Radiogiornale ®172

Sito http://www.radiogiornale.org

Anno VI – 28 febbraio 2007

 Comunicazioni a radiogiornale@fastwebnet.it

Sommario:

1. I segreti di Pulcinella;

2. Cellulari vietati ai pedoni;

3. Una radio da digerire;

4. Scarpe col GPS: tutti rintracciabili;

5. Italian coastal radio station award;

6. Fiocco rosa nella famiglia A.R.I.;

7. Venezuela, naufraghi salvati grazie a un Radioamatore di Mestre;

8. L’acceleratore Van de Graaf;

9. Il Decreto del Governo per favorire il fotovoltaico;

10. Mostre;

11. E’ arrivato il superprocessore;

12. Un sensore ad effetto Hall per farsi un sismometro;

13. Galvani e Volta: invenzioni per caso;

14. Italia fanalino di coda nelle energie rinnovabili;

15. Attenti allo Z-Lip;

16. Nuovi siti radioamatoriali;

17. Mercatino radioamatoriale;

18. Informazioni.

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 1.

I segreti

di Pulcinella

Ma per i ripetitori

meglio la qualità che la quantità

guardando anche alle nuove tecniche

tenendo conto che con le frequenze radio, oltre che i ponti, i Radioamatori ci fanno anche qualche altra cosa.

Insomma non si vive di soli ponti!

A buon intenditor poche parole!

 

Presso il Ministero delle Comunicazioni il giorno 6 febbraio 2007 nel corso di una riunione, (che per alcuni, a quanto pare doveva essere segreta, ma evidentemente si trattava del segreto carnevalesco di Pulcinella!)  per il varo del Piano Ripartizione Frequenze  NBFM - Sistemi automatici non presidiati in banda UHF – i rappresentanti dell’ARI, I0SNY Nicola Sanna, IZ3CLG Gianluca Gavagnin, I1ANP Mario Alberti, IW0BET Giovanni Zangara, hanno presentato la proposta dell’Associazione relativa alle frequenze utilizzabili per i Ponti Ripetitori in banda UHF, formulata nel pieno rispetto del Band Plan della IARU. La proposta è stata condivisa e sottoscritta da altre tre associazioni minori presenti alla riunione. E’ stato costituito un “Team tecnico” che vigilerà sull’attuazione di quanto concordato.

Per l’uso locale o regionale sono state elencate 29 frequenze nella banda da 431.625 MHz a 431.975 MHz, con spaziatura di 12,5 chilocicli.

Per l’uso regionale o eventualmente nazionale si sono elencate 13 frequenze nella banda da 432.825 MHz a 432.975 MHZ, con spaziatura di 12,5 chilocicli.

Per l’uso nazionale o eventualmente regionale sono state elencate 17 frequenze nella banda da 433.000 MHz a 433.200 MHz, con spaziatura di 12,5 chilocicli.

Si è anche stabilita l’eventuale ricollocazione dei ripetitori in caso di contenziosi.

I “link” tra stazioni automatiche potranno essere installati tra 430.925 - 431.025 MHz, tra 433.500 - 433.575 MHz e tra 433.625 – 433.775 MHz.

Si è costituito un “Gruppo Tecnico” delle Associazioni di Radioamatori di 8 persone per gestire l’attuazione di quanto stabilito.

Si tratterà di un lavoro non facile per “gestire le 59 frequenze più quelle dei “link”, (non precisate), considerando che con la spaziatura di 12,5 chilocicli sono possibili interferenze tra ripetitori, anche per la deviazione, per cui sarà necessario allontanare il più possibile i ponti con frequenze uguali o contigue.

Considerando l’alto numero di possibili frequenze individuate per essere adibite a ponti, (tra l’altro tutte in banda a Statuto Secondario con l’eventualità quindi di interferenze e/o contenziosi), per il conseguente effetto moltiplicatore il numero di Ponti UHF in Italia rischia di diventare un record mondiale, anche perché ai ripetitori UHF si devono ancora aggiungere quelli in VHF e quelli in SHF!!! Tutto questo in una situazione complessiva di utilizzo dei Ponti da parte dei Radioamatori in progressivo vertiginoso calo dovuto a varie ragioni, non ultime quelle della parificazione delle licenze senza più limiti per nessuno, per cui sembrerebbe più logico puntare sulla qualità che sul numero che spesso rappresenta solo un fiore all’occhiello, considerando che ormai, se di sperimentazione si deve parlare, tecnicamente gli attuali ponti sono ormai cosa superata e le nuove tecniche di comunicazione tramite ponte devono rappresentare l’impegno massiccio di tutti.

Non vogliamo criticare o insegnare, ma forse, attraverso un serio studio orografico, sarebbe  più logico stabilire degli indici di affollamento locali e nazionali in base anche al numero di Radioamatori e diversificare l’utilizzo delle frequenze uguali in località e regioni  distanti tra loro, stabilendo anche le quote massime s.l.m. di installazione per i ponti locali, regionali e nazionali. Siamo convinti però e ci auguriamo che ciò avvenga che il “Gruppo tecnico” supererà l’andazzo esistente della corsa all’accaparramento di frequenze per possibili ponti, per passare ad una fase collaborativa che punti sulle esigenze reali di oggi  dei Radioamatori e sulla qualità e non sulla quantità delle installazioni.

