Radiogiornale 140
29 agosto 2005
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Sommario:
1 - Finalmente! Gazzetta Ufficiale;
2 - Gli ultimi fuochi della notte;
3 - Radio Rivista, un giornale privato…;
4 - Radiocronache… A,R.I.!!!;
5 - Ovvero, come saranno i nuovi OM!;
6 - Il CW, il radioamatore, quanta fatica… e poi?;
7 - CW contro SMS;
8 - Le macchine telegrafiche degli esami finiscono al museo;
9 1° Diploma COTA Carabinieri;
10 - A caccia di castelli;
11 - 5° WCI;
12 - Visita all’osservatorio di Rocca di Papa;
13 - Ham significa prosciutto?;
14 - Ionosfera;
15 - A.R.I. Fidenza: Corso per Radioamatori – Contest 50 Mhz;
16 - Sapevate che?;
17 - I grandi dell’elettricità;
18 - Capitani coraggiosi;
19 - OM camperisti;
20 - Mercatino radioamatoriale;
21 - Informazioni.
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1
Finalmente!
MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI
DECRETO 21 luglio 2005
Modifiche all’allegato 26 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, concernente l’adeguamento della normativa tecnica relativa all’esercizio della attivita’ radioamatoriale.
IL MINISTRO
DELLE COMUNICAZIONI
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 2003, n. 366;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2004, n.
176;
Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni 16 dicembre 2004,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 302
del 27 dicembre 2004;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante
«Codice delle comunicazioni elettroniche», in particolare il titolo
III, capo VII;
Visto l’allegato 26 al suddetto decreto legislativo 1° agosto 2003,
all’esercizio dell’attivita’ radioamatoriale»;
Visto, altresi’, l’art. 163 del menzionato codice delle
comunicazioni elettroniche;
Visto l’art. 25, sezione I, paragrafo 25.5, del regolamento delle
radiocomunicazioni che conferisce la facolta’ alle amministrazioni
degli Stati contraenti di mantenere o meno l’obbligatorieta’ della
capacita’ in icetrasmissione del codice Morse per gli aspiranti
radioamatori;
Vista la raccomandazione CEPT 61-02, adottata dalla CEPT il 6
febbraio 2004, in occasione della riunione del GCC/WGRA tenuta a
Vilnius, che recepisce il disposto dell’art. 25, paragrafo 25.5,
menzionato nell’alinea precedente;
Considerato che, allo scopo di facilitare l’espletamento di
comunicazioni radioamatoriali, sia opportuno aderire alla anzidetta
raccomandazione CEPT TR 61-02 nel senso di eliminare
l’obbligatorieta’ della capacita’ nelle trasmissioni radio del codice
Morse;
Visto l’art. 220, comma 2, lettera a), del codice delle
comunicazioni elettroniche che conferisce al Ministero delle
comunicazioni il potere di apportare, con proprio decreto, modifiche,
fra l’altro, all’allegato 26 dianzi citato;
Decreta:
Art. 1.
Patente
1. E’ recepita la raccomandazione CEPT TR 61-02 citata nelle
premesse.
2. Le patenti di operatore di stazione di radioamatore di classe A
e B di cui allegato 26 al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259,
recante il «Codice delle comunicazioni elettroniche» vengono
unificate nell’unica patente di classe A.
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2-
Di I4AWX, Luigi Belvederi
GLI ULTIMI FUOCHI DELLA NOTTE
Non c’è notte così lunga che non arrivi l’alba, e così il ventesimo anno della presidenza di Alessio Ortona si trascinerà al proprio naturale epilogo quando, il 20 settembre, i Sindaci finalmente procederanno allo spoglio delle schede elettorali.
Non c’è mai stato nella nostra Associazione, come negli ultimi anni, un periodo così lungo unicamente dedicato ai tormenti di polemiche noiose, inutili, fragili e stizzose, ed alla totale (ed ammessa) mancanza di qualsivoglia azione, programma o iniziativa.
Basti pensare che mentre a migliaia di vecchi soci è bastato il gesto di un attimo -attraverso il mancato rinnovo della quota- per lasciare, o per noia o per esasperazione, il Sodalizio, nessun nuovo socio è stato ammesso da quasi un anno, perché il Consiglio Direttivo non si è più riunito.
