Radiogiornale 148
Anno IV – 17 Dicembre2005
Questo è il sito web http://www.radiogiornale.org
PER PRELEVARE TUTTE LE COPIE
DEL RADIOGIORNALE
PACE E SERENITA’ A TUTTI I POPOLI
Afrikaans: Gesëende Kersfees!
Africano/ Eritrean/ Tigrinja: Rehus-Beal-Ledeats!
Albanese: Gezur Krislinjden!
Arabo: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah!
Argentino: Feliz Navidad!
Armeno: Shenoraavor Nor Dari yev Pari Gaghand!
Bahasa Malaysia: Selamat Hari Natal!
Basco: Zorionak eta Urte Berri On!
Bengalese: Shuvo Naba Barsha!
Boemo: Vesele Vanocce!
Bretone: Nedeleg laouen na bloavezh mat!
Bulgaro: Tchestita Koleda; Tchestito Rojdestvo Hristovo!
Catalano: Bon Nadal i un Bon Any Nou!
Cileno: Feliz Navidad!
Cinese: (Mandarino) Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan!
(Cantonese) Gun Tso Sun Tan'Gung Haw Sun!
Colombiano: Feliz Navidad y Próspero Año Nuevo!
Coreano: Sung Tan Chuk Ha!
Cornovaglia: Nadelik looan na looan blethen noweth!
Croato: Sretan Bozic!
Ceco: Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok!
Danese: Glædelig Jul!
Ebraico: Mo'adim Lesimkha, Chena tova!
Eschimese: Jutdlime pivdluarit ukiortame pivdluaritlo!
Esperanto: Gajan Kristnaskon!
Estone: Ruumsaid juulup|hi!
Filippino: Maligayan Pasko!
Finlandese: Hyvaa joulua!
Fiammingo: Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar!
Francese: Joyeux Noel!
Gaelico: Nollaig chridheil agus Bliadhna mhath ùr!
Gallese: Nadolig Llawen!
Giapponese: Shinnen omedeto, Kurisumasu Omedeto!
Greco: Kala Christouyenna!
Hawaiano: Mele Kalikimaka!
Hindi: Shub Naya Baras!
Indonesiano: Selamat Hari Natal!
Inglese: Merry Christmas!
Iracheno: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah!
Irlandese: Nollaig Shona Dhuit, or Nodlaig mhaith chugnat!
Islandese: Gledileg Jol!
Italiano: Buone Feste Natalizie!
Latino: Natale hilare et Annum Faustum!
Lettone: Prieci'gus Ziemsve'tkus un Laimi'gu Jauno Gadu!
Lituano: Linksmu Kaledu!
Macedone: Sreken Bozhik!
Maltese: Il Milied it Tajjeb
Maori: Meri Kirihimete!
Micronesia: Neekiriisimas annim oo iyer seefe feyiyeech!
Norvegese: God Jul, or Gledelig Jul!
Olandese: Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar! or Zalig Kerstfeast!
Papua Nova Guinea: Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu!
Peruviano: Feliz Navidad y un Venturoso Año Nuevo!
Polacco: Wesolych Swiat Bozego Narodzenia or Boze Narodzenie!
Portoghese: Feliz Natal!
Rapa-Nui (Isola di Pasqua): Mata-Ki-Te-Rangi, Te-Pito-O-Te-Henua!
Rumeno: Sarbatori Fericite
Russo: Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom!
Samoa: La Maunia Le Kilisimasi Ma Le Tausaga Fou!
Serbo-Croato: Sretam Bozic, Vesela Nova Godina!
Serbo: Hristos se rodi!
Slovacco: Vesele, a stastlivy Novy Rok!
Sloveno: Vesele Bozicne, Screcno Novo Leto!
Spagnolo: Feliz Navidad!
Svedese: God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År!
Tailandese: Sawadee Pee Mai!
Tedesco: Froehliche Weihnachten!
Turco: Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun!
Ucraino: Srozhdestvom Kristovym!
Ungherese: Kellemes Karacsonyi unnepeket!
Vietnamita: Chung Mung Giang Sinh!
Jugoslavo: Cestitamo Bozic!
Ma il Capodanno non lo festeggiamo tutti assieme
Vischio beneaugurante, tavola imbandita e tappi di spumante lanciati al cielo non appena l'orologio segna la mezzanotte del 31 dicembre. Così si consuma il rito dell'ultimo giorno dell'anno nei paesi occidentali Ma a festeggiare con noi l'inizio del nuovo anno è solo una minoranza dell'umanità.