E’ chiaro che il documento presentato è per ora solo una proposta scritta dall’ARI e controfirmata dalle Associazioni minori presenti alla riunione, che prima di diventare operativa dovrà essere approvata dalle Direzioni competenti del Ministero delle Comunicazioni e dovrà esserne valutata l’idoneità con il Codice delle Comunicazioni elettroniche e con il Piano Nazionale di Ripartizione delle frequenze, ma questo spirito unitario che faceva ben sperare per il futuro,  ha già cominciato a scricchiolare perché una delle associazioni che hanno sottoscritto il documento, in un astioso comunicato pubblicato sul suo sito protesta e disapprova il comportamento dell’ARI rea, secondo gli estensori, di aver inviato alle proprie Sezioni il documento in questione. L’iniziativa dell’ARI viene definita una follia e un atto irresponsabile nei confronti dei radioamatori e irriguardosa verso un funzionario ministeriale, che anche lui pare volesse stendere un velo di segreto sul documento, che in definitiva non contiene nulla di così riservato per la sicurezza nazionale (SIC!), trattandosi molto semplicemente di una lunga lista di frequenze in banda UHF dove si potrebbero installare i ripetitori, ma dove in gran parte sono già installati .La cosa che lascia stupiti è che attualmente i ponti possono essere installati non solo dalle Associazioni, ma anche da singoli radioamatori che possono anche non essere iscritti a nessuna associazione. Poiché la maggioranza dei Radioamatori non è iscritta a nessuna associazione, diventa un obbligo per tutti pubblicizzare queste iniziative in quanto si “contrattano” cose che interessano anche i non iscritti, i quali hanno il diritto di conoscere quali decisioni vengono assunte sulla loro testa! O c’è qualcuno che pensa ad una sorta di dittatura, ormai fuori tempo, dove pochi impongono le loro decisioni ai molti? Sarebbe interessante sapere cosa si pensa in alto loco di simili obbrobriose impostazioni!

La vicenda appare ulteriormente singolare perché si teorizza in pratica che i rapporti tra direzioni nazionali delle Associazioni radioamatoriali e Ministero delle Comunicazioni dovrebbero avvenire nel segreto più assoluto, (il segreto di Pulcinella!!!) mentre viceversa l’ARI, non per voler arrivare prima, cosa di cui viene accusata nel comunicato, ma  per il rapporto democratico che intercorre tra CDN e base e perché ha elaborato in prima persona il progetto ponti, correttamente ha informato le sezioni delle iniziative che sono state assunte.

Per queste ragioni, visti anche gli altri gravi problemi che abbiamo (limitazioni frequenze HF, statuto secondario, ecc.) crediamo che questa diatriba basata, non su fatti concreti, ma sul fumo della pipa, sia chiusa al più presto nell’interesse di tutti i Radioamatori senza ulteriori polemiche, che oltre ad avvelenare i rapporti fanno il male del radiantismo. Visto che il Carnevale è finito, un po’ di cenere non fa male a nessuno!

 

P. Militato

 

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 2.

Cellulari vietati ai pedoni!

Nella “Grande mela” in macchina non si può, a piedi nemmeno, come faranno gli adoratori del telefonino se la cosa dovesse essere attuata anche da noi?

 

Se Carl Kruger, un senatore dello stato di New York, l’avrà vinta, nella Grande Mela e a Albany, la capitale dello Stato, sarà vietato ai pedoni attraversare le strade usando l’i pod parlando al cellulare o giocando con qualsiasi apparecchio elettronico.

 

Il senatore ha sottoposto al Parlamento statale una legge al riguardo che dovrebbe essere approvata tra breve. “Mi hanno spinto a farlo” ha dichiarato Kruger “le recenti morti di due pedoni nel mio quartiere di Brooklyn. Non prestavano abbastanza attenzione al traffico e sono finiti sotto un’auto a due incroci diversi. Il più giovane aveva solo 23 anni. E’ vero che in casi del genere la colpa non di rado è degli automobilisti, ma troppi pedoni sono incauti, soprattutto i giovani. Come è vietato usare l’ipod, il cellulare ecc guidando, così deve esserlo quando si cammina sulle strisce”.

Con le cuffie in strada (Internet)

 Che l’uso di dispositivi elettronici portatili da parte dei pedoni sia pericoloso per loro nel traffico cittadino lo ha confermato una ricerca dell’Università del Nuovo Galles del sud in Australia. Due professori, Julie Hatfield e Susanne Murphy, hanno registrato il comportamento di 500 pedoni con i pod e telefonini sulle strisce in pieno traffico. E hanno constatato che quasi tutti camminano più adagio del normale, e che le donne più ancora degli uomini tendono a non guardare se sopravvengono veicoli. L’esito della loro ricerca è stato pubblicato in un saggio ammonitore, “Analisi e prevenzione degli incidenti”.

 L’iniziativa del senatore Kruger, resa ieri pubblica nello stato di New York dalla tv Nbc, ha aperto un acceso dibattito tra la popolazione. La tv ha intervistato alcuni giovani. Lance Gordon ha polemicamente sostenuto che il cellulare non lo distrae, e Patricia Lewis si è dimostrata scettica: “Quanti vigili ci vorranno per farla rispettare, uno a ogni incrocio?” ha chiesto. “Gli ipod verranno sequestrati? Le multe saranno sufficientemente elevate?”. Nicole Lake ha obiettato: “Sarebbe più efficace limitare il traffico di auto in città e ridurne la velocità”.

 

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  3.

Utilizzo innovativo del sistema Rfid, diffusissimo per la sicurezza

Una radio digeribile!

