è indispensabile in questo momento provvedere all'approvazione dell'ipotesi di bilancio di previsione e del bilancio consuntivo, soprattutto nella situazione in cui si trova l'Esecutivo, che è carente di poteri.
Tuttavia, con la stessa precisione con la quale in Premessa è stato fatto riferimento alle norme statutarie, occorre rilevare che il citato articolo 20 dello Statuto fa riferimento alla possibilità di richiesta di convocazione di Assemblea Straordinaria da parte di Delegazioni regionali che evidentemente abbiano proceduto alla richiesta sulla base di esplicito mandato dei rispettivi Comitati Regionali, cosa che non ritengo sia avvenuta in quanto non mi risulta che recentemente abbiano avuto luogo Assemblee regionali.
Atteso comunque che l'unica possibilità demandata alle Delegazioni regionali è quella di richiedere la convocazione di Assemblea Straordinaria, le norme regolamentari prevedono che la convocazione venga effettuata "dal Consiglio Direttivo, verificata la regolarità formale della richiesta, per una data che non deve eccedere i 90 giorni dalla ricezione della richiesta stessa."
Orbene, il problema che si pone è quello della mancanza di potere deliberante di quel limitato numero di Consiglieri rimasti in carica che non costituiscono un Consiglio direttivo, per cui gli stessi, si trovano nell'impossibilità di approvare un bilancio, e quindi non possono neppure convocare un'Assemblea, anche nell'ipotesi che la richiesta sia formalmente ineccepibile.
Per risolvere la situazione ho cercato inutilmente di riunire i Consiglieri rimasti, siano essi in carica che dimissionari, ed il dimissionario Marino sarebbe stato disponibile, anzi ne aveva fatto richiesta, mentre Alberti ostinatamente ha rifiutato di partecipare su suggerimento del suo legale, ed ha subordinato la propria presenza a condizione che Marino ritiri le dimissioni.
Stranamente Marino non ha replicato alla proposta, ignorando così l’invito, che, nel caso venisse accettato, potrebbe risolvere la situazione in quanto ho motivo di credere sulla disponibilità di Sabbadini.
Tale soluzione consentirebbe al Consiglio di potersi validamente riunire e quindi deliberare.
Alla luce di tale situazione, risulta quanto mai appropriato il caloroso appello contenuto nel messaggio affinché i Consiglieri onorino il proprio mandato, abbandonando ogni forma di polemica diretta o indiretta e mi auguro caldamente che il buon senso abbia il sopravvento e chi deve recepire, recepisca.
La soluzione alternativa proposta, ovvero l'invito a che lo scrivente faccia ricorso al Prefetto di Milano per richiedere il commissariamento nel caso che il Consiglio non possa riunirsi, appare estremamente pericolosa e deleteria.
Infatti, quando lo scorso anno era venuta meno l'intenzione ventilata dal collega Belvederi di richiedere il commissariamento del Sodalizio, ero stato informato dallo stesso che la sua rinuncia a procedere era dovuta alla possibilità che tale richiesta avrebbe potuto far decadere l'erezione in Ente Morale, con conseguente grave danno per l’Associazione.
Se tale pericolo esisteva allora, a maggior ragione esiste oggi, soprattutto in quanto si tratterebbe di un provvedimento richiesto dalla stessa Dirigenza.
In secondo luogo, nell’ipotesi che la richiesta venisse accolta, la stessa porterebbe alla nomina di un funzionario, sicuramente non dall’oggi al domani, ma dopo un certo lasso di tempo, e l'incaricato, assunti tutti i poteri, dovendo accertare la situazione economica e patrimoniale, nonché la regolaritá di tutti gli atti svolti dall’Ente, come primo provvedimento si troverebbe nella necessitá di annullare la consultazione elettorale o revocare il Consiglio Direttivo, nel caso lo stesso risulti giá eletto.
Di fronte a tali deprecabili ipotesi, non posso che rifiutare categoricamente il suggerimento di presentare tale richiesta.