Sappiamo infatti che il nostro Statuto (superato in molti sensi) subordina ad una strana procedura di ratifica a posteriori l’ammissione di chi invece dovrebbe già essere socio a pieno titolo, dopo esser stato accolto da una Sezione, aver sottoscritto una domanda ed aver regolarmente pagato la propria quota.
Se i radioamatori sono una comunità internazionale che non conosce confini, si tratta di concetti molto difficili da spiegare a chi vede che basta dare il numero della propria carta di credito per associarsi immediatamente on-line all’ARRL o alla RSGB.
Grazie però a questo codicillo di italico sapore (nessun Consiglio Direttivo, dalla fondazione dell’ARI ad oggi, ha infatti mai negato la “ratifica” ad un elenco di aspiranti soci) i nuovi iscritti sono stati di fatto esclusi dalla votazione.
Puro caso o sapiente calcolo?
Nessuno potrà mai dirlo, ma ecco sicuramente un primo motivo per chiedersi se il voto che conosceremo il 20 settembre sarà veramente l’espressione piena –o semplicemente parziale- della volontà dei radioamatori italiani.
Ma andiamo oltre: a proposito di “puri casi o sapienti calcoli”, viene alla mente l’erroneo duplice invio delle schede, il quale, oltre ad un danno economico per tutti, ha provocato confusione in molti, ed una reazione stizzita in alcuni.
Non parliamo di un nonnulla: circa 2.000 schede inviate per niente e distrutte.
* Alcuni, ritenendo di aver già votato, non voteranno più (o, forse, sbagliandosi, utilizzeranno per votare la vecchia scheda al posto della nuova, invalidando così il voto).
* Altri, nauseati da una ripetizione di errori che può essere solo giustificata dalla negligenza, si rifiuteranno semplicemente di votare e manderanno tutti a quel paese.
Non sappiamo naturalmente se tutto questo sia dovuto a puro caso o sapiente calcolo, ma sicuramente ecco un altro buon secondo motivo per interrogarsi se il voto che conosceremo il 20 settembre sarà veramente l’espressione piena –o semplicemente parziale- della volontà dei radioamatori italiani.
Tutto qui ? Non proprio.
Siccome un pensiero tira l’altro, che dire della ulteriore confusione creata sui termini per le votazioni, scritti e rettificati più volte, nonché del fatto che per le votazioni è stato scelto proprio il mese di agosto, tempo di assenze e di vacanza per la maggioranza degli italiani?
Sarà sempre un caso, ma ecco un buon terzo e quarto motivo per essere meditabondi.
La meditazione su tutti questi casi della vita (che in ARI si ripetono con sinistra frequenza) diviene dubbio amletico quando pensiamo al quinto e principale motivo di perplessità, che consiste nel numero di schede realmente stampato ed inviato.
Non esistono, su questo aspetto cruciale, riscontri ufficiali, ma unicamente dichiarazioni provenienti da privati, alle quali -al pari di “voti di buona fede”- siamo chiamati a credere, volenti o nolenti, incrociando le dita.
Senza scomodare la divertente parodia di DON DX ED IL MALIGNO , non ci può essere alcuna certezza sul voto se non vi sono riscontri seri ed ufficiali sul numero di schede stampate ed inviate, nonché sul numero e sulla identità dei votanti.
I nostri Sindaci si inalberano difronte a queste affermazioni, ma sappiano che quando un cittadino esce dal seggio elettorale ha la sua brava scheda timbrata che comprova l’avvenuto esercizio del proprio diritto-dovere di scegliere chi lo deve rappresentare.
L’iscritto all’ARI invece, cari Sindaci, non ha nulla, ma proprio nulla, che provi che ha votato (se la sua scheda, per esempio, venisse smarrita dalla posta) oppure che è stato proprio lui, e non “casomai” altri, a compilare “quella” scheda che Voi poi andrete a verificare.
Mi dispiace se questo suona spiacevole alle orecchie di qualcuno, ma il dubbio di tutti è la conseguenza delle scelte di pochi.