Un minuscolo trasmettitore costruito con composti organici

inserito nelle capsule comunica i dati per capire se e quando

è stata ingerita la medicina e poi si lascia digerire

 La radio non finirà mai di stupire, finora nel campo medico c’erano i blister e i dispenser con l’allarme, gli orologi con la vibrazione, e gli animali da compagnia robot in grado di avvertire il padrone dell’appuntamento quotidiano con il salvavita. Ma nessuno aveva pensato alla soluzione più semplice: che fosse la pillola stessa ad avvertire quando viene ingerita dal malato. La rivoluzione potrebbe avverarsi presto grazie all’idea che proviene dai laboratori della Kodak ed ha appena superato l’esame del severo ufficio brevetti americano: un minuscolo trasmettitore a radiofrequenza inserito nelle capsule comunicherà a un ricevitore esterno che il medicinale è stato assunto. Ecco nella pratica cosa succederà: il paziente è a casa e deve prendere una pastiglia gialla del nuovo tipo alle 12, ma si dimentica di farlo. Alle 12.30 il ricevitore, nient'altro che una scatola presente in qualche punto della casa, comunica via telefono alla centrale che il segnale è ancora forte e chiaro, quindi la persona è a rischio. Caso opposto: il paziente prende la sua brava pillola, che raggiunge lo stomaco dove viene sciolta dagli acidi e completamente metabolizzata insieme alla microradio. Alle 12.20 - per esempio - la radiolina si spegne, e il ricevitore manda un segnale di ok alla centrale. Terzo caso: il paziente prende la pillola sbagliata, quella delle 7 di sera per esempio. Altro allarme: il ricevitore "sente" che alle 12.20 la pillola della 7 è già spenta e si preoccupa.

 

Una soluzione ideale, anche in contesti ospedalieri, per tenere sotto controllo tutti i casi con pazienti difficilmente gestibili o dalla memoria corta. L’idea si basa sul Rfid (identificazione a radio frequenza), un microchip e un’antenna in grado di segnalare dati a distanza, tecnologia fino ad oggi utilizzata per risolvere problemi legati alla dislocazione delle merci in magazzini e negozi, all’antitaccheggio, agli accessi controllati in aree riservate e più in generale all’identificazione, come dimostra l’iniziativa del Governo americano di inserire le etichette Rfid nei passaporti.

La novità presentata da Kodak è che l’etichetta a radiofrequenza è non soltanto ingeribile, ma anche digeribile, dato che è realizzata con componenti organici. Il dispositivo esterno che effettua il monitoraggio sulle pillole avrà la certezza non soltanto che il malato ha inghiottito, ma che la medicina è stata distrutta dagli acidi dello stomaco: quando questo avviene, l’etichetta smette di segnalare la propria esistenza al ricevitore. E se si considera che i composti con cui si realizzano le pillole e le relative etichette possono essere di diverso tipo, il medico sarà in grado di effettuare diagnosi semplicemente valutando quali (o in quali tempi) composti si distruggono nello stomaco e quali no. Le “etichette fragili”, come sono state chiamate nel brevetto della Kodak, potranno essere utilizzate anche in altre applicazioni medicali, dato che sono concepite anche per distruggersi quando sottoposte a stress meccanico, oltre che chimico. Le si potrà quindi utilizzare in chirurgia e ortopedia, per esempio per valutare il corretto funzionamento di una protesi o per capire quando le ossa o i legamenti di un paziente si sono consumati, insieme all’etichetta, ed è necessario intervenire.

 

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 4.

Sono state realizzate da un ingegnere americano

Scarpe con il Gps: tutti rintracciabili!

Le prime mille paia vendute sul Web sono andate a ruba.

Tra un mese saranno definitivamente in commercio

    

Le prime scarpe con Gps

 

      WASHINGTON I primi mille esemplari delledizione limitata messi in vendita online sono andati a ruba. Per alcuni è un incubo, per altri un sogno: arrivano le scarpe col Gps. Tra breve tutti potremo conoscere e seguire ogni minimo spostamento di figli, mariti, mogli o genitori. E viceversa. Il segreto è nelle scarpe e in quel chip che contiene il Global Positioning System che sta diventando sempre più importante nella nostra vita quotidiana.

 

      LINVENTORE Le scarpe da ginnastica munite del dispositivo che permette di localizzare ovunque chi le indossa sono state realizzate da Isaac Daniel, un ingegnere ora più soddisfatto in quanto padre che come inventore per il debutto di quello che promette essere molto più che un gadget e viene presentato come un utile strumento in casi di emergenza, soprattutto in quelli di minori scomparsi.

 

      I COSTI Le prime paia di «scarpe rintracciabilì per adulti saranno sul mercato a partire dal mese prossimo ad un costo di circa 350 dollari (270 euro), la versione per ragazzi sarà disponibile in estate. «La tecnologia sta migliorando rapidamente e siamo al punto che si può ottenere una buona ricezione anche se il segnale proviene da un bosco o da una zona piena di grattacieli», spiega Jessica Myers, portavoce della Garmin International Inc., azienda leader nel settore della tecnologia satellitare. Il dispositivo Gps funziona infatti grazie ad una ricezione via satellite che, se attivata, rimanda il segnale che in questo caso mette in allarme polizia e autorità. Le scarpe si attivano quando viene premuto lapposito bottone che mette in funzione il chip posizionato nel tallone o comunque nella parte posteriore della scarpa. Se lallarme viene lanciato senza motivo, le spese dell operazione, che verrà immediatamente attivata per rintracciare il segnale, saranno a carico della persona che indossa le scarpe. Se poi si ritiene necessaria una «vigilanzà 24 su 24», basta richiederla versando la cifra di 19,95 dollari al mese.