In Occidente segna giorni e mesi il calendario gregoriano, così denominato per la riforma voluta dal Papa Gregorio XIII nel 1582. Mentre i paesi protestanti si sono a poco a poco adeguati, nella Chiesa Ortodossa il caléndario liturgico è rimasto indietro di tredici giorni rispetto al nostro. Si spiega così perché l'anniversario della Rivoluzione di Ottobre venisse celebrato in realtà a novembre. La presa del Palazzo d'Inverno ebbe luogo tra il 24-25 ottobre secondo il caléndario ortodosso, corrispondenti al 6 e 7 novembre. Il Natale ortodosso cadrà quindi il prossimo 7 gennaio, mentre il primo giorno del nuovo anno sarà il 14 gennaio. Più complesse le differenze con il calendario islamico. L’anno è composto da mesi lunari ed è più corto del nostro (354 giorni).
Gli anni si contano a partire dal nostro 622 d.C., anno dell’Egira (la fuga di Maometto dalla Mecca a Medina).
Casualmente quest’anno il 31 dicembre è luna nuova: la data corrisponde quindi alla fine di un mese lunare. Il primo gennaio sarà dunque il primo giorno del mese di Dhul-Hijja del 1426 islamico. Il primo giorno del 1427 (mese di Muharram) casrà invece il 31 gennaio 2006.
Il calendario più antico è quello ebraico, anch'esso articolato in mesi lunari. Il Capodanno (Rosh ha Shanà), basato sulla data tradizionale della creazione del mondo, cade il primo giorno del mese di Tishri. Il 3 ottobre 2005 è stato il capodanno del 5766, mentre dovremo aspettare il 22 settembre 2006 per il capodanno del 5767.
Per il Capodanno cinese dopo l'anno del Gallo (9 febbraio 2005 - 28 gennaio 2006), sarà la volta dell'anno del Cane (29 gennaio 2006 - 17 febbraio 2007).
C’i sono infine i fusi orari che differenziano ulteriormente il momento dei festeggiamenti del nuovo anno!
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Sommario:
1 - Il Presidente dell’A.R.I. I4AWX Luigi Belvederi sulla revisione dello Statuto;
2 - Chiesta la modifica del Collegio dei Probiviri regionale;
3 - 1906 primo Natale con la radiodiffusione;
4 - Artide addio!;
5 - Fonti rinnovabili;
6 - Il worm si affaccia nella chat;
7 - Internet: pericolo tastiere;
8 - Stampanti spia;
9 - Sperimentare;
10 - L’autocostruzione non è morta;
11 - Eventi del prossimo anno;
12 - A.R.I. Sala Consilina: Diploma “I Radioamatori famosi”;
13 - A.R.I. Modena: XLVIII Symposium VHF – UHF – SHF;
14 - A.R.I. Cassano delle Murge: nuovo ripetitore UHF;
15 - Posta elettronica certificata;
16 - Onde e loro propagazione 11° parte;
17 - I grandi dell’elettricità;
18 - Silent key IK3WEX;
19 - Mercatino radioamatoriale;
20 - Informazioni.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
1-
In risposta all’ articolo di I6TJD Francesco Ginobili pubblicato nel numero scorso
Il Presidente dell’ARI
I4AWX Luigi Belvederi
SULLA REVISIONE DELLO STATUTO
Va come sempre il merito al Radiogiornale di stimolare in positivo il dibattito sulle cose da fare: mi riferisco alla lettera di un OM che volendo rientrare in ARI, non se la sente di “passare al vaglio” della presentazione di una domanda firmata da due soci e “controfirmata dal Presidente della Sezione”.
Giustamente il Direttore Mattioli ha risposto che tra i programmi dell’attuale Consiglio vi è la revisione dello Statuto, e quindi sono lieto di offrire ai radioamatori italiani uno “status report” sull’argomento.
In primo luogo, abbiamo creato una Commissione per la revisione dello Statuto, composta, oltre che dal sottoscritto, anche da IT9ZGY (Pietro Marino) e da I1JQJ (Mauro Pregliasco).
La Commissione conta di presentare le prime proposte entro la prima metà del 2006 e già a far tempo dall’Assemblea Straordinaria di Pompei del 25-26 febbraio 2006 verrà iniziata la discussione su alcuni dei temi di fondo più sentiti, quali ad esempio l’incompatibilità tra l’appartenenza all’ARI e ad altre associazioni radioamatoriali.
La revisione dello Statuto è un lavoro estremamente delicato che va portato avanti con la massima apertura ed il massimo consenso, perché ci avviamo a varare una riforma che avrà riflessi di grande portata per il futuro del nostro Sodalizio, e quindi dovrà necessariamente essere condivisa dalla maggioranza degli iscritti.
