Radiogiornale 156

Anno V – 28 aprile 2006

 Questo è il nostro sito web  http://www.radiogiornale.org

PER PRELEVARE TUTTE LE COPIE

DEL RADIOGIORNALE

 

 

 

 

Sommario:

  1 - Maggio Dichiarazione dei redditi, 5X1000 ai Radioamatori;

  2 - WRC 2007: stiamo attenti alle nostre frequenze;

  3 - A proposito di Ham; 

  4 - Coordinamento;

  5 - Diploma Castelli della Campania;

  6 - Ricordando Torino 2006;

  7 - Grande Fiera di Forlì;

  8 - Lecco: Elettronica expo day;

  9 - Genova: 13° Marc di Primavera;

10 - Help campi magnetici;

11 - 2° Diploma COTA;

12 - Salento 2006;

13 - ARI Magenta: Mercatino e Meeting ATV;

14 - La radio nelle scuole;

15 - Attivazione Isola di Lampedusa;

16 - Registration Code Winpack UI-View32;

17 - Scintillatore per Pulso reattore;

18 - I grandi dell’elettricità;

19 - Attivazione Isola do Favignana;

20 - Mercatino radioamatoriale;

21 - Informazioni.

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1-

MAGGIO - dichiarazione dei redditi 5X1000 ai Radioamatori

Codice Fiscale dell’ARI (03034860159) - Sul Mod. 730, CUD e sul Modello Unico “Persone Fisiche 2006” - firma nell’apposito riquadro e inserisci il Codice Fiscale dell’ARI.

Non si tratta di una tassa aggiuntiva ma di un modo, gratuito per il contribuente, per rafforzare i radioamatori permettendo di attuare nuove importanti iniziative. Oggi con la dichiarazione dei redditi puoi contribuire a dimostrare il tuo attaccamento alla nostra importante categoria che si distingue, fin dai tempi del nostro precursore Guglielmo Marconi, nei campi della ricerca e della sperimentazione e in quello del volontariato! Ovviamente l’8X1000 alla Chiesa rimane in funzione.

Non firmando la destinazione del 5X1000 le somme vengono automaticamente incamerate dallo Stato.

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 2-

Su segnalazione di Adriano Cutrufo IT9CCB

WRC 2007

Fanno gola al Ministero della Difesa

STIAMO ATTENTI ALLE NOSTRE FREQUENZE!

 

Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni (WRC 2007)

 

Lo scopo della Conferenza è quello di rivedere il Regolamento delle radiocomunicazioni (RR), che ha lo statuto di un Accordo internazionale di carattere cogente, secondo un ordine del giorno che viene individuato nelle sue forme generali nella WRC che viene formalmente approvato dal Consiglio dell’ITU. Il Ministero delle comunicazioni, attraverso la Direzione Generale per la pianificazione e gestione dello spettro radioelettrico, svolge un ruolo primario sia nella preparazione della conferenza che nella guida della delegazione italiana durante la conferenza.

 

La preparazione delle WRC richiede la partecipazione attiva ai lavori dei gruppi istituiti in ambito CEPT (Conference Preparatory Group e relativi Project Teams), con lo scopo di definire la politica comune europea per quanto riguarda le posizioni da assumere nel corso della WRC, ed espressa tramite le ECP (Proposte comuni europee) ed infine la partecipazione alla Conferenza stessa, ove le proposte vanno presentate e sostenute.

 

L’attività richiede anche la discussione e la definizione, attraverso il Gruppo Nazionale di preparazione alla conferenza, delle linee generali della politica italiana nel settore delle radiocomunicazioni, che vengono definite con il contributo essenziale di tutti gli attori, pubblici e privati, operanti nel campo delle radiocomunicazioni (operatori, associazioni di categoria, Enti e Ministeri), ma la cosa strana è che non vi sono i radioamatori!

 

La prossima Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni si terrà nel 2007 presumibilmente a Ginevra ed a livello nazionale sono in corso le attività di preparazione attraverso il Gruppo Nazionale, articolato in Sottogruppi Il lavoro svolto nel corso del quadriennio 2003-2007 si sostanza, come atto finale, nella partecipazione alla WRC 2007 da parte dei funzionari del Ministero delle comunicazioni che coordineranno e guideranno la delegazione italiana, di cui potranno far parte anche rappresentanti di altri Ministeri, di organismi pubblici, di operatori, di associazioni e di ditte manifatturiere del settore delle radiocomunicazioni.