 

      GLI ALTRI USI DOMESTICI DEL GPS Non è il primo tentativo di usare la tecnologia satellitare per risolvere problemi e contrattempi domestici: ci sono stati i telefoni cellulari che aiutano i ragazzi a isolare gli approcci di potenziali pedofili, i bracciali per detenuti in libertà vigilata, quelli per persone in terapie riabilitative. Ma il vantaggio delle scarpe da ginnastica è che è più difficile smarrirle. E visto che i ragazzi crescono in fretta, a volte troppo per investire in un paio di scarpe così impegnative, dal prossimo autunno lazienda di Isaac Daniel metterà in commercio anche il dispositivo Gps applicabile a più modelli e taglie.

 

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5. 

Italian Coastal Radio Stations Award

 

In allegato il regolamento ed il fac-simile del Diploma delle Stazioni Radio Costiere della Marina Militare Italiana denominato "Italian Coastal Radio Stations Award" che avrà data dal 17 marzo al 1 aprile 2007.

Quindici ciorni di attività che porterà on-air le seguenti ex. stazioni radio costiere della M.M.I. con Call Speciali:

II0IGU - Gaeta; II0IDP - Cagliari; II1ICS - La Spezia; II7ICT - Taranto; II9IGJ - Palombara; II9ICF - Messina.

Spero in una tanta e massiccia presenza di OM in questa "gara" sotto la bandiera dell'A.R.M.I..

Grazie per la tua disponibilità,

un saluto cordiale a tutti,

 

Alberto Mattei, IT9MRM

Coordinatore Nazionale ARMI

http://www.assoradiomarinai.tk

 

A.R.M.I. & A.R.I.

REGOLAMENTO DEL DIPLOMA

“ITALIAN NAVY COASTAL RADIO STATIONS 2007"

Il Diploma A.R.M.I. denominato "ITALIAN NAVY COASTAL RADIO STATIONS" è stato ideato per ricordare le Stazioni Costiere della Marina Militare Italiana. Il Diploma è conseguibile da tutti gli OM e SWL del mondo.

 

PERIODO di validità

Il diploma avrà inizio il 17 marzo 2007 (00:00 UTC) e si concluderà il 1° aprile 2007 (24.00 UTC).

 

STAZIONI

Saranno attive le seguenti stazioni speciali:

- Stazioni con nominativo speciale in rappresentanza delle Stazioni Costiere della Marina Militare;

- Stazioni iscritte all' A.R.M.I.;

 

MODI 

Sono consentiti i seguenti modi : CW - SSB - FM - PSK31 - RTTY

  

BANDE

Tutte le bande HF - VHF - UHF, secondo il Band Plan IARU

 

PUNTI QSO

QSOs (HRD) con Navy Coastal Radio Stations valgono 10 punti (tutti i modi);

QSOs (HRD) con A.R.M.I. Club Stations valgono 3 punti (CW);

QSOs (HRD) con A.R.M.I. Club Stations valgono 2 punti (PSK31 / RTTY);

QSOs (HRD) con A.R.M.I. Club Stations valgono 1 punto (SSB / FM);

QSOs (HRD) con la  Navy Coastal Radio Station "JOLLY" II1ICS  valgono 25 punti (tutti i modi);

 

N.B. : Ogni stazione può essere  collegata una sola volta per ogni modo di emissione e in giorni diversi.

 

PUNTI DIPLOMA

Per ottenere il diploma è necessario un minimo di punti come segue :

Stazioni Italiane : 50 punti;

Stazione Europee: 30 punti;

Stazioni extra-Europee: 15 punti;

 

CHIAMATA

La chiamata sarà come segue :

CW / PSK31-RTTY : CQ CQ DE II1ICS II1ICS AWARD IT NAVY COASTAL RADIO STATIONS K

SSB/FM : CQ CQ da II1ICS – CHIAMATA PER IL DIPLOMA DELLE STAZIONI COSTIERE DELLA MARINA ITALIANAOVER .

 

RAPPORTI E NUMERI

Le  Stazioni Radio Costiere passeranno i rapporti RST seguiti dal numero progressivo del QSO.

Le stazioni A.R.M.I. passeranno i rapporti RST seguiti dal numero di iscrizione (MI#)

 

CATEGORIE

Sono previste tre categorie :

"NAVAL" per gli appartenenti  a un Naval Club (*)

"INDIPENDENT" per tutti gli altri OM

"SWL"

  

SOTTOCATEGORIE

Sono previste quattro sottocategorie:

"MIXED"

"PHONE" (SSB/FM)

"CW"

"DIGITAL" (PSK31 / RTTY)

 

PREMI

Il punteggio più elevato di ogni Categoria/Sottocategoria riceverà un premio.

Per gli SWL è prevista una sola Sottocategoria (MIXED)

 

RICHIESTE

Il Diploma andrà richiesto all'  Award manager :

 

IT9MRM

Alberto Mattei

Via E. Millo, 20

96011 Augusta (SR)

- Italy -

email: it9mrm@libero.it

 

 

La richiesta dovrà essere corredata dalla lista dei QSO effettuati (LOG SHEET), una QSL del richiedente e un contributo  di    € 10,00   oppure    $ 13,00(USD).

A tutti coloro che ne faranno richiesta sarà rilasciato un Diploma stampato su cartoncino.

 

LOGS

Saranno accettati sia Logs su carta (stampati, non scritti a amano) o in formato digitale (files tipo  .dbf, .xls, .doc, .txt o altri files di testo sono OK). Per l’occasione può essere utilizzato un log elettronico su file excel "LOGCOASTAL07" predisposto per l’occasione e scaricabile dal sito ARMI.

Le stazioni italiane che lo desidrano potranno inviare il contributo per il Diploma via “POSTEPAY”. Contattare per le modalità l’Award Manager via e-mail.