Alessio Ortona I1 BYH
Pietro Marino IT9ZGY
risponde seccamente
ad Alessio Ortona I1BYH
Ai Comitati Regionali dell’ARI
e p.c. Consiglio Direttivo dell’ARI
Collegio Sindacale dell’ARI
Avvocato Alfonso Mazzuca
a ½ Email
Palermo 2 giugno 2005
Egregi colleghi,
ho letto attentamente la risposta di Ortona ad alcuni Presidenti dei Comitati Regionali e prima che voi possiate esprimere il vostro pensiero, desidero evidenziare che la richiesta indiretta postami da Mario Alberti e cioè il ritiro delle mie dimissioni, è così assurda e fuori da ogni logica che non può da me essere presa in considerazione per il semplice fatto che Sabbadini ed il
sottoscritto, che piaccia o no, siamo al momento Consiglieri dimissionari (non decaduti) dell’ARI.
Infatti, il legale del Consiglio Direttivo ha espresso il suo parere affermando l’applicabilità dell’art. 2385 c.c. per la nostra Associazione dal quale si desume che i due dimissionari (Marino e Sabbadini) sono obbligati per legge a rimanere in carica sino alla ricostituzione della maggioranza del Consiglio Direttivo. (Radio Rivista 6/2005). Non sono gli ultimi Consiglieri dimissionari (Sabbadini e Marino) il problema, ma Mario Alberti che si è trincerato dietro un presunto consiglio verbale del suo legale senza produrre alcuna tesi scritta che possa confutare il Parere Pro Veritate dell’Avvocato Mazzuca che lo ha arricchito, tra l’altro, con
numerose sentenze emesse dai diversi gradi della magistratura. La responsabilità di questa paralisi associativa ricade sul Presidente Ortona che non ha la capacità di prendere le giuste decisioni e su Mario Alberti per il suo caparbio rifiuto a partecipare alle riunioni consiliari adducendo risibili pretesti. A quest’ultimo, il Presidente avrebbe l’obbligo di chiedere di presentare un parere scritto del suo legale al fine di accertare che il quesito sia stato posto nel modo corretto o che la risposta del suo legale non sia stata fraintesa. Quanto espresso da Ortona nella sua lettera è oltremodo capzioso e in particolare quando si ostina ad affermare che il problema che si pone è quello della mancanza di potere deliberante di quel limitato numero di Consiglieri rimasti in carica. Da questa sua affermazione si evince che non ha affatto capito, o fa finta di non capire, la “ratio” dei principi giuridici espressi dall’avvocato da lui appositamente consultato. Ormai sembra chiaro pure ai ciechi, ai sordi ed ai muti che il Presidente ed i due Consiglieri che gli tengono bordone non hanno alcuna voglia che si organizzi una riunione consiliare né tanto meno l’Assemblea Generale.
Giova ricordare che il parere dell’Avv. Mazzuca, circa l’applicabilità del C.C. in ARI, è in linea con il parere dell’Avv. Lignola “ … omissis … posso precisare che le norme che regolano le associazioni riconosciute e le società sono applicabili analogicamente alle associazioni non riconosciute solo in mancanza di una diversa volontà degli associati … omissis”, da me portato all’attenzione del CD nella riunione del 10 gennaio 2004 (vedi verbale RR 4/2004), ma in quel caso non solo nessuno dei Consiglieri presenti (fra questi Ortona ed Alberti), espresse la minima obiezione ma addirittura il Presidente del Collegio dei Sindaci ritenne di doversi pronunciare a favore di tale tesi.
Desidero ricordarvi ancora una volta le più eclatanti topiche commesse da Ortona:
1) Ha la responsabilità personale di aver firmato un contratto con la dipendente andata in pensione senza averlo sottoposto e discusso in Consiglio che gli avrebbe dovuto dare la necessaria approvazione. In diverse occasioni ai fatto e disfatto di testa sua e solo in pochi casi ha informato il Consiglio delle sue decisioni solo “a posteriori”.
(Perché a tutt’oggi non è stato concesso, né a me né ad altri Consiglieri, di visionare le clausole di questo contratto ?)
2) Ha cercato di tenere celate al Consiglio le clausole di un nuovo “contratto a progetto” che sono state sottoposte al C.D. solo su insistenza di Ambrosi, come risulta dalla documentazione che ho inviato ai Comitati Regionali.
