La pubblicazione che vanta numerosi tentativi di  imitazione

Radiogiornale ®169

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Anno VI – 5 gennaio 2007

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Il Radiogiornale è redatto in modo volontaristico da radioamatori, é autonomo e indipendente, non ha sponsor e non è finanziato da terzi, é gratuito senza scopo di lucro, non  chiede soldi a nessuno e non ha incaricato qualcuno di farlo.

 

“Ma in che razza di mondo sono capitato?” 

 

Sommario:

  1. Si è dimesso il Presidente del CISAR;

  2. Attenti al BLOG: è arrivata la prima condanna per diffamazione;

  3. La radio nelle scuole;

  4. Una community per tutti i radiotelegrafisti;

  5. Alluvione di Firenze: una partecipazione riconosciuta e premiata;

  6. Con WiMax via radio, Internet veloce per tutti e tante altre cose!;

  7. Riconoscimento alla Sezione ERA di Taranto;

  8. Situazione sub-toni in Piemonte;

  9. Arriva VISTA;

10. Esercitazione sicurezza nei centri storici;

11. Expo elettronica a Modena;

12. Computerfest e radioamatore;

13. Con gli scarti del legno e le piante povere sostituiamo la benzina;

14. Il motore ad aria compressa;

15. I grandi dell’elettricità;

16. Mercatino radioamatoriale;

17. Informazioni.

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 1-

Si è dimesso dalla carica

il Presidente del CISAR

 

Aprendo formalmente una situazione di crisi, Luca Ferrara IK0YYY ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di Presidente del CISAR e da rappresentante del Consiglio Direttivo dell’Associazione, cariche che ricopriva da vari anni. Con una lettera pubblicata sul sito dello stesso CISAR, Luca Ferrara senza mezzi termini afferma testualmente, tra le altre cose, in quella che più che una dichiarazione appare uno sfogo da tempo represso: “ho visto che la mia presenza, abbia in un certo senso intralciato il cambiamento che si vuole imporre. Le nuove metodiche informatiche, le nuove frontiere e la necessità di stare al passo con i tempi, con ogni probabilità, si scontra con la mia tradizione, il mio modo di fare, che ormai è radicato, nei tre lunghi trienni di Presidenza”.

Il Consiglio Direttivo con un breve commento afferma di rispettare la decisione di Luca Ferrara, che pertanto non viene respinta, (come normalmente avviene in questi casi) e di sperare in un ripensamento, convocando il Consiglio Direttivo per la seconda metà di gennaio 2007 senza però precisarne l’ordine del giorno.

Dalle poche, ma significative cose scritte da Luca Ferrara appare che vi sia stato una sorta di contrapposizione insanabile tra due visioni del modo con le quali stare al passo con i tempi! Tutto questo chiarisce oggi le inspiegabili  posizioni contrastanti di un recente passato relative a iniziative unitarie con l’ARI, come quella del Pala Cavicchi di Roma Ciampino che avevano lasciato intendere già allora l’esistenza  di condizionamenti all’interno del CISAR.

Inoltre bisogna ricordare che la crisi del CISAR avviene dopo le note vicende che portarono alla disattivazione da parte dell’Ispettorato del Ministero delle Comunicazioni di un ponte radio del CISAR a 1270,025 MHz perché disturbava nientemeno che il traffico aereo della torre di controllo dell’aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci di Fiumicino (Roma) con l’ingiunzione di pagare una multa di 1.721 Euro.

 

P. Militato 

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2-

Attenti al Blog

è arrivata la prima condanna per diffamazione

 Avevamo scritto sul Radiogiornale 166 quanto segue: E tutto questo con buona pace anche del clandestino e anonimo blog della “Banda dei trombati”, composta da “lui, mammeta e l’altro” che in tre se la suonano e se la cantano ai limiti della legalità, delle offese e della provocazione e che non sanno darsi pace di essere stati spazzati via e di essere finiti ormai nella discarica dei materiali inquinanti! Quando si é pieni di livore per gli smacchi subiti e per vendicarsi e offendere gli altri si sceglie la strada dell’anonimato e della clandestinità, si dimostra solo di non essere radioamatori veri che si presentano sempre col loro nominativo, ma “pirati dell’etere” e di non avere coraggio delle proprie azioni, di non essere uomini, ma  “quaquaraquà”!