 

SCADENZA

Le richieste per il diploma dovranno pervenire non oltre il 30. 09. 2007.

 

Nota: Il contributo per il Diploma, dedotte le spese di stampa e spedizione, sarà interamente devoluto all'  ISTITUTO "ANDREA DORIA" che si occupa dell'assistenza dei bambini orfani di padri marinai deceduti in servizio.

(*) ANARS, BMARS, MFCA, FNARS, INORC, MARAC, MF, RNARS, YO-MARC, RNA.

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  6.

Da: aripolistena [aripolistena@alice.it]

 

Fiocco rosa nella famiglia A.R.I.

é nata la centottantanovesima sezione a Polistena (RC)

 

 

Nuova Sezione ARI e nuovo call

 

In data 15/02/2007 è giunto dal Ministero delle Comunicazioni il nuovo call per la Sezione ARI di Polistena (codice ARI 89.07) l'ultima sezione nata in casa ARI.

Il cal è IQ8PP.

 

Via Pio La Torre, 79

I – 89024 Polistena RC

email: aripolistena@alice.it

sito web: www.polistenaweb.it/ari

A tutti a presto "on air" nei prossimi contest!

Il presidente Alex ik8yfu.

 

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  7.

 

Le operazioni di soccorso hanno avuto buon esito

Venezuela, naufraghi salvati

grazie a un Radioamatore italiano

Poco chiara avventura per un italiano e una venezuelana a bordo di una barca a vela: un radioamatore veneto avrebbe intercettato il mayday e da Mestre e lanciato l’allarme.

 

Si è conclusa con successo la brutta, ma poco chiara avventura, di un giovane italiano e una donna venezuelana il 25 febbraio 2007, che hanno rischiato di affondare a bordo di un'imbarcazione a vela che viaggiava al largo delle coste del Paese sudamericano. L'operazione di soccorso da parte della Marina del Venezuela si è conclusa in serata. I due naufraghi sono stati portati a terra: entrambi stanno bene.

 

SOS DA UN RADIOAMATORE - I due si sono salvati grazie alla solerzia di un radioamatore veneziano, come è stato definito dai giornali colui che ha captato l’SOS e del quale però non è stato fatto  ne il nome e nemmeno il nominativo, il quale ha captato da Mestre il segnale di soccorso, intorno alle 14.10 di domenica. A lanciare il mayday una imbarcazione, di cui non è stato fatto il nome che risultaterebbe iscritta al registro navale di Chioggia (Venezia). Il radioamatore, che era sintonizzato sulle HF, ha subito avvisato la centrale operativa di Roma delle Capitanerie di porto, Guardia Costiera.

 

60 MIGLIA DALLA COSTA - La segnalazione è stata quindi girata alle autorità marittime del Venezuela: accertata la fondatezza del fatto, è stata avviata l'operazione di soccorso. I naufraghi erano localizzati a circa 60 miglia dalla costa. L'operazione è stata seguita in Italia dalla centrale operativa del Comando Generale delle Capitanerie di Porto.

 

Restano i dubbi per il fatto che l’imbarcazione, di cui non si conoscono il nome e la dimensione, non fosse dotata dell’obbligatorio VHF marino con il quale contattare direttamente la Guardia Costiera venezuelana e non avesse nemmeno l’impianto satellitare di allarme trattandosi, a quanto detto dalla stampa, di una barca di una certa stazza, tale da permettergli di essere partita da Chioggia ed essere arrivata in Venezuela, attraversando l’Oceano, priva delle normali attrezzature di sicurezza, e solo con un HF a bordo!

 

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 8. 

L’acceleratore Van de Graaf

 

 

NOME ORIGINALE:

Generatore di Van de Graaf

 

COSTRUTTORE:

LEYBOLD HERAEUS

 

PAESE COSTRUTTORE:

Germania

 

N° DI MATRICOLA:

5470

 

ANNO:

1960 circa

 

DIMENSIONI:

Larghezza: 40 cm - Profondità: 25 cm - Altezza: 65 cm

 

MATERIALI:

Ferro verniciato, alluminio, plexiglas, gomma

 

STRUMENTO FUNZIONANTE

 

Roberto Van de Graaf fisico statunitense (Tuscaloosa, Alabama, 1901-Boston, Massachusetts, 1967). Fu dal 1960 direttore scientifico dell'High Voltage Engineering Corporation, che aveva contribuito a fondare nel 1946. Ha legato il suo nome all'ideazione e alla realizzazione (1933) di un acceleratore di particelle cariche costituito da una sfera metallica cava sostenuta da una colonna isolante.

 

ANALISI GENERICA

Generatore elettrostatico che accumula un'elevata carica nella sfera metallica la quale acquista pertanto un alto potenziale. In questo modello il potenziale massimo raggiungibile è di poco inferiore al MV (milione di volt) ma certi modelli di questo generatore tuttora in uso in centri di ricerca raggiungono potenziali di varie decine di MV.