Il contratto si è rivelato improponibile per la nostra Associazione poiché la bozza era stata stilata su carta intestata dell’ARI, appositamente creata, nella quale viene omesso “ Eretta in Ente Morale il 10/1/50 (DPR N. 368), per giustificare la dicitura a piè pagina in cui appare ARI S.r.l. accanto alla quale Ortona avrebbe dovuto apporre la sua firma in nome e per conto di questa fantomatica ARI S.r.l. (Ci rendiamo conto in quali guai Ortona avrebbe potuto trascinare la nostra Associazione se non mi fossi accorto di questa irresponsabile illegalità?)
3) Ha revocato arbitrariamente l’Assemblea Straordinaria regolarmente indetta con la scusa che il Verbale non era stato approvato, mentre egli sa perfettamente che in Consiglio la delibera era stata approvata immediatamente eseguibile, come è sempre stato fatto per tutte le decisioni analoghe del passato. La data dell’Assemblea era stata scelta tenuto conto dei giorni
che sarebbero trascorsi dal giorno della riunione del Consiglio Direttivo. Tutti i Consiglieri che si sono succeduti nel Consiglio Direttivo sanno perfettamente che i termini partono sempre dall’esecutività del provvedimento deliberativo. Inoltre, il Consiglio aveva approvato anche la bozza di bilancio preventivo, in caso contrario, a che titolo sono state inviate ai Comitati Regionali le convocazioni e gli allegati con le decisioni assunte dal Consiglio? Erano da considerare informazioni prive di contenuto giuridico o iniziativa personale di Ambrosi?
4) Ha usato ed abusato di Radio Rivista, di concerto con Ambrosi, per meri scopi elettorali, disattendendo alle raccomandazioni dei Comitati Regionali. “
Stento ancora a credere che Ortona, con un bagaglio di esperienze acquisite in tanti anni di permanenza nel Consiglio Direttivo e nel Collegio Sindacale, abbia potuto commettere una serie di illegittimità, che solo pochi Comitati Regionali hanno riscontrato nella loro reale gravità.
Il rifiuto del Presidente di ricorrere al Prefetto di Milano per richiedere il commissariamento della nostra Associazione non è un atto di responsabilità, come vuol far credere, ma egli ha paura che tutti questi atti illegali, da me sopra evidenziati, possano venire a galla attraverso gli accertamenti che necessariamente il funzionario nominato dovrebbe effettuare per i quali dovrebbe risponderne personalmente.
In ultimo, al Presidente Ortona, che obietta che i Presidenti dei C.R. abbiano la potestà di richiedere l’Assemblea Straordinaria senza l‘esplicito mandato dei rispettivi Comitati Regionali, suggerisco di leggere e studiare i loro Regolamenti approvati “erga omnes” dall’Assemblea dei Delegati Regionali. L’art. 7, secondo la griglia ed i suggerimenti indicati dal compianto Avvocato Federico La Pesa, stabilisce che “Il Presidente esercita in casi di provata urgenza, i poteri del Comitato Regionale, salvo successiva ratifica da parte di quest’ultimo”.
Soltanto nei regolamenti della Liguria e del Trentino Alto Adige è previsto, in caso di provata necessità, che siano i Consigli di Presidenza a prendere urgenti decisioni, salvo la necessaria ratifica “a posteriori” dei Delegati di Sezione. Anche questa volta il Presidente ha perduto l’occasione buona per tacere dimostrando ancora una volta la sua carenza conoscitiva delle norme che regolano l’A.R.I.!
Nella situazione disastrosa in cui versa la nostra Associazione a causa della inefficienza dimostrata da chi la dovrebbe guidare con competenza ed accortezza , il sollecitare da parte dei Presidenti Regionali l’applicazione dello Statuto e del Codice Civile, soprattutto alla luce del “Parere Pro Veritate” del legale del Consiglio Direttivo, deve essere considerato un obbligo e un dovere associativo. Nel riconfermare la mia disponibilità a presenziare alle riunioni consiliari, desidero che sappiate che non ho alcuna intenzione di sottostare alle pilotate bizze di Alberti che in fondo in fondo sono utili a chi desidera agire indisturbato senza scomodi censori e con la speranza di potere ottenere una maggioranza nella composizione del prossimo Consiglio Direttivo che possa avallare tutti gli atti illegittimi commessi.