Sappiano infatti i Sindaci che le loro scelte sono state talvolta irragionevoli ed inesplicabili, come quando hanno preferito spendere di più affrancando le buste singolarmente, invece di inviarle con l’affrancatura automatica postale, il che avrebbe consentito oltre al risparmio un riscontro ufficiale sul numero di buste inviate.
Quindi, per concludere, ben cinque buoni motivi Quindi, cinque buoni motivi per chiedersi se il voto che conosceremo il 20 settembre sarà la vera espressione della volontà dei radioamatori italiani.
Purtroppo, dopo che l’opera di sensibilizzazione nei confronti dei Sindaci per una maggiore trasparenza del voto è naufragata, non c’è nulla che ora si possa più fare per sciogliere dubbi che sono forti e legittimi.
Il nostro Statuto ha assegnato loro in via esclusiva l’organizzazione elettorale: questo è quanto hanno deciso di fare. Punto.
Se poi la “mala sorte” si è accanita nei loro confronti, più e più volte, rendendo il tutto più complicato, sarà stato lo scherzo del destino.
Sarà: ma come per gli ultimi fuochi in una notte interminabile, verrà pure l’alba, e conosceremo il risultato.
Anzi, lo conosceremo e lo verificheremo: infatti io mi auguro, come tutti i radioamatori italiani si augurano, che nonostante i dubbi, e nonostante tutto quanto è stato fatto per non evitarli, esso possa tuttavia riflettere la volontà della maggioranza degli elettori, qualunque e comunque espressa.
Non importa chi alla fine sarà vincitore: basta solo che quanto risulterà sia quanto gli elettori hanno effettivamente voluto.
Siccome gli elementi oggettivi di riscontro sono già stati predisposti, nulla dico di più al buon intenditore: sarà compito dei nuovi Sindaci effettuare (anche se purtroppo a posteriori) gli opportuni riscontri sull’avvenuto regolare svolgimento delle elezioni, al fine non solo di poter sciogliere i restanti dubbi, ma soprattutto consentire al vincitore -chiunque esso sia- di potersi legittimamente ritenere rappresentante della volontà della maggioranza degli elettori.
I4AWX, Luigi Belvederi
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3-
Da: Carlo L. Ciapetti
Radio Rivista, un giornale privato...
Carissimo Paolo,
leggo sul numero 139 del Radiogiornale, la lettera di Pietro Marino IT9ZGY.
Questa lettera mi riporta alla mente episodi che vorrei aver dimenticato, dopo 15 anni dalla mia radiazione dall'ARI per essermi opposto ad un modo di gestirla che peraltro non e' mai cessato.
Radio Rivista non era allora - e a quanto pare non e' oggi - la rivista dei Soci ma bensi' il palcoscenico dei "padroni del vapore" che dalle sue pagine hanno sempre esposto solo le loro idee, accusando e ingiuriando chi la pensava diversamente o avanzava critiche senza dare alcuna possibilita' di replica sulle stesse pagine.
In questa stessa linea deve essere collocata la politica editoriale di Radio Rivista: nonostante fossi un Consigliere eletto dai Radioamatori italiani - il "popolo bue", come veniva allora definito da qualcuno - non sono mai riuscito a veder pubblicati quegli interventi nei quali esprimevo considerazioni contrastanti con quelle del presidente (mi rifiuto di usare la maiuscola) e di altri membri del consiglio direttivo (idem).
Il tutto in omaggio a quella liberta' di pensiero e di espressione, sancita dalla Costituzione, che avrebbe dovuto e dovrebbe tuttora essere garantita, in un'Associazione legalmente riconosciuta, non solo ad un Consigliere ma a tutti i Soci (e qui la questione e' diversa, la maiuscola e' collettivamente d'obbligo).
Non ricevo piu' Radio Rivista ma grazie al Radiogiornale - divenuto di fatto l'organo dei Radioamatori italiani - ho potuto rendermi conto che ci sono candidati validi, come Luigi Belvederi I4AWX, in grado di poter essere eletti, capaci - con un'azione onesta, competente, trasparente e impegnata - di poter riportare un'ARI da troppo tempo malgestita alla sua reale natura di organismo rappresentativo dei Radioamatori italiani.