 

ANALISI DETTAGLIATA

A differenza delle macchine elettrostatiche classiche, che hanno ormai un interesse unicamente storico, quella di Van de Graaf è ancora largamente utilizzata nei laboratori di ricerca per ottenere potenziali dell'ordine dei MV ed anche delle decine di MV necessari in vari ambiti, ad iniziare dagli acceleratori di particelle elementari. Una colonna di materiale isolante sostiene una sfera metallica cava. Un motore alla base della colonna trascina una cinghia isolante e flessibile di gomma tra due pulegge, una della quali è alloggiata all'interno della cavità della sfera. Un generatore elettrostatico ausiliario, per mezzo di un pettine metallico che sfrutta il potere disperdente delle punte, trasferisce in continuazione cariche alla cinghia che le trasporta nella cavità della sfera, che le preleva per mezzo di un altro pettine ad essa collegato. La carica si distribuisce sulla superficie esterna della sfera e qui si accumula facendo innalzare il potenziale. E' interessante notare come viene sfruttato il modo di distribuzione della carica nei conduttori scegliendo la forma opportuna a seconda del risultato che si vuole ottenere: punte là dove si vuole che scocchino microscintille per trasferire la carica da un corpo all'altro e sfera là dove invece si vuole una distribuzione uniforme che eviti la formazione di campi elettrici più intensi in un punto e di conseguenza la scarica anzitempo della sfera stessa.

 

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9.

Il decreto del governo per favorire il fotovoltaico
Ogni casa una minicentrale
premi a chi usa pannelli solari

 

Pannelli solari

La trafila è semplice. Si va in banca per prendere 7 mila euro a tasso agevolato, il 2 per cento. Con questi soldi si comprano 7-8 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, quanto basta per ottenere un chilowattora di potenza. Si mette l'impianto in giardino, o sul tetto, o sul terrazzo. Lo si collega al contatore elettronico, già arrivato in molte case, per vendere all'Enel o alle ex municipalizzate l'energia prodotta. E si aspetta. Ogni giorno che passa porta un credito virtuale che alla fine dell'anno si trasforma in vantaggio materiale: circa 500 euro di incasso che permettono di ammortizzare la spesa d'installazione in 15 anni, ottenendo due vantaggi accessori. Il primo è che la mini centrale fotovoltaica dura 25 anni e gli ultimi 10 garantiscono il guadagno. Il secondo è la soddisfazione di utilizzare energia pulita, che non minaccia la stabilità del clima.


E' questo il senso del nuovo "conto energia", il decreto che ieri, dopo essere stato messo a punto dai tecnici del ministero dell'Ambiente e del ministero dello Sviluppo Economico, ha ricevuto il via libera definitivo dalla Conferenza Stato-Regioni. E la prossima settimana verrà inserito nel pacchetto energia che contiene le misure volute dal governo per rilanciare l'efficienza e le rinnovabili.

"Il precedente conto energia era stato un disastro perché si erano privilegiati gli impianti di taglia più alta innescando fenomeni speculativi", spiega Fabrizio Fabbri, capo della segreteria tecnica del ministero dell'Ambiente. "Di 500 megawatt concessi ne sono stati effettivamente realizzati solo 6. Questa volta abbiamo adottato il modello tedesco: niente tetti massimi per gli incentivi, chi vorrà diventare un mini produttore di energia fotovoltaica potrà farlo. E i piccoli verranno premiati più dei grandi".

Scegliendo un impianto di potenza compresa tra 1 e 3 chilowatt si otterrà infatti un bonus pari a 40 centesimi per ogni chilowattora prodotto se i pannelli sono collocati in piano (in giardino, in terrazzo), 44 centesimi se poggiano su un tetto inclinato, 49 se diventano parte integrante del tetto. Fra i 3 e i 20 chilowatt di potenza le tariffe sono rispettivamente 38, 42 e 46 centesimi, sopra i 20 chilowatt 36, 40 e 44 centesimi.


In sostanza l'energia fornita da un singolo utente, o da un condominio, viene immessa in rete e venduta a una quotazione calibrata in modo da sostenere lo sviluppo del settore. Oltre a incassare il prezzo maggiorato, si ottiene poi una seconda agevolazione: per ogni chilowattora fotovoltaico prodotto si può usare gratuitamente un chilowattora ottenuto con sistemi convenzionali; e il consumo extra viene pagato a tariffa standard, 9 centesimi a chilowattora.


L'unico limite economico di questo sistema è che l'obiettivo massimo è il pareggio: bolletta zero. Se si vogliono mettere i pannelli fotovoltaici nella casa al mare, dove magari si finisce per produrre più di quello che si utilizza, è possibile però firmare un altro contratto che prevede la vendita di tutta l'energia prodotta (in questo caso è possibile ottenere un attivo) e il pagamento a parte dell'energia consumata.

Ancora più conveniente (più 5 per cento) la tariffa per chi produce l'energia che consuma, per chi toglie le coperture in eternit, per scuole e ospedali. Una possibilità subito rilanciata dal ministro della Pubblica Istruzione
Giuseppe Fioroni: "Se in cinque anni solo su un quarto degli edifici scolastici italiani venisse realizzato un impianto di produzione di energia elettrica con un sistema fotovoltaico di piccole dimensioni (50 kwh, ndr), la totalità degli impianti produrrebbe l'energia di una grande centrale elettrica a gas o a carbone impedendo l'emissione di 3 milioni di tonnellate di anidride carbonica in atmosfera".

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 10.

Da: Claudia Lugli - Blu Nautilus

 

MOSTRE

ExpoElettronica a Bastia Umbra

 

 

Appuntamento esclusivo per l’Umbria con l’elettronica professionale e di consumo

Sabato 17 e domenica 18 marzo 2007

presso Umbria Fiere, in Piazza Moncada 1, a Bastia Umbra, dalle ore 9 alle ore 19.

 

Sabato 17 e domenica 18 marzo, Umbria Fiere propone Expo Elettronica, unica data regionale della rassegna dedicata all’elettronica e alle sue applicazioni, conosciuta ed apprezzata in diverse città.