Per questo pensiamo ad un progetto aperto alla discussione, alle critiche ed ai contributi di tutti, una sorta di “libro aperto” sul quale confrontarci e sul quale, alla fine, il Consiglio potrà trarre le necessarie conclusioni per la stesura definitiva del nuovo progetto di riforma.
Rammento che la stesura definitiva –a termini di Statuto vigente- dovrà essere dapprima approvata da una Assemblea generale, poi dovrà essere sottoposta ad un referendum tra tutti gli iscritti ed infine essere approvata dalla Prefettura di Milano, competente per territorio.
Si tratta quindi di un cammino lungo e non privo di ostacoli ed insidie, che, ripeto, dovrà necessariamente vedere il coinvolgimento di tutta la base sociale.
Per quanto specificatamente attiene il problema sollevato dal lettore, innanzitutto preciso che, per l’iscrizione, non è assolutamente vero che occorra la “controfirma del Presidente della Sezione”, perché lo Statuto prevede unicamente la firma di due soci presentatori.
Questo è attualmente detto a chiare lettere dall’art. 9 dello Statuto vigente, e non è possibile al momento fare diversamente.
Lo so bene che altre associazioni (ARRL, RSGB) non prevedono questo passaggio, ed in verità abbiamo pensato, anche con interpretazioni “innovative” della normativa esistente, di cercare di aggirare l’ostacolo per proporre fin da subito una iscrizione “on line”, che sarebbe stata gradita a molti, ma purtroppo ci siamo scontrati con il dato oggettivo di quanto previsto a chiare lettere dallo Statuto, e quindi non è possibile allo stato fare diversamente.
Nella riforma, tuttavia, prevediamo di rendere la normativa di iscrizione più veloce e quindi aderente ai tempi, così come prevediamo di istituire, per le votazioni, una consultazione diretta in forma telematica da parte di tutti gli associati, tramite l’accesso ad un’area riservata del sito dell’ARI e la compilazione di una scheda di voto elettronica.
Passi in questa direzione li stiamo già facendo, ad appena due mesi dal nostro insediamento, avendo dotato finalmente di email la Segreteria dell’ARI che, da marzo, abolirà la maggior parte delle comunicazioni in forma cartacea nella corrispondenza con le Sezioni ed i soci.
Le circolari in questo senso alle Sezioni sono già state diramate dalla Segreteria Generale.
I verbali del CDN sono ora disponibili on-line appena 48 ore dopo le sedute del Consiglio, e vengono pubblicati sulla rivista in uscita il mese successivo, a differenza di quanto accadeva in passato, quando spesso passavano anche cinque o sei mesi prima che i soci sapessero cosa era stato deciso dai vertici associativi.
Ritengo che sia stata imboccata la strada giusta, con una buona dose di entusiasmo e di lavoro quotidiano, che permetterà, in un tempo ragionevole, di ottenere gli obiettivi che tutti da anni ci siamo prefissi.
Il fatto che oggi esistano oggettive difficoltà, derivanti da norme antiquate che nel tempo non sono state aggiornate, è una eredità con la quale per un certo tempo dovremo purtroppo convivere, e la coscienza di queste difficoltà, a mio avviso, lungi dal provocare reazioni “di sconforto”, dovrebbe essere motivo di maggior unione tra di noi per modificare, con l’aiuto di tutti, lo stato esistente delle cose ed arrivare così prima alla meta.
Una ragione in più, quindi, per iscriversi, all’ARI, anche a dispetto di qualche formalità che per il momento possiamo non condividere.
Luigi Belvederi, I4AWX
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
2-
Da: IT9CCB Adriano Cutrufo 2stroke@tiscali.it
IT9CCB propone la revisione dell’ articolo 44 dello Statuto A.R.I.
PROBIVIRI REGIONALI
ELETTI NON NOMINATI
Desidero che questa mia proposta venga pubblicata nel prossimo numero del Radiogiornale.
A proposito della revisione dello statuto, il sottoscritto IT9CCB, chiede la revisione dell'articolo 44, che attualmente recita:
Art. 44
Al fine di dirimere eventuali gravi divergenze fra Soci o fra Sezioni, su richiesta di un Socio o di una Sezione interessata può essere nominato dal Consiglio Direttivo o dal Comitato Regionale competente un Collegio di Probiviri composto da tre membri, scelti tra i Soci che abbiano compiuto il quarantesimo anno di età e che siano iscritti all'A.R.I. da almeno dieci anni. Il più anziano dei tre membri è il Presidente di diritto.