Avevamo messo in guardia gli anonimi (ma arcinoti)  del “blog” clandestino dei pericoli giudiziari cui andavano incontro con le loro becere provocazioni  ed ora per meglio erudirli pubblichiamo la conferma di quanto dicevamo. E visto che in questo blog di persone palesemente ubriache, si firmano tutti come “anonimi” a cominciare dei “tenutari” del sito, perché allora non si iscrivono all’associazione degli “alcolisti anonimi” dove forse si possono disintossicare? Comunque, nonostante l’anonimato, non è stato difficile scoprire chi sono!

Diffamazione on-line. La prima condanna contro le lesioni alla reputazione via web risale a qualche mese fa, precisamente al 26 maggio scorso, quando il Tribunale di Aosta ha condannato ad un risarcimento danni per diecimila euro Roberto Mancini, giornalista considerato titolare responsabile del blog del Generale Zuckov. Una sentenza che ha fatto scalpore perché per la prima volta in Italia un blog – una sorta di diario telematico in cui ognuno è libero di mandare commenti e annotazioni – viene disciplinato dalla legge sulla stampa. Una catastrofe per chi ormai si è abituato a scambiare informazioni, a esprimere pareri, ma anche offese, utilizzando questi strumenti digitali.

Vittima di questa sentenza, un giornalista di Aosta, già vicepresidente dell´Ordine regionale, colpevole di aver leso «con più atti esecutivi del medesimo disegno criminoso con gli articoli pubblicati sul sito web www.ilbolscevicostanco.com con il nickname di generale Zuckov e di anonimous l´onore di Caia, Mevio, Sempronio e Quinto» (ovviamente si tratta di nomi di fantasia).

Il procedimento penale a carico di Mancini, verte su due pilastri. Il primo: il generale Zuckov, è lui. Il secondo, gli argomenti contenuti nei suoi post, così si chiamano in rete i commenti lasciati dall´autore e dai visitatori del blog, sono diffamatori. Sul primo punto, pare non ci siano dubbi, nonostante Mancini, restio a rilasciare dichiarazioni sulla vicenda, si dichiari un semplice imputato estraneo ai fatti: a casa sua sono state ritrovate scritte su un foglio username, password e istruzioni per la gestione del sito, senza tralasciare il fatto che la password corrisponde al nome della figlia di Mancini, ed è quindi, scrive il giudice Eugenio Gramola, «verosimilmente elaborata dall´imputato». Ma ciò sembra preoccupare i blogger nostrani sono le parole che proseguono il testo della sentenza: «Va subito rilevato – scrive il giudice Gramola – che, essendosi provato ut supra che Mancini era il soggetto che aveva in disponibilità la gestione del blog, egli risponde ex art. 596 bis c.p., essendo la sua posizione identica a quella di un direttore responsabile. O, meglio – sottolinea ancora il giudice – colui che gestisce il blog altro non è che il direttore responsabile dello stesso».

 Sul carattere diffamatorio dei messaggi pubblicati sul vecchio blog, ora oscurato da Google ma già riaperto come ilbolscevicostanco.com, inoltre, non sono pochi i dubbi. Se è assodato l´interesse pubblico alla conoscenza – tutti i "diffamati" sono giornalisti o politici valdostani – restano da valutare la verità dei fatti e la correttezza del linguaggio. Pare che anche sulla veridicità degli avvenimenti riportati non ci siano grosse contestazioni – tranne in un caso, dove anziché di una condanna a 2 anni e 4 mesi si parla erroneamente di 4 anni di reclusione – l´imputato numero uno resta il linguaggio: il giornalista racconta delle varie vicissitudini dei colleghi, del loro atteggiamento con i politici piuttosto che con la proprietà dei giornali per cui scrivono, dei procedimenti disciplinari a loro carico, che Mancini conosceva per essersene occupato come vicepresidente dell´Ordine della Val d´Aosta. E li racconta, per usare le parole della sentenza «in termini scorretti, basati sul sospetto e sull´illazione». Ma subito dopo è lo stesso giudice a riconoscere «il carattere satirico della pubblicazione e il fondo di verità in linea generale ravvisabile in quanto esposto», che è comunque costato a Mancini un risarcimento danni di 10 mila euro.