Notevole l’afflusso dei visitatori, oltre 11.000 a marzo 2006, che durante la due giorni approfittano delle grandi e piccole occasioni di acquisto, offerte dalla grande mostra mercato alla quale prendono parte un centinaio di espositori provenienti da tutta Italia, con una ricchissima offerta di tecnologia di ieri e di oggi.

In fiera, la scelta di componenti elettronici e digitali è vastissima: pc, periferiche, telefonia, decoder, antenne, microchip, smart card, circuiti e kit per costruire di tutto, dai sistemi per l’automazione domestica fino a veri e propri robot.

La possibilità di trovare buone occasioni si cela sia nel “nuovo” sia tra i “surplus”, giacenze o usato, perfettamente funzionante, talvolta con qualche piccolo difetto, ma che mani esperte sapranno riportare a nuova vita.

Expo Elettronica è anche una ghiotta occasione, per i profani del settore, che vogliano scovare il gadget curioso e divertente piuttosto che la lampadina a basso consumo per snellire le spese domestiche, un momento di aggregazione per tutta la famiglia all’insegna dei piccoli e grandi ‘affari’.

 

Il biglietto d’ingresso è di € 7,00 ma sul sito www.blunautilus.it è possibile scaricare il biglietto per l’ingresso ridotto (€ 6,00) ed altre notizie.

Organizzazione e informazioni: Blu Nautilus srl - tel. 0541439573 - fax 0541439584 www.blunautilus.it; info@exporadioelettronica.it.

 

Elettroweekend a Lario Fiere

31 marzo 1 aprile 2007

Orari: 9.00 -18.00

 

sabato 31 marzo e domenica 1 aprile 2007, ritorna a Lario Fiere, la prima edizione dell’anno di ExpoElettronica, divenuta una delle tappe di maggior successo del circuito ‘elettronico’ di Blu Nautilus, che annovera 12 appuntamenti fra Emilia Romagna, Lombardia, Umbria e Toscana.

 

Ospite ormai immancabile di ExpoElettronica, è il Gruppo Lecco Utenti Linux, con il supporto tecnico di Yet Open, che presenteranno le tecnologie legate al mondo dell’Open Source e a Gnu/Linux, grazie ai quali, domenica 1 aprile, si terrà ‘Install Party’: portando il proprio PC, si verrà coadiuvati nell’istallazione di Linux (previa prenotazione, posti limitati, per info www.blunautilus.it)

Dal presente informatico al romantico passato della radio, senza soluzione di continuità, grazie alla presenza in fiera di uno spazio dedicato al settore delle Radio d’epoca, dischi e cd, usati e da collezione.

Organizzazione: Blu Nautilus Srl; Luogo: Lariofiere – Viale Resegone; Ingresso: operatori e grande pubblico; Biglietto Ingresso: 8,00 euro (intero), 7,00 Euro (ridotto – scaricabile dal sito www.blunautilus.it)

Orari: 9.00 -18.00 ; Info: 0541 439573; website: www.blunautilus.it

 

 

 

 

L’esposizione, anzi lo SHOW, come lo si chiama negli USA, è la più grande rassegna radioamatoriale e il più grande meeting e mostra mercato del mondo. Nella scorsa edizione si sono registrati oltre 25.000 visitatori e migliaia di espositori, che hanno affollato i padiglioni.

L’esposizione, denominata HAMVENTION si tiene alla HARA ARENA, situata a pochi chilometri dalla città. Dayton (Ohio) capitale della contea di Montgomery  è una città di 170.000 abitanti, situata lungo il fiume Ohio, da cui prende nome lo stato.

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11.

E’ arrivato il superprocessore

 

Il super-processore è arrivato. Durante l'ultima conferenza annuale, l'Intel ha presentato un prototipo di chip capace di offrire le prestazioni di un supercomputer. Il processore raggiunge la straordinaria velocità di un teraflops. Sarebbe a dire che è capace di operare un triliardo di istruzioni ogni secondo. Il nuovo "mostruoso" processore di Intel è composto da 80 "core", ovvero da 80 nuclei di calcolo separati montati sullo stesso "wafer" di silicio poco più grande di un'unghia. Il lavoro svolto dagli ingegneri di Intel è ancora più impressionante se si considera che Asci Red, il primo supercomputer ad aver tagliato il traguardo del teraflop, era composto da 10mila processori ed occupava 144 metri quadrati.

 

Ma il superprocessore, per ora, non è destinato al grande pubblico. La tecnologia che adotta, però, presto potrebbe finire nei nostri computer o, addirittura, nelle nostre tasche. L'Intel ha già iniziato la produzione e la commercializzazione di processori multi-core, che integrano nello stesso "pacchetto" più nuclei di calcolo. Il vantaggio di questo tipo di tecnologia è che, in via teorica, aumentando i nuclei è possibile aumentare la potenza di un processore senza aumentarne il consumo.

 

Con il diffondersi dei dispositivi portatili, la questione del consumo è diventata di primaria importanza nell'industria dei processori. Occorrono chip in grado di offrire alte prestazioni senza consumare troppo la batteria. E il nuovo prototipo di Intel rappresenta un decisivo passo avanti in questa direzione. A fronte della sua spaventosa potenza, infatti, il chip consuma solo 62 watts, meno di una lampadina. In un prossimo futuro, quindi, non è escluso che il processore-supercomputer arrivi nei desktop di casa, nei notebook e, perché no, nei cellulari. Inoltre i vari nuclei possono essere disattivati a seconda della potenza di calcolo necessaria, ottenendo un'efficienza energetica ancora maggiore.

