Radiogiornale 160
Anno V –15 luglio2006
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PER PRELEVARE TUTTE LE COPIE
DEL RADIOGIORNALE
BUONE VACANZE
Sommario:
1 - Tornare a casa!
2 - Abbandono animali: nuova legge severa;
3 - Chi ha ucciso l’auto elettrica?;
4 - Attivato nominativo speciale IZ2GUV;
5 - IM0/I0PNM attivato EU - 165;
6 - La radio nelle scuole;
7 - Orari estivi incontri in CW luglio - agosto;
8 - Appunti su alcune fiere;
9 - I telefonini “eccitano” la corteccia cerebrale;
10 - Segnalazione pirati;
11 - Breve storia dei virus;
12 - La radio e il gatto;
13 - UI – VIEW32 & Winpack nuove registrazioni;
14 - Privacy=Grande Fratello;
15 - Sistemi multipli di propulsione per pattino autocostruito;
16 - I grandi dell’elettricità;
17 - Mercatino radioamatoriale;
18 - Informazioni;
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1-
Una parola d’ordine – un impegno morale
Tornare a casa!
Superate tutte le ragioni, anche personali, che portarono alla divisione dei radioamatori, non ci sono più motivi per restare ancora divisi!
I Radioamatori italiani sono divisi organizzativamente in vari rivoli, grandi e piccini, dalle migliaia di iscritti a situazioni dove gli aderenti sono pochi intimi. Ci sono oltre 30 associazioni di tutte le dimensioni. Due le più grandi: l’ARI e il CISAR. Ma esistono ragioni valide perché i Radioamatori che hanno interessi uguali, una comune passione per la radio e sono perennemente in contatto tra loro, debbano stare divisi e spesso litigare per ragioni che nulla hanno a vedere con la loro attività?
Pubblicammo sul Radiogiornale nei numeri 38 – 39 – 40 e 41 una serie di articoli che trattavano l’argomento delle divisioni dovute in gran parte a ragioni soggettive di qualche persona che pensava di mantenere “il potere nell’ARI” attraverso questa assurda guerra con la divisione dei Radioamatori. Altre ragioni erano insite nella convinzione del CISAR di rifare una legislazione che facesse diventare i Radioamatori italiani uguali a quelli europei. Coloro che avevano operato per la divisione dei radioamatori, evidentemente per una questione di primogenitura furono contrari anche alla nuova Proposta di Legge. Oggi finalmente la nuova legislazione é una realtà.
Dato che le ragioni della divisione e della diaspora allo stato attuale non esistono più e vi è stato un radicale rinnovamento dei dirigenti dell’ARI, che ha fatto seguito alla nuova e moderna legislazione, frutto dell’impegno di coloro che ci hanno creduto e che si sono battuti per 30 anni per realizzarla, crediamo che i Radioamatori italiani non abbiano più motivi per stare ancora divisi.
Ricordiamoci che il CISAR nacque come gruppo specialistico all’interno all’ARI per interessarsi dei ripetitori, dei trasponder e delle moderne tecniche di trasmissione, ma fu di fatto estromesso per ragioni che non sono mai state chiarite.
Ma poi quanti amici OM hanno abbandonato l’ARI, o ne sono stati cacciati da una dirigenza che si preoccupava solo di non avere concorrenti, o comunque oppositori e per far ciò aveva modificato addirittura il Regolamento con il liberticida e famigerato articolo 13.1!
Oggi, raggiunti finalmente con successo i due importanti traguardi: quello di una nuova legislazione e quello di un rinnovamento della dirigenza, c’è rimasto il terzo obiettivo, quello dell’unità per riportare tutti gli OM italiani nella casa comune ARI.
L’abrogazione da parte dell’ARI dell’Art, 13.1 del Regolamento che sancisce l’incompatibilità con la doppia iscrizione é già un concreto passo avanti in direzione del superamento degli steccati per arrivare all’unità concreta.
Si tratterà di lavorare con pazienza, di dare a tutti quelli che lo desiderano spazi concreti di impegno all’interno dell’Associazione, superando le assurde divisioni e le sterili polemiche che non hanno più ragione di essere. Ridare cittadinanza, come era il programma iniziale del CISAR, a gruppi specialistici all’interno dell’ARI per meglio soddisfare le esigenze dei radioamatori italiani.
Dobbiamo avere tutti la consapevolezza che nel mondo di oggi si conta di più se si è uniti per portare avanti i nostri interessi comuni e i piccoli protagonismi non hanno certamente più futuro!