Pietro Marino, IT9ZGY – Vice Presidente e Consigliere dimissionario (non decaduto) dell’ARI.
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3-
Istruzioni per l’uso del “potere”
Considerazioni personali e complimenti a una mosca bianca
Franz Falanga I3FFE IQRP#4
Mi rivolgo ai radioamatori che vinceranno le prossime elezioni. Chiunque essi siano. Essendo essi stati eletti dalla volontà degli elettori li saluto, mi complimento chiunque essi siano, e auguro loro buon lavoro.
La campagna elettorale è stata lunga, criptica, assolutamente noiosa e poco interessante e spesso incomprensibile perché ci si rifaceva ad antefatti che pochissimi, i soliti intimi di turno, conoscevano, campagna elettorale rivolta a radioamatori che spesso si rifiutavano di analizzare i fatti, quasi fossero roba che al solo parlarne faceva venire la scarlattina. Mai che avessimo, noi elettori, potuto fare paragoni fra i vari programmi. Ci siamo dovuti fidare dei proclami di ognuno, senza poterli verificare al cento per cento. Assistere a beghe personali è stato uno spettacolo poco, molto poco, interessante.
I papabili, grazie a Dio, hanno parlato di tutto tranne che di radio.
Ed il corpo elettorale, grazie a Dio, è stato immobile, inesistente e colpevolmente assente.
E qui mi fermo.
Ai nuovi eletti dunque mi rivolgo. Chiunque voi sarete, per carità di Dio, prendete in mano la situazione dell’ARI specialmente per quanto riguarda la parte strettamente comportamentale. Mi spiego meglio. Sto parlando del comportamento dei radioamatori italiani, nelle varie frequenze, sto parlando delle procedure, sto parlando delle regole non scritte che noi OM da una vita siamo fieri di seguire. Bene, tutto ciò è totalmente disastrato, non esiste uno straccio di HAM spirit nelle varie frequenze, non esiste più uno straccio di come ci si deve comportare nelle frequenze radioamatoriali. I vecchi OM (che dovrebbero essere quelli che trasmettono agli altri i fatti che ci interessano) sono ormai o instupiditi (lasciatemelo dire) o colpevolmente assenti. I nuovi OM non sanno che pesci pigliare. E le eventuali classi dirigenti (passate e future) che cosa hanno fatto, che cosa faranno? Si combattono con carte bollate, si combattono con proclami spesso incomprensibili alla maggioranza dei soci, parlano per interposte persone, si comportano perfettamente come la nostra camaleontica e gattopardesca classe dirigente politica della quale ormai, parlo a titolo strettamente personale, non ne posso più.
Sono anni che non sento parlare di radio e di quanto attiene all’argomento. Forse l’unica cosa della quale si parla è la protezione civile, ultima arrivata nella cultura radiantistica. Padre nostro che sei nei cieli dacci oggi la nostra catastrofe quotidiana. Se si tratta di vestirsi con tute colorate, di tenere appese alla cintura apparecchiature di tutti i tipi, fare delle esercitazioni nelle piazze principali delle città, fotografarsi con le autorità, va benissimo. Ma ci sono anche altri argomenti da coltivare. Sia ben chiaro che il volontariato italiano il quale, oltre noi, raggruppa milioni e milioni di giovani, è fuori discussione. Sto parlando di certe Sezioni dove pare che l’attività principale sia quella di attendere catastrofi per intervenire. Siamo anche radioamatori. Vero? Cerchiamo di non dimenticarcelo. Meglio raccontare con precisione e con dovizia di informazioni come ci si comporta in radio anzichè fare cene sociali e assistenze radio a questa o a quella manifestazione.