 

Ma per funzionare al meglio, le strutture multi-core richiedono la riprogrammazione della maggior parte delle applicazioni. La potenza di calcolo di questi nuovi chip viene sfruttata solo da programmi che richiedono l'elaborazione simultanea di più calcoli. Spesso, però, ciò non è possibile.

 

Per questo, mentre Intel e, in misura minore, Amd, continuano la corsa all'ultimo core, c'è chi ha scelto di percorrere una strada diversa. La compagnia canadese D-Wave ha annunciato che presenterà un prototipo commerciale - e perfettamente funzionante - di computer quantistico. Il computer, chiamato Orion, nonostante sia capace di elaborare solo 16 qubits (la versione quantistica del bit) ha una velocità simile a quella dei computer "normali". Merito dei principi di fisica quantistica intorno ai quali è progettato. I qubits, infatti, non si limitano ad assumere il valore di 0 o 1, come accade nei bit, ma possono - miracoli delle superposizioni quantiche - avere entrambi i valori contemporaneamente. Questo rende, in linea teorica, il computer quantistico capace di velocità di calcolo impossibili da raggiungere per i processori "tradizionali". Anche per quelli a 80 core.

 

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 12. 

USANDO I MAGNETI DI VECCHI HARD DISK GUASTI

Un sensore ad effetto Hall

per costruirsi un sismometro

Sono interessanti  alcuni esperimenti che si possono fare usando dei magneti NeBFe e dei sensori lineare ad effetto Hall per costruire un sensore lineare di posizione semplice ed economico adatto ad essere usato in un sismometro a pendolo o di tipo a retroazione (force-feedback).

I magneti sono lunghi circa 36 mm, larghi 20 e dello spessore di 2,5 millimetri. Potete vedere la foto e la descrizione al sito http://www.wondermagnet.com/dev/magnet2.html.

Questi magneti a forma di "aletta" sono recuperati anche da vecchi hard disk guasti. (Servono al movimento del braccio che posiziona le testine di lettura).

Il materiale è magnetizzato in modo che ogni faccia abbia un lato dell'ala avente il polo NORD e l'altra ala (o metà del magnete) il polo SUD.

La linea dove i poli N e S si congiungono sulla superficie è costituita da una giunzione magnetica estremamente sottile.

Il chip ad effetto Hall sarà posizionato alla giusta altezza dalla superficie del magnete, come nella figura, nella posizione che darà la massima sensibilità con la massima estensione di lettura.
 


 

I sensori ad effetto Hall hanno un elemento di Hall, una alimentazione ed un amplificatore a basso rumore tutto nello stesso chip.

Vedi http://www.allegromicro.com/sf/3515/index.htm.  Potete acquistare questi sensori realizzati in involucri di plastica piccoli e piatti a tre piedini, simili alla serie di transistori BD.

Vedi la lista dei rivenditori della Allegro all'indirizzo:

http://www.allegromicro.com/salesloc/sal2nam.htm.

I sensori ad effetto Hall necessitano di una alimentazione tra 4.5 e 5.5 Volts stabile ed a basso rumore. Essi forniscono in uscita una segnale proporzionale e quasi sempre "rail to rail" cioè da zero alla tensione di alimentazione.

La linearità si degrada leggermente entro 0.5V dai limiti di alimentazione ma questo non è limitante nella pratica. Questi dispositivi hanno tre piedini, il +Ve, la massa e l'uscita del segnale che è normalmente a metà della tensione di alimentazione in assenza di campo magnetico.

L'uscita è affetta da una componente di rumore rilevante ed è necessario un filtraggio a 10Hz o anche meno per l'uso in sistemi sismometrici.

In pratica il componente verrà assemblato parallelo alla faccia del magnete ad una certa distanza dalla sua superfice. Si consiglia di usare mezzo millimetro di spaziatura in alcuni esperimenti e questo tiene (considerando anche l'involucro) circa un millimetro di distanza dal chip alla superficie del magnete. Si può scegliere di tenere in movimento il chip e avere solidale al suolo il magnete o viceversa.

Come la posizione relativa del chip rispetto al magnete cambia, la tensione in uscita dal chip cambia in modo proporzionale al flusso magnetico sulla perpendicolare del chip. Questo da una sensibilità ragguardevolmente alta lungo una linea di calibrazione sostanzialmente diritta come si vede nel grafico che segue.

 

La sensibilità e l'intervallo di spostamento possono essere controllati regolando la distanza tra il sensore e la superficie del magnete, più grande e la distanza minore sarà la sensibilità ma la gamma di lettura lineare sarà maggiore. Si tenga presente che questi chip hanno un limite di flusso magnetico rilevabile che porta la lettura a fondo scala.

 Il diagramma mostra la tensione d'uscita assoluta contro la posizione del sensore. La sensibilità misurata è di 5.8mV per micron con un range lineare totale di 0.8 mm. (nel grafico da 9.5cm a 10.3cm circa).

Il segnale può essere adeguatamente amplificato, filtrato e riferito a zero volts generando quindi un segnale d'uscita in continua. Il segnale sarà poi fatto passare attraverso un filtro passa alto per eliminare qualsiasi deriva a bassa frequenza e un secondo stadio di amplificazione e filtro può scalare il segnale in modo adeguato per il convertitore A/D che si desidera usare.


L'uscita può essere usata per pilotare il feedback di un amplificatore di un sensore Shlakenford-Gundersen o di un larga banda. La componente continua può anche essere usata per un sistema sismometrico a "larga banda" di tipo feedback a tre componenti.

Il minimo movimento che può essere misurato (la risoluzione) dipende dalla sensibilità e dal livello di rumore presente nel segnale d'uscita. Con un filt