In relazione a ciò sono in corso presso il Ministero delle comunicazioni le riunioni del Gruppo Nazionale di preparazione della WRC 2007 (GN_WRC07), correlato alle attività del gruppo CPG (Conference Preparatory Group) della CEPT (Conferenza Europea delle Amministrazioni Postali e delle Telecomunicazioni) per la preparazione della prossima Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni dell’ITU che si terrà nel 2007

 

Le riunioni sono state focalizzate sull’esame delle attività del gruppo e dei suoi project teams che hanno avuto due riunioni ciascuno, sin dall’ultimo CPG, in preparazione della terza riunione del CPG07-3 tenuta a  Neuchatel (Svizzera) dal 17 al 20 gennaio 2005.

Prendono parte alle riunioni, rappresentanti della DGPGF, in qualità di Direzione coordinatrice del gruppo e dell’ISCTI, del Ministero delle Comunicazioni, del Ministero della difesa (MIRFA), dell’ANDEC, dell’Alenia Spazio, della TELEMAR, della Telecom Italia, della RAI, della Telespazio e della Qualcomm, e dell’AGCOM. Stranamente i radioamatori sono esclusi nonostante il rappresentante del Ministero della Difesta T C Biagio Frugarello che ha chiesto di rivedere le attribuzioni di tutti i servizi radio nella gamma ad onda corta (HF) tra 4-10 MHz, escluso la banda 7000-7200 kHz, e le bande marittime ed aeronautiche i cui piani di allocazione sono nelle Appendici 25, 26 e 27 e le cui canalizzazioni sono nell’Appendice 17 del Regolamento delle Radiocomunicazioni.

E a proposito dei 7 MHz ricordiamo che alle ore 00.01minuto el 29 marzo del 2009 ai radiamatori italiani dovrebbe essere permeso di operare fino ai 7.200Mhz. Cosa sta facendo il Ministero delle Comunicazioni per attuare la normativa dettata dalla WAC2003 e cosa sta facendo per far fare le valigie sulla frequena ei 7.160 Mhz alla Rai che trasmette programmi in lingua italiana???

 

Poiché l’elemento di maggiore interesse è quello di trovare ulteriore spettro per il servizio di radiodiffusione tra 4-10 MhzMHz, risulta che i servizi che saranno interessati da tale ricerca possono essere soltanto i servizi, fisso e mobile.

 

Anche per questo punto, poiché il maggiore utilizzatore di tale banda è il Ministero della difesa, il T.C. Frugarello ha espresso la propria preoccupazione sulla possibilità di perdita di spettro radioelettrico da parte dei servizi fisso e mobile a favore del servizio di radiodiffusione o di radioamatore.

Sono note da anni le posizioni del nostro Ministero della Difesa per accaparrarsi quante più frequenze possibili, tanto che allo stato ne dispone molte di più di quanto non ne abbia il più grande esercito del mondo, quello degli Stati Uniti d’America. Unitamente a ciò vi è il modo arcaico dell’uso delle onde radio da parte del Ministero della Difesa italiano, tanto che ci si attarda ancora nell’uso delle HF e delle telescriventi di buona memoria, mentre gli altri paesi, anche della NATO sono ormai da anni sui satelliti con modi di emissione più molto moderni.

 

Poiché non ci risulta che nella passata gestione l’ARI avesse promosso iniziative atte a salvaguardare le nostre bande da certe ingordige, diventa urgente una presa di posizione in tal senso, atta a migliorare la nostra disponibilità di frequenze. Ovviamente diventa opportuno condurre una serrata iniziativa unitamente alla IARU

 

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  3-

 Di I 2 ZDH  Elio  

 

Una vecchia storia, ma ancora non si conoscono le origini di questa definizione

A PROPOSITO di  “ H A M “

Una cosa è certa: i radioamatori non sono prosciutti!

 

      L’altro giorno, dialogando sui 14,329 MHz con l’amico Mario VK3OB (triestino, diventato ora australiano ) è saltata fuori la domanda del perchè noi Radioamatori veniamo spesso definiti come HAM. Già tempo fa io mi ero interessato a questo quesito ed avevo appurato che le tre lettere dell’acronimo erano probabilmente le iniziali di tre radioamatori statunitensi che all’inizio del 1900 erano stati i pionieri del radiantismo nel loro Paese. Tuttavia tale limitata informazione era rimasta tale e, per questioni legate all'allora mio impegno lavorativo, non avevo potuto approfondirla.