Spero quindi vivamente - in nome di un'affezione che irragionevolmente mantengo nei confronti di questa Associazione, nella quale ho creduto e per la quale ho lavorato con impegno - che queste nuove elezioni, anche se appaiono "sapientemente" malgestite, possano segnare la fine di un periodo di oscurantismo troppo a lungo protrattosi, facendo tornare l'ARI alla dignita' che le compete.
Ma c'e' una considerazione a margine che mi preme fare: la necessita' di una continua attenzione di attenta partecipazione da parte di tutti i Soci nei confronti della vita associativa.
Da questa considerazione scaturiscono due domande: una a Pietro Marino: "Quando io nel 1988 denunciai le stesse cose, tu cosa facesti ?" ed un'altra a tutti i Soci: "Quanti di voi mi sostennero quando dovetti ricorrere ad Elettronica Flash per denunciare l'operato del consiglio direttivo di allora, quasi lo stesso di oggi ?".
Le risposte non possono essere che queste due, rispettivamente: "Nulla !" e "Nessuno !".
Una lezione per il futuro.
Un cordiale saluto e un grazie per la tua opera d'informazione.
73 de Carlo Luigi Ciapetti I5CLC
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4-
Da: Gilberto [giltec@iol.it]
Radiocronache...ARI !!!
Ciao,sono Gilberto,IK7LMX iscritto alla sez.di Lecce e al Salento DX Team
Ti invio un articolo per il Radiogiornale con preghiera di pubblicazione
Per info o chiarimenti,contattami pure
Ciao
Gilberto,IK7LMX
Salve a tutti,
sfogliando RR del mese di giugno, nella rubrica radiocronache,sono stato attratto da un’articolo a firma di IK7FIB, Presidente della sezione ARI di Bari,dal titolo “Bari-Bar 3/8/1904”
Tale articolo che si può anche leggere all’indirizzo web www.ari.it/bari.htm è il resoconto dell’attività radiantistica svolta da tale sezione in occasione della ricorrenza marconiana
Ma la cosa che mi ha colpito è un’altra : la foto del presidente ARI di Brindisi con tanto di impermeabile davanti a un rtx ,all’interno di un bastione della mia città ! Nell’articolo si narra infatti che ....(COPIA/INCOLLA)
Le manifestazioni marconiane dell’anno 2004 hanno inizio con l’organizzazione di una mostra della radio tenutasi a Brindisi nei “Bastioni San Giacomo” dal giorno 1° al 28 febbraio 2004, in tale periodo la Sezione di Brindisi attraverso il suo Presidente I7TAC Nicola Tamburano attiva una stazione radio all’interno dei locali con nominativo IQ7PU e vengono effettuati migliaia di collegamenti in 40 e 80 metri.
Molto bene,si direbbe un qualunque radioamatore ma...non è affatto così !
L’antefatto è che giorno 15 febbraio dopo ben due settimane dall’inaugurazione di tale mostra, non s’era visto un briciolo di OM locale e allora io,IK7JWX,IZ7CTE,IK7FPX e IZ7DPB ci siamo messi lì davanti all’ingresso con un tavolinetto, batteria,rig,ed antenna a fare attività valida anche per il DCI.Qualche giorno prima IK7JWX aveva chiesto la nuova referenza BR032 DCI, ma questo forse alla Iq7PU non lo sapevano!
Eccovi una foto dell’attivazione :
E’ successo un “casino” : il sig.I7TAC ha chiamato al cell.di IK7FPX per dire che non eravamo AUTORIZZATI. Altra telefonata di IK7FIB,ecc.che diceva che non potevamo stare lì anziché ci sarebbe stata in seguito altra occasione a Bari (ma noi eravamo a Brindisi...) e via di seguito. Intanto noi proseguivamo a far radio e a dare dimostrazioni della potenzialità delle onde corte ai presenti, tant’è che un assessore comunale lì presente, già ex CB anni 80 ci invitava ad installare la stazione all’interno del bastione per la domenica successiva. Ma ecco che qui arriva un misterioso FAX inviato dall’alto dove è scritto che SOLO la sez.di Brindisi E’ AUTORIZZATA a trasmettere da lì con il nominativo IQ7PU !?!
Allora la domenica successiva ci siam presentati per avere qualche chiarimento...ma nulla : solo loro sono autorizzati !