Io propongo di fare eleggere da tutti i soci, per ogni regione d’Italia, un collegio di Probiviri, che dovrà restare in carica un settennato, e i componenti non potranno essere più rieletti. Tale collegio di probiviri in numero di tre, oltre a svolgere i compiti previsti dall'articolo 44, dovrà svolgere funzioni di GARANTE dello Statuto e delle decisioni prese o adottate dal Consiglio Nazionale.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
3-
1906 PRIMO NATALE
CON LA RADIODIFFUSIONE
Reginald A. Fessenden
Alla vigilia di Natale del 1906 da Brant Rock, nel Massachusetts, fu trasmessa a centinaia di chilometri di distanza la prima trasmissione radiofonica: due brani musicali accompagnati da un breve discorso. Per la prima volta il sistema realizzato una decina d’anni prima da Guglielmo Marconi (1874-1937), consistente nella trasmissione di impulsi elettrici da un circuito all’altro per mezzo di una particolare forma di energia raggiante, le onde radio, veniva utilizzato per qualcosa di diverso dalle comunicazioni telegrafiche. A mettere a punto la nuova tecnica era stato il fisico americano-canadese Reginald A. Fessenden (1866-1932). La radio riscontrò un immediato successo presso il pubblico. Basti pensare che nella sola Europa, nel 1938, gli abbonati alla radio erano più di 30 milioni.
#
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
4-
Sempre più preoccupazioni per il clima
Allarme calotta artica
scomparirà in 150 anni
Effetto serra, ghiacci che si sciolgono, mari che aumentano. Gli scienziati da tempo hanno lanciato l'allarme per i guasti climatici sulla Terra. Nuovi dati sempre più preoccupanti si aggiungono a conferma dell'emergenza, una catastrofe che porterebbe alla scomparsa della calotta artica nel giro dei prossimi 150 anni.
Entro 300 anni la temperatura media potrebbe aumentare fino a 8 gradi con un aumento effettivo di ben 20 gradi nelle aree polari, la conseguente distruzione delle calotte (quella artica scomparirebbe già in 150 anni) e un innalzamento del livello del mare di circa 7 metri. Queste le previsioni del supercervellone del Lawrence Livermore National Laboratory che ha calcolato gli scenari oltre il 2100 e fino al 2300, il tutto calcolato in assenza di misure di mitigazione.
Ma l'emergenza, anche se non così apocalittica, è già in atto: record di uragani in numero e violenza, picchi dei fenomeni estremi, colonnina di mercurio in salita, riduzione dei ghiacci. Tutti concreti campanelli d'allarme da non sottovalutare, dicono gli scienziati. E si apre la sfida tra 189 Paesi. A Montreal via undicesima conferenza delle parti che aderiscono alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (Cop11).
Una conferenza che rappresenta il primo banco di prova per il Protocollo di Kyoto dopo la sua approvazione definitiva lo scorso 16 febbraio. Nodo della questione non tanto e non più il Protocollo in sé ma il post-Kyoto. E, fanno sapere i rappresentanti istituzionali, non chiamatelo "Kyoto 2" perché l'obiettivo è andare oltre.
A Montreal si dovevano infatti definire le strategie globali per "governare" il cambiamento climatico dopo l'entrata in vigore del Trattato internazionale salva-clima, ma con scarsi risultati a causa delle grandi nazioni che temono di dover ridurre il “benessere” responsabile dell’inquinamento di anidride carbonica. I negoziati, che si sono chiusi il 9 dicembre, dovevano cercare di coinvolgere in un piano comune gli Stati Uniti e i Paesi in via di sviluppo, in particolare India e Cina, insieme agli altri Paesi industrializzati (Canada, Giappone e Australia) che hanno costituito nel luglio 2005 un accordo "Asia-Pacifico" per una riduzione dei gas serra su base volontaria tramite lo sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni energetiche, ma i risultati sono stati scarsi per l’egoismo di alcune grandi nazioni.
Il Protocollo di Kyoto andrà avanti anche dopo il 2012 con ulteriori obiettivi di riduzione delle emissioni. E' quanto è stato deciso a Montreal, dove si sono riuniti i rappresentanti di 188 Paesi per discutere del futuro del pianeta. Il nuovo accordo, come quello precedente, non è stato sottoscritto dagli Stati Uniti, che però hanno firmato un documento di impegno a entrare in un "dialogo globale" sul futuro della lotta al cambiamento climatico. Niente impegni vincolanti, dunque, ma almeno non la posizione di totale esclusione degli anni passati.