Ora però, avendo raggiunto il traguardo delle ferie permanenti, di tempo a disposizione ne ho a sufficienza e, complice anche la curiosità dell’amico Mario, mi sono dedicato ad una ricerca su Internet concernente il “busillis”.

      Da una ricerca su Internet condotta tramite l’ottimo “Google”, usando le parole chiave “Origin of the Term HAM”,  ho trovato che l’  HARVARD WIRELESS CLUB (HWC) (*)  ha pubblicato recentemente quanto segue:                                       

 

(libera traduzione  dell’articolo dall'americano)

 

Ti sei mai domandato perchè noi radioamatori siamo chiamati Hams ? Bene, la risposta potrebbe essere questa: il nominativo HAM fu introdotta nel 1908 e fu assegnato   a una delle prime stazioni senza fili (era una novità in quell’epoca, quando dominava solo il telegrafo). Da questa stazione  trasmettevano (in Morse) alcuni soci dell’ Harvard Wireless Club e fra questi, c’erano: Albert Hyman, Bob Almy e Peggy Murray (quest’ultima, una ragazza).  

All’inizio loro denominarono la stazione come “Hyman-Almy-Murray”. Tuttavia, ben presto i tre constatarono che trasmettere in codice Morse un così lunga nominativo non era  cosa pratica ed allora decisero di cambiarlo in “HyAlMu”, usando le prime due lettere di ogni loro cognome. Ma agli inizi del 1909 sorse una certa confusione tra il loro segnale, HYALMU, con quello di una nave messicana portante il nome MYALMO. Così i tre radioamatori decisero di adottare (come nominativo) solo le iniziali dei loro cognomi e la stazione assunse definitivamente il nominativo “HAM”.

               Nel primo periodo pionieristico e sregolato dell’uso della radio, i radioamatori (americani) occuparono frequenze personali e scelsero autonomamente le lettere per i loro nominativi (e le potenze di trasmissione! ). Per questo, come talvolta può accadere anche oggi, alcune stazioni radioamatoriali avevano segnali migliori di certe stazioni commerciali. Le interferenze risultanti (e le proteste delle radio commerciali) pervennero all’attenzione del Congresso del Comitato (per le radiotrasmissioni) a Washington che si assunse l’onere di studiare il problema e di emettere un codice di regolamentazione, mirante a limitare di brutto l’attività radioamatoriale.

               Nel 1911, Albert Hyman scelse il controverso tema di questo progetto di regolamento delle trasmissioni radio senza fili quale argomento della sua tesi di laurea al Collegio HARVARD. Il suo insegante insistè affinchè una copia della tesi fosse mandata al Senatore David Walsh, membro del Comitato incaricato della stesura della legge.  Il Senatore rimase molto colpito da questo documento e richiese un intervento personale di  Hyman prima della riunione del Comitato stesso. A Hyman fu concessa la  facoltà di parlare e lui descrisse come la piccola stazione radio amatoriale HAM fosse stata costituita. Alla fine, quasi piangendo, affermò, nell’affollata aula del Comitato, che se la legge sulla limitazione dell’attività radiantistica fosse passata, la loro stazione (radio HAM) avrebbe dovuto cessare di trasmettere perchè, per ottenere la concessione di trasmissione, lui (ed i suoi colleghi) non erano in grado di sostenere l’esosa quota (di associazione)  e di far fronte ai diversi obblighi proposti nel disegno di legge (dalle stazioni radio commerciali).

Nel successivo dibattito del Comitato sulla legge, la piccola stazione amatoriale HAM divenne il simbolo di tutti i piccoli radioamatori degli Stati che stavano chiedendo a gran voce di essere preservati dalle minacce e dall’avidità della grandi stazioni commerciali che li volevano togliere di mezzo. Alla fine la proposta di legge fu presentata al Congresso ed ogni rappresentante parlò della piccola, povera stazione HAM.

Questo fu come andò all’inizio. La storia completa si dovrebbe trovare negli Atti del Congresso. La vasta pubblicità avuta da questa vicenda in tutta la Nazione portò all’identificazione della stazione HAM (e del suo nominativo) con i radioamatori. Da allora a tutt’oggi e probabilmente per il futuro del radiantismo,  ogni radioamatore è un HAM.