Tanto per sdrammatizzare, vi racconto una storiella deliziosa. Tantissimi anni fa, quando ero presidente di una piccola Sezione ARI, provai a progettare un’esercitazione di protezione civile, dicendo agli iscritti che, a data random, ad orario random, sarebbe scattato un allarme (finto ovviamente). Qualcuno mi fece notare che era meglio fare l’esercitazione di domenica alle undici di mattina, a primavera inoltrata, in presenza del sindaco e delle autorità competenti. Ragazzi, lasciatemi sfogare.
Allora tornando a noi, mi rivolgo a voi futuri componenti del CD ARI, vi prego prendete in mano i newcomer ed insegnate loro come si fa, poi, senza far troppo chiasso, prendete in mano i saggi, gli anziani, quelli che sanno, e date loro una spolveratina, magari anche sculacciandoli, tirate fuori lo smalto che avevano ma che adesso non hanno più. Togliete loro la ruggine che sta facendo più danni di una guerra. Non ce ne può fregare di meno di ossequiare i sindaci, i politici, gli uomini delle istituzioni, i quali di noi OM se ne fregano bellamente, salvo interpellarci per ottenere voti. Interessiamoci più dei nostri giovani, e, qualche volta, sculacciamo certi vecchi che sono veramente insopportabili.
Personalmente starò sul collo dei nuovi dirigenti, chiunque essi saranno, e mi divertirò a interloquire con essi, ogni volta che riterrò giusto farlo, secondo me naturalmente.
Ma ora parliamo di fatti gradevolissimi. Permettetemi di fare i miei complimenti per l’ottimo articolo sul CW apparso su Radio Rivista numero 5, del maggio 2005, pagina 91, scritto da Carlo Consoli IK0YGJ, INORC 524, HSC 1843, IQRP 563, dal bel titolo “Radiotelegrafia, il latino del ventesimo secolo”. Pregevole articolo, scritto bene, in maniera chiara ed illuminante. Indirizzato naturalmente a chi è interessato al CW. Lontano da me l’idea di convertire chicchessia al CW! Ognuno si interessa a quello che vuole. Nessun paternalismo da parte mia. Complimenti Carlo, e grazie a nome dell’I QRP CLUB!
Ultima annotazione. Ormai è tempo di ferie, di estate, di attivazione di isole e isolette nel Tirreno, nello Ionio e nell’Adriatico. A questi spedizionieri non dico di portarsi con sé degli operatori in telegrafia, ma quanto meno di portarsi degli operatori che capiscano che quei pigolii che ogni tanto si sentono in frequenza appartengono a una disciplina che si chiama, vedi caso, telegrafia. Oggi, ho sentito una bellissima isoletta in aria, non ha importanza su che frequenza, ho chiamato in CW, manco per il cacchio, l’operatore continuava a chiamare. Ho chiamato in fonia, e voilà il QSO è stato fatto. Ora mi chiedo, che cosa ci vuole per dire: “c’è una stazione che va in CW sulla frequenza, per favore passa in fonia, qui non abbiamo operatori telegrafisti. Ci vuole tanto? La cosa che mi immalinconisce è che anche il suono del CW sta passando nella categoria del rumore. Che tristezza!
Il mio corrispondente oggi, comportandosi così, ha fatto la figura dell’imbranato (sto andando leggero). Ci vuole tanto a capire certe finezze?
Alle prossime miei cari.
72 73 de Franz I3FFE IQRP#4
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4-
Da: Oscar i7ohp.
Riflessioni
Caro Paolo, sono Oscar i7ohp.
Vorrei esprimere qualche mia riflessione circa gli articoli pubblicati da R.R. e dire qualcosa sul tuo Radiogiornale. Ti ringrazio se pubblicherai quanto ti invio.
Noto che da qualche mese, Radiorivista pubblica articoli che riguardano la radiotelegrafia. E questo mi fa molto piacere. Ma mi pare che si sia decisa un po’ troppo tardi. Anche se non condivido in grande linea come vengono presentate le cose, mi congratulo con coloro che si stanno dando da fare. Ma, dico io, perché avete atteso tanto tempo???? Ora siamo diventati tutti insegnati, istruttori e propagandiamo la radiotelegrafia attraverso inviti per eventuali incontri su varie frequanze.
Ma va bene, anzi benissimo. Non è mai troppo tardi, grazie agli amici.