Opalo Ottimali

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  3- 

Da IW9DZV Prof. GIUSEPPE GAUDENZI

 

LA RADIO NELLE SCUOLE

Dal mio istituto vi racconto un’esperienza realmente accaduta…

 

Il primo giorno di scuola ore 8.30. Il primo suono della campanella, ecco l’inizio del nuovo anno scolastico. Messi a loro agio i miei “picciotti” (affettuosamente chiamo cosi’ i miei alunni), chiamo l’appello, tutti presenti, poco dopo si fanno le dovute presentazioni. Prese un po’ di confidenze con loro, li ascolto per ore e ore nelle loro storie, nei loro passatempi estivi, un accenno alla nuova programmazione didattica…adesso spetta a me fare la mia presentazione,...eccomi a voi….. Mi chiamo GIUSEPPE GAUDENZI sono di Partanna (provincia di Trapani), sono il vostro docente e responsabile del vostro corso, mi occupo nella mia citta’ e nella Valle del Belice di comunicazione sociale, scuola di formazione professionale, sono attivo nel volontariato, infatti si cerca di far del bene a chi ne ha veramente di bisogno...rispondono gli alunni...un amico che ti tende la mano fa’sempre piacere...aggiungo..sante parole. Poco dopo si passa al mio hobby preferito ..dico a loro.. il mio tempo libero lo passo alla radio, la mia passione le radiocomunicazioni, sono un radioamatore dal 1978… il mio fiore all’occhiello e’ l’A.R.I. (associazione radioamatori italiani ).

Il mio nominativo e’ ”IW9DZV”. I curiosi “picciotti” (alunni) vogliono saperne di piu’ del mio distintivo “A.R.I.” con tanta disinvultura e ammirazione gli spiego un po’ di cosette leggendo un po’ di radio riviste, commentiamo gli impegni presi dall’A.R.I nella rete alternativa di radiocomunicazione d’emergenza nazionale, passando ai progetti si va’ a finire sul sito dell’ l’A.R.I. (mi chiedono di metterlo nei programmi preferiti dei nostri Pc di classe e allora lo aggiungo con tanta disinvoltura) sto pensando qui il terreno e’ fertile, non potevo capitare una classe meglio di questa …(”DZV” diamoci da fare) …sono contento di essere in mezzo a voi, andremo d’accordo se parleremo la stessa lingua…“A.R.I per sempre “. A questo punto facciamo uno squillo a Nicola Sanna (direttore di Radio Rivista), mi risponde subito, sono fortunato, gli dico poche parole dove sono e con chi sono, il buon Nicola mi dice che in sua compagnia c’e’ anche Luigi Belvederi il nostro presidente, siamo in una conferenza e ne approfittiamo subito per dare un saluto veloce in coro da tutta la classe: “viva la radio evviva i radioamatori evviva l’ARI”. Dall’altra parte del filo rispondono: <<un saluto a tutti, complimenti caro Giuseppe “DZV” un impegno importante>>….Risposta ….eccovi serviti “la radio nelle scuole” (che bella soddisfazione ,tutto reale).

 

                                     FOTO 1                                                                              FOTO 2

  

FOTO 1: Progetto Scuola : Alex Pochì IK8YFU e Giuseppe Gaudenzi IW9DZV

 

FOTO 2: Progetto Scuola : Luigi Belvederi  “Presidente ARI” I4AWX e Giuseppe Gaudenzi IW9DZV

Si ritorna a scuola l’indomani mattina..…..Eccomi a voi ….oggi parliamo di ….rispondono i miei  alunni ....parliamo di radio …mi viene un dubbio…gia’ mi conoscono ...ma come mai. Mi fanno notare che sulla mia scrivania ci sono un po’ di copie di radiorivista ci sentiamo un po’radioamatori dopo tutto questo, lo diventeremo presto rispondono a gran voce i miei alunni. Ora possiamo iniziare l’anno scolastico. Buon inizio a tutti, e se il buongiorno si vede dal mattino benvenutia scuola, a scuola di radio Prof.Giuseppe Gaudenzi.

 

 FOTO 3: Prof. Giuseppe Gaudenzi IW9DZV Referente ARI Progetto Scuola e Prof. Nicola Sanna I0SNY Vice-Presidente ARI e Direttore di Radio Rivista.

 

 

   

BENVENUTI A SCUOLA …!!!</