 

Nota: questa storia é stato pubblicata e riportata a voce innumerevoli volte negli ultimi 90 anni. Sfortunatamente “non é come molti dicono”.  I membri dell’HWC (Harvad Wireless Club) hanno ricercato delle conferme, anche ottenendo ed esaminando la copia degli atti del Congresso alla data della vicenda, ma non sono stati in grado di trovare notizie della presenza di Mr. Hyman prima del Congresso. Tuttavia bisogna ammettere che la cosa è molto divertente.

 

Fine del documento edito dal HWC

 

NB: alcune frasi non compaiono nel testo americano; sono mie aggiunte inserite per rendere più fluente e comprensibile il testo italiano.

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(*)  L'HWC è il primo Club di Radioamatori fondato nel mondo (1909) e fa parte dell'A.R.R.L (American Radio Relay League)      

 

               Quanto sopra è ciò che è riportato su Internet. In base alla nota inserita alla fine del resoconto, la storia narrata non sembra avere sufficenti riscontri validi per essere ritenuta del tutto vera. Tuttavia, a mio parere, l’origine dell’acronimo HAM derivante dalle iniziali dei tre radioamatori del HWC potrebbe, con buona probabilità, essere ritenuta plausibile. Non così le vicende relative alla diatriba Hylman – Congresso che, valutando i fatti con un po’ di buon senso, appaiono abbastanza “romanzati”. 

               Non per niente, tutte le edizioni del famoso ARRL HANDBOOK (almeno sino a quella del 2002 che ho visto) iniziano cosi: “Si sa che i Radioamatori sono anche chiamati “”hams””, (nessuno sa con sicurezza il perchè ! )

               Non parliamo invece degli "arrampicatori di specchi" che, dotati di fervida fantasia, sostengono che HAM deriverebbe da Hertz + Ampere + Magnetism, o di altre fantasiose estrapolazioni .

Una cosa però è certissima: noi Radioamatori, non abbiamo nulla a che fare con il prosciutto (per chi non conosce l’inglese, ham = prosciutto).

                     

 I 2 ZDH  Elio   

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 4-

COORDINAMENTO

 

Da: Daniele Taliani [iv3tdm@radioconsulting.it]

 

A: Radiogiornale

Oggetto: Manifestazioni

 

Al responsabile del coordinamento.

Noto in apertura di questo ultimo numero del Radiogiornale, la giusta osservazione relativa alla mancanza di coordinamento degli eventi.

Purtroppo, devo convenire che questo coordinamento manca, e devo far notare che gli stessi organizzatori sono completamente assenti nel fornire informazioni, così come in questo caso il raduno interregionale di Pofi del quale non c'era alcuna traccia.

Quindi, cosa si può coordinare se da parte di coloro che devono mandare le informazioni non c'è alcun interesse al coordinamento ???

Sarebbe nei miei programmi anche una serie di interventi volti a fornire indicazioni ed a sensibilizzare sia gli organizzatori che gli enti fieristici, per ottenere tutta una serie di "vantaggi" reciproci, sulla scorta dell'esperienza di Pordenone risultata assolutamente positiva. Ma gli inviti a questo tipo di collaborazione sono caduti nel vuoto.

Non è semplice e pare che invece di interpretare queste iniziative come collaborazione, vi sia una specie di "paura della concorrenza". Mondo strano il nostro.............

In ogni caso, diamo tempo al tempo e chissà che anche queste cose, almeno in parte, non si riesca ad aggiustarle.

 

Un caro saluto de Daniele - IV3TDM

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 5-

Da: Giuseppe Pacifico [g.pacifico@it.ibm.com]

 

Ciao, invio il regolamento del diploma dei castelli della Campania per inserirlo nel vostro radiogiornale. Grazie

 

IK8WCQ Giuseppe

Segr. Sezione A.R.I. Salerno.

 

D.C.C.

Diploma dei Castelli della Campania

(Gestito dalla sezione A.R.I.di Salerno)

 

La Sezione A.R.I. di Salerno, in collaborazione con la Sezione A.R.I. di Mondovì (Cuneo) che gestisce il Diploma dei Castelli d’Italia, istituisce a carattere permanente il Diploma dei Castelli della Campania che verrà rilasciato ad O.M. e S.W.L. al fine di far conoscere i Castelli della Regione Campania e valorizzarne il patrimonio storico ed architettonico.

 

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