Crediamo che l’ARI, quale associazione di maggioranza, abbia il compito di ritrovare un dialogo con tutti i Radioamatori allo scopo di superare ogni divisione, così come fecero dopo la guerra i nostri predecessori, che senza patemi d’animo da due associazioni, l’ARI e il Radioclub d’Italia, ne fecero una sola.
Quella della riunificazione di tutti i radioamatori italiani deve diventare una battaglia ideale, un traguardo morale in cui credere, sappiamo con certezza, anche per le numerose e-mail che riceviamo sull’argomento, che la stragrande maggioranza degli OM é convinta ormai della necessità di remare tutti assieme dalla stessa parte a favore del rinnovamento e dell’unità..
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2-
Estate: attenzione a chi abbandona gli amici dell’uomo!
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Nuove leggi severe in difesa degli animali
Se vediamo abbandonare, o torturare un cane, o un altro animale, prendiamo il numero di targa del mascalzone che compie questo ignobile e vigliacco gesto e denunciamolo alle forze dell’ordine facendo così il nostro dovere civile e morale. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Dal sito ufficiale della Polizia di Stato
Legge contro il maltrattamento degli animali
Nel nostro Paese sono migliaia, ogni anno, i casi di maltrattamento e torture ai danni degli animali. Fino a un anno fa i responsabili di questi gravi atti non erano perseguibili per legge e l'abbandono sembrava destinato a rimanere un atto impunito. Nel luglio del 2004, invece, con la riforma del Codice penale, maltrattare gli animali diventa un vero e proprio reato.
Con la legge 189/2004, infatti, maltrattamento, abbandono, combattimenti e doping sono puniti con pene più severe e il reato non sarà più estinguibile con l'oblazione, ovvero il pagamento volontario di una determinata somma prima dell'apertura della causa. Forze dell'ordine e magistratura hanno così a disposizione un concreto ed efficace strumento di repressione del fenomeno.
Queste alcune delle normative vigenti in materia di abbandono e maltrattamento:
* Legge n. 189 del luglio del 2004 "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché dell'impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate"
* Legge n. 281 del 14 agosto 1991 "Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo"
Se avete notizie di maltrattamenti di animali fate una denuncia o segnalate il caso al commissariato di P.S. più vicino.
Vi segnaliamo, inoltre, il numero 848.588.544 - "S.O.S. Maltrattamenti" - della Lega anti vivisezione (Lav). Il servizio è stato istituito per diffondere la conoscenza della nuova legge sulla protezione degli animali (L.189/2004), per aiutare coloro che intendono presentare una denuncia o un esposto riguardante casi di maltrattamento di animali e per selezionare i casi più delicati per la costituzione di parte lesa e di parte civile della Lav. L'S.O.S. Maltrattamenti è un servizio attivo su tutto il territorio nazionale dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 ed ha il costo di una telefonata urbana.
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3-
Il potere dei petrolieri!
Chi ha ucciso l'auto elettrica?
Un mistero che sa di petrolio
In Usa il documentario sulla fine oscura delle Ev1
macchine a emissione zero, veloci, belle, finanziate da Clinton
Erano belle, veloci, soprattutto pulite. Oggi le loro stazioni di rifornimento costeggiano come lapidi impolverate le strade della California, le lamiere delle ultime vetture prodotte - gioielli a emissione zero e batteria elettrica, uno sprint che negli ultimi modelli raggiungeva i 250 km/h - accatastate una sull'altra a coprirsi di ragnatele nel deserto di Mesa, in Arizona. Abbandonate a marcire lì nuove di zecca, nonostante centinaia di americani abbiano implorato la General Motors di poterle acquistare col solo scopo di tenerle parcheggiate nel giardino di casa, immobili.
La rottamazione delle auto elettriche AV1
Erano le Ev1, "esemplari superbi" come le hanno definite gli affezionati acquirenti che ancora oggi le coccolano amorevoli facendosi fotografare mentre le accarezzano con lo sguardo perso, manifestano rabbiosi per resuscitarle, le ricoprono di fiori e manti neri inscenando il loro funerale. Perché furono esemplari effimeri, sopravvissero solo tre anni: nate nel 1996, vennero seppellite nel deserto dalla GM nel '99, dopo poco più di un migliaio di auto sfornato dalla fabbrica. Uccise - fa capire Chris Paine, regista del film documentario Who killed the electric car? da oggi nelle sale americane - dagli interessi che gravitano intorno al petrolio. Ma quali?
La protesta degli americani
Un mistero, che ha